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DONA PER LE POPOLAZIONI DEL LAZIO ( E CENTRO ITALIA ) COLPITE DAL SISMA 2016

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DEL LAZIO ( E CENTRO ITALIA )

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( E CENTRO ITALIA ) 2016

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CHIESA CRISTIANA EVANGELICA PENTECOSTALE 

VIA DEL LICEO N° 3 A FOLIGNO

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MERCOLEDì ALLE ORE 19.30

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SABATO ALLE ORE 19.30 

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  CHIESA CRISTIANA EVANGELICA      

                                   PENTECOSTALE

                     ( VIA DEL LICEO N° 3 FOLIGNO )

      Riconosciuta dallo Stato Italiano : N° Registrazione 853 Vol. 3 del 13 Marzo 2008              

                

                                         E

                     CHIESA CRISTIANA EVANGELICA 

ADI : ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA

VIA SABOTINO N° 3 FOLIGNO

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Questo articolo e' solo per la protezione dell'onore delle comunità , ogni riferimento a cose e persone è puramente casuale . QUESTO ARTICOLO NON E' AUTORIZZATO NELLO SCARICANENTO E/ O COPIA INCOLLA SU ALTRI SITI O PER USO PERSONALE O PER USO DI DIFFAMAZIONE . Nel caso contrario verrà segnalato come ABUSO alle autorità competenti  (altro…)

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  CRISTIANA EVANGELICA

PENTECOSTALE

" Assemblea di Dio in Missione "

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 " Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo Unigenito Filglio affinchè chiunque crede in Lui non perisca , ma abbia vita Eterna "   

( Vangelo di Giovanni 3:16 )

                                  

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LA CREMAZIONE DEI DEFUNTI :E’ BIBLICO ?

                                              LA CREMAZIONE DEI DEFUNTI

Nelle grandi metropoli, a causa di un'urbanizzazione sempre maggiore, le autorità competenti

stanno incoraggiando la cremazione dei deceduti, piuttosto che la loro inumazione. Ciò è giustificato dal fatto che anche i cimiteri sono sull'orlo del collasso e non c'è posto per tutti.

Desideriamo presentarvi la nostra posizione di cristiani evangelici di fede Pentecostale.

Innanzitutto è necessario precisare che la Chiesa primitiva a cui noi ci rifacciamo come modello,

non procedette mai alla cremazione dei cadaveri, che pure era in uso già a quel tempo. Anzi, a onor del vero, la cremazione dei cadaveri, era già attuata secoli prima dell'era cristiana, da popoli pagani e mai il popolo d'Israele aveva seguito il loro esempio. Nelle varie civiltà del mondo sono stati usati svariati riti per i morti. Il modo di trattare i corpi parla di quello che si crede della vita dopo la morte.

1) Possiamo pensare alle tecniche degli antichi Egizi per preservare i corpi attraverso l'imbalsamazione e gli oggetti sepolti con i faraoni che dovevano servire nella vita a venire.

2) L'usanza indiana di spargere le ceneri sul Gange è

legata ad una visione della vita in cui ci si unirebbe con il tutto, perché tutto è Dio.

Il cristianesimo non accettò mai la cremazione per diverse ragioni.

Nell'Antico Testamento si nota l'assenza totale del rito funebre della cremazione.

Non godere di una degna sepoltura era considerato tra gli Ebrei segno di disapprovazione divina.

 Dio ha tratto l’uomo dalla terra , e alla terra deve ritornare (riconsegnato )

( mentre il fuoco lo distrugge )

 GENESI 2:7 Dio il SIGNORE formò l'uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l'uomo divenne un'anima vivente.

 GENESI 3:19 mangerai il pane con il sudore del tuo volto, finché tu ritorni nella terra da cui fosti tratto; perché sei polvere e in polvere ritornerai».

Adamo (in ebraico: ʾĀdaman; è il nome, del primo uomo e significa

  "terroso", letteralmente  terra rossa" ( Argilla / Creta  )

 Vediamo alcuni esempi di inumazione ( sepoltura

* LA SEPOLTURA  DI SARA: (Genesi 23:19);

"Subito dopo, Abraamo seppellì sua moglie Sara nella grotta

del campo di Macpela di fronte a Mamre, cioè Ebron, nel paese di Canaan"

* LA SEPOLTURA DI ABRAAMO: (Genesi 25:8-10);

8 Poi Abraamo spirò in prospera vecchiaia, attempato e sazio di giorni, e fu riunito al suo popolo. 9 Isacco e Ismaele, suoi figli, lo seppellirono nella grotta di Macpela nel campo di Efron, figlio di Soar, l'Ittita, di fronte a Mamre: 10 campo che Abraamo aveva comprato dai figli di Chet. Lì furono sepolti Abraamo e sua moglie Sara.

* LA SEPOLTURA DI ISACCO: (Genesi 35:28-29).

 28 La durata della vita di Isacco fu di centottant'anni. 29 Poi Isacco spirò, morì e fu riunito al suo popolo, vecchio e sazio di giorni; Esaù e Giacobbe, suoi figli, lo seppellirono.

* LA SEPOLTURA DI GIACOBBE: (Genesi 50:12-14 )

12 I figli di Giacobbe fecero per lui quello che egli aveva ordinato loro: 13 lo trasportarono nel paese di Canaan e lo seppellirono nella grotta del campo di Macpela, che Abraamo aveva comprato, con il campo, da Efron l'Ittita, come sepolcro di sua proprietà, di fronte a Mamre. 14 Giuseppe, dopo aver sepolto suo padre, tornò in Egitto con i suoi fratelli e con tutti quelli che erano saliti con lui a seppellire suo padre.

 * LA SEPOLTURA DI MOSÈ: da notare che Dio lo seppellisce

(Deuteronomio 34:6).

Mosè, servo del SIGNORE, morì là nel paese di Moab, come il SIGNORE aveva comandato. 6 E il SIGNORE lo seppellì nella valle, nel paese di Moab, di fronte a Bet-Peor; e nessuno fino a oggi ha mai saputo dove è la sua tomba. 7 Mosè aveva centovent'anni quando morì; la vista non gli si era indebolita e il vigore non gli era venuto meno. 8 I figli d'Israele lo piansero nelle pianure di Moab per trenta giorni; si compirono così i giorni del pianto per il lutto per Mosè.

Le uniche persone di rilievo nell'Antico Testamento ad essere cremate furono il Re Saul e i suoi tre figli morti in battaglia: (1Samuele 31:11-13).

11 Ma quando gli abitanti di Iabes di Galaad udirono quello che i Filistei avevano fatto a Saul, 12 tutti gli uomini valorosi si alzarono, camminarono tutta la notte, tolsero dalle mura di Bet-San il cadavere di Saul e i cadaveri dei suoi figli, tornarono a Iabes e là li bruciarono. 13 Poi presero le loro ossa, le seppellirono sotto la tamerice di Iabes, e digiunarono per sette giorni.

 DA NOTARE

1 ) In questo caso, gli uomini di Jabes intendevano tutelare il corpo da ulteriori oltraggi dei Filistei che

avevano tagliato la testa ed esposto il cadavere sul muro.

2) Seppellirono comunque le ossa e

per questo ricevettero gli elogi di Davide: (2 Samuele 2:5).

4 Gli uomini di Giuda vennero e unsero là Davide come re della casa di Giuda

Fu riferito a Davide che erano stati gli uomini di Iabes di Galaad a seppellire Saul. 5 Allora Davide inviò dei messaggeri a Iabes di Galaad e fece dire loro: «Siate benedetti dal SIGNORE, voi che avete mostrato questo atto di lealtà verso Saul vostro signore, dandogli sepoltura

Possiamo trovare anche la presenza di un divieto concreto della cremazione, ritenuta un rito abominevole, che si riferisce al feroce culto pagano in onore del dio Moloc, che era una deità pagana degli Ammoniti al quale si sacrificavano dei bambini bruciandoli.

Tra i pagani, bruciare i figli (non è chiaro se vivi o già morti) era un modo per placare gli dei o per acquistare forza:

IL SIGNORE PROIBISCE QUESTA PRATICA , IN QUESTO CASO COMPORTA :

L’ OMICIDIO, LA CREMAZIONE ,

ADULERIO SPIRITUALE ( rivolgersi a falsi dei e idoli )

PRATICHE DIVINATORIE ( spiritismo )

                        (Levitico 20:1-5).

20:1 Il SIGNORE disse ancora a Mosè: 2 «Dirai ai figli d'Israele:

"Chiunque dei figli d'Israele o degli stranieri che abitano in Israele sacrificherà uno dei suoi figli a Moloc dovrà essere messo a morte; il popolo del paese lo lapiderà. 3 Anche io volgerò la mia faccia contro quell'uomo, e lo eliminerò dal mezzo del suo popolo, perché avrà sacrificato dei figli a Moloc per contaminare il mio santuario e profanare il mio santo nome. 4 Se il popolo del paese chiude gli occhi quando quell'uomo sacrifica i suoi figli a Moloc, e non lo mette a morte, 5 io volgerò la mia faccia contro quell'uomo e contro la sua famiglia e li eliminerò dal mezzo del loro popolo, lui con tutti quelli che come lui si prostituiscono a Moloc.

6 Se qualche persona si rivolge agli spiriti e agli indovini per prostituirsi andando dietro a loro, io volgerò la mia faccia contro quella persona, e la toglierò via dal mezzo del suo popolo

Per questa ragione è scritto:

(Levitico 18:21);

 21 Non darai i tuoi figli perché vengano offerti a Moloc; e non profanerai il nome del tuo Dio. Io sono il SIGNORE.

(Deuteronomio 18:9,10);

9 Quando sarai entrato nel paese che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà, non imparerai a imitare le pratiche abominevoli di quelle nazioni. 10 Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago, 11 né incantatore, né chi consulta gli spiriti, né chi dice la fortuna, né negromante, 12 perché il SIGNORE detesta chiunque fa queste cose; a motivo di queste pratiche abominevoli, il SIGNORE, il tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni dinanzi a te. 13 Tu sarai integro verso il SIGNORE Dio tuo; 14 poiché quelle nazioni, che tu spodesterai, danno ascolto agli astrologi e agli indovini. A te, invece, il SIGNORE, il tuo Dio, non lo permette.

