
IL CORANO IMPRIGIONA
LA BIBBIA LIBERA
LA DONNA NELLA BIBBIA
La donna nel pensiero di Dio Nell’Antico Testamento
Nonostante la tradizione giudaica nei confronti della donna, l’Antico Testamento non ha mai insegnato che la donna fosse spiritualmente inferiore all’uomo, anche se occupa un ruolo diverso e particolare.
La potenza spirituale della donna nel pensiero di Dio
Il pensiero di Dio e’ stato sempre quello di usare le donne : nella Bibbia leggiamo ( versione Riveduta :
Salmo 68 : 11 “…… Il Signore da’ un ordine : le messaggere di buone novelle , sono una grande schiera , ( 12 ) i re degli eserciti fuggono, fuggono e la rimasta a casa divide le spoglie ( il bottino )”.
Le donne sono chiamate :
ad evangelizzare (v.11 le messaggere di buone novelle)
a dichiarare guerra al diavolo ( guerra spirituale )
v.12 i re degli eserciti fuggono,
e a vincere ( dividere il bottino ) le anime per portarle a Cristo ( v.12 fuggono e la rimasta a casa divide le spoglie ( il bottino )
L’uguaglianza spirituale
Le donne avevano gli stessi doveri degli uomini
Ubbidire alla legge.
Dio fin dal principio comandò che sia gli uomini che le donne dovevano osservare i 10 comandamenti
Esodo 20:1 Allora Dio pronunciò tutte queste parole:
2 «Io sono il SIGNORE, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù.
3 Non avere altri dèi oltre a me.
4 Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. 5 Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, 6 e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
7 Non pronunciare il nome del SIGNORE, Dio tuo, invano; perché il SIGNORE non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.
8 Ricòrdati del giorno del riposo per santificarlo. 9 Lavora sei giorni e fa’ tutto il tuo lavoro, 10 ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al SIGNORE Dio tuo; non fare in esso nessun lavoro ordinario, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né lo straniero che abita nella tua città; 11 poiché in sei giorni il SIGNORE fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, e si riposò il settimo giorno; perciò il SIGNORE ha benedetto il giorno del riposo e lo ha santificato.
12 Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà.
13 Non uccidere.
14 Non commettere adulterio.
15 Non rubare.
16 Non attestare il falso contro il tuo prossimo.
17 Non concupire la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo».
18 Or tutto il popolo udiva i tuoni, il suono della tromba e vedeva i lampi e il monte fumante. A tal vista, tremava e stava lontano. 19 E disse a Mosè: «Parla tu con noi e noi ti ascolteremo; ma non ci parli Dio, altrimenti moriremo». 20 Mosè disse al popolo: «Non temete, Dio è venuto per mettervi alla prova, perché ci sia in voi timore di Dio, e così non pecchiate». 21 Il popolo dunque se ne stava lontano, ma Mosè si avvicinò alla nuvola dov’era Dio.
22 Il SIGNORE disse a Mosè: «Parlerai così ai figli d’Israele: “Voi stessi avete visto che io vi ho parlato dai cieli. 23 Non fatevi altri dèi accanto a me; non vi fate dèi d’argento, né dèi d’oro. 24 Fammi un altare di terra; e su questo offri i tuoi olocausti, i tuoi sacrifici di ringraziamento, le tue pecore e i tuoi buoi; in qualunque luogo, nel quale farò ricordare il mio nome, io verrò da te e ti benedirò. 25 Se mi fai un altare di pietra, non costruirlo di pietre tagliate; perché alzando su di esse lo scalpello, tu le contamineresti. 26 E non salire al mio altare per dei gradini, affinché la tua nudità non si scopra su di esso”.
Figli d’Israele : Le dodici tribù di Israele (anche dette figli di Israele, popolo di Israele e Israeliti)
Figlio : si generalizza chi è generato, visto rispetto ai genitori, si include maschio e femmina ,
figlio : si specifica poi il sesso maschio o femmina
Insegnare la legge. Deuteronomio 6:5-7
5 Tu amerai dunque il SIGNORE, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze. 6 Questi comandamenti, che oggi ti do, ti staranno nel cuore; 7 li inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. 8 Te li legherai alla mano come un segno, te li metterai sulla fronte in mezzo agli occhi 9 e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle porte della tua città.
indica che la responsabilità di inculcare ai bambini, l’ubbidienza alla legge e di amare Dio con tutto il cuore era sia dell’uomo sia della donna
Proverbi 6:20 Figlio mio, osserva i precetti di tuo padre,
e non trascurare gli insegnamenti di tua madre;
21 tienili sempre legati al cuore
e attaccati al collo.
Se ambedue, i genitori dovevano insegnare la legge ai figli è implicito che sia i maschi che le femmine venivano istruiti in essa.
La Bibbia quando parla dell’opera dello Spirito Santo non generalizza con il temine “ figli “ ma specifica il sesso, il termine è più profondo
Gioele 2:28 «Dopo questo, avverrà che io spargerò il mio Spirito su ogni persona:
i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno,
i vostri vecchi faranno dei sogni,
i vostri giovani avranno delle visioni.
Le donne partecipavano alle feste religiose.
In Esodo 12 leggiamo che sia uomini che donne erano coinvolti nelle celebrazioni della Pasqua.
Esodo 12:1 Il SIGNORE parlò a Mosè e ad Aaronne nel paese d’Egitto, dicendo: 2 «Questo mese sarà per voi il primo dei mesi: sarà per voi il primo dei mesi dell’anno. 3 Parlate a tutta la comunità d’Israele e dite: “Il decimo giorno di questo mese, ognuno prenda un agnello per famiglia, un agnello per casa;
Avevano la stessa protezione degli uomini.
Le punizioni date per i crimini commessi contro le donne erano uguali per quelle commessi contro gli uomini
Esodo 21:18-32
18 Se degli uomini litigano e uno percuote l’altro con una pietra o con il pugno, e questo non muore, ma deve mettersi a letto, 19 se poi si alza e può camminare fuori appoggiato al suo bastone, colui che lo percosse sarà assolto; soltanto, lo indennizzerà del tempo che ha perduto e lo farà curare fino a guarigione compiuta.
20 Se uno bastona il suo schiavo o la sua schiava fino a farli morire sotto i colpi, il padrone deve essere punito; 21 ma se sopravvivono un giorno o due, non sarà punito, perché sono denaro suo.
22 Se durante una rissa qualcuno colpisce una donna incinta e questa partorisce senza che ne segua altro danno, colui che l’ha colpita sarà condannato all’ammenda che il marito della donna gli imporrà; e la pagherà come determineranno i giudici; 23 ma se ne segue danno, darai vita per vita, 24 occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, 25 scottatura per scottatura, ferita per ferita, contusione per contusione.
26 Se uno colpisce l’occhio del suo schiavo o l’occhio della sua schiava e glielo fa perdere, li lascerà andare liberi in compenso dell’occhio perduto. 27 Se fa cadere un dente al suo schiavo o un dente alla sua schiava, li lascerà andare liberi in compenso del dente perduto.
28 Se un bue ferisce a morte, con le corna, un uomo o una donna, il bue dovrà essere lapidato, non se ne mangerà la carne e il padrone del bue sarà assolto. 29 Però, se già da tempo il bue era solito attaccare e il padrone è stato avvertito, ma non lo ha tenuto rinchiuso e il bue ha ucciso un uomo o una donna, il bue sarà lapidato e il suo padrone pure sarà messo a morte. 30 Se gli s’impone un risarcimento, egli dovrà pagare, come riscatto della propria vita, tutto quello che gli sarà imposto.
31 Se il bue attacca un figlio o una figlia, gli si applicherà questa medesima legge. 32 Se il bue attacca uno schiavo o una schiava, il padrone del bue pagherà al padrone dello schiavo trenta sicli d’argento e il bue sarà lapidato.
Dio dà lo stesso valore alla vita di una donna e di un uomo.
Le donne facevano gli stessi voti davanti a Dio.
Il più importante voto che si poteva fare era quello del Nazireato, un voto di separazione dal mondo e di santificazione e servizio a Dio.
Sia uomini che donne potevano fare questo voto
Numeri 6:1 Il SIGNORE disse ancora a Mosè: 2 «Parla ai figli d’Israele e di’ loro: “Quando un uomo o una donna avrà fatto un voto speciale, il voto di nazireato, 3 per consacrarsi al SIGNORE, si asterrà dal vino e dalle bevande alcoliche; non berrà aceto fatto di vino, né aceto fatto di bevanda alcolica; non berrà liquori d’uva e non mangerà uva, né fresca né secca. 4 Per tutto il tempo del suo nazireato non mangerà alcun prodotto della vigna, dagli acini alla buccia. 5 Per tutto il tempo del suo voto di nazireato il rasoio non passerà sul suo capo; fino a che siano compiuti i giorni per i quali egli si è consacrato al SIGNORE, sarà santo; si lascerà crescere liberamente i capelli sul capo. 6 Per tutto il tempo che egli si è consacrato al SIGNORE, non si avvicinerà a un corpo morto.
Il Nazireato era livello più alto di impegno e consacrazione spirituale, non veniva negato alla donna.
Le donne avevano le stesse possibilità degli uomini di accedere a Dio.
Dio parlava direttamente alle donne quando voleva;
Genesi 16:7 a 10
7 L‘angelo del SIGNORE la trovò presso una sorgente d’acqua, nel deserto, presso la sorgente che è sulla via di Sur, 8 e le disse: «Agar, serva di Sarai, da dove vieni e dove vai?» Lei rispose: «Fuggo dalla presenza di Sarai mia padrona». 9 L’angelo del SIGNORE le disse: «Torna dalla tua padrona e umiliati sotto la sua mano». 10 L’angelo del SIGNORE soggiunse: «Io moltiplicherò grandemente la tua discendenza e non la si potrà contare, tanto sarà numerosa».
Dio non si rivolgeva sempre a uomini ogni volta che voleva comunicare con una donna;
Giudici 13:2 a 5.2
C’era un uomo di Sorea, della famiglia dei Daniti, di nome Manoà; sua moglie era sterile e non aveva figli. 3 L’angelo del SIGNORE apparve alla donna, e le disse: «Ecco, tu sei sterile e non hai figli; ma concepirai e partorirai un figlio. 4 Ora guardati dunque dal bere vino o bevanda alcolica e non mangiare nulla di impuro. 5 Poiché ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, sulla testa del quale non passerà rasoio, perché il bambino sarà un nazireo, consacrato a Dio dal seno di sua madre, e sarà lui che comincerà a liberare Israele dalle mani dei Filistei».
6 La donna andò a dire a suo marito: «Un uomo di Dio è venuto da me; aveva l’aspetto di un angelo di Dio: un aspetto davvero tremendo. Io non gli ho domandato da dove veniva, ed egli non mi ha detto il suo nome; 7 ma mi ha detto: “Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio; ora non bere né vino né bevanda alcolica e non mangiare niente di impuro, perché il bambino sarà un nazireo, consacrato a Dio dal seno di sua madre e fino al giorno della sua morte”».
Avevano gli stessi privilegi degli uomini.
( Contesto : censimento degli Israeliti tornati dall’esilio con Zorobabele )
Donne e uomini servivano Dio in modo particolari.
Nella lode : Neemia 7:67 ci dice che c’era un coro composto da 245 cantanti uomini e donne. Conducevano il popolo nella lode tramite la musica.
Nell’adorazione : Esodo 38:8 delle donne servivano alle porte del Tabernacolo, probabilmente conducevano le persone all’adorazione
I seguenti passi ci dicono che le donne erano coinvolte nelle grandi celebrazioni d’Israele
Deuteronomio 12:10-12
10 Voi dunque passerete il Giordano e abiterete il paese che il SIGNORE, il vostro Dio, vi dà in eredità; avrete pace da tutti i vostri nemici che vi circondano e vivrete nella sicurezza. 11 Allora porterete al luogo che il SIGNORE, il vostro Dio, avrà scelto per dimora del suo nome, tutto quello che vi comando: i vostri olocausti e i vostri sacrifici, le vostre decime, quello che le vostre mani avranno prelevato, e tutte le offerte scelte che avrete consacrato per voto al SIGNORE. 12 Vi rallegrerete davanti al SIGNORE vostro Dio, voi, i vostri figli, le vostre figlie, i vostri servi, le vostre serve e il Levita che abiterà nelle vostre città; poiché egli non ha né parte né proprietà tra di voi.
Servivano Dio come capi o guide del popolo.
Nella storia d’Israele e Giuda ci sono state donne come regnanti e guide.
Debora, di cui leggiamo in Giudici cap. 4:4 a 9, fu una giudice. chiamò Barac per guidare il popolo in battaglia contro i cananei.
4 In quel tempo era giudice d’Israele una profetessa, Debora, moglie di Lappidot. 5 Lei sedeva sotto la palma di Debora, fra Rama e Betel, nella regione montuosa di Efraim, e i figli d’Israele salivano da lei per le controversie giudiziarie. 6 Debora mandò a chiamare Barac, figlio di Abinoam, da Cades di Neftali, e gli disse: «Il SIGNORE, Dio d’Israele, non ti ha forse dato quest’ordine: “Va’, raduna sul monte Tabor e prendi con te diecimila uomini dei figli di Neftali e dei figli di Zabulon. 7 Io attirerò verso di te, al torrente Chison, Sisera, capo dell’esercito di Iabin, con i suoi carri e la sua numerosa gente, e lo darò nelle tue mani”?» 8 Barac le rispose: «Se vieni con me, andrò; ma se non vieni con me, non andrò». 9 Debora disse: «Certamente, verrò con te; però, la via per cui cammini non ti porterà onori; perché il SIGNORE darà Sisera in mano a una donna». E Debora si alzò e andò con Barac a Cades.