(2Re 16:2, 3).

2 Acaz aveva vent'anni quando cominciò a regnare, e regnò sedici anni a Gerusalemme.

Egli non fece ciò che è giusto agli occhi del SIGNORE, suo Dio, come aveva fatto Davide suo padre; 3 ma seguì l'esempio dei re d'Israele, e fece passare per il fuoco persino suo figlio, seguendo le pratiche abominevoli delle genti che il SIGNORE aveva cacciate davanti ai figli d'Israele; 4 offriva sacrifici e incenso sugli alti luoghi, sulle colline, e sotto ogni albero verdeggiante."

Nel Nuovo Testamento la sepoltura continua ad essere praticata , onorando il corpo del defunto, era costume  fra gli Ebrei contrariamente a quanto avveniva in altre nazioni. Gesù stesso, nostro Salvatore, parlò più volte della Sua sepoltura:

(Matteo 26:7-12)

7 venne a lui una donna che aveva un vaso di alabastro pieno d'olio profumato di gran valore e lo versò sul capo di lui che stava a tavola. 8 Veduto ciò, i discepoli si indignarono e dissero: «Perché questo spreco? 9 Quest'olio si sarebbe potuto vendere caro e dare il denaro ai poveri». 10 Ma Gesù se ne accorse e disse loro: «Perché date noia a questa donna? Ha fatto una buona azione verso di me. 11 Perché i poveri li avete sempre con voi, ma me non mi avete sempre. 12 Versando quest'olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista della mia sepoltura. 13 In verità vi dico che in tutto il mondo, dovunque sarà predicato questo vangelo, anche ciò che ella ha fatto sarà raccontato in memoria di lei».

Nei Vangeli si legge che Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo presero il corpo di Gesù lo onorarono e lo seppellirono

 (Giovanni 19:38-40).

38 Dopo queste cose, Giuseppe d'Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma in segreto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di poter prendere il corpo di Gesù, e Pilato glielo permise. Egli dunque venne e prese il corpo di Gesù. 39 Nicodemo, che in precedenza era andato da Gesù di notte, venne anch'egli, portando una mistura di mirra e d'aloe di circa cento libbre. 40 Essi dunque presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in fasce con gli aromi, secondo il modo di seppellire in uso presso i Giudei. 41 Nel luogo dov'egli era stato crocifisso c'era un giardino, e in quel giardino un sepolcro nuovo, dove nessuno era ancora stato deposto. 42 Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, perché il sepolcro era vicino."

Dopo la morte e la resurrezione di Gesù, i cristiani, seguendo l'esempio di Cristo e seguendo

l'usanza ebraica, non approvarono mai la cremazione e dunque non si conformarono alle

pratiche pagane. A conferma di ciò, nel Nuovo Testamento, abbiamo alcuni riferimenti al

seppellimento, ma mai alla cremazione. Ecco due esempi:

 SEPOLTURA DI ANANIA E SAFFIRA: (Atti 5:5 -11).

5 Anania, udendo queste parole, cadde e spirò. E un gran timore prese tutti quelli che udirono queste cose. 6 I giovani, alzatisi, ne avvolsero il corpo e, portatolo fuori, lo seppellirono.7 Circa tre ore dopo, sua moglie, non sapendo ciò che era accaduto, entrò. 8 E Pietro, rivolgendosi a lei: «Dimmi», le disse, «avete venduto il podere per tanto?» Ed ella rispose: «Sì, per tanto». 9 Allora Pietro le disse: «Perché vi siete accordati a tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di quelli che hanno seppellito tuo marito sono alla porta e porteranno via anche te». 10 Ed ella in quell'istante cadde ai suoi piedi e spirò. I giovani, entrati, la trovarono morta; e, portatala via, la seppellirono accanto a suo marito. 11 Allora un gran timore venne su tutta la chiesa e su tutti quelli che udivano queste cose.

 SEPOLTURA DI STEFANO: (Atti 8:2).

 "Uomini pii seppellirono Stefano e fecero gran cordoglio per lui"

La storia cristiana del periodo post apostolico c'informa che i credenti, allo scopo di rendere

pubblica la propria fede nella resurrezione dei morti, praticarono continuamente l'inumazione dei deceduti,

IN VISTA ALLA RISURREZIONE

La sepoltura rappresenta una testimonianza sempre attuale della fede in Cristo che vince la morte , in vista alla resurrezione

La  Parola di Dio ci insegna , che i corpi dei credenti attendono la resurrezione

(1Tessalonicesi 4:16,17).

"il Signore stesso, con un ordine, con

voce d'arcangelo, e con la tromba di Dio scenderà dal cielo, e prima resusciteranno i morti in

Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti con loro, sulle nuvole, a incontrare il

Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore" (1Tessalonicesi 4:16,17).

                                 NOTA IL TERMINE GRECO

RESURREZIONE : ANASTASIS ( LETT. RIALZARE o    RIALZARSI ) 

RISORGERE :  NEGRON ANASTASIS                                

L’ALZARSI O IL RIALARSI  DEL MORTO, QUINDI E’ IL CORPO CHE SI RIALZA NON LE CENERI   

 L’apostolo Paolo ci spiega quello che avviene nel corpo ( NON ALLE CENERI )del credente al momento della RESURREZIONE  

1 CORINZI 15:42 Così è pure della risurrezione dei morti. Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile; 43 è seminato ignobile e risuscita glorioso; è seminato debole e risuscita potente; 44 è seminato corpo naturale e risuscita corpo spirituale. Se c'è un corpo naturale, c'è anche un corpo spirituale. 45 Così anche sta scritto: «Il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente»; l'ultimo Adamo è spirito vivificante. 46 Però, ciò che è spirituale non viene prima; ma prima, ciò che è naturale, poi viene ciò che è spirituale. 47 Il primo uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il secondo uomo è dal cielo. 48 Qual è il terrestre, tali sono anche i terrestri; e quale è il celeste, tali saranno anche i celesti. 49 E come abbiamo portato l'immagine del terrestre, così porteremo anche l'immagine del celeste.

50 Ora io dico questo, fratelli, che carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio; né i corpi che si decompongono possono ereditare l'incorruttibilità.

51 Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, 52 in un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati. 53 Infatti bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta immortalità.

54 Quando poi questo corruttibile avrà rivestito incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito immortalità, allora sarà adempiuta la parola che è scritta:

La morte è stata sommersa nella vittoria». 55 «O morte, dov'è la tua vittoria? O morte, dov'è il tuo dardo?»

La Parola ci dice che saremo simili a Lui

1 GIOVANNI 3:2 Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quand'egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com'egli è. 3 E chiunque ha questa speranza in lui, si purifica com'egli è puro.

E’ DA CONSIDERARE CHE QUESTO ACCADE SOLO AI CREDENTI MORTI IN CRISTO , AL MOMENTO DEL RAPIMENTO DELLA CHIESA , IL CORPO DEI NON CREDENTI SARA’ MUTATO , MA NON SARA’ GLORIOSO, MA QUESTO E’ UN ALTRO STUDIO

                                 NOTA

È necessario evidenziare che i cristiani non accettano la cremazione non perché, non possono poi risorgere dalle ceneri. Dio è il Creatore e

può ogni cosa, basti leggere il libro dell'Apocalisse dov'è scritto che il mare restituì i suoi morti:

(Apocalisse 20:13).

"Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e il soggiorno dei morti restituirono i loro

morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere"

Una delle ragioni per le quali i credenti non cremano il loro corpo è per un atto di rispetto verso il Creatore e perché il corpo è il tempio dello Spirito Santo

(1Corinzi 6:19; 3:16, 17).

Un'altra ragione credibile contro la cremazione sta nel fatto che dopo il IV secolo questa scomparve quasi del tutto per l'influenza del cristianesimo, per riapparire poi alla fine del 1700, durante la rivoluzione francese, quando furono presentati motivi pratici ed igienici. ( vedi gli anni della lebbra in varie parti : Francia , Italia , Spagna , Africa , India ecc.. )

Nel 1800 si diffuse per la propaganda di associazioni che si dichiaravano atee, in contesa  con la fede cristiana , non credevano nell'immortalità dell’anima e nella resurrezione. Infatti, la cremazione è stata da allora voluta da coloro che in questo modo desideravano affermare la propria negazione dell'eternità.

In ultima analisi, quindi, rifiutarsi di permettere che il proprio corpo sia cremato vuol dire identificarsi con coloro che testimoniano della loro fede nell'immortalità e nella resurrezione,

così come è stata promessa dal Signore. Noi miriamo ad un futuro in cui saremo per sempre con il Signore con un corpo glorificato e riconoscibile. La sepoltura testimonia di questa nostra speranza.

CONCLUSIONE CON NOTA

La risurrezione del nostro corpo non può essere impedita dal modo in cui moriamo o da che cosa succeda al nostro corpo dopo la morte.

In Atti 13:36 si legge che Davide "ha veduto la decomposizione ", ma questo non impedisce di credere che risusciterà anche lui all'ultimo giorno.

 36 Or Davide, dopo aver eseguito il volere di Dio nella sua generazione, si è addormentato, ed è stato unito ai suoi padri, e il suo corpo si è decomposto; 37 ma colui che Dio ha risuscitato, non ha subìto decomposizione.

                                                                            NOTA

Così tutti quei credenti morti in incendi ,bruciati al rogo durante il periodo della “Santa Inquisizione” tutti quei credenti Ebrei arsi nei forni crematori ,   non saranno esclusi dalla nuova creazione. , non saranno esclusi dalla nuova creazione.

Sappiamo, comunque, che un funerale cristiano può essere di grande testimonianza. In questo

contesto, quando abbiamo la possibilità di scelta per noi stessi o per i nostri familiari morti nel Signore, è importante badare al messaggio che diamo attraverso le modalità del funerale.

La cremazione non è adatta per parlare della nostra speranza futura. La sepoltura, parla più chiaramente della della risurrezione di un corpo glorioso, immortale.

Coloro che hanno sperimentato Cristo Gesù nella loro vita come personale Salvatore,

continueranno a praticare il non oltre ciò che è scritto, prendendo, come il popolo d'Israele,

come la Chiesa primitiva e come i padri della Chiesa, le distanze da tutte quelle pratiche che

sono attuate con un solo scopo: negare l'esistenza di Dio e la vita eterna. In quanto a noi, fedeli

a tutto l'insegnamento della Parola di Dio, attendiamo che "il Signore stesso, con un ordine, con

voce d'arcangelo, e con la tromba di Dio scenderà dal cielo, e prima resusciteranno i morti in

Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti con loro, sulle nuvole, a incontrare il

Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore" (1Tessalonicesi 4:16,17).

FINE

studio adi media
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L’ESPIAZIONE : ANALOGIA TRA IL VT. E IL NT.

 

    L'ESPIAZIONE : ANALOGIA TRA IL VT. E IL NT.

         

ISAIA  53: 4.................

Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato! 5 Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti.

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I SEGNI DEL CRISTIANO

 
 
2Cor 2:14 Ma grazie siano rese a Dio che sempre ci fa trionfare in Cristo e che per mezzo nostro spande dappertutto il profumo della sua conoscenza.
 2Cor 2:15 Noi siamo infatti davanti a Dio il profumo di Cristo fra quelli che sono sulla via della salvezza e fra quelli che sono sulla via della perdizione;
 
 2Cor 3:2 La nostra lettera, scritta nei nostri cuori, siete voi, lettera conosciuta e letta da tutti gli uomini;
 2Cor 3:3 è noto che voi siete una lettera di Cristo, scritta mediante il nostro servizio, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente; non su tavole di pietra, ma su tavole che sono cuori di carne.
  Lezione 1
 LA SEPARAZIONE
Una delle caratteristiche che è poco compresa è quella della separazione. Da ogni parte ci scontriamo con idee differenti in-torno a ciò che la separazione significa o comprende. Eppure Dio chiede una separazione, possiamo esserne certi. Dio esige che il cristiano sia diverso dagli altri.
Abramo dovette lasciare il suo paese e la sua parentela quando Dio lo chiamò verso la terra promessa. La parola e la promessa di Dio crearono la differenza.
Quando Dio liberò Israele dall'Egitto, essi dovettero sacrificare l'agnello pasquale, mangiarlo in fretta e poi lasciare il paese.
L'aspersione del sangue dell'agnello fatta in fede creò la differenza. Similmente il credente deve voltare le spalle al mondo per seguire Gesù. A questo scopo egli accetta mediante la fede la purificazione del sangue di Cristo e ciò è il primo passo che lo allontana dal peccato e lo fa incamminare verso una vittoriosa vita cristiana.
 DUE REALTA’
1) I cristiani che cercano di camminare insieme col mondo, perdono la loro potenza.
2) Il credente quindi che non dipende continuamente dalla purificazione del sangue di Gesù e dal lavacro della Parola, perde ben presto contatto con lo Spirito Santo, rimanendo, totalmente fuori dalla realtà di Dio se non continuerà ad essere e a mantenersi diverso dal mondo.
La vita spirituale e il vigore spirituale stanno venendo meno? Sembra ormai lungo tempo da che il fuoco del risveglio ha cessato di ardere?
Quindi quel che ci occorre è forse una nuova immersione nella fonte del Calvario e un'accentuazione della nostra separazione dal mondo.
 SEPARATI CON CRISTO COLOSSESI 3:1-4
Colossesi 3:1-3: Risuscitati con Cristo. La separazione è una manifestazione vitale per il cristiano. Separazione » dà l'idea di santità, di santificazione, di consacrazione e di dedicazione. Un credente il quale non si separa dal mondo perde ben presto la sua identità di cristiano. Su quale dei due aspetti della separazione mette soprattutto l'accento la Bibbia, su quello negativo o su quello positivo?
Alcuni cristiani fanno della separazione una questione di ciò che essi non mangiano, non indossano o non fanno.
Essi presentano lunghi elenchi di « non si deve », elenchi che variano da chiesa a chiesa e da nazione a nazione. Paolo, tuttavia, ammonì i Colossesi nei riguardi di questa tendenza a far della religione una questione di negazioni: « Non toccare, non assaggiare, non prendere in mano » in cui consiste in realtà l'essenza del paganesimo, ma non del cristianesimo.
La religione pagana è infatti caratterizzata dai tabù e dalla moltitudine delle cose che non devono essere fatte, che non devono essere mangiate e non devono essere toccate perché la divinità non sia offesa. Tali proibizioni non sono nulla in se stesse, hanno solo la pretesa della religione; non producono alcuna vera umiltà, non hanno la potenza di sconfiggere le concupiscenze della carne (Colossesi 2:20-23).
Qual'è di solito il risultato del porre al primo posto l'aspetto negativo della separazione? Tale modo di agire conduce ad un autogiustizia e ad un atteggiamento di superiorità verso quanti fanno ciò che a noi è proibito.
Dio odia molto questo atteggiamento. Isaia parla del popolo ribelle che volta le spalle a Dio per seguire le proprie vie e i propri disegni e che dice, tuttavia: « Fatti in là, non t'accostare, perché io sono più santo di te » (Isaia 65:2-5).
Cose siffatte, dice il Signore, sono per me come un fumo nel naso, una causa d'ira ».
Troppe persone oggi s'inorgogliscono per ciò che non fanno eppure continuano a parlar male del prossimo e cedere ai desideri della carne, dispiacendo cosi a Dio. Queste, però, son cose che non li turbano, perché non si trovano nel loro elenco dei «non si deve ». Dio vuole qualcosa di più.
Egli vuole una separazione positiva, non solo una separazione dal mondo e dal peccato, ma anche una dedicazione a Dio, alla Sua volontà e allo scopo che Egli persegue per noi.
COME SI DEVE ESSERE
1). Colossesi : 3:1 Dobbiamo riconoscere la nostra posizione in Cristo : Siamo per Lui risuscitati ad una vita nuova ed abbiamo una posizione particolare in Lui.
2). Colossesi : 3:1  Data questa nostra posizione in Cristo noi dobbiamo cercare le cose celesti. Qualsiasi cosa che sia meno di ciò non è d'accordo con il nostro posto di membri del Suo Corpo, uniti con Lui.
3). Colossesi : 3:2   Non soltanto dobbiamo continuare a cercare, ma dobbiamo anche continuare a desiderare
( avere l’animo ) le cose celesti, in modo che i nostri desideri e i nostri atteggiamenti siano determinati dalle realtà celesti, e non dalle cose temporanee di questa terra.
Non dobbiamo essere come Esaù che considerò un piatto di minestra più importante del diritto di primogenitura. Ebrei 12:14 a17
Né dobbiamo, come gli invitati della parabola di Gesù, voltare le spalle a ciò cui Dio ci invita a causa delle nostre « terre », i nostri
« buoi », le nostre « famiglie ». Luca 14:16 a 21
4). Colossesi : 3:2   Siccome siamo morti con Cristo, nulla che sia contrario a Cristo, nulla che non sia intonato con il Suo carattere e il Suo amore dovrebbe attirare la nostra attenzione e occupare il nostro tempo.
5). Colossesi : 3:3   Ora che la nostra vita è nascosta con Cristo in Dio, noi abbiamo una nuova comunione, una nuova sorgente di beni che sono superiori a quanto vediamo attorno a noi. Non abbiamo più bisogno di seguire piaceri e le ricchezze del mondo, perché abbiamo avuto una visione degli infiniti tesori eterni.