La Regina Atalia di 2 Re 11, usurpò il trono e non è da considerare come una guida legittima.
Ester era in esilio in Persia, Dio fu con lei diventò regina fu coraggiosa e piena di fede , e salvò gli Ebrei dallo sterminio
Donne speciali :
Sara , Moglie di Abrahamo , come il marito , fu oggetto di speciali promesse Genesi 17: 16 la promessa di avere Isacco
fu una donna a volte debole
Fu dura verso Agar
Mise in dubbio la promessa di avere un figlio ( Gen.18:12 ):
Ma la sua fede fu esemplare e ammirata dagli Apostoli.
Ebrei 11:11 Per fede anche Sara, benché fuori di età, ricevette forza di concepire, perché ritenne fedele colui che aveva fatto la promessa
Rahab , donna , prostituta di Gerico , aveva un albergo ….
( Giosue’ 2:1-21 ) ( salvò le spie Ebree , la sua fede le permise di salvarsi lei e i suoi famigliari :
( Giosue’ 6 : 17 -25 )
Rahab si converti a Dio ed ebbe l’onore di essere inclusa nella genealogia della nascita di Gesù
Matteo 1:5 Salmon generò Boos da Raab; Boos generò Obed da Rut; Obed generò Iesse
è stata inserita nell’ elenco delle persone con la grande fede
Ebrei 11 : 31 Per fede Raab, la prostituta, non perì con gli increduli, avendo accolto con benevolenza le spie.
Rhut , Leggi il libro di Ruth : Era una moabita , della tribù di Moab , sposò un figlio di Naomi . Alla suocera mostrò un grande amore abbandonando per lei il paese e i suoi famigliari per seguire sua suocera Naomi in Galilea, fu fedele a Dio che la onorò , anche se moabita , quindi un popolo “ maledetto “ ebbe anche lei l’onore di far parte della genealogia della nascita di Gesù
Matteo 1 : 5 Salmon generò Boos da Raab; Boos generò Obed da Rut; Obed generò Iesse
Anna , 1 Samuele 1 donna di preghiera , emarginata da Pennina sua rivale , perche’ era sterile , lo stesso sacerdote Eli non comprese il bisogno di Anna e quello che stava chiedendo : un figlio : Samuele, diventò grande profeta e uomo di Dio :
( 1° Samuele. 1: 10 a 15 Nota il termine “ …. Effondendo l’anima a Dio “ aveva aperto completamente l’ anima a Dio .
1° Samuele. 1: 10 a 15
10 Lei aveva l’anima piena di amarezza e pregò il SIGNORE piangendo dirottamente. 11 Fece un voto e disse: «O SIGNORE degli eserciti, se hai riguardo all’afflizione della tua serva e ti ricordi di me, se non dimentichi la tua serva e dai alla tua serva un figlio maschio, io lo consacrerò al SIGNORE per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non passerà sulla sua testa». 12 La sua preghiera davanti al SIGNORE si prolungava, ed Eli osservava la bocca di lei. 13 Anna parlava in cuor suo e si movevano soltanto le sue labbra, ma non si sentiva la sua voce; perciò Eli credette che fosse ubriaca 14 e le disse: «Quanto durerà questa tua ubriachezza? Va’ a smaltire il tuo vino!» 15 Ma Anna rispose e disse: «No, mio signore, io sono una donna tribolata nello spirito e non ho bevuto vino né bevanda alcolica, ma stavo solo aprendo il mio cuore davanti al SIGNORE
Le donne Avevano un ufficio profetico.
Vi sono cinque donne nell’Antico Testamento di cui si fa riferimento come profetesse.
1) Miriam fu la sorella di Mosè ed è chiamata profetessa in Esodo 15:20 Allora Maria, la profetessa, sorella d’Aaronne, prese in mano il timpano e tutte le donne uscirono dietro a lei, con timpani e danze. 21 E Maria rispondeva:
«Cantate al SIGNORE, perché è sommamente glorioso:
ha precipitato in mare cavallo e cavaliere».
2 ) Debora. Lei è descritta come giudice e profetessa in Giudici 4:4 In quel tempo era giudice d’Israele una profetessa, Debora, moglie di Lappidot…
3) Hulda o Culda : profetessa diede una rivelazione da parte di Dio ad Hilkia il sacerdote e altri uomini intorno al giudizio che stava per colpire Gerusalemme e Giuda
2 Re 22:14-22
14 Il sacerdote Chilchia, Aicam, Acbor, Safan e Asaia andarono dalla profetessa Culda, moglie di Sallum, custode del vestiario, figlio di Ticva, figlio di Carcas. Lei abitava a Gerusalemme, nel secondo quartiere; e quando ebbero parlato con lei, lei disse loro: 15 «Così dice il SIGNORE, Dio d’Israele: Dite all’uomo che vi ha mandati da me: 16 “Così dice il SIGNORE: Ecco, io farò venire delle sciagure su questo luogo e sopra i suoi abitanti, conformemente a tutte le parole del libro che il re di Giuda ha letto. 17 Perché essi mi hanno abbandonato e hanno offerto incenso ad altri dèi provocando la mia ira con tutte le opere delle loro mani; perciò la mia ira si è accesa contro questo luogo, e non si spegnerà”. 18 Al re di Giuda che vi ha mandati a consultare il SIGNORE, direte questo: “Così dice il SIGNORE, Dio d’Israele, riguardo alle parole che tu hai udite: 19 ‘Poiché il tuo cuore è stato toccato, poiché ti sei umiliato davanti al SIGNORE, udendo ciò che io ho detto contro questo luogo e contro i suoi abitanti, che saranno cioè abbandonati alla desolazione e alla maledizione; poiché ti sei stracciato le vesti e hai pianto davanti a me, anch’io ti ho ascoltato’, dice il SIGNORE. 20 ‘Ecco, io ti riunirò con i tuoi padri, e te ne andrai in pace nella tua tomba. I tuoi occhi non vedranno tutte le sciagure che io farò piombare su questo luogo'”». E quelli riferirono al re la risposta.
E’ riportato anche in 2 Cronache 34:22-28
4) Noadia è menzionata in
Neemia 6:14
14 O mio Dio, ricòrdati di Tobia, di Samballat, e di queste loro opere! Ricòrdati anche della profetessa Noadia e degli altri profeti che hanno cercato di spaventarmi!
ma lei era una falsa profetessa che si opponeva all’operato di Neemia mentre ricostruiva le mura di Gerusalemme.
5) La moglie di Isaia è chiamata profetessa in Isaia 8:3 perché diede alla luce un bambino il cui nome aveva un significato profetico.
Isaia 8:3 Mi scelsi come testimoni fedeli il sacerdote Uria e Zaccaria, figlio di Ieberechia. 3 Mi unii pure alla profetessa, e lei concepì e partorì un figlio
Anna ( Luca 2: 36 ). ( Nel Nuovo Testamento ma siamo ancora con la Legge del Vecchio Testamento ) .
Luca 2: 36 Vi era anche Anna, profetessa, figlia di Fanuel, della tribù di Aser. Era molto avanti negli anni: dopo essere vissuta con il marito sette anni dalla sua verginità, era rimasta vedova e aveva raggiunto gli ottantaquattro anni. 37 Non si allontanava mai dal tempio e serviva Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38 Sopraggiunta in quella stessa ora, anche lei lodava Dio e parlava del bambino a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Nel Nuovo Testamento
1. L’uguaglianza spirituale
Questa verità è evidente in
Galati 3:24 a 29.
24 Così la legge è stata come un precettore per condurci a Cristo, affinché noi fossimo giustificati per fede. 25 Ma ora che la fede è venuta, non siamo più sotto precettore; 26 perché siete tutti figli di Dio per la fede in Cristo Gesù. 27 Infatti voi tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. 28 Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù. 29 Se siete di Cristo, siete dunque discendenza d’Abraamo, eredi secondo la promessa.
tutti hanno uguale accesso alla salvezza in Cristo.
Le donne avevano le stesse responsabilità come gli uomini. Ogni comandamento come ogni promessa e benedizione nel Nuovo Testamento sono stati dati sia a uomini che a donne. Tutti abbiamo le stesse risorse spirituali e le stesse responsabilità.
Le donne avevano libero accesso a Gesù come gli uomini
Le donne avevano lo stesso accesso a Gesù come gli uomini.
La prima persona a cui Gesù ha rivelato di essere il Messia è stata una donna, la samaritana
Giovanni 4 :25 La donna gli disse: «Io so che il Messia (che è chiamato Cristo) deve venire; quando sarà venuto ci annuncerà ogni cosa». 26 Gesù le disse: «Sono io, io che ti parlo!»
Gesù guarì delle donne mostrando a loro la stessa compassione che mostrò a uomini.
Matteo 8:14-15
14 Poi Gesù, entrato nella casa di Pietro, vide che la suocera di lui era a letto con la febbre; 15 ed egli le toccò la mano e la febbre la lasciò. Ella si alzò e si mise a servirlo.
Matteo 9:20
20 Ed ecco una donna, malata di un flusso di sangue da dodici anni
Luca 13:10 a 13
10 Gesù stava insegnando di sabato in una sinagoga. 11 Ecco una donna, che da diciotto anni aveva uno spirito che la rendeva inferma, ed era tutta curva e assolutamente incapace di raddrizzarsi. 12 Gesù, vedutala, la chiamò a sé e le disse: «Donna, tu sei liberata dalla tua infermità». 13 Pose le mani su di lei, e nello stesso momento ella fu raddrizzata e glorificava Dio.
Matteo 15,21-28
21 Partito di là, Gesù si ritirò nel territorio di Tiro e di Sidone. 22 Ed ecco una donna cananea di quei luoghi venne fuori e si mise a gridare: «Abbi pietà di me, Signore, Figlio di Davide. Mia figlia è gravemente tormentata da un demonio».
Gesù permise alle donne di servirlo
Luca 8:1 In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. 2 Con lui vi erano i dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti maligni e da malattie: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; 3 Giovanna, moglie di Cuza, l’amministratore di Erode; Susanna e molte altre che assistevano Gesù e i dodici con i loro beni.
Gesù insegnò alle donne
Luca 10:38-42
38 Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio; e una donna, di nome Marta, lo ospitò in casa sua. 39 Marta aveva una sorella chiamata Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola. 40 Ma Marta, tutta presa dalle faccende domestiche, venne e disse: «Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». 41 Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. 42 Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta».
Alla croce, dopo che tutti gli uomini fuggirono, le donne rimasero
Matteo 27:55-56.
54 Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, visto il terremoto e le cose avvenute, furono presi da grande spavento e dissero: «Veramente, costui era Figlio di Dio».55 C’erano là molte donne che guardavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per assisterlo; 56 tra di loro erano Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedeo.
La prima a vedere il Cristo risorto è stata una donna
Marco 16:9
9 [Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demòni. 10 Questa andò ad annunciarlo a coloro che erano stati con lui, i quali facevano cordoglio e piangevano. 11 Essi, udito che egli viveva ed era stato visto da lei, non lo credettero.
Confronta Giovanni 20:11-18.
Nel Nuovo Testamento le donne
Non avevano il ruolo di guide politiche …
Il Nuovo Testamento non fa menziona di nessuna donna nel ruolo di guida politica,presenta pero’ donne con potenti ministeri
Avevano un ufficio profetico.
Le figlie di Filippo profetizzarono
Atti 21:8,9
8 Ripartiti il giorno dopo, giungemmo a Cesarea; ed entrati in casa di Filippo l’evangelista, che era uno dei sette, restammo da lui. 9 Egli aveva quattro figlie non sposate, le quali profetizzavano.
Elisabetta profetizza
Luca 1:39 In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda, 40 ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. 41 Appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le balzò nel grembo; ed Elisabetta fu piena di Spirito Santo, 42 e ad alta voce esclamò: «Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno! 43 Come mai mi è dato che la madre del mio Signore venga da me? 44 Poiché ecco, non appena la voce del tuo saluto mi è giunta agli orecchi, per la gioia il bambino mi è balzato nel grembo. 45 Beata è colei che ha creduto che quanto le è stato detto da parte del Signore avrà compimento».
ANNA
Luca 2:36 Vi era anche Anna, profetessa, figlia di Fanuel, della tribù di Aser. Era molto avanti negli anni: dopo essere vissuta con il marito sette anni dalla sua verginità, era rimasta vedova e aveva raggiunto gli ottantaquattro anni. 37 Non si allontanava mai dal tempio e serviva Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38 Sopraggiunta in quella stessa ora, anche lei lodava Dio e parlava del bambino a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
NELLA CHIESA DI CORINTO LE DONNE PROFETIZZAVANO
1Corinzi 11:5 ma ogni donna che prega o profetizza senza avere il capo coperto fa disonore al suo capo, perché è come se fosse rasa.