TRIONFANTI IN CRISTO. Colossesi 3:4
Ciò che ora è un mistero verrà rivelato alla seconda venuta del Signore. Così il Suo ritorno diventa una ragione importante per vivere una vita dedicata a Cristo qui e ora.
Come dice I Giovanni 3:2, 3.: « Diletti, ora siamo figliuoli di Dio, e non è ancora reso manifesto quello che saremo. Sappiamo che quand'Egli sarà manifestato saremo simili a Lui, perché Lo, vedremo come Egli è. E chiunque ha questa speranza in Lui, si purifica, come Egli è puro »
SEPARATI DAL MONDO Colossesi 3:5-11
Colossesi 3:5-8:
DOMANDA
Separati dai vecchi modi di vivere. il mettere l'accento sull'aspetto positivo della nostra consacrazione , Dio risolve automaticamente l'aspetto negativo della separazione dal mondo e del peccato?
No, Quindi è necessario sottolineare l’ aspetto positivo per essere sicuri di procedere nella direzione giusta, desiderando i beni eterni. Poi dobbiamo anche mortificare, cioè mettere a morte, quanto è in noi di terreno o di mondano senza però rovesciare quest'ordine. Ad esempio, non serve a nulla mettere a morte ciò che è carnale se prima non ci riconosciamo morti con Cristo e accettiamo il fatto che la nostra vita è CON LUI nascosta in DIO.
Allora, saremo in grado di potere lottare contro tutto ciò che attira l'ira di Dio su quelli che Gli disubbidiscono.
Notate al V 5 quanto la Bibbia sia qui specifica, e come menzioni a in modo chiaro l'immortalità sessuale, i motivi impuri,
le passioni, i desideri egoisti, la concupiscenza e la cupidigia.
8 Dobbiamo crocifiggere gli atti di concupiscenza o di bramosia, ma ancor più mortificare i desideri che stanno alla loro radice.
Anche le parole d'ira e di ingiuria devono essere messe da  parte, cioè escluse dal nostro vocabolario.
Perché la cupidigia o la bramosia vengono identificate con l'idolatria?
La cupidigia mette le cose create al posto di Dio, desiderando sempre di più ciò che è contrario al volere di Dio.
La cupidigia desidera, desidera ancora, desidera sempre più e ciò che essa chiama « amore » è solo un cercare la soddisfazione dei propri appetiti.
Da questa bramosia disordinata proviene ogni tipo di idolatria e di peccato.
SEPARATI DAI VECCHI ATTEGGIAMENTI. Colossesi 3:9-11
Il credente che ha abbandonato i vecchi atteggiamenti non rimarrà mai deluso.
Egli si è svestito dell'uomo vecchio e del vecchio modo di vivere. Rivestendosi così dell'uomo nuovo viene continuamente rinnovato secondo l'immagine di Dio che lo ha fatto una nuova creatura in Cristo.
Come è detto in Efesini 4:23, 24: « (Avete imparato) ad essere rinnovati nello spirito della vostra mente, e a rivestire l'uomo nuovo che è creato all'immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità ».
Qual’è il risultato di questo rinnovamento?
Cristo diventa tutto per colui che è nato di nuovo.
Tutti i vecchi atteggiamenti devono morire con il vecchio uomo.
Ciò significa che non possiamo usare le nostre condizioni di prima come una scusa per non deporre l'uomo vecchio.
 Non possiamo conservare  la religione
1 Tessalonicesi 1 : 6 Voi siete divenuti imitatori nostri e del Signore, avendo ricevuto la parola in mezzo a molte sofferenze, con la gioia che dà lo Spirito Santo, 7 tanto da diventare un esempio per tutti i credenti della Macedonia e dell'Acaia. 8 Infatti da voi la parola del Signore ha echeggiato non soltanto nella Macedonia e nell'Acaia, ma anzi la fama della fede che avete in Dio si è sparsa in ogni luogo, di modo che non abbiamo bisogno di parlarne; 9 perché essi stessi raccontano quale sia stata la nostra venuta fra voi, e come vi siete convertiti dagl'idoli a Dio per servire il Dio vivente e vero, 10 e per aspettare dai cieli il Figlio suo che egli ha risuscitato dai morti; cioè, Gesù che ci libera dall'ira imminente.
 2Cor 6:16 E che armonia c'è fra il tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come disse Dio:
«Abiterò e camminerò in mezzo a loro, sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.
 Non possiamo permetterci,  di conservare lo stesso carattere
sostenendo che si tratta solamente di carattere ereditario.
 Tito 3:3 Perché anche noi un tempo eravamo insensati, ribelli, traviati, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella cattiveria e nell'invidia, odiosi e odiandoci a vicenda.
 Colossesi 1:19 Poiché al Padre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza 20 e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della sua croce; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli.
21 E voi, che un tempo eravate estranei e nemici a causa dei vostri pensieri e delle vostre opere malvagie, 22 ora Dio vi ha riconciliati nel corpo della carne di lui, per mezzo della sua morte, per farvi comparire davanti a sé santi, senza difetto e irreprensibili, 23 se appunto perseverate nella fede, fondati e saldi e senza lasciarvi smuovere dalla speranza del vangelo che avete ascoltato, il quale è stato predicato a ogni creatura sotto il cielo e di cui io, Paolo, sono diventato servitore.
 Colossesi 3:5 Fate dunque morire ciò che in voi è terreno: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e cupidigia, che è idolatria. 6 Per queste cose viene l'ira di Dio sugli uomini ribelli. 7 E così camminaste un tempo anche voi, quando vivevate in esse. 8 Ora invece deponete anche voi tutte queste cose: ira, collera, malignità, calunnia; e non vi escano di bocca parole oscene.
9 Non mentite gli uni agli altri, perché vi siete spogliati dell'uomo vecchio con le sue opere 10 e vi siete rivestiti del nuovo, che si va rinnovando in conoscenza a immagine di colui che l'ha creato. 11 Qui non c'è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti.
 Non possiamo permetterci di usare lo stesso linguaggio di prima
Il nato di nuovo userà il linguaggio dello Spirito Santo
 Colossesi 4:6    Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come dovete rispondere a ciascuno.
 Efesi 4:29 Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a chi l'ascolta. 30 Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione.
 Efesi 5:11 Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele; 12 perché è vergognoso perfino il parlare delle cose che costoro fanno di nascosto. 13 Ma tutte le cose, quando sono denunciate dalla luce, diventano manifeste;
 LA BIBBIA CONDANNA LE PAROLE OZIOSE
 OZIOSO TERMINE
inoperoso, inattivo , Inutile
si dice di un discorso ozioso  :   superfluo
 La prima parola oziosa si trova
Esodo 20:7 Non pronunciare il nome del SIGNORE, Dio tuo, invano; perché il SIGNORE non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.
 Gesù condanna le parole oziose : Matteo 12:36
 QUALI SONO SONO LE PAROLE OZIOSE ?
Matteo 5:22 Raca ( cretino ) e Pazzo
 Nell’uso comune : mannaggia
 Mannaggia
Imprecazione che esprime disappunto, contrarietà
contrazione della locuzione mal n'aggia male ne abbia.
È una espressione  comune, nell'Italia centro-meridionale, ed è veramente simpatica; infatti, pur trattandosi di una maledizione, è una maledizione   dolce  - che viene usata come imprecazione, buona per colorire, sfogare e dare sentimento ad un'espressione.
Se sei arrivato in ritardo perché il treno non passava,
Se il fruttivendolo ti ha venduto delle pesche a peso d'oro,
Se ti sei scordato a casa il libro dell'amico, non potrai che dire: mannaggia.
E TANTI ALTRI
LA PAROLA DICE :
 