La Parola non ci dice se tutte queste donne avevano il ministerio o il dono di profezia permanente, ma vediamo però che profetizzano
DA NOTARE CHE
La parola greca per profezia significa: “proclamare”.
Vi sono momenti e dei tempi dove donne proclamano la Parola di Dio,
C’è una donna che pur non essendo una profetessa,annuncia la morte di Gesù
MARIA DI BETANIA
Giovanni 12:1 Gesù dunque, sei giorni prima della Pasqua, andò a Betania dov’era Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. 2 Qui gli offrirono una cena; Marta serviva e Lazzaro era uno di quelli che erano a tavola con lui. 3 Allora Maria, presa una libbra d’olio profumato, di nardo puro, di gran valore, unse i piedi di Gesù e glieli asciugò con i suoi capelli; e la casa fu piena del profumo dell’olio. 4 Ma Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: 5 «Perché non si è venduto quest’olio per trecento denari e non si sono dati ai poveri?» 6 Diceva così, non perché si curasse dei poveri, ma perché era ladro, e, tenendo la borsa, ne portava via quello che vi si metteva dentro. 7 Gesù dunque disse: «Lasciala stare; ella lo ha conservato per il giorno della mia sepoltura. 8 Poiché i poveri li avete sempre con voi; ma me, non mi avete sempre».
Matteo 26:6 Mentre Gesù era a Betania, in casa di Simone il lebbroso, 7 venne a lui una donna che aveva un vaso di alabastro pieno d’olio profumato di gran valore e lo versò sul capo di lui che stava a tavola. 8 Veduto ciò, i discepoli si indignarono e dissero: «Perché questo spreco? 9 Quest’olio si sarebbe potuto vendere caro e dare il denaro ai poveri». 10 Ma Gesù se ne accorse e disse loro: «Perché date noia a questa donna? Ha fatto una buona azione verso di me. 11 Perché i poveri li avete sempre con voi, ma me non mi avete sempre. 12 Versando quest’olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista della mia sepoltura. 13 In verità vi dico che in tutto il mondo, dovunque sarà predicato questo vangelo, anche ciò che ella ha fatto sarà raccontato in memoria di lei».
Quel momento era venuto e solo una donna, con il suo discernimento spirituale, aveva saputo coglierlo.
Credendo nelle profezie del Signore riguardo alla sua morte, ella aveva capito che doveva ungerlo allora o mai più. E, considerati gli eventi che seguirono, ella dimostrò di aver avuto ragione.
LA MOGLIE DI PILATO (Claudia Valeria Procula )
Una donna romana pagana molto influente, rivela al marito dopo aver ricevuto una rivelazione in sogno che Gesù è innocente ( la moglie di Pilato, Claudia )
Pilato, procuratore romano della Giudea, in quanto rappresentante dell’imperatore, è la massima autorità di quella provincia romana. Il Sinedrio, maggiore organo giudaico legislativo e giurisdizionale, ha già condannato Gesù accusandolo di bestemmia. L’ultima parola, però, spetta proprio al procuratore, il quale ha il potere di approvare o respingere quella decisione.
Matteo 27:11 Gesù comparve davanti al governatore e il governatore lo interrogò, dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?» Gesù gli disse: «Tu lo dici». 12 E, accusato dai capi dei sacerdoti e dagli anziani, non rispose nulla. 13 Allora Pilato gli disse: «Non senti quante cose testimoniano contro di te?» 14 Ma egli non gli rispose neppure una parola; e il governatore se ne meravigliava molto.
15 Ogni festa di Pasqua il governatore era solito liberare un carcerato, quello che la folla voleva. 16 Avevano allora un noto carcerato, di nome Barabba. 17 Essendo dunque radunati, Pilato domandò loro: «Chi volete che vi liberi, Barabba o Gesù detto Cristo?» 18 Perché egli sapeva che glielo avevano consegnato per invidia
In piena udienza la moglie di Pilato gli manda un messaggero per rilasciare quel giusto, Tenta, di intercedere per Lui. La donna, una pagana, lo sogna e ne rimane molto turbata perché capisce che non è un malfattore. Nella Bibbia il sogno è una delle tipiche forme di comunicazione privilegiata tra Dio e l’essere umano.
La donna ( la moglie di Pilato ) ama talmente suo marito da metterlo in guardia sul non sbagliare nell’esercizio delle sue mansioni giuridiche. Ma Pilato non l’ascolta.
Un giudice, che deve essere garante della giustizia, ma nei confronti di Gesù ,si comporta ingiustamente e condanna un innocente, nonostante sia il suo buon senso,anche lui lo trova giusto V. 24 Pilato, vedendo che non otteneva nulla, ma che si sollevava un tumulto, prese dell’acqua e si lavò le mani in presenza della folla, dicendo: «Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci voi
sia la moglie l’abbia avvertito riguardo all’errore che sta per commettere.
V.19 Mentre egli sedeva in tribunale, la moglie gli mandò a dire: «Non aver nulla a che fare con quel giusto, perché oggi ho sofferto molto in sogno per causa sua».
Il governatore crede alla moglie,infatti Pilato riversa la decisione sui capi dei sacerdoti : 19 Mentre egli sedeva in tribunale, la moglie gli mandò a dire: «Non aver nulla a che fare con quel giusto, perché oggi ho sofferto molto in sogno per causa sua». 20 Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. 21 E il governatore si rivolse di nuovo a loro, dicendo: «Quale dei due volete che vi liberi?» E quelli dissero: «Barabba». 22 E Pilato a loro: «Che farò dunque di Gesù detto Cristo?» Tutti risposero: «Sia crocifisso». 23 Ma egli riprese: «Che male ha fatto?» Ma quelli sempre più gridavano: «Sia crocifisso». 24 Pilato, vedendo che non otteneva nulla, ma che si sollevava un tumulto, prese dell’acqua e si lavò le mani in presenza della folla, dicendo: «Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci voi». 25 E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli».
ma, come riporta il Vangelo secondo Giovanni, i giudei lo accusano, qualora Lo liberasse, di non essere amico di Cesare, perché chiunque si fa re si mette contro Cesare
Giovanni 19:12 Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridavano, dicendo: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare. Chiunque si fa re, si oppone a Cesare».
PER PILATO ERA PIU’ IMPORTANTE CONSERVARE LA SUA POSIZIONE
LIDIA :
Atti 16: 11 a 15 ci presenta la figura principale della scena:
LIDIA
11 Perciò, salpando da Troas, puntammo diritto su Samotracia, e il giorno seguente su Neapolis; 12 di là ci recammo a Filippi, che è colonia romana e la città più importante di quella regione della Macedonia; e restammo in quella città alcuni giorni.13 Il sabato andammo fuori dalla porta, lungo il fiume, dove pensavamo vi fosse un luogo di preghiera; e sedutici parlavamo alle donne là riunite. 14 Una donna della città di Tiatiri, commerciante di porpora, di nome Lidia, che temeva Dio, ci stava ad ascoltare. Il Signore le aprì il cuore, per renderla attenta alle cose dette da Paolo. 15 Dopo che fu battezzata con la sua famiglia, ci pregò dicendo: «Se avete giudicato ch’io sia fedele al Signore, entrate in casa mia, e alloggiatevi». E ci costrinse ad accettare.
Lidia era di Tiatira, città rinomata per la produzione della tinta di porpora. Il fatto che fosse venditrice (e forse anche fabbricante) di questo prezioso prodotto (che amavano sfoggiare nelle corti e tra le famiglie benestanti, induce a pensare che Lidia sia stata una donna indipendente economicamente, con delle persone alle sue dipendenze e capace di gestire bene l’impresa commerciale.
V. 14: “Il Signore le aprì il cuore per accogliere le cose dette da Paolo”
Ecco la prospettiva teologica: è il Signore ad aprire il suo cuore alla predicazione di Paolo; solo il Signore è in grado di farlo;
v. 15 “Dopo essere stata battezzata (lei) e la sua casa, ci invitò dicendo: «Se mi avete giudicato fedele al Signore, entrate a casa mia e restate(ci)». E ci costrinse.”
Il narratore, che risulta essere presente alla scena, a questo punto sintetizza e non aggiunge molti particolari; restano dunque aperte alcune domande: Lidia è stata battezzata subito, quel sabato lì al fiume, o ci sono stati studi biblici prima del battesimo?
Se facciamo riferimento a episodi simili (cf. il battesimo di Cornelio, cap. 10 degli Atti o a quello dell’etiope eunuco, Atti cap. 8:26-39) bisogna optare per un battesimo immediato;
IL fatto che insieme a lei viene battezzata “la sua casa” si deve quindi presupporre la presenza dei famigliari in quella riunione di preghiera,battezzati presso il fiume.
“la sua casa” con questo termine ovviamente è intesa tutta la cerchia di familiari, ma anche la servitù (se c’era) che apparteneva alla casa. Allo stesso tempo si deve dedurre che Lidia viene presentata come capofamiglia
ma il narratore non ritiene importante fornire questi dettagli, a lui sta a cuore soprattutto mostrare come il Signore agisce attraverso la predicazione dei missionari per la diffusione della sua Parola “fino agli estremi confini”.
DONNE COLLABORATRICI NELL’APOSTOLATO
Nella lettera ai Filippesi 4:2,3
2 Esorto Evodia ed esorto Sintìche a essere concordi nel Signore. 3 Sì, prego pure te, mio fedele collaboratore, vieni in aiuto a queste donne, che hanno lottato per il vangelo insieme a me, a Clemente e agli altri miei collaboratori i cui nomi sono nel libro della vita.
Paolo nomina due donne, Evodia e Sintiche, esortandole ad essere concordi nel Signore e prega un suo fedele compagno di aiutarle (a riconciliarsi), poiché esse hanno lottato per il vangelo insieme con lui , cioè al pari di Paolo e di collaboratori tra cui Clemente: “ e i loro nomi sono scritti nel libro della vita”
NOTA
Per queste donne l’aver lottato insieme all’apostolo per la diffusione del vangelo comporta in qualche modo l’aver esercitato lo stesso ministero dell’apostolo; inoltre le espressioni di ammirazione e il fatto che praticamente sono le uniche persone ad esser nominate oltre a Clemente che è probabilmente un componente di quella chiesa portano a pensare che esse devono aver avuto un ruolo di primo piano nella conduzione di quella comunità.
Qualcosa di simile si può supporre anche di Cloe
1Corinzi 1:11
11 Infatti, fratelli miei, mi è stato riferito da quelli di casa Cloe che tra di voi ci sono contese
Molti commentatori Biblici sono concordi nel pensare che la famiglia di Cloe e Cloe stessa sia stata una delle guide della chiesa di Corinto
Filemone 2:1a 3
1 Paolo, prigioniero di Cristo Gesù, e il fratello Timoteo, al caro Filemone, nostro collaboratore, 2 alla sorella Apfia, ad Archippo, nostro compagno d’armi, e alla chiesa che si riunisce in casa tua, 3 grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo.
Paolo scrivendo a Filemone cita Apfia esplicitamente tra i destinatari di una sua lettera, subito dopo di Filemone e prima di Archippo
Anche in questo caso si pensa che Apfia abbia avuto un ruolo molto importante nella chiesa
Febe
Romani 16,1-2 sorella nella fede, diaconessa, ( e patrona )
1 Vi raccomando Febe, nostra sorella, che è diaconessa della chiesa di Cencrea, 2 perché la riceviate nel Signore, in modo degno dei santi, e le prestiate assistenza in qualunque cosa ella possa aver bisogno di voi; poiché ella pure ha prestato assistenza a molti e anche a me.
Paolo raccomandando Febe alla comunità di Roma.
Febe : Si tratta di una donna di Cencre – una delle due località portuali presso Corinto, il fatto che viene nominata per prima in questo capitolo ci fa ritenere che fosse lei l’incaricata di recapitare la lettera stessa. In realtà non conosciamo il motivo del suo viaggio a Roma;
Il verbo tipicamente raccomandare, è usato anche altrove nelle lettere di paolo per presentare e raccomandare un amico ad un altro.
Le credenziali di questa donna presentata da Paolo contengono tre titoli:
Per quanto riguarda il primo, SORELLA.
Inoltre, il pronome possessivo NOSTRA è un’attestazione del fatto che era già comune il concetto di comunione e quindi di universalismo tra membri di chiese sparse nelle varie parti del mondo.
DIACONESSA ( nota : in greco il termine diacono si usa sia al maschile che femminile ) della chiesa di Cencre.
Il diacono è un Ministro a cui è legato un ruolo di responsabilità e autorità nella chiesa anche qui coerentemente andrebbe tradotto e compreso allo stesso modo.
I diaconi nel Nuovo Testamento ( Atti 6 ) dovevano essere battezzati di Spirito Santo, avere una buona testimonianza , erano quelli che servivano le Apapi ( cena del Signore ) amministravano battesimi , il loro ministerio poteva maturare in altri ministeri come Filippo che da diacono diventò
evangelista .
(requisiti del pastore (vescovo) e diaconi:
1 Timoteo 3:1a10
FEBE ERA CHIAMATA PROTETTRICE ( lo scopriamo in una frase )
Romani 16:1-2 sorella nella fede, diaconessa, ( e patrona )
1 Vi raccomando Febe, nostra sorella, che è diaconessa della chiesa di Cencrea, 2 perché la riceviate nel Signore, in modo degno dei santi, e le prestiate assistenza in qualunque cosa ella possa aver bisogno di voi; poiché ella pure ha prestato assistenza a molti e anche a me.