Filippesi  4:8 Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri.
 Non possiamo fare della mancanza di istruzione, o di denaro, o di altre opportunità una scusa per non cercare le cose celesti. La grazia di Dio accomuna uomini e donne dai più diversi ambienti, affinché le chiese locali siano dei campioni della società umana legati da una nuova fedeltà a Cristo, partecipanti alla stessa salvezza, alle stesse benedizioni e alla stessa speranza.
Tutti così si inginocchiano l'uno a fianco dell'altro dinanzi a Lui e Lo riconoscono come il Salvatore e Signore.
DEDICATI A DIO - Colossesi 3:12
Colossesi 3:12: Rivestiti di amore e di pace.
Paolo torna ora all'aspetto positivo della separazione e specifica alcune delle virtù che caratterizzano l'uomo nuovo. Noi siamo ora i santi scelti da Dio e appartati per Lui e per il Suo servizio. Ciascuno di noi sia dunque ciò che è. Mettiamo in pratica quello che professiamo di essere.
E' dunque nostra responsabilità quello di non vivere alla meglio, ma piuttosto di rivestirci deliberatamente di queste cose:
1). Di tenera misericordia
( Versione Riveduta traduce compassione ) , cioè di una misericordia  che mai si inasprisce, mai pensa di dovere correggere aspramente.
2). Di benevolenza , la quale esprime una profonda bontà interiore e cerca sempre nuove occasioni di generosità.
3). Di umiltà, cioè di quell'atteggiamento della mente che è soprattutto modesto, libero da ogni superbia, perché totalmente dipendente da Dio.
4). Di mansuetudine ( dolcezza ), la quale si esprime con gentilezza e cortesia, senza alcuna arroganza o insolenza.
5). Di Pazienza  ( longanimità ), la quale non perde mai la pazienza, sopporta e perdona, sempre, qualunque possa essere la provocazione. Anche quando vi sono buone ragioni per lamentarsi o irritarsi perdona come Cristo ha perdonato, cioè perdona totalmente, liberamente, immediatamente e definitivamente. Non fa posto a crucci, né si sente offesa né cerca ritorsioni.
Notate come tutte queste virtù siano collegate le une con le altre.
Passiamo ora al versetto 14.
Che cosa lega insieme tutte queste caratteristiche perché esse possano raggiungere il loro scopo e dare perfetta unità alla Chiesa?
L’AMORE, ossia un amore santo e fedele — l'amore del Calvario — è ciò che noi dobbiamo indossare sopra tutte le altre virtù in modo da renderle reali ed efficaci.
Tutti abbiamo la responsabilità di rivestire questo amore, cioè dobbiamo fare qualcosa di più che semplicemente desiderarlo. Dobbiamo deciderci a metterlo in atto nella nostra vita e fare che esso diriga tutti i nostri piani.
Allora la pace divina ed il benessere spirituale riempiranno i nostri cuori e ci guideranno in ogni nostra decisione.
 PIENI DI SAPIENZA E DI LODE. Colossesi 3:16, 17:
Come possiamo incoraggiarci ad una vita di separazione?
1). V.16 Ammaestrandoci ed ammonendoci gli uni gli altri con quella sapienza che viene dall'essere saturati dalla Parola di Dio. Solo mediante la Parola riceviamo la sapienza e le lezioni di cui abbiamo bisogno.
2). V.16 Riunendoci per l'adorazione e la lode, in uno spirito di riconoscenza. Col canto di salmi e di inni a lode di Dio e di Cristo, e con canti ispirati dallo Spirito Santo.
3). V. 17  Facendo e dicendo tutto « nel nome del Signore », rico-noscendo, cioè, la Sua autorità, non facendo nulla che non possa essere da Lui ratificato od approvato.
4). V. 17 Facendo di ogni parola e di ogni atto un'espressione di ringraziamento a Dio per mezzo di Gesù Cristo.
CONCLUSIONE
E' possibile essere esteriormente separati dal mondo ed essere tuttavia legati ad esso con il cuore.
Qualcuno ha detto che un uomo non cessa di essere del mondo per il solo fatto che adotta delle forme esteriori di religione, proprio come un ragazzo non diventa uomo semplicemente indossando pantaloni lunghi.
Il genuino distacco dal mondo incomincia più in profondità e non può essere imposto all'uomo da precetti esteriori
LA FEDE
Qual'è la caratteristica fondamentale, del cristiano? Alcuni possono dire: l'amore; perché soltanto se noi riflettiamo l'amore del nostro Signore diventiamo realmente come Lui.
Ma sembra che la Bibbia consideri l'amore come un frutto che matura con lo sviluppo della vita cristiana. Perché l'amore e le altre caratteristiche del cristiano si manifestino e si sviluppino, dobbiamo porre la fede come base della nostra vita. Pietro elencando le virtù cristiane ci esorta a porre la fede al primo posto e poi ad essa aggiungere le altre, o, come indica il testo greco, esercitarla in tale modo che essa produca tutte le altre caratteristiche del cristiano, incluso l'amore (II Pietro 1:3 a 7).
3 Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, 4 per una eredità incorruttibile, senza macchia e inalterabile. Essa è conservata in cielo per voi, 5 che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, per la salvezza che sta per essere rivelata negli ultimi tempi.
6 Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove, 7 affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben più preziosa dell'oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo
Fin dal lontano giorno di Caino, l'umanità ha desiderato offrire i suoi propri frutti a Dio e porre dinanzi a Lui le proprie opere piuttosto che accostarGlisi con semplice fede.
Sembra essere assai difficile per un uomo mettere da parte il proprio orgoglio ed umiliarsi accettando la via che Iddio gli ha aperta. Questa è la ragione per la quale oggi ci sono tante religioni inventate dall'uomo.
Ma la Bibbia è chiara: « Voi siete salvati per grazia mediante la fede; e ciò non viene da voi: è il dono di Dio; non è in virtù d'opere, affinché niuno si glori » (Efesini 2:8, 9; vedi Romani 10:9, 10).
La fede è ancora oggi la caratteristica basilare per la quale abbiamo comunione con Dio e riceviamo le Sue benedizioni e i Suoi doni.
Efesi 3:8 A me, dico, che sono il minimo fra tutti i santi, è stata data questa grazia di annunciare agli stranieri le insondabili ricchezze di Cristo 9 e di manifestare a tutti quale sia il piano seguito da Dio riguardo al mistero che è stato fin dalle più remote età nascosto in Dio, il Creatore di tutte le cose; 10 affinché i principati e le potenze nei luoghi celesti conoscano oggi, per mezzo della chiesa, la infinitamente varia sapienza di Dio, 11 secondo il disegno eterno che egli ha attuato mediante il nostro Signore, Cristo Gesù; 12 nel quale abbiamo la libertà di accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede in lui.  (confronta  Ebrei 10:19 )
 Ebrei 4:16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovare grazia ed essere soccorsi al momento opportuno.
 Ebrei  10:22 avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell'aspersione che li purifica da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.
  Ebrei 11: 4 Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per mezzo di essa gli fu resa testimonianza che egli era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa, benché morto, egli parla ancora.
                   (Ebrei 11:6).
« Or senza fede è impossibile piacerGli »
Gli uomini hanno oggi bisogno di fede come non mai. Lo studio in comune della Parola di Dio ci aiuterà ad accrescere la nostra fede, perché : « la fede vien dallo udire e l'udire si ha per mezzo della parola di Cristo » (Romani 10:17).
VITTORIA PER MEZZO DELLA FEDE
1 Giovanni 5:1-5         
1 Giovanni 5:1-3:
La fede è segno di vita.
Il Vangelo di Giovanni ( Giovanni 20:30, 31).  dice del Signore risuscitato: « Or Gesù Fece in presenza dei discepoli molti altri miracoli che non sono scritti in questo libro, ma queste cose sono scritte affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figliuolo di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel Suo nome »
Notate l'accento posto sopra le parole credere e vita.
Lo stesso accento lo  possiamo trovare  nel capitolo
5 di 1 Giovanni che è la base del nostro  studio.
 1 Giovanni  5:1 Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque ama colui che ha generato, ama anche chi è stato da lui generato
Sembra che questa prima Epistola sia stata scritta come una lettera di accompagnamento all'Evangelo di Giovanni, in quanto mette in evidenza i grandi temi del Vangelo e li applica alle situazioni e ai bisogni delle sette chiese dell'Asia, le prime destinatarie di quel Vangelo.
NOTA
L'ultima sezione dell'Epistola comincia in realtà nel
capitolo 4, al versetto 7.
Essa tratta la pienezza della vita cristiana e spiega che la chiave per questa vita è una fede trionfante. Mediante la fede noi siamo rinati cioè nati da Dio.
Che tipo di fede è necessaria?
Giovanni mette in risalto la necessità di una fede oggettiva in Gesù, una fede che crede che Egli è il Cristo e che entra in un rapporto personale con Lui e per mezzo di Lui con il Padre celeste. Così, per una continua comunione è necessaria una fede continua che sarà prova di vita spirituale.
COME SI MANIFESTA LA NUOVA VITA?
1° ). 1 Giovanni 4:19).  Noi amiamo « Colui che ci ha generati ». Cioè, noi Lo amiamo, « perché Egli ci ha amati il primo »
 ( 1 Giovanni 4:10 ), Egli ha dimostrato il Suo amore PER NOI .
10 In questo è l'amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati.
Se noi mettiamo la nostra fede in Gesù ed entriamo per mezzo di Lui in un rapporto vitale con Dio, non possiamo non amare Dio, perché conoscerLo è amarLo
 NOTA
Per la Sua fedeltà ai patti e alle promesse Dio ha mandato il Suo Figliuolo per compiere la Sua opera e portare a buon fine la nostra salvezza. Noi non possiamo rifiutare il nostro amore e la nostra fedeltà a un tale Padre!
2°) .  1 Giovanni 4:7 Noi amiamo quelli che sono nati da Dio, Quelli che amano Dio come noi e che come noi sono fedeli a Colui che è la sorgente della loro vita.
C'è qualcosa che attrae i veri credenti l'uno verso l'altro. In qualche modo noi sentiamo come un legame di parentela con quanti condividono lo stesso amore e la stessa fede verso Dio.
E' facile per noi mostrar loro il nostro amore perché siamo spontaneamente spinti a manifestare loro la bontà, la cortesia, la considerazione e la dedizione che questo amore comporta
(vedi 1 Corinzi 13).
I Giovanni 5:4,5: LA FEDE È FONTE DI VITTORIA.
Perché tanti cristiani manifestano tanta poca libertà, spontaneità e tanto poco zelo nel loro amore e nella loro ubbidienza a Dio?
Giovanni usa una sola parola: “ mondo “, ( sistema di cose )
PER RIASSUMERE : tutti gli ostacoli, tutte l'opposizioni e tutto ciò che rende difficile l'ubbidienza e il servizio al Signore .
La parola mondo è usata nel Nuovo Testamento per indicare la totalità delle cose create, un intero universo attualmente separato dal suo Creatore e Re.