Leggiamo ora dalla versione Vecchia Diodati
Romani 16:1-2
1 OR io vi raccomando Febe, nostra sorella, che è diaconessa della chiesa che è in Cencrea. 2 Acciocchè voi l’accogliate nel Signore, come si conviene a’ santi, e le sovveniate in qualunque cosa avrà bisogno di voi; perciocchè ella è stata protettrice di molti, e di me stesso ancora
V 2 di Romani 16 nella Bibbia la Nuova Riveduta è tradotto con “prestato assistenza “
La Vecchia Diodati traduce con “ella è stata protettrice “
la traduzione greca infatti è prostátis
che significa “porre come patrono, capo”;, “porsi davanti (come difensore)”; ruoli che coprivano una persona benestante e influente, protettore legale, patrono e leader di gruppi religiosi.
Nel nostro caso bisogna intendere dunque il senso di “donna posta sopra altri”, e normalmente andrebbe tradotto con “protettrice, patrona” o, in traduzione più moderna, “presidente”.
Ora il fatto che Paolo affermi che Febe è stata patrona di molti e anche di lui stesso, lascia supporre che ella fosse benestante e socialmente altolocata .
Probabilmente la sua casa era adatta ad ospitare la comunità cristiana di Cencre, della quale in quanto diaconessa era anche una leader.
Inoltre nella sua generosità non mancava di offrire ospitalità e protezione ai missionari itineranti, come Paolo e collaboratori.
Ciò che Paolo chiede dunque ai romani in termini di accoglienza e assistenza nei riguardi di Febe
V 2 “che l’accogliate nel Signore in maniera degna dei santi e l’assistiate nelle cose di cui può aver bisogno”)
in qualche modo deve riflettere ciò che anche lei ha fatto nei confronti di fratelli e sorelle in Cristo, sia quelli appartenenti a quella comunità locale, che quelli di fuori che si trovavano a passare nella sua casa.
Insomma, i romani, nel ricevere e leggere la lettera di Paolo a loro destinata, si trovavano in presenza di una donna di grande prestigio
Sia umano che cristiano,
Era sorella nella fede,
Era ministro ( diaconessa ) della sua comunità di Cencre,
Era benefattrice generosa
Era patrona ( protettrice) per chiunque dei fratelli e di chi si fosse trovato a passare nella sua casa.
In Romani 16,1-16
Paolo nomina ventinove persone, riportando il nome di ventisette di loro, tra cui 10 donne (due senza nome ,Paolo le onora per il servizio che hanno portato per il Signore )
La prima menzionata è Febe,.( abbiamo visto… )
Al v. 3 dice di salutare Prisca ed Aquila (suo marito). Prisca (o Priscilla), è identificata come collaboratrice
3 Salutate Prisca e Aquila, miei collaboratori in Cristo Gesù, 4 i quali hanno rischiato la vita per me; a loro non io soltanto sono grato, ma anche tutte le chiese delle nazioni. 5 Salutate anche la chiesa che si riunisce in casa loro
Questa coppia si trovano a Roma ma poi andarono a Corinto, quando ci fu l’espulsione dei Giudei da Roma
Cfr Atti 18:1 erano a Corinto
Atti 18:24 a 26 insegnavano ad Apollo
UNA MARIA DI ROMA
al v. 6 saluta Maria 6 Salutate Maria, che si è molto affaticata per voi
al v. 7 chiede di salutare “Andronico e Giunia…
7 Salutate Andronico e Giunia, miei parenti e compagni di prigionia, i quali si sono segnalati fra gli apostoli ed erano in Cristo già prima di me.
Giunia non è un uomo bensì una donna, di loro Paolo afferma che sono suoi parenti, e diventati discepoli di Cristo prima di lui .
Al v. 12 dice di salutare Trifena (Nome deliziosa,delicata )
e Trifosa, ( variante di Trifena) dolcezza”, “delicatezza )
12 Salutate Trifena e Trifosa, che si affaticano nel Signore
V. 12 “la cara Perside”, ( sciame di stelle )
12…..Salutate la cara Perside che si è affaticata molto nel Signore
Al v. 13 saluta la madre di Rufo
13 Salutate Rufo, l’eletto nel Signore e sua madre, che è anche mia.
Al v. 15 si nomina infine Giulia e la sorella di Nereo.
15 Salutate Filologo e Giulia, Nereo e sua sorella, Olimpa e tutti i santi che sono con loro
NOTA : Olimpa (Olympas / Olimpam ) un uomo
Se si va a fare il conto di tutte le persone menzionate in 16,1-16, le donne sono circa un terzo degli uomini, e tuttavia le cose che si dicono di loro sono talmente rilevanti da far intravedere un loro ruolo di primo piano nelle prime comunità cristiane ,in quanto collaboratrici nel ministero apostolico di Paolo, o in generale in quanto “si sono date da fare per il Signore”.
NOTA
I CRITICI MODERNI HANNO ACCUSATO PAOLO DI ATTEGGIAMENTI MASHILISTI NEI CONFRONTI DELLE DONNE DELLA CHIESA, E’ DA NOTARE CHE LE DONNE CITATE DA PAOLO SONO COLORO CHE HANNO : COMBATTUTO,LAVORATO , PER IL SERVIZIO DEL SIGNORE
Romani 16 dunque, è intesa come “la più gloriosa” attestazione di onore per l’apostolato della donna nella chiesa primitiva
NELLA FAMIGLIA DI TIMOTEO
Atti 16:1 Giunse anche a Derba e a Listra; e là c’era un discepolo, di nome Timoteo, figlio di una donna ebrea credente, ma di padre greco. 2 Di lui rendevano buona testimonianza i fratelli che erano a Listra e a Iconio. 3 Paolo volle che egli partisse con lui; perciò lo prese e lo circoncise a causa dei Giudei che erano in quei luoghi; perché tutti sapevano che il padre di lui era greco
La madre di Timoteo, Eunice, e sua nonna, Loide, erano
entrambe credenti di origine giudaica
Suo padre era greco, forse a quel tempo già deceduto.
DONNE IMPORTANTI NELLA VITA DI TIMOTEO.
Nonna Loide ( significato “migliore”, “preferibile”,
“più desiderabile” )
e mamma Eunice : (significato: “buona vittoria” o “vittoriosa”
2 Timoteo 1:3 a 5
3 Ringrazio Dio, che servo come già i miei antenati con pura coscienza, ricordandomi regolarmente di te nelle mie preghiere giorno e notte; 4 ripenso alle tue lacrime e desidero intensamente vederti per essere riempito di gioia. 5 Ricordo infatti la fede sincera che è in te, la quale abitò prima in tua nonna Loide e in tua madre Eunice, e, sono convinto, abita pure in te.
2 Timoteo 1:5 Paolo dunque ricordava la fede sincera di Timoteo: una fede schietta,autentica e senza ipocrisie.
Timoteo non era stato il primo della famiglia a conoscere la salvezza. È evidente che la nonna giudea Loide aveva
udito la buona notizia della salvezza e aveva accettato il Signore Gesù come Messia, così come la madre Eunice,
anche lei giudea In questo modo Timoteo era arrivato a conoscere le grandi verità della fede cristiana in
una famiglia giunta alla terza generazione di credenti.
Le Scritture non specificano se il padre di Timoteo si sia anch’egli convertito. Benché la salvezza non si possa ereditare dai genitori credenti, è senza dubbio che, nelle Scritture, esiste un principio di unità familiare Dio ama salvare famiglie intere Egli non desidera che nessun membro della famiglia manchi all’appello
MARIA . MADRE DI GESU’
Maria è la forma latina del greco biblico (María),
a sua volta mutuato dall’ebraico (Miryam)
( significato ribellione o amaritudine )
tale nome è passato in greco anche come (Mariam), tradotto in italiano con Maria
( significato “amata” o “amata da Dio”. )
Questo significato lo descrive anche l’Angelo quando appare a Maria
Luca 1:28 L’angelo, entrato da lei, disse: «Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te».
All’epoca fino al Medievo le donne amate dai re erano chiamate : le favorite .( sinonimo : prediletto, preferito, beneamato, prescelto )
MARIA,LA DONNA PREDETTA GIÀ NELLA GENESI
Genesi 3:15 Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno».
Viene pronunciata la prima promessa del Redentore,
Dio preannunciava che sarebbe diventato realmente uomo e che sarebbe venuto in Cristo
Isaia 7:14;
14 Perciò il Signore stesso vi darà un segno:Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio,e lo chiamerà Emmanuele. ( cfr Matteo 1:23-25; )
DAVIDE : Tribù di Giuda : 1 Samuele 17:12 Or Davide era figlio di quell’uomo *efrateo di Betlemme di Giuda, che si chiamava Isai. Questi aveva otto figli e al tempo di Saul era vecchio, molto avanti negli anni.
*Efrateo : dalla città di Efrata Betlemme
Matteo 1:1 Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abraamo.
Matteo 1:16 Giacobbe generò Giuseppe, il marito di Maria, dalla quale nacque Gesù, che è chiamato Cristo.
Luca 1:26 Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret, 27 a una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria
Romani 1:4; 1:1 Paolo, servo di Cristo Gesù, chiamato a essere apostolo, messo a parte per il vangelo di Dio, 2 che egli aveva già promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sante Scritture 3 riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, 4 dichiarato Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santità mediante la risurrezione dai morti; cioè Gesù Cristo, nostro Signore, 5 per mezzo del quale abbiamo ricevuto grazia e apostolato perché si ottenga l’ubbidienza della fede fra tutti gli stranieri, per il suo nome – 6 fra i quali siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo – 7 a quanti sono in Roma, amati da Dio, chiamati santi, grazia a voi e pace da Dio nostro Padre, e dal Signore Gesù Cristo.
Galati 4:4;
4 ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge
Ebrei 2:14 a 18
14 Poiché dunque i figli hanno in comune sangue e carne, egli pure vi ha similmente partecipato, per distruggere, con la sua morte, colui che aveva il potere sulla morte, cioè il diavolo, 15 e liberare tutti quelli che dal timore della morte erano tenuti schiavi per tutta la loro vita. 16 Infatti, egli non viene in aiuto ad angeli, ma viene in aiuto alla discendenza di Abraamo. 17 Perciò, egli doveva diventare simile ai suoi fratelli in ogni cosa, per essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio, per compiere l’espiazione dei peccati del popolo. 18 Infatti, poiché egli stesso ha sofferto la tentazione, può venire in aiuto di quelli che sono tentati.
Chi era Maria?
La figura di Maria è sicuramente una delle figure centrali nella Bibbia.
E’ la donna scelta da Dio per mettere alla luce nella carne il Salvatore del Mondo, è considerata come personaggio di rilievo nella narrazione biblica, ma questo ruolo ricoperto dalla Madre di Gesù non può e non deve giustificare il contorno liturgico e devozionale che circonda il personaggio. Maria non ha avuto e non ha poteri di redenzione o qualità divine, Questo appartiene solo a Dio ( al Padre,al Figlio e allo Spirito Santo )
Nucleo famigliare di Maria
Nel Vangelo di Matteo 13:55 vengono menzionati quattro maschi, :
Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda
e delle sorelle…
Matteo 13:55 Non è questi il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli,
Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?
56 E le sue sorelle non sono tutte tra di noi? Da dove gli vengono tutte queste cose?» 57 E si scandalizzavano a causa di lui
Era una parente di Elisabetta, che era discendente di Aaronne ( Tribù di Levi )
Luca 1: 5 Al tempo di Erode, re della Giudea, c’era un sacerdote di nome Zaccaria, del turno di Abìa; sua moglie era discendente d’Aaronne e si chiamava Elisabetta. 6 Erano entrambi giusti davanti a Dio e osservavano in modo irreprensibile tutti i comandamenti e i precetti del Signore. 7 Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile, ed erano tutti e due in età avanzata
Maria come abbiamo visto in Matteo 1:16 era discendente di Davide ( Tribù di Giuda )
Abitava a Nazaret Luca 1:26 Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret, 27 a una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria
CHI ERA MARIA
era una donna pia, devota, sottomessa al Dio d’Israele.
(Luca 1:47).
«E Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore”»
Notiamo come lei chiama Dio “mio Salvatore”!
lei sapeva, dunque, di aver bisogno di un Salvatore perché conosceva la sua natura di peccaminosa, comune a tutti gli uomini.
In questa parola, si percepisce la sua attesa di un Salvatore, secondo la promessa fatta agli Ebrei; anche lei stava aspettando il Messia promesso.
Maria riconosce la sua natura peccaminosa , dopo la presentazione di Gesù al Tempio , offre a Dio un sacrificio per il peccato , osservando la legge.
Leggiamo Luca 2:22 a 24
22 Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore, 23 come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà consacrato al Signore»; 24 e per offrire il sacrificio di cui parla la legge del Signore, di un paio di tortore o di due giovani colombi.