Il mondo  si riferisce specialmente all'umanità caduta ed alla creazione che subisce le conseguenze della caduta dell'uomo.
 La parola il « mondo » indica sempre l'età presente, mai quella a venire.
Il « mondo » è sotto l'autorità delle tenebre (Colossesi 1:13)
13 Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio
 “Il mondo  respinge il regno e la signoria di Dio, perché non Lo riconosce (Giovanni 17:25).
25 Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato
 COSA È NECESSARIO PER VINCERE IL MONDO?
 Giovanni 5:4
Tutto quel che ci vuole è che uno sia nato da Dio.
Siamo noi a volere entrare in questa lotta contro le realtà del mondo?
Se siamo nati di nuovo, noi siamo già in essa.
Sebbene siamo ancora nel mondo noi non siamo del mondo, perché non gli apparteniamo e quindi possiamo aspettarci che il mondo ci odi come odia il nostro Signore
(Giovanni 15:18, 19; 17:14; I Giovanni 3:13).
Tuttavia continueremo a vincere il mondo, perché la vittoria è già stata riportata.
DOV'È LA CERTEZZA DELLA NOSTRA VITTORIA?
1 Giovanni 5:4
Essa sta nella fede che abbiamo in Cristo, una fede che si esprime in un continuo rapporto personale di amore e di ubbidienza. Mediante questa fede noi continuiamo a fare nostra la vittoria di Cristo: Egli ha vinto il mondo (Giovanni 16:33).
1 Giovanni 5:5
Perché Giovanni ripete l'affermazione che la fede che vince è quella che crede che Gesù è il Figliuolo di Dio?
La fede che vince non è una fede astratta, né è una fede
puramente umana, né è una fede nei nostri amici e vicini.
Essa non viene dal concentrare le nostre menti cercando di eliminare ogni dubbio.
Viene dal riconoscere che Gesù è  il Figlio di Dio con potenza secondo lo spirito di santità , mediante la Sua risurrezione dai morti  (Romani 1: 3,4).
 Così, la nostra fede in Lui (che include la nostra dedizione a Lui e la nostra ubbidienza alla Sua volontà) diventa, la vittoria che vince il mondo.
Mediante la nostra fede la vittoria di Cristo diventa reale dovunque andiamo. La Sua vittoria si attua concretamente, personalmente e individualmente nella vittoria di ogni credente.
LA TESTIMONIANZA DELLA FEDE -
1 Giovanni 5:6-8:
6 Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, cioè Gesù Cristo; non con acqua soltanto, ma con l'acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che ne rende testimonianza, perché lo Spirito è la verità. 7 Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza: 8 lo Spirito, l'acqua e il sangue, e i tre sono concordi.
                                      VERSIONE DIODATI
6 Questi è colui che è venuto con acqua e sangue, cioè, Gesù Cristo; non con acqua soltanto, ma con acqua e con sangue. E lo Spirito è colui che ne rende testimonianza, perché lo Spirito è la verità. 7 Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza nel cielo: il Padre, la Parola e lo Spirito Santo; e questi tre sono uno. 8 Tre ancora sono quelli che rendono testimonianza sulla terra: lo Spirito, l'acqua e il sangue; e questi tre sono d'accordo come uno.
E' fondata nella storia. Perché Giovanni introduce a questo punto la testimonianza dell'acqua e del sangue?
E' questa una ulteriore evidenza del fatto che la fede vittoriosa è qualcosa di più che un atteggiamento mentale. Essa è fondata su eventi storici.
 1) Con il  Suo battesimo Gesù si è identificato con l'umanità e con le sue necessità.
2) Alla croce, Egli si è di nuovo identificato con noi, prendendo su Se stesso i nostri peccati, e come leggiamo in 1 Corinzi 5:21:
« Egli l'ha fatto esser peccato per noi » mentre stava sulla croce.
3) Come testimonianza finale di questo fatto, sangue ed acqua uscirono dal Suo fianco quando la lancia romana lo trafisse.
4) Lo Spirito Santo stesso gli dà una continua testimonianza. Come Cristo è la verità, anche lo Spirito è la verità. In mezzo alle mutevoli circostanze della vita, quindi, abbiamo lo Spirito per darci un solido fondamento. Egli ci dà certezza poiché ci rivela Cristo .
LA SPERANZA
Nel capitolo precedente abbiamo considerato quella che è la prima ed essenziale caratteristica del credente : La fede , non è solo fondamentale, ma necessaria. Senza di essa non possiamo nemmeno incominciare la vita cristiana.
Tuttavia ciò che riceviamo ora mediante la fede non è tutto quello che Dio ha in serbo per noi. Non è sufficiente l'atto iniziale di fede al momento della conversione, ma per essere reale ed efficace, la nostra fede deve svilupparsi in una fiduciosa attesa che conta su Dio per il compimento dell'opera che Egli ha iniziato in noi.
Questa attesa, questa certezza e questa ferma fiducia guarda al futuro e si aspetta che Iddio mandi avanti il Suo piano per mezzo di Gesù.
A questa attesa e a questa certezza  la Bibbia dà il nome di « speranza ».
La Bibbia dichiara non soltanto che noi, siamo salvati mediante la fede, ma anche che « siamo salvati in isperanza » (Romani 8:24).
24 Perché noi siamo stati salvati in speranza; or la speranza che si vede non è speranza, poiché ciò che uno vede come può sperarlo ancora? 25 Ma se speriamo ciò che non vediamo, l'aspettiamo con pazienza. 26 Nello stesso modo anche lo Spirito sovviene alle nostre debolezze, perché non sappiamo ciò che dobbiamo chiedere in preghiera, come si conviene; ma lo Spirito stesso intercede per noi con sospiri ineffabili. 27 E colui che investiga i cuori conosce quale sia la mente dello Spirito, poiché egli intercede per i santi, secondo Dio
Dobbiamo fissare i nostri sguardi sopra quella che è la nostra meta in Cristo. Dobbiamo restare in ferma attesa di qualcosa che non abbiamo ancora (Romani 8:25
 Ciò significa che la speranza del credente ha il suo centro in Gesù ed in ciò che Egli farà per noi ed in noi quando ritornerà. Questa speranza che già vede Gesù trionfante e che osa credere che noi vivremo e regneremo con Lui, è la beata speranza del credente
 (Tito 2:13). E' una speranza viva che aiuta a credere nella potenza  di Dio
 13 aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo,
 1 Pietro 1:3-5. E' « Un'ancora dell'anima, ferma e sicura ».
3 Benedetto sia il Dio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, il quale nella sua grande misericordia ci ha rigenerati a una viva speranza per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo dai morti,
 Un'ancora dell'anima, ferma e sicura
 4 per un'eredità incorruttibile, incontaminata e immarcescibile, conservata nei cieli per voi, 5 che dalla potenza di Dio mediante la fede siete custoditi, per la salvezza che sarà prontamente rivelata negli ultimi tempi
Con questa speranza noi possiamo guardare oltre i confini di questa vita e ricevere coraggio per affrontare sia il presente e sia il futuro.
La fonte della speranza - 2 Corinzi 4:3-6:
             Rivelata per mezzo di Cristo.
 2 Corinzi 4:3-6:
3 Ma se il nostro evangelo è ancora velato, esso lo è per quelli che periscono, 4 nei quali il dio di questo secolo ha accecato le menti di quelli che non credono, affinché non risplenda loro la luce dell'evangelo della gloria di Cristo, che è l'immagine di Dio. 5 Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù, il Signore, e siamo vostri servi per amore di Gesù, 6 perché il Dio che disse: «Splenda la luce fra le tenebre», è lo stesso che ha fatto brillare il suo splendore nei nostri cuori per illuminarci nella conoscenza della gloria di Dio, che rifulge sul volto di Gesù Cristo.
 I versetti con cui si apre il testo che studiamo in questo capitolo sottolineano il fatto che l'apostolo Paolo proclamava con coraggio l'Evangelo in maniera semplice e diretta. Egli non cercava di adattare il messaggio di Dio alle fantasie dei suoi uditori o alle sue proprie idee preferite. Egli applicava onestamente la verità alla propria vita ed alla coscienza dei suoi ascoltatori. La grazia che egli aveva personalmente sperimentata lo aiutava a proclamare l'Evangelo come il « buona notizia  » che reca
Perdono per quanto riguarda i peccati commessi nel passato,
Potenza per il presente
Speranza per il futuro
Non c'è qualcosa di incerto in questa speranza.
Bisogna solo attendere il tempo del suo compimento.
Però, non c'è nulla di incerto circa la realtà del suo compimento. Quindi non è una speranza della quale si possa dire « forse sarà così », ma una speranza nella quale io dico « sò che sarà così ».
La speranza è sicura quanto le promesse di Dio ed è garantita dal fatto della risurrezione di Cristo dai morti.
Al presente Gesù è alla destra del Padre, intercede per noi e aspetta il giorno nel quale Dio Lo manderà a fare dei Suoi nemici lo sgabello dei Suoi piedi (Ebrei 10:13), cioè a trionfare su tutti.
DOMANDA
Perché tanti non riescono a comprendere e ad accettare questa gloriosa speranza?
RISPOSTA
2 Corinzi 4:3, 4,
3 Ma se il nostro evangelo è ancora velato, esso lo è per quelli che periscono, 4 nei quali il dio di questo secolo ha accecato le menti di quelli che non credono, affinché non risplenda loro la luce dell'evangelo della gloria di Cristo, che è l'immagine di Dio
Per meglio comprendere quel che Paolo dice
è necessario rifarsi al capitolo precedente della stessa Lettera.
2 CORINZI 3:7,8
7 IL MINISTERIO DELLA MORTE :IL VECCHIO PATTO, LA LEGGE, portava la morte. Quando dice che era scritta sulla pietra, sappiamo che si
riferisce ai Dieci Comandamenti.
“Era glorioso”. E’ la volontà di Dio ed è buona, anche se mi condanna
8 IL MINISTERIO DELLO SPIRITO SANTO
“Il ministero della giustizia ( LA SALVEZZA ) ” è la giustizia che noi abbiamo in Cristo Gesù.
Paolo ricorda ai suoi critici che Dio rivelò la Sua gloria sul monte Sinai ed anche sul viso di Mosè. Ma gli Israeliti che avevano peccato si ritrassero dalla gloria del Sinai e non riuscirono neppure a sopportare lo splendore della gloria riflessa sul viso di Mosè, per questo Mose si copri il viso con un velo.
La gloria di Dio rivelata nel volto di Gesù risuscitato e glorificato è assai più grande della gloria rivelata al Sinai, ma è a causa della loro incredulità che gli uomini non riescono a vedere in Gesù la Rosa di Sharon e il Giglio della valle. Questa ostinata incredulità ha sempre dato a Satana la possibilità di accecare ulteriormente le loro menti.
TORNIAMO IN 2 CORINZI 4: 3,4 DOVE LEGGIAMO:
3 Ma se il nostro evangelo è ancora velato, esso lo è per quelli che periscono, 4 nei quali il dio di questo secolo ha accecato le menti di quelli che non credono, affinché non risplenda loro la luce dell'evangelo della gloria di Cristo, che è l'immagine di Dio
DOMANDA E RISPOSTA
D) La Bibbia incolpa principalmente Satana in questo passo?
R) E' l'incredulità ostinata dell'uomo quella che dà a Satana la possibilità di influenzare i suoi pensieri.
  NOTIAMO CHE
La causa della cecità spirituale non sta nel messaggio e né nel predicatore, ma nel cuore del peccatore ostinato.
Lo scudo della fede permette di spegnere tutti i dardi infuocati del nemico (Efesini 6:16).
Il peccatore , che non ha lo scudo della fede, resta nella sua cecità perché ha fatto e continua a fare la scelta sbagliata.
E' per il fatto che gli uomini si rifiutano di conoscere la Parola che Dio deve respingerli (Osea 4:6).
6 Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza. Poiché tu hai rifiutato la conoscenza, anch'io ti rifiuterò come mio sacerdote; poiché tu hai dimenticato la legge del tuo DIO, anch'io dimenticherò i tuoi figli
TORNIAMO IN 2 CORINZI 4: AL VERSO 5
 5 Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù, il Signore, e siamo vostri servi per amore di Gesù,
Qui Paolo interrompe il filo del discorso col dire: " Noi non predichiamo noi stessi"  Paolo voleva che i fedeli di Corinto si rendessero conto che Cristo era la fonte della loro « speranza di gloria ».
 Paolo non pretendeva di essere alcunché né si presentava vanagloriosamente come l'uomo di Dio. Anzi egli preferì prendere il posto di uno schiavo nella Chiesa per amor di Gesù. Se alcuni giunsero a veder la luce e la gloria rivelata in Gesù, per mezzo della predicazione di Paolo ciò avveniva soltanto perché lo stesso Dio che aveva detto: « Sia la luce » (Genesi 1:3), aveva fatto risplendere la Sua gloria nel cuore di questo Suo fedele servo. Inoltre quando qualcuno vedeva la via per mezzo della vita di Paolo, illuminata di gloria e di speranza da parte di Dio, lo Spirito Santo poteva aiutarlo a vedere in Gesù la fonte di quella luce.
2 Corinzi 4: 5 Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù, il Signore, e siamo vostri servi per amore di Gesù, 6 perché il Dio che disse: «Splenda la luce fra le tenebre», è lo stesso che ha fatto brillare il suo splendore nei nostri cuori per illuminarci nella conoscenza della gloria di Dio, che rifulge sul volto di Gesù Cristo. 7 Or noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché l'eccellenza di questa potenza sia di Dio e non da noi. Donata da Dio.
Il versetto 7 indica Dio come la fonte della nostra conoscenza e della nostra esperienza della gloria. Indipendentemente dalla misura di luce, di gloria e di potenza che Dio può manifestare in noi e per mezzo di noi, in realtà noi siamo unicamente dei vasi di terra.
In quei tempi, nulla era più comune e più ordinario che dei vasi e dei piatti d'argilla. La gloria e la potenza appartengono solo a Dio che ne è l'unica fonte.
IL TRIONFO DELLA SPERANZA
2 Corinzi 4:8-10:
8 Noi siamo afflitti in ogni maniera, ma non ridotti agli estremi; perplessi, ma non disperati; 9 perseguitati, ma non abbandonati; abbattuti, ma non distrutti, 10 portando del continuo nel nostro corpo il morire del Signore Gesù, affinché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo
Vittoria è qui ora. Quale « vaso di terra » Paolo esperimentò molte sofferenze e l'opposizione continua da parte dei nemici e persecutori. Attraversò anche momenti di smarrimento e di apparente sconfitta.
Che cosa aiutò Paolo a non cedere allo scoraggiamento per tutte queste sue sofferenze? Egli scoprì che, per quanto i suoi nemici lo premessero duramente, Dio non permise mai che essi lo chiudessero senza via di scampo o lo schiacciassero. Il Libro degli Atti mostra come Dio continuamente gli preparava una via di scampo, in modo che la opposizione dei nemici fece soltanto sì che l'Evangelo si diffondesse in nuovi luoghi. Anche quando Paolo non sapeva dove rivolgersi, Dio non lo lasciò nell'incertezza né permise che i suoi nemici lo catturassero.
Talvolta essi riuscirono a colpirlo e una volta fu lapidato e  lasciato come morto.
Atti 14:19 Allora giunsero da Antiochia e da Iconio alcuni Giudei, i quali sobillarono la folla; essi lapidarono Paolo e lo trascinarono fuori della città, credendolo morto.
Altre volte calamità naturali, come i naufragi, sembrarono atterrarlo. Dio, però, non permise mai che questo Suo servo fosse soppresso.
Anzi, tutte queste sofferenze gli diedero la possibilità di sentirsi sempre più vicino a Gesù , Colui che serviva. In queste sofferenze Paolo si rese conto di fare in qualche modo l'esperienza della morte di Gesù, perché egli soffriva tutto ciò per amor Suo.
Cosa ancora più importante,
 Atti 20:22 Ed ecco che ora, legato dallo Spirito, vado a Gerusalemme, senza sapere le cose che là mi accadranno.
Atti 20:23 So soltanto che lo Spirito Santo in ogni città mi attesta che mi attendono catene e tribolazioni.
Atti 20:24 Ma non faccio nessun conto della mia vita, come se mi fosse preziosa, pur di condurre a termine la mia corsa e il servizio affidatomi dal Signore Gesù, cioè di testimoniare del vangelo della grazia di Dio.
 2Corinzi 12:7 E perché io non avessi a insuperbire per l'eccellenza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un angelo di Satana, per schiaffeggiarmi affinché io non insuperbisca.
 Il termine spina o scheggia ( skolops una cosa appuntita ) era un dolore reale , una sofferenza vera che aveva lo scopo di tenerlo umile . nel caso dei servi di Dio la sofferenza che può colpirli  non è mai senza scopo essa mette alla prova per rinforzare , colpisce per correggere . In questo caso si trattava di qualcosa provocata da un angelo di satana , una malattia permessa da Dio . cosa fosse esattamente questa malattia non viene specificato,tuttavia rientrava nella volontà di Dio e non poteva essere rimossa con la preghiera o con la fede . Il suo scopo era di insegnare che :
1) la grazia di Dio è pienamente sufficiente per il servitore che si trova nella prova
2) la forza divina si realizza pienamente nella debolezza umana
3) Il servo di Dio deve gloriarsi nelle debolezze umane in modo che
la potenza di Dio possa riposare su di lui
4) quando si è deboli in se stessi , si è forti in Cristo :
 2Corinzi 11:23 Sono servitori di Cristo? Io (parlo come uno fuori di sé) lo sono più di loro; più di loro per le fatiche, più di loro per le prigionie, assai più di loro per le percosse subite. Spesso sono stato in pericolo di morte.
2Corinzi 11:24 Dai Giudei cinque volte ho ricevuto quaranta colpi meno uno;
2Corinzi 11:25 tre volte sono stato battuto con le verghe; una volta sono stato lapidato; tre volte ho fatto naufragio; ho passato un giorno e una notte negli abissi marini.
2Corinzi 11:26 Spesso in viaggio, in pericolo sui fiumi, in pericolo per i briganti, in pericolo da parte dei miei connazionali, in pericolo da parte degli stranieri, in pericolo nelle città, in pericolo nei deserti, in pericolo sul mare, in pericolo tra falsi fratelli;
2Corinzi 11:27 in fatiche e in pene; spesse volte in veglie, nella fame e nella sete, spesse volte nei digiuni, nel freddo e nella nudità.
PAOLO SCRIVENDO AI ROMANI POTEVA DIRE
 Romani 8:28 Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno.
Le sofferenze di Paolo non riuscirono a turbare la sua fede, anzi diventarono delle occasioni affinché si manifestasse in lui e per mezzo di lui, la vita gloriosa di Gesù risorto.
  UNA    CURIOSITA’
Una volta, un giovane chiese: « Perché non vedo più potenza, più vittoria e un maggior numero di doni dello Spirito nella mia vita? ».
Il fatto era che egli viveva una vita tranquilla e protetta, circondato da credenti sempre pronti ad aiutarlo.
Le vittorie vengono quando noi siamo esposti al pericolo e entriamo in battaglia per il Signore. La potenza per il servizio e i doni dello Spirito Santo sopraggiungono quando ci troviamo in situazioni nelle quali siamo di fronte alla realtà delle necessità umane. E' più facile che noi facciamo l'esperienza della potenza della risurrezione di Cristo quando lasciamo il comodo ambiente in cui viviamo e
incominciamo a correre qualche rischio per amore di Lui e del Vangelo.
LA SPERANZA : Una gloria eterna.
Che diede a Paolo la volontà di rischiare la vita per Cristo?
2 Corinzi 4:13, 16,18:
13 Siccome abbiamo lo stesso spirito di fede, che è espresso in questa parola della Scrittura: «Ho creduto, perciò ho parlato», anche noi crediamo, perciò parliamo, 14 sapendo che colui che risuscitò il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù, e ci farà comparire con voi alla sua presenza
16 Perciò non ci scoraggiamo; ma, anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno. 17 Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria, 18 mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne.
1.Paolo aveva la speranza della risurrezione. V.14
Era certo che, se fosse morto non avrebbe perduto nulla e che al ri-torno di Gesù, egli sarebbe ritornato con Lui.
2.Paolo rischiò la sua vita per condurre altri al Signore.V.16
Egli era sicuro che quello stesso Dio che aveva risuscitato Gesù dai morti avrebbe custoditi e resi capaci questi credenti e aver parte alla stessa vittoria.
  1. Paolo aveva una visione dello «smisurato peso eterno di gloria», V.17
una gloria di tale eterna pienezza, al di là di ogni possibile descrizione umana , che le sue sofferenze presenti erano svanite come insignificanti.
Le sofferenze di Paolo facevano parte di un ordine
temporale che egli riconosceva come vicino a finire. Le sue esperienze spirituali gli avevano insegnato che le cose che possono essere vedute sono temporanee, e che dietro ad esse c'è un mondo invisibile che è eterno.
IL TRAGUARDO DELLA SPERANZA
2 Corinzi 5:1- 4
5:1 Sappiamo infatti che se questa tenda che è la nostra dimora terrena viene disfatta, abbiamo da Dio un edificio, una casa non fatta da mano d'uomo, eterna, nei cieli. 2 Perciò in questa tenda gemiamo, desiderando intensamente di essere rivestiti della nostra abitazione celeste, 3 se pure saremo trovati vestiti e non nudi. 4 Poiché noi che siamo in questa tenda gemiamo, oppressi; e perciò desideriamo non già di essere spogliati, ma di essere rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita. 5 Or colui che ci ha formati per questo è Dio, il quale ci ha dato la caparra dello Spirito.
UN NUOVO CORPO.
Dopo avere indicato che le nostre presenti circostanze visibili sono solo per un tempo, Paolo passa a considerare un'altra realtà che spesso ci rende deboli, ci fa soffrire e sentire molto limitati, cioè la nostra dimora terrena (il nostro corpo).
Perché Paolo chiama questo nostro corpo un tabernacolo, o una tenda? Perché esso è solo per un tempo.
Dio ha in serbo qualcosa di meglio per noi, un nuovo corpo, totalmente diverso da questo di ora che è stato formato con la polvere della terra. Paolo chiama, il nuovo corpo, un edificio per metterlo in contrasto con la tenda temporanea che è il corpo attuale.