Levitico 12:6 Quando i giorni della sua purificazione, per un figlio o per una figlia, saranno terminati, porterà al sacerdote, all’ingresso della tenda di convegno, un agnello di un anno come olocausto, e un giovane piccione o una tortora come sacrificio per il peccato. 7 Il sacerdote li offrirà davanti al SIGNORE e farà l’espiazione per lei; così ella sarà purificata del flusso del suo sangue. Questa è la legge relativa alla donna che partorisce un maschio o una femmina. 8 *Se non ha mezzi per offrire un agnello, prenderà due tortore o due giovani piccioni: uno per l’olocausto e l’altro per il sacrificio per il peccato. Il sacerdote farà l’espiazione per lei, ed ella sarà pura“».
V.8 riportato in Luca 2:24 descrive la situazione economica in cui si trovava la famiglia di Gesù
la Legge indica la necessità della purificazione e di un’offerta per il peccato, dato che la donna “sarà immonda”, “come nei giorni del flusso mensile” questa legge fu applicata anche a Maria. la medesima legge della purificazione, che richiedeva il sacrificio per l’espiazione dei suoi peccati, fu osservata da Maria.
Che Maria non sia immune dell’universalità del peccato è indicato dal racconto della sua purificazione che abbiamo letto. A questo proposito leggiamo
Romani3:9 Che dire dunque? Noi siamo forse superiori? No affatto! Perché abbiamo già dimostrato che tutti, Giudei e Greci, sono sottoposti al peccato.
Romani 5:12 Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato…
La Parola ci dice che solo Cristo è esente dal peccato
Ebrei 4:14 Avendo dunque un grande sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, stiamo fermi nella fede che professiamo. 15 Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato. 16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovare grazia ed essere soccorsi al momento opportuno.
Ebrei 7:26 Infatti a noi era necessario un sommo sacerdote come quello, santo, innocente, immacolato, separato dai peccatori ed elevato al di sopra dei cieli
Ritorniamo al carattere di Maria
Maria ammette davanti a Dio la propria bassezza e il proprio peccato.
(Luca 1:46)«… 46 E Maria disse:«L’anima mia magnifica il Signore,47 e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore,
48 perché egli ha guardato alla bassezza della sua serva.
Da ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata,
49 perché grandi cose mi ha fatte il Potente.
Santo è il suo nome;
Queste parole dimostrano che Maria era una donna umile, sottomessa a Dio e che conosceva, lodava e magnificava la grandezza di Dio.
Maria era cosciente di ciò che l’angelo le aveva detto
«Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio» (Luca 1:30)
Maria aveva trovato grazia presso Dio; Egli l’aveva resa capace di accogliere in sé il seme divino che avrebbe generato il Figlio Gesù Cristo.
Nonostante fosse una peccatrice come le altre donne, Dio le aveva fatto grazia:
Luca 1:30 L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. 32 Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre. 33 Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine». 34 Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?» 35 L’angelo le rispose: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio
Maria era una donna capace di adorare
(Luca 1:49).«… perché grandi cose mi ha fatto il Potente. Santo è il Suo Nome; e la Sua misericordia si estende di generazione in generazione su quelli che Lo temono»
Riconosceva che Dio, il Potente, aveva agito nella sua vita, scegliendola tra molte altre donne per un compito importantissimo.
Questo favore ricevuto da Dio, la spingeva a lodarLo, a magnificare il Nome Suo santo e a riconoscere la Sua grande misericordia.
Dalle parole di Elisabetta, scopriamo un altro dettaglio su Maria.
(Luca 1:42) «… ad alta voce esclamò: “Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno!»
Maria era né più né meno una donna come tutte le altre; ma a causa della sua discendenza (che risaliva direttamente al re Davide), era la donna prescelta da Dio.
Questa elezione divina rappresentava una benedizione per lei, perché la faceva essere lo strumento scelto da Dio per portare a compimento l’incarnazione del Figlio di Dio, che sarebbe diventato «frutto del suo seno».
La sua elezione “fra le donne” non fa di lei una donna al di sopra delle altre; Gesù ce lo conferma con queste parole:
(Luca 11:27) «Mentr’Egli diceva queste cose, dalla folla una donna alzò la voce e Gli disse: “Beato il grembo che Ti portò e le mammelle che Tu poppasti!” Ma Egli disse: 28″Beati piuttosto quelli che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica!”»
Una donna voleva eloggiare il ruolo che Maria aveva avuto nel dare alla luce un Figlio così speciale;
Quella sarebbe stata l’opportunità migliore per dichiarare che Maria fosse in realtà degna di lode e adorazione. Quale fu la risposta di Gesù? V. 28“Beati piuttosto coloro che odono la parola di Dio e l’osservano” Per Gesù, l’obbedienza alla Parola di Dio era più importante che essere la Madre del Salvatore.
Nella Scrittura nessuno, né Gesù né qualcun altro, dà lode, gloria o adorazione a Maria
Elisabetta, parente di Maria, la lodò in Luca 1:42–44, ma in base alla benedizione di poter dare alla luce il Messia, e non per via di una gloria esistente in Maria. Anzi, dopo quelle parole, Maria pronunciò un cantico di lode al Signore, manifestando la Sua consapevolezza di avere bisogno di un Salvatore .
La prima sofferenza di Maria :
RISCHIO DELLA LAPIDAZIONE PER INFAMIA
Matteo 1:18 La nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo.
Maria, sua madre, era stata promessa sposa a Giuseppe e, prima che fossero venuti a stare insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19 Giuseppe, suo marito, che era uomo giusto e non voleva esporla a infamia, si propose di lasciarla segretamente. 20 Ma mentre aveva queste cose nell’animo, un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua moglie; perché ciò che in lei è generato, viene dallo Spirito Santo. 21 Ella partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati».
Giuseppe era troppo onesto per poter decidere a sposare una giovane, sulla purezza della quale egli nutriva dei dubbi; ma era altresì di animo troppo compassionevole per punirla della colpa prevista (Deuteronomio 22:23, 24), e perciò decise di rompere segretamente la data promessa, lasciando a lei la cura di nascondere la propria vergogna come meglio potesse. Giuseppe aveva davanti a sé due vie per procedere contro Maria:
1) Infamarla pubblicamente davanti ai magistrati che l’avrebbero condannata alla lapidazione
(Deuteronomio 22:23, 24);
23 Quando una fanciulla vergine è fidanzata e un uomo, trovandola in città, si corica con lei, 24 condurrete tutti e due alla porta di quella città, e li lapiderete a morte: la fanciulla, perché, essendo in città, non ha gridato; e l’uomo, perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Così toglierai via il male di mezzo a te
2) Oppure, privatamente, consegnarle una lettera di ripudio
(Deuteronomio 24:1). Quando un uomo sposa una donna che poi non vuole piú, perché ha scoperto qualcosa di indecente a suo riguardo, le scriva un atto di ripudio, glielo metta in mano e la mandi via.
preferì di attenersi a quest’ultima decisione, ma poi fu avvertito dallo Spirito Santo……
Maria era capace di riflettere sugli avvenimenti della sua vita
Ella era una donna calma, riservata, poco incline a mettersi in mostra, ma capace di riflettere sugli strani avvenimenti della sua vita:
(Luca 2:15 ).15 Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: «Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere». 16 Andarono in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia; 17 e, vedutolo, divulgarono quello che era stato loro detto di quel bambino. 18 E tutti quelli che li udirono si meravigliarono delle cose dette loro dai pastori. 19 Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo. 20 E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato loro annunciato .
Sapeva benissimo che non era lei ad essere importante, ma il Figlio che Dio le aveva dato sarebbe diventato il Salvatore dell’umanità; doveva mantenere il ruolo che le spettava, cioè di strumento nelle mani di Dio per compiere la Sua opera.
Maria fu donna che ebbe il privilegio di avere grandi rivelazioni
Al momento della presentazione di Gesù nel tempio, otto giorni dopo il parto, Maria ricevette una rivelazione particolare per bocca del profeta Simeone:
(Luca 2:34)«E Simeone li benedisse, dicendo a Maria, madre di Lui: “Ecco, Egli è posto a caduta e a rialzamento di molti in Israele, come segno di contraddizione a te stessa una spada trafiggerà l’anima, affinché i pensieri di molti cuori siano svelati”»
Giuseppe e Maria si stupirono delle cose che dette loro riguardo a questo Figlio, ma Maria fu preparata ad affrontare (33 anni prima) il cammino di sofferenza e di rifiuto di questo Figlio da parte di molti
Quando Cristo morirà sulla croce, Maria che si trovava ai Suoi piedi, vedrà il Figlio abbandonato dagli uomini e da Dio stesso e faticherà a comprendere la Sua triste fine; solo alla risurrezione, si renderà infine conto della grandezza del Suo Salvatore e Signore.
Vediamo questa sua capacità di riflessione e autocontrollo nello stato di ansia e di paura nell’episodio di Gesù dodicenne nel tempio.
Luca 2:42-52
42 Quando giunse all’età di dodici anni, salirono a Gerusalemme, secondo l’usanza della festa; 43 passati i giorni della festa, mentre tornavano, il bambino Gesù rimase in Gerusalemme all’insaputa dei genitori; 44 i quali, pensando che egli fosse nella comitiva, camminarono una giornata, poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 45 e, non avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme cercandolo. 46 Tre giorni dopo lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri: li ascoltava e faceva loro delle domande; 47 e tutti quelli che l’udivano, si stupivano del suo senno e delle sue risposte. 48 Quando i suoi genitori lo videro, rimasero stupiti; e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io ti cercavamo, stando in gran pena». 49 Ed egli disse loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io dovevo trovarmi nella casa del Padre mio?» 50 Ed essi non capirono le parole che egli aveva dette loro. 51 Poi discese con loro, andò a Nazaret, e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. 52 E Gesù cresceva in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini.
Spinta dall’ansia che l’aveva turbata nei tre giorni in cui non riusciva a trovare il figlio, ella si permise di rimproverarLo v.48; ma Gesù puntualizzò immediatamente che, più che figlio di Giuseppe, Egli doveva essere considerato per quello che effettivamente era: Figlio di Dio V.49 Ed egli disse loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io dovevo trovarmi nella casa del Padre mio?»
dunque, Maria non doveva preoccuparsi,Gesù doveva ubbidire al Padre, questo era più importante!
È strano come Maria e Giuseppe non riuscirono a capire queste parole di Gesù v.50 Ed essi non capirono le parole che egli aveva dette loro
quasi che lo consideravano un figlio come tutti gli altri. Tuttavia ancora una volta ci viene detto che Maria 51 Poi discese con loro, andò a Nazaret, e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore
conservava nel suo cuore questi insegnamenti
del Figlio, che diventarono per lei dettagli importantissimi nella sua vita da madre e per aumentare la Sua fede in Lui
MARIA ALLE NOZZE DI CANA
Al momento del matrimonio a Cana di Galilea, nel quale era stata invitata sia lei che Gesù e i Suoi discepoli, ella comprese bene che il Figlio, che aveva ricevuto da Dio, era molto superiore a lei in quanto era Dio stesso incarnato.
A seguito di una sua richiesta, ( una forma di intercessione )
Giovanni 2:1 Tre giorni dopo, ci fu una festa nuziale in Cana di Galilea, e c’era la madre di Gesù. 2 E Gesù pure fu invitato con i suoi discepoli alle nozze. 3 Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino».
Gesù le disse una frase che sembra enigmatica un po’ misteriosa :
Giovanni 2:4 Gesù le disse: «Che c’è fra me e te, o donna? L’ora mia non è ancora venuta».
MARIA DOVEVA IMPARARE ALMENO TRE COSE
1) Nel tempio Maria aveva imparato che suo Figlio aveva un Padre del quale doveva fare la volontà.
2) Qui, ora, impara che il Figlio, Gesù Cristo, deve prendere le distanze da lei perché si prepara a compiere il Suo primo miracolo, come Dio.
3) Non può ricevere un ordine da lei
(quello di occuparsi del vino delle nozze), perché Gesù stesso sa cosa deve fare.
Maria si stava immischiando in cose che non la riguardavano perché non era ancora venuto per Gesù il momento di rivelare Se stesso come Figlio di Dio: Gesù poteva solo ascoltare la voce di Dio, quando si trattava di compiere un miracolo.
Maria comprende bene la riprensione del Figlio e si ritira dicendo: Giovanni 2:5 Sua madre disse ai servitori: «Fate tutto quel che vi dirà».
l’unico scopo di Maria era quello di esaltare la Persona e l’Opera di Cristo ,Maria era solo uno strumento, come tanti altri, doveva dare solo a Gesù la gloria!
Troviamo ancora Maria ai piedi della croce (Giovanni 19:25-27).
Era circondata da altre donne fedeli a Gesù Cristo e da Giovanni, il discepolo che Gesù amava.
Immaginiamo il dolore indicibile provato da questa donna di fronte alla crocifissione del Figlio; L’aveva osservato e seguito per 33 anni ed aveva goduto della sua bellezza morale … ora vedeva il Suo volto sfigurato dal dolore.
Quella spada le stava trafiggendo l’anima, come Simeone aveva profetizzato.
Gesù comprendeva la sofferenza della madre ed ebbe per lei una parola di conforto, affidandola a Giovanni:
(Giovanni 19:26)
«Gesù dunque, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: “Donna, ecco tuo figlio! ” Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre!” E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua».
In quell’istante Gesù, pur sapendo che si trattava della Sua madre naturale, le rivolse la parola chiamandola «Donna»: era come se Dio stesso parlasse e sostituisse quel Figlio che le veniva tolto con un altro figlio, affinché il suo cuore fosse consolato.
Affidava a Giovanni il compito di sostentamento della madre (che era già vedova), un compito che Gesù non poteva più portare a termine come figlio primogenito.
Infine ritroviamo Maria con altre donne che con i 120 attendevano lo Spirito Santo.
In (Atti 1:14) Maria viene citata per l’ultima volta nella Bibbia.
Il suo compito terrestre era terminato,
ma nasceva per lei una nuova relazione con il Figlio di Dio risuscitato:
Gesù era diventato il suo Salvatore e il suo Signore.
«Tutti questi perseveravano concordi nella preghiera, con le donne, e con Maria, madre di Gesù e con i fratelli di Lui.»
La presenza di Maria e dei fratelli carnali di Cristo in questo momento storico così importante, ci indica che era diventata una discepola del Signore; il figlio le era stato tolto, ma era entrata a far parte insieme alle altre donne e ai discepoli di Cristo, della chiesa nascente in Gerusalemme.
Il suo nome era stato scritto nei cieli, perché anche lei era stata riscattata dal sangue di Cristo ed ora confessava, insieme ai suoi figli, il grande Nome del Salvatore.
Dove andarono ad abitare Maria e Giovanni ?
Secondo gli storici dell’Epoca
presumibilmente andarono a vivere nella città di Efeso, dove Giovanni si stabilì. Giovanni, dopo aver soggiornato per un periodo nell’isola di Patmos, si trasferì a Efeso
La Bibbia non parla della sua morte
Ne tanto meno della sua presunta assunzione al cielo
LA CONDIZIONE DELLA DONNA NELLA CHIESA DI CORINTO
PREMESSA
Gesù Cristo, il Grande Emancipatore, ha garantito vera libertà per tutti i credenti. L’Evangelo, con la sua potenza, ha abbattuto per sempre barriere sociali, di razza e di sesso. Dovunque, il popolo di Dio, redento dal sacrificio di Cristo, ha goduto e gode di questa emancipazione.
(Galati 3:28).
28 Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù
Colossesi 3:9 Non mentite gli uni agli altri, perché vi siete spogliati dell’uomo vecchio con le sue opere 10 e vi siete rivestiti del nuovo, che si va rinnovando in conoscenza a immagine di colui che l’ha creato. 11 Qui non c’è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti.
Barbaro : di altra lingua,civiltà e nazione
Gli Sciti furono una popolazione iranica di nomadi , estesi poi fino nella Russia
In questi versi viene considerata la libertà in Cristo.
LE DONNE NELLA CHIESA DI CORINTO
Nello studio sulle donne che lavoravano con l’apostolo Paolo abbiamo detto che :
I CRITICI MODERNI HANNO ACCUSATO PAOLO DI ATTEGGIAMENTI MASHILISTI NEI CONFRONTI DELLE DONNE DELLA CHIESA, E’ DA NOTARE CHE LE DONNE CITATE DA PAOLO SONO COLORO CHE HANNO : COMBATTUTO,LAVORATO , PER IL SERVIZIO DEL SIGNORE
In Romani 16 abbiamo visto “la più gloriosa” attestazione di onore che l’apostolo Paolo dedica alla donna nella chiesa primitiva
Ora nella chiesa di Corinto ( 1 Corinzi 11:1a 16 ) , Paolo sembra cambiare idea, mettendo delle regole riguardo al contegno delle donne durante il culto: la copertura della chioma della donna , ( il velo ) , ma in realtà le regole servono per il decoro del culto.
Per capire bene occorre vedere nel contesto cosa accadeva all’interno della chiesa di Corinto
LA CHIESA ERA BENEDETTA E RICCA DI DONI
1Corinzi 1:4 a 9
4 Io ringrazio sempre il mio Dio per voi, per la grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù; 5 perché in lui siete stati arricchiti di ogni cosa, di ogni dono di parola e di ogni conoscenza, 6 essendo stata confermata tra di voi la testimonianza di Cristo; 7 in modo che non mancate di alcun dono, mentre aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. 8 Egli vi renderà saldi sino alla fine, perché siate irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo. 9 Fedele è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, nostro Signore.
C’ERANO DIVISIONI E CONTESE
1 Corinzi 1:10 a 13
10 Ora, fratelli, vi esorto, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad aver tutti un medesimo parlare e a non aver divisioni tra di voi, ma a stare perfettamente uniti nel medesimo modo di pensare e di sentire. 11 Infatti, fratelli miei, mi è stato riferito da quelli di casa Cloe che tra di voi ci sono contese. 12 Voglio dire che ciascuno di voi dichiara: «Io sono di Paolo»; «io, di Apollo»; «io, di Cefa»; «io, di Cristo». 13 Cristo è forse diviso? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete voi stati battezzati nel nome di Paolo? 14 Ringrazio Dio che non ho battezzato nessuno di voi, salvo Crispo e Gaio; 15 perciò nessuno può dire che foste battezzati nel mio nome. 16 Ho battezzato anche la famiglia di Stefana; del resto non so se ho battezzato qualcun altro.
NELLA CHIESA C’ERA ANCORA LA CARNALITÀ
(attrazione del mondo) che era motivo di divisione
1 Corinzi 3:1 a 4
3:1 Fratelli, io non ho potuto parlarvi come a spirituali, ma ho dovuto parlarvi come a carnali, come a bambini in Cristo. 2 Vi ho nutriti di latte, non di cibo solido, perché non eravate capaci di sopportarlo; anzi, non lo siete neppure adesso, perché siete ancora carnali. 3 Infatti, dato che ci sono tra di voi gelosie e contese, non siete forse carnali e non vi comportate secondo la natura umana? 4 Quando uno dice: «Io sono di Paolo»; e un altro: «Io sono d’Apollo»; non siete forse uomini carnali?
NELLA CHIESA C’ERA FORNICAZIONE E UN CASO DI INCESTO
1Corinzi 5:1 Si ode addirittura affermare che vi è tra di voi fornicazione, una tale fornicazione che non si trova neppure fra i pagani; al punto che uno si tiene la moglie di suo padre! 2 E voi siete gonfi, e non avete invece fatto cordoglio, perché colui che ha commesso quell’azione fosse tolto di mezzo a voi! 3 Quanto a me, assente di persona ma presente in spirito, ho già giudicato, come se fossi presente, colui che ha commesso un tale atto. 4 Nel nome del Signore Gesù, essendo insieme riuniti voi e lo spirito mio, con l’autorità del Signore nostro Gesù, 5 ho deciso che quel tale sia consegnato a Satana, per la rovina della carne, affinché lo spirito sia salvo nel giorno del Signore Gesù.
NELLA CHIESA C’ERANO LITI TRA FRATELLI
1 Corinzi 6:1a 8
1Cor 6:1 Quando qualcuno di voi ha una lite con un altro, ha il coraggio di chiamarlo in giudizio davanti agli ingiusti anziché davanti ai santi? 2 Non sapete che i santi giudicheranno il mondo? Se dunque il mondo è giudicato da voi, siete voi indegni di giudicare delle cose minime? 3 Non sapete che giudicheremo gli angeli? Quanto più possiamo giudicare le cose di questa vita! 4 Quando dunque avete da giudicare su cose di questa vita, costituite come giudici persone che nella chiesa non sono tenute in alcuna considerazione. 5 Dico questo per farvi vergogna. È possibile che non vi sia tra di voi neppure una persona saggia, capace di pronunciare un giudizio tra un fratello e l’altro? 6 Ma il fratello processa il fratello, e lo fa dinanzi agl’infedeli. 7 Certo è già in ogni modo un vostro difetto che abbiate fra voi dei processi. Perché non patite piuttosto qualche torto? Perché non patite piuttosto qualche danno? 8 Invece siete voi che fate torto e danno; e per giunta a dei fratelli. 9 Non sapete che gl’ingiusti non erediteranno il regno di Dio?
NELLA CHIESA ALCUNI CREDENTI SALVATI PER GRAZIA CHE VENIVANO DALLA CORRUZIONE CHE ESISTEVA NELLA CITTA’ DI CORINTO .
1 Corinzi 6:9 a 11 Non v’illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, 10 né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio. 11 E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio.
ESORTAZIONE DI PAOLO A NON CONTAMINARSI CON IL TROPPO BERE , CON PROSTITUTE E CON LA FORNICAZIONE
1 Corinzi 6.12 a 20……..
NELLA CHIESA DI CORINTO C’ERANO PROBLEMI SUI MATRIMONI E DIVORSI
1 Corinzi cap. 7
AL CAP. 10 PAOLO INVITA I CREDENTI A FUGGIRE L’IDOLATRIA
AL CAP. 11: DAL V.17 C’ERANO DISORDINI NELLE AGAPI ( CELEBRAZIONE DELLA SANTA CENA )
NELLA CHIESA ERANO ENTRATI DEI FALSI DOTTORI
LO VEDIAMO NELLE DUE LETTERE ( AI CORINTI )
Corinto era molto importante, era una città portuale, ricca di commercio, di arte e letteratura,arrivavano mercanti di ogni nazione, importante era il collegamento navale diretto tra i mari Ionio ed Egeo.
Si convertivano al vangelo persone di varie culture e di vari ambienti.
nel momento in cui Paolo doveva scrivere ai Corinti, non poteva non notare la dissolutezza dei loro costumi, e le loro usanze che erano profondamente diverse da quelle alle quali l’apostolo era abituato.
Ai giorni di Paolo la città di Corinto, in Grecia, era sotto il dominio romano, la popolazione superava il mezzo milione, in gran maggioranza pagani, e erano tristemente noti per la vita estremamente depravata ed idolatra.
L’influenza di questo ambiente si fece sentire nella nascente chiesa tanto che fra i credenti predominava un’atmosfera carnale che dava luogo a disordini e divisioni. Paolo protestò contro tale situazione e con la lettera ai Corinti, proprio, insistette sulla necessità di mantenere
l’ordine,
la moralità
la spiritualità
ed una linea di condotta veramente cristiana.
Nella chiesa di Corinto c’erano delle donne che con la loro cultura introdotta nella chiesa creavano confusione
Vediamo nello specifico : il velo usanza
Le donne ebree : avevano l’usanza di indossare una copertura ( velo )
Le donne romane : anche le donne romane indossavano il velo
Le donne greche : erano più emancipate indossavano il velo
I CAPELLI .
Le donne ebree avevano i capelli lunghi
Le donne romane avevano i capelli lunghi
Le donne greche avevano i capelli lunghi
DONNE RASATE E CON CAPELLI CORTI
Le prostitute avevano la testa rasata come segno di disonore
Anche le sacerdotesse di Afrodite Dea dell’amore erano rasate
Oltre a questo le donne greche intellettuali si tagliavano i capelli come gli uomini per fare valere i loro pensieri e ideologie : poesia , filosofia e storia
Nella chiesa queste culture si scontravano e Paolo dovette prendere dei sei provvedimenti .
Nella Bibbia non ci sono altri versetti specifici che possono ordinare l’uso del velo alle donne in adorazione o al culto, fatta eccezione per “1 Corinti capitolo 11”; quindi la ricerca deve necessariamente basarsi e concentrarsi sulla Chiesa di Corinto e confrontare storicamente le usanze del tempo per capire il valore degli insegnamenti dell’apostolo Paolo.
ENTRIAMO NELLO SPECIFICO
Paolo da le istruzioni riguardo al comportamento della donna nella chiesa di Corinto
1 Corinzi 11: 2 Ora vi lodo perché vi ricordate di me in ogni cosa, e conservate le mie istruzioni come ve le ho trasmesse.
Nell’originale greco il termine “ istruzioni “ è tradotto con “ Paradosis “ “ tradizioni “ quindi già cambia il contesto
PAOLO SI APPELLA ALL’ORDINE DIVINO
1 Corinzi 11: 3 Ma voglio che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, che il capo della donna è l’uomo, e che
il capo di Cristo è Dio
Il capo ( kephale ) non vuol dire la Persona che dirige, che è posta al comando di altre persone , in greco kephalè vuol dire origine, sorgente, fortezza,responsabile
Quindi possiamo leggere in questo modo
1 Corinzi 11: 3 Ma voglio che sappiate che l’origine di ogni uomo è Cristo,( in quanto la Parola che crea ) che l’origine della donna è l’uomo,( in quanto alla formazione)
e che l’origine di Cristo è Dio ( in quanto Figlio )
L’uomo con il capo coperto
1 Corinzi 11: 4 Ogni uomo che prega o profetizza a capo coperto fa disonore al suo capo;
La copertura della testa per il Giudeo ( anche per Paolo ) era una usanza giudaica, durante la preghiera si copriva la testa con un mantello chiamato “ TALLIT “ “ mantello della preghiera “
Questo mantello era stato ordinato da Dio
Numeri 15:37 a
37 Il SIGNORE disse ancora a Mosè: 38 «Parla ai figli d’Israele e di’ loro che si facciano, di generazione in generazione, delle nappe( fiocchi,) agli angoli delle loro vesti, e che mettano alla nappa di ogni angolo un cordone violetto. 39 Questa nappa vi ornerà la veste, e quando la guarderete, vi ricorderete di tutti i comandamenti del SIGNORE per metterli in pratica; non andrete vagando dietro ai desideri del vostro cuore e dei vostri occhi che vi trascinano all’infedeltà. 40 Così vi ricorderete di tutti i miei comandamenti, li metterete in pratica e sarete santi per il vostro Dio. 41 Io sono il SIGNORE, il vostro Dio; vi ho fatti uscire dal paese d’Egitto per essere vostro Dio. Io sono il SIGNORE, il vostro Dio».
Perche’ allora Paolo dice che l’uomo non si deve coprire il capo ?
Paolo si appella alla sua condizione della libertà in Cristo , può stare ritto col capo scoperto davanti a Dio
2 Corinzi 3:18
E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione del Signore, che è lo Spirito.
Inoltre l’uomo non si deve coprire il capo perché l’uomo è l’immagine di Dio
1 Corinzi 11: 7 Poiché, quanto all’uomo, egli non deve coprirsi il capo, essendo immagine e gloria di Dio; ma la donna è la gloria dell’uomo;
L’allusione di Paolo si riferisce alla Genesi
Gen 1:27 Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina.
Qui il termine uomo è per maschio e femmina,quindi anche la donna è stata creata a immagine di Dio,quindi non c’è distinzione di sesso, ma Paolo fa riferimento solo al sesso maschile.
1 Corinzi 11: 7……
7 Poiché, quanto all’uomo, egli non deve coprirsi il capo, essendo immagine e gloria di Dio;
ma la donna è la gloria dell’uomo;
v 7 UOMO : immagine e gloria di Dio
Il termine gloria di Dio nella genesi non viene menzionato, si tratta nel modo in cui Paolo concepisce l’uomo nella creazione, se l’uomo rappresenta il vertice della creazione , l’uomo manifesterà la gloria di Dio,data questa elevata dignità,Paolo ritiene giusto che sul capo dell’uomo non ci sia nessun segno di subordinazione.
V 7 LA DONNA : ma la donna è la gloria dell’uomo
8 perché l’uomo non è dalla donna, ma la donna dall’uomo, 9 anche perché l’uomo non fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo.
La donna viene dall’uomo, quindi dà la gloria all’uomo
Secondo Paolo,la donna deve portare il velo, per annullare la gloria dell’uomo, e dare la gloria a Dio
Un altro motivo che la donna è la gloria dell’uomo,è evidenziato in Genesi 2:18
18 Poi Dio il SIGNORE disse: «Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto che sia adatto a lui». 19 Dio il SIGNORE, avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli del cielo, li condusse all’uomo per vedere come li avrebbe chiamati, e perché ogni essere vivente portasse il nome che l’uomo gli avrebbe dato. 20 L’uomo diede dei nomi a tutto il bestiame, agli uccelli del cielo e ad ogni animale dei campi; ma per l’uomo non si trovò un aiuto che fosse adatto a lui
Genesi 2.18 io gli farò un aiuto che sia adatto a lui»
Nella creazione non c’era nulla e nessuno che poteva aiutare Adamo , Dio gli diede non un aiuto che veniva dalla natura , ma un aiuto adatto che veniva direttamente da Dio :
la donna, Il termine aiuto ricorre nella Bibbia 77 volte e il più è usato nei riguardi di Dio .
Salmo 30:10 Ascolta, o SIGNORE, e abbi pietà di me; o SIGNORE, sii tu il mio aiuto!
Salmo 33:20 Noi aspettiamo il SIGNORE;
egli è il nostro aiuto e il nostro scudo.
Salmo 121:1 Canto dei pellegrinaggi.
Alzo gli occhi verso i monti…
Da dove mi verrà l’aiuto?
2 Il mio aiuto vien dal SIGNORE,
il termine aiuto è tradotto con ezer che significa soccorrere ( 1 Samuele 7:12 )
Quindi la donna ha il dono divino dell’aiuto e del soccorso nei riguardi dell’uomo
“ la donna la gloria dell’uomo “
1 Pietro 3:7 Anche voi, mariti, vivete insieme alle vostre mogli con il riguardo dovuto alla donna, come a un vaso più delicato. Onoratele, poiché anch’esse sono eredi con voi della grazia della vita, affinché le vostre preghiere non siano impedite
la discordia in casa è vista come un ostacolo alla preghiera.
Pietro, menziona questo in maniera specifica, come ostacolo alle preghiere di un marito il cui atteggiamento,verso la propria moglie, non è amorevole.
Laddove esiste un conflitto serio nelle relazioni familiari ed il capofamiglia non sta dimostrando di avere quei comportamenti che Pietro menziona, la preghiera di quel marito è ostacolata.
Il termine gloria in greco vuol dire :
splendore , coronare di splendore, di onore,
E’ colei che fa esaltare l’uomo
( come la corona sul capo del re, colei che da autorità )
La donna occupa un ruolo tutto suo, ma non è quello dell’uomo, in tutto il cap 11 di 1Corinzi,
il ragionamento di Paolo cade sulla posizione superiore dell’uomo in quanto come rappresentante di Dio sulla natura, in quanto tale gli viene conferita l’autorità divina e il dominio sulle cose create la donna inclusa,
Genesi 1:26 Poi Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbiano dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
Genesi 2: 16 Alla donna disse: «Io moltiplicherò grandemente le tue pene e i dolori della tua gravidanza; con dolore partorirai figli; i tuoi desideri si volgeranno verso tuo marito ed egli dominerà su di te»
L’uomo è : come capo, signore, e padrone
per questo motivo l’uomo quando prega o profetizza non si deve coprire il capo.
NOTA
PAOLO QUANDO PARLA DELLA DONNA E DELL’UOMO SI RIFERISCE ALLA CREAZIONE, quando lui dice che l’uomo è il capo della donna intende, come abbiamo letto in Genesi 2:16 che l’uomo domina la donna .
Quindi abbiamo un capo che domina la donna
Vediamo il significato
Efesi 5:22 a 24
22 Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, come al Signore; 23 il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa, lui, che è il Salvatore del corpo. 24 Ora come la chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli devono essere sottomesse ai loro mariti in ogni cosa
Abbiamo detto in precedenza che :
Il capo ( kephale ) non vuol dire la Persona che dirige, che è posta al comando di altre persone ,
in greco kephalè vuol dire origine, sorgente, fortezza,responsabile
Quindi il marito come Gesù nei confronti della Chiesa non è un :
dittatore , un tiranno, prevaricatore,un oppressore,un prepotente,
ma: una : fortezza,un responsabile, un custode
C’e’ lo spiegano i versetti
Efesi 5:25 Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei, 26 per santificarla dopo averla purificata lavandola con l’acqua della parola, 27 per farla comparire davanti a sé, gloriosa, senza macchia, senza ruga o altri simili difetti, ma santa e irreprensibile. 28 Allo stesso modo anche i mariti devono amare le loro mogli, come la loro propria persona. Chi ama sua moglie ama se stesso. 29 Infatti nessuno odia la propria persona, anzi la nutre e la cura teneramente, come anche Cristo fa per la chiesa, 30 poiché siamo membra del suo corpo.
Dominare : rileggiamo
Genesi 1:26 Poi Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbiano dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
Genesi 2: 16 Alla donna disse: «Io moltiplicherò grandemente le tue pene e i dolori della tua gravidanza; con dolore partorirai figli; i tuoi desideri si volgeranno verso tuo marito ed egli dominerà su di te»
Adamo non opprimeva la natura,non era un prepotente,
MA: Genesi 2:15 Dio il SIGNORE prese dunque l’uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo lavorasse e lo custodisse.
NOTA SU DOMINIO
La creatura umana riceve, dunque, una sorta di sovranità delegata sul Creato. Ma il verbo “dominare” non è così brutale nel suo significato originario:
è tradotto con : radah, è il verbo del pastore che guida e custodisce il gregge.
Dominio da non confondere con
Efesi 6.12
12 il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità
I demoni al servizio di satana sono chiamati “dominatori di questo mondo di tenebre” perché sono spiriti malvagi che hanno il dominio nel mondo di tenebre (cioè il mondo dove domina il peccato) in cui viviamo.
Il capo degli spiriti malvagi, cioè Satana, viene chiamato (Giovanni 14:30 – “principe di questo mondo”
2 Corinti 4:4 “dio di questo mondo”
Continuiamo in 1 Corinzi 11:8
10 Perciò la donna deve avere sul capo un segno di autorità, a motivo degli angeli
Significa forse che la donna deve essere sottomessa anche dagli angeli ? NO !!!
Nell’ordine della creazione : Dio , l’uomo , gli angeli
Paolo parte dal presupposto che gli angeli stanno con rispetto davanti a Dio
Isaia 6:1 Nell’anno della morte del re Uzziah, io vidi il Signore assiso sopra un trono alto ed elevato, e i lembi del suo manto riempivano il tempio. 2 Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno di essi aveva sei ali: con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava
Gli angeli nella Bibbia sono ubbidienti a Dio, amanti dell’ordine, al tempo di Paolo si pensava che glia Angeli, erano presenti nel culto , non amavano la confusione,erano subordinati a Dio, gli Angeli sono sempre davanti a Dio, ma mai essi si presentano al cospetto dell’Altissimo con la vanità della loro gloria.
Se lo facessero, commetterebbero un enorme peccato di vanità rispetto a Dio.
Alcuni angeli si sono vantati della loro luce, Lucifero su tutti, il cui peccato consiste proprio in questa sua considerazione della propria gloria ( orgoglio )in contrapposizione a quella di Dio.
La donna, portatrice di una grande gloria che trova sede anche nei suoi capelli,
1 Corinzi 11 v 15
15 Mentre se una donna porta la chioma, per lei è un onore; perché la chioma le è data come ornamento
non deve farne un motivo di vanto, di seduzione
(1Timoteo 2:9 Allo stesso modo, le donne si vestano in modo decoroso, con pudore e modestia: non di trecce e d’oro o di perle o di vesti lussuose,
quindi la chioma della donna non deve essere un motivo di vanto, di seduzione o di contestazione, o di emancipazione , ma coprirsi quando si trova in preghiera, in profezia, o accanto all’uomo,a motivo della presenza degli angeli che assistono al culto
NOTA : che gli angeli sono presenti nei culti è biblico , loro lodano Dio con i credenti, senza però pregare ,la preghiera è un’esclusiva de figli di Dio .
Ebrei 12:22 Voi vi siete invece avvicinati al monte Sion, alla città del Dio vivente, la Gerusalemme celeste, alla festante riunione delle miriadi angeliche, 23 all’assemblea dei primogeniti che sono scritti nei cieli, a Dio, il giudice di tutti, agli spiriti dei giusti resi perfetti
Versione Nuova Riveduta
Salmo 138:1 Io ti celebrerò con tutto il mio cuore,
davanti agli dèi salmeggerò a te.
Versione Vecchia Diodati
Salmo 138:1
IO ti celebrerò con tutto il mio cuore; Io ti salmeggerò
davanti agli Angeli
Nota : dèi : natura soprannaturale
gli angeli in quanto creati, hanno la natura spirituale di Dio
I credenti : sono chiamati dèi in quanto figli di Dio ,nati di nuovo hanno la natura di Dio
Giovanni 10:33 I Giudei gli risposero: «Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». 34 Gesù rispose loro: «Non sta scritto nella vostra legge:
“Io ho detto: voi siete dèi”?
35 Se chiama dèi coloro ai quali la parola di Dio è stata diretta (e la Scrittura non può essere annullata), 36 come mai a colui che il Padre ha santificato e mandato nel mondo, voi dite che bestemmia, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”?
Dèi da non confondere con dèi e idoli, leggere bene a secondo del contesto
RITORNIAMO IN
1 Corinzi 11:11
11:11 D’altronde, nel Signore, né la donna è senza l’uomo, né l’uomo senza la donna.
Paolo non intende affermare che l’uomo è indipendente dalla donna, perciò aggiunge:
D’altronde, nel Signore, né la donna è senza l’uomo, né l’uomo senza la donna.
In altre parole, uomo e donna dipendono l’uno dall’altra
11:12 Infatti, come la donna viene dall’uomo, così anche l’uomo esiste per mezzo della donna e ogni cosa è da Dio
…la donna viene dall’uomo,l’uomo nasce per mezzo della donna in ordine di creazione: Paolo fa notare che anche l’uomo esiste per mezzo della donna e ogni cosa è da Dio significa che egli ha divinamente ordinato ogni cosa
1 Corinzi 11:13 Giudicate voi stessi: è decoroso che una donna preghi Dio senza avere il capo coperto? 14 Non vi insegna la stessa natura che se l’uomo porta la chioma, ciò è per lui un disonore?
L’apostolo Paolo ora sfida i Corinzi a giudicare loro stessi se è decoroso che una donna preghi Dio senza avere il capo coperto. Egli fa appello alla loro tradizione esprimendo il concetto che non nè riverente né decoroso che una donna entri alla presenza di Dio senza velo.
1 Corinzi 11:14
14 Non vi insegna la stessa natura che se l’uomo porta la chioma, ciò è per lui un disonore?
Non è chiaro, dal testo, in che modo la natura ci insegna che se l’uomo porta la chioma, ciò è per lui un disonore. Alcuni hanno fatto notare che, normalmente, i capelli dell’uomo non raggiungono in modo naturale la stessa
lunghezza e consistenza dei capelli di una donna.
I capelli lunghi danno all’uomo un aspetto effeminato,usanza nella cultura della società dei corinzi
( omosessuali, effeminati ….)
1 Corinzi 11:15 (versione nuova riveduta )
15 Mentre se una donna porta la chioma, per lei è un onore; perché la chioma le è data come ornamento
1 Corinzi 11:15 Vecchia Diodati
15 Ma, se la donna porta chioma, che ciò le è onore? poichè la chioma le è data per velo
1 Corinzi 11:15 Nuova Diodati
15 Se invece la donna porta la chioma, ciò è per lei un onore, poiché la chioma le è stata data per copertura.
Quindi se la chioma alla donna è stata data come velo o come copertura, non ci sarebbe bisogno che si metta un altro velo ( avremo cosi un velo sopra a un altro velo ?
1 Corinzi 11:16 Ora se alcuno vuol essere contenzioso, noi non abbiamo una tale usanza e neppure le chiese di Dio.
COSA INTENDE DIRE PAOLO?
intende forse dire, che gli argomenti sin qui trattati non sono sufficientemente importanti da farne oggetto di contese?
Intende forse dire che l’usanza di
velarsi il capo era assente nelle chiese?
Intende dire che questi insegnamenti
sono opzionali e non vanno considerati allo stesso modo dei comandamenti del Signore?
Comunque la salvezza non dipende da atti esteriori
ORDINE RIGUARDO ALLA EDIFICAZIONE
1 Corinzi 14:26 Che dunque, fratelli? Quando vi riunite, avendo ciascuno di voi un salmo, o un insegnamento, o una rivelazione, o un parlare in altra lingua, o un’interpretazione, si faccia ogni cosa per l’edificazione
Qui Paolo non dice “uno ha … un altro ha” ma dice “ciascuno ha”. “Ciascuno” include ciascun credente di Corinto, uomo o donna che sia. Si noti poi che Paolo afferma che “ciascuno” di loro ha “un salmo,
o un insegnamento, o una rivelazione, o un parlare in altra lingua, o un’interpretazione”,
il che dimostra che anche una donna può insegnare.
1 Corinzi 14:27 Se c’è chi parla in altra lingua, siano due o tre al massimo a farlo, e l’uno dopo l’altro, e qualcuno interpreti. 28 Se non vi è chi interpreti, tacciano nell’assemblea e parlino a se stessi e a Dio. 29 Anche i profeti parlino in due o tre e gli altri giudichino; 30 se una rivelazione è data a uno di quelli che stanno seduti, il precedente taccia. 31 Infatti tutti potete profetare a uno a uno, perché tutti imparino e tutti siano incoraggiati. 32 Gli spiriti dei profeti sono sottoposti ai profeti, 33 perché Dio non è un Dio di confusione, ma di pace.
34 Come si fa in tutte le chiese dei santi, le donne tacciano nelle assemblee, perché non è loro permesso di parlare; stiano sottomesse, come dice anche la legge. 35 Se vogliono imparare qualcosa, interroghino i loro mariti a casa; perché è vergognoso per una donna parlare in assemblea. 36 La parola di Dio è forse proceduta da voi? O è forse pervenuta a voi soli?
A causa degli abusi che si erano insinuati nella chiesa in relazione al dono delle lingue, era necessario che lo
Spirito Santo ne regolasse l’esercizio.
Che cosa accadeva quando la chiesa primitiva si riuniva? Questo versetto indica che gli incontri erano
molto liberi e informali.
Lo Spirito Santo era libero di usare i vari doni che
egli stesso aveva dato alla chiesa.Abbiamo infatti letto
Chi leggeva un salmo,
Chi esponeva un insegnamento,
Chi comunicava una rivelazione ricevuta direttamente dal Signore,
Chi ancora parlava in altra lingua
E chi, interpretava la lingua appena udita.
Paolo approva un simile culto di “incontro aperto” in cui lo Spirito Santo può parlare attraverso vari fratelli.
Avendo detto questo, tuttavia, egli si appresta subito a limitare l’esercizio di questi doni. Ogni cosa deve essere fatta per l’edificazione.
Il culto non doveva essere uno spettacolo ma un mezzo per edificare il popolo di Dio.
È questo che si intende per edificazione, ossia la crescita
spirituale.
Tacciano le donne è un’espressione riprensiva e non dottrinale. Paolo non vuole stabilire un insegnamento
nel senso che le donne non possono tenere un culto d’adorazione, ma sta applicando un principio divino, che
era venuto meno, quello dell’ordine e del decoro
(1Corinzi 14:40).
40 ma ogni cosa sia fatta con dignità e con ordine
Si evidenzia, quindi, una presa di posizione
da parte dell’apostolo Paolo, nei confronti non solo delle donne ma anche nei confronti dell’uomo. Infatti, la stessa parola e con lo stesso tono «imperativo» la troviamo riferita agli uomini:
1Corinzi 14:27-2827 Se c’è chi parla in altra lingua, siano due o tre al massimo a farlo, e l’uno dopo l’altro, e qualcuno interpreti. 28 Se non vi è chi interpreti, tacciano nell’assemblea e parlino a se stessi e a Dio.
Il verbo “Tacere” ricorre 10 volte nel Nuovo Testamento. É usato in Luca, Atti, Romani
e 3 volte nel solo capitolo 14 di 1Corinzi. Ecco i tre casi nel nostro testo:
1Corinzi 14 v. 28: “e se non v’è chi interpreti, si tacciono nella Chiesa…”
1Corinzi 14 v. 30: “e se una rivelazione è data…il precedente si taccia.”
1Corinzi 14 v. 34: “…tacciansi le donne nelle assemblee…”
Da queste considerazioni risulta che il verbo “Parlare” è usato in riferimento al disordine in chiesa provocato dal
fenomeno della glossolalia e dai disordini generali.
Questo riferimento è sia nei confronti degli uomini sia delle
donne, perché ci si rivolge alla Chiesa intera.
Spiegazione
1 Corinzi 14:34 Come si fa in tutte le chiese dei santi, le donne tacciano nelle assemblee, perché non è loro permesso di parlare; stiano sottomesse, come dice anche la legge.
“nelle comunità dei santi”(v.33)
Quindi egli sa e dà per scontato che, “nelle comunità dei santi” le donne hanno parte attiva nella preghiera e godono dei doni dello Spirito, in particolare del dono della profezia, i credenti uomini.
35 Se vogliono imparare qualcosa, interroghino i loro mariti a casa; perché è vergognoso per una donna parlare in assemblea. 36 La parola di Dio è forse proceduta da voi? O è forse pervenuta a voi soli?
Nella comunità , la donna credente, uscita da un forte maschilismo era “curiosa” e desiderosa di sapere e capire, forse durante il culto poneva delle domande , cercando un chiarimento, perché abbiamo visto che la donna Ebrea ignorava la Legge e la parola di Dio , perché non veniva loro insegnato. Le donne non prendevano parte attiva di ciò che si svolgeva nella sinagoga, in quanto erano messe in uno spazio in alto ( tipo soppalco vedi foto ). Ma con Cristo quel muro di maschilismo era crollato , e le donne volevano sapere e capire ………. Questo portava confusione e Paolo dice alle donne di chiedere ai mariti a casa .
V.36 La parola di Dio è forse proceduta da voi? O è forse pervenuta a voi soli?
In altre parole, se i Corinzi avevano la pretesa di saperne
di più dell’apostolo riguardo a queste cose, era lecito domandarsi se fossero stati loro, come chiesa, a scrivere la
parola di Dio o se fossero stati gli unici a riceverla.
Il loro atteggiamento era proprio di chi si considerava un’autorità ufficiale in materia, ma resta il fatto che nessuna chiesa ha dato origine alla Parola di Dio né esiste una chiesa che ne abbia l’esclusiva
Paolo si rende conto di quanto sia necessario che donne cristiane emancipate , dall’abbandono delle convenzioni tradizionali dell’epoca , dovevano usare bene la loro libertà in Cristo
Paolo protesta contro il fatto che le riunioni erano disturbate dal chiacchiericcio di alcune donne,che per apprendere le cose spirituali facevano domande e commenti creando disordini , le invita a chiedere a casa ai loro mariti .
1 Timoteo 2:8 Io voglio dunque che gli uomini preghino in ogni luogo, alzando mani pure, senza ira e senza dispute.
9 Allo stesso modo, le donne si vestano in modo decoroso, con pudore e modestia: non di trecce e d’oro o di perle o di vesti lussuose, 10 ma di opere buone, come si addice a donne che fanno professione di pietà. 11 La donna impari in silenzio con ogni sottomissione. 12 Poiché non permetto alla donna d’insegnare, né di usare autorità sul marito, ma stia in silenzio. 13 Infatti Adamo fu formato per primo, e poi Eva; 14 e Adamo non fu sedotto; ma la donna, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione; 15 tuttavia sarà salvata partorendo figli, se persevererà nella fede, nell’amore e nella santificazione con modestia.
V 11 “La donna impari in silenzio con ogni sottomissione… “
Da un punto di vista grammaticale, la proibizione di Paolo si applica a quella circostanza in corso senza alcuna specificità universale.
L’espressione di Paolo “ non permetto,” usa un verbo che favorisce una proibizione al tempo presente continuo piuttosto che una universale,
particolarmente in questa forma grammaticale della prima persona dell’indicativo presente
v 12 La Nuova Riveduta
traduce correttamente “usare autorità”. si riferisce ad una assunzione non autorizzata di autorità.
Paolo non sta proibendo alle donne di avere autorità sugli uomini. Piuttosto, a causa di una crisi prolungata di falso insegnamento in Efeso, egli proibisce alle donne
l’assunzione non autorizzata di autorità su un uomo.
Paolo non sta proibendo, l’insegnamento da parte delle donne e l’autorità sugli uomini;
egli proibisce una cosa:
che le donne assumano o usano autorità per insegnare agli uomini.
Perchè Paolo proibisce alle donne di assumere autorità
per insegnare agli uomini?
Egli identifica due ragioni.
Uno, era irrispettoso nei confronti degli uomini che le donne assumessero autorità per insegnare agli uomini senza un’autorizzazione riconosciuta da parte della chiesa, uomini che le donne sono chiamate a rispettare, dato che l’uomo
era la fonte da cui è stata tratta la donna 1 Corinzi 2:13;
Due, alcune donne erano state ingannate dai falsi insegnanti e indotte a seguire Satana,
(1 Timoteo 2:14;).
14 e Adamo non fu sedotto; ma la donna, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione
Paolo aveva già proibito ai falsi insegnanti l’insegnamento in assenza di autorizzazione (1 Timoteo 1:3).
3 Ti ripeto l’esortazione che ti feci mentre andavo in Macedonia, di rimanere a Efeso per ordinare ad alcuni di non insegnare dottrine diverse 4 e di non occuparsi di favole e di genealogie senza fine, le quali suscitano discussioni invece di promuovere l’opera di Dio, che è fondata sulla fede.
1 Timoteo 2:11 La donna impari in silenzio con ogni sottomissione. 12 Poiché non permetto alla donna d’insegnare, né di usare autorità sul marito, ma stia in silenzio. 13
Qui sta limitando le donne, l’unico gruppo che Paolo identifica essere stato ingannato da questi falsi insegnanti.
( Visto 1 Timoteo 1:3 )
NOTA
Paolo non ha mai proibito alle donne come Priscilla e Febe,ecc… che hanno autorità correttamente riconosciuta, dall’insegnare agli uomini. Semplicemente proibisce alle donne senza autorità riconosciuta dall’assumere l’autorità per insegnare ad un uomo.
1 Timoteo 2:15 tuttavia sarà salvata partorendo figli, se persevererà nella fede, nell’amore e nella santificazione con modestia.
Paolo dichiara che le mogli hanno un ruolo ordinato da Dio nel prendersi cura dei figli e della casa.
Questo non significa che una donna debba avere figli per essere salvata.
Non sta nemmeno insegnando che una donna deve essere sposata per essere salvata.
Ma per le donne sposate, Dio assegna una responsabilità speciale per prendersi cura della casa.
L’adempimento di questo ruolo da parte di una moglie sarà una delle prove della perseveranza nella fede.
La salvezza è al tempo futuro in questo verso: “Sarà salvata.”
Le donne che abbracciano il loro ruolo ordinato da Dio mentre continuano nelle virtù cristiane di “fede, amore e santità, che sono le espressioni della salvezza
Partorire : ( nota generare ( dare vita) : Filemone 1:10
La donna esprime l’attitudine, che cresce i figli per l’onore e
la gloria del Signore Gesù Cristo.
Pensiamo alle madri delle attuali guide delle chiese cristiane! Queste donne non sono mai salite su un pulpito per predicare il vangelo ma, crescendo i loro figli per Dio li hanno portati sulla via della salvezza
Proverbi:1 La donna saggia costruisce la sua casa,
ma la stolta l’abbatte con le proprie mani.
le donne (come tutti) devono mostrare che hanno ricevuto la salvezza in Gesù Cristo accettandola per fede e vivendo come conseguenza in amore e santificazione.
fine