In I Corinzi 15:53
53 Infatti bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta immortalità.
Il nuovo corpo è descritto come incorruttibile, cioè tale da non potere più essere sottoposto al peccato, alla corruzione e alla decadenza.
Corpo immortale, cioè tale da non essere più destinato alla morte, è un edificio eterno.
Paolo Cerca la morte con particolare desiderio? NO
Il suo desiderio e la sua aspirazione ardente non erano per la morte, ma per l'evento che egli descrive
in I Corinzi 15:51, 52:
51 Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, 52 in un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati
51 (mistero : una verità non rivelata nei tempi dell'Antico Testamento, ma manifestata ora a noi.
LA FEDELTA'
In questo capitolo ci occuperemo di una delle caratteristiche del cristiano è la fedelà , ha molta importanza.
Quando la Bibbia afferma:
Romani 1:17 poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, com'è scritto: «Il giusto per fede vivrà».
(Abacuc 2:4), « Il giusto vivrà per la sua fede »
la parola fede potrebbe in questo caso essere tradotta « fedeltà ». Quando Gesù verrà e darà la ricompensa ai Suoi servitori, le Sue parole saranno:
(Matteo 25: 21, 23). « Va bene, buono e fedele servitore »
 1Corinzi 4:2 Del resto, quel che si richiede agli amministratori è che ciascuno sia trovato fedele.
 Efesi 1:1 Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, ai santi che sono in Efeso e ai fedeli in Cristo Gesù.
 Colossesi 1:2 ai santi e fedeli fratelli in Cristo che sono in Colosse, grazia a voi e pace da Dio, nostro Padre.
Dobbiamo riconoscere, perciò, che Dio assegna un'alto valore alla fedeltà.
Il testo che consideriamo è preso dalla seconda Lettera a Timoteo, nella quale Paolo dà le sue ultime parole di incoraggia-mento al giovane discepolo Timoteo che dovrà continuare l'opera dopo la sua dipartita. Quando Paolo era stato liberato dalla prima prigionia a Roma, si era recato ad Efeso e li lasciò Timoteo. Si recò poi in Macedonia, da dove gli scrisse la prima Lettera. Visitò anche Creta, dove lasciò poi Tito, al quale scrisse dandogli altre istruzioni. Poco dopo Nerone dette inizio alla persecuzione, gettando sui cristiani l'accusa dell'incendio di Roma. Divenne delitto l'essere cristiani e gli esponenti furono arrestati. A Troas le autorità arrestarono Paolo e lo riportarono a Roma. Questa volta fu messo in una vera prigione, senza speranza di essere liberato. Eppure egli non si preoccupava di se stesso, si diede invece ad incoraggiare Timoteo ad essere fedele.
Fedeltà nel servizio
2 Timoteo 1: 1 a 12:
Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, secondo la promessa della vita che è in Cristo Gesù, 2 a Timoteo, mio caro figlio, grazia, misericordia, pace da Dio Padre e da Cristo Gesù nostro Signore.
3 Ringrazio Dio, che servo come già i miei antenati con pura coscienza, ricordandomi regolarmente di te nelle mie preghiere giorno e notte; 4 ripenso alle tue lacrime e desidero intensamente vederti per essere riempito di gioia. 5 Ricordo infatti la fede sincera che è in te, la quale abitò prima in tua nonna Loide e in tua madre Eunice, e, sono convinto, abita pure in te.
6 Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te mediante l'imposizione delle mie mani. 7 Dio infatti ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, d'amore e di autocontrollo. 8 Non aver dunque vergogna della testimonianza del nostro Signore, né di me, suo carcerato; ma soffri anche tu per il vangelo, sorretto dalla potenza di Dio. 9 Egli ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non a motivo delle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù fin dall'eternità, 10 ma che è stata ora manifestata con l'apparizione del Salvatore nostro Cristo Gesù, il quale ha distrutto la morte e ha messo in luce la vita e l'immortalità mediante il vangelo, 11 in vista del quale io sono stato costituito araldo, apostolo e dottore. 12 È anche per questo motivo che soffro queste cose; ma non me ne vergogno, perché so in chi ho creduto, e sono convinto che egli ha il potere di custodire il mio deposito fino a quel giorno.
Nel V. 5 , Paolo ricorda a Timoteo la fede e la fedeltà della sua nonna Loide e della sua madre Eunice.
Nel V. 6 Poi lo esorta a manifestare la medesima fede e la stessa fedeltà ravvivando così la fiamma del dono dello Spirito Santo che era dentro di sé.
Lo Spirito Santo l'avrebbe certo assistito, perché Egli non è spirito di timidezza o di paura, ma di potenza, di amore e di autocontrollo , cioè letteralmente, « correzione di se stesso ».
Dal V. 8 al 12 Paolo fa presente a Timoteo l'esempio di fede che egli stesso gli aveva dato esortandolo a non aver mai vergogna dell'Evangelo e ad essere pronto anche a soffrire i maltrattamenti che Paolo aveva sofferto. Timoteo, non doveva temere perché poteva sempre ricordarsi della vittoria finale e della venuta di Cristo ed allora poteva dire con Paolo: « Io so in chi ho creduto » (II Timoteo 1:12).
2Tm 4:1 Ti scongiuro, davanti a Dio e a Cristo Gesù che deve giudicare i vivi e i morti, per la sua apparizione e il suo regno: 2 predica la parola, insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole, convinci, rimprovera, esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza. 3 Infatti verrà il tempo che non sopporteranno più la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si cercheranno maestri in gran numero secondo le proprie voglie, 4 e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole. 5 Ma tu sii vigilante in ogni cosa, sopporta le sofferenze, svolgi il compito di evangelista, adempi fedelmente il tuo servizio.
Sulla base di tutto ciò, Paolo prende poi a scongiurare Timoteo non solo ad essere fedele, ma anche ad essere forte, forte nella grazia che è in Cristo. In altre parole, doveva vivere in Cristo, doveva fare della grazia data da Cristo la sfera di ogni sua attività.
Qual'è il miglior modo per essere fortificato nella grazia?
Il miglior modo è quello di prendere le verità che il Signore ha fatto diventare reale per noi e trasmetterla ad altri.
Il consiglio che Paolo dà a Timoteo è di mostrare la sua fedeltà con lo insegnare ad altri in modo tale da ispirarli a divenire, a loro volta, insegnanti di altri.
A quali persone doveva Timoteo dare la maggiore attenzione nel suo insegnamento?
Egli doveva scegliere quelli che avevano già dimostrato la loro fedeltà e la sincerità e che avevano fatto una reale esperienza col Signore amando davvero la verità del Vangelo, pieni di fede e di fiducia nel Signore.
Tali persone sarebbero state disposte a ricevere l'insegnamento di divenire degli insegnanti qualificati e competenti, quali occorrevano alla Chiesa.
NEL SOPPORTARE LE SOFFERENZE
 2 Timoteo 2:3-7:
3 Sopporta anche tu le sofferenze, come un buon soldato di Cristo Gesù. 4 Uno che va alla guerra non s'immischia in faccende della vita civile, se vuol piacere a colui che lo ha arruolato. 5 Allo stesso modo quando uno lotta come atleta non riceve la corona, se non ha lottato secondo le regole. 6 Il lavoratore che fatica dev'essere il primo ad avere la sua parte dei frutti. 7 Considera quel che dico, perché il Signore ti darà intelligenza in ogni cosa.
Uomini come Samuele ed Eliseo, che fondarono scuole di profeti, vivevano sempre fra il popolo. Essi esercitavano il loro potente ministero e predicavano la verità nel vivo dei problemi e dei bisogni umani. Essi agirono in modo tale che la loro influenza fu sentita sia dal popolo ( tra cui abitavano, sia sull'intera nazione. Essi consigliarono re, lottarono contro i nemici di Dio, guarirono i malati e diedero aiuto ai poveri.
Nello stesso modo, Gesù percorse le strade polverose della Galilea e diede Se stesso in una continua lotta contro il peccato, l'ignoranza e il pregiudizio.
Come cristiano Timoteo doveva aspettarsi di trovarsi nelle stesse battaglie e di soffrire afflizioni e persecuzioni come nobile soldato di Cristo.
Quali illustrazioni usa Paolo a questo punto?
Egli paragona il cristiano a tre diverse persone.
1.) V.3,4 Il  cristiano deve essere come un soldato in servizio attivo che vuole piacere all'ufficiale che lo comanda e per questo non si lascia afferrare da pensieri e affari che appartengono alla vita civile. In simile modo, il credente fedele deve mettere tutto il cuore, l'anima e la mente nel compito che Cristo gli ha affidato, desiderando soltanto di piacere al suo Maestro.
2.) V. 5  Il cristiano deve essere come un atleta che in uno stadio gareggi in una competizione atletica. Un atleta impegnato in una gara non deve soltanto fare di tutto per vincere, ma deve anche rispettare le regole. Coloro che predicano, che insegnano o che servono Cristo in qualche altro modo, devono mostrare la loro fedeltà alla verità della Parola di Dio e compiere la loro opera in uno spirito d'amore, di umiltà e autodisciplina. Per quanti si comportano in tal modo c'è una corona di giustizia
(II Timoteo 4: 8) e una di gloria (I Tessalonicesi 2: 19).
 3.) V. 6  Il cristiano deve essere come un contadino laborioso che si aspetta un buon raccolto. L'opera di Dio, come anche l'insegnamento, esige costanza, energia e una fede che si aspet-ta di vedere il frutto.
Ogni pigrizia o indolenza ci rende indegni di aver parte al raccolto.
Al V. 7  Paolo esorta Timoteo a prendere in considerazione queste illustrazioni, a meditarle, a discernere il loro vero significato e a metterle in pratica nel suo ministero.
FEDELTÀ NELLA SOFFERENZA E FIDUCIA NELLA VITTORIA
2 Timoteo 2:8-13:.
8 Ricòrdati di Gesù Cristo, risorto dai morti, della stirpe di Davide, secondo il mio vangelo, 9 per il quale io soffro fino ad essere incatenato come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata. 10 Ecco perché sopporto ogni cosa per amor degli eletti, affinché anch'essi conseguano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. 11 Certa è quest'affermazione: se siamo morti con lui, con lui anche vivremo; 12 se abbiamo costanza, con lui anche regneremo; 13 se lo rinnegheremo anch'egli ci rinnegherà; se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso.
Che altro dice Paolo per incoraggiare Timoteo ad essere fedele al Signore ed alla Sua opera nonostante qualsiasi sofferenza e persecuzione?
1.)  V. 8 Prima di tutto egli ricorda, a Timoteo, il Cristo risorto. Timoteo deve continuamente ricordare che Gesù è risuscitato per vivere e regnare in eterno, deve anche ricordarsi della promessa dell'Evangelo, secondo la quale poiché Egli vive anche noi vivremo (Giovanni 14:19).
2.) V. 9,10 Paolo ricorda poi a Timoteo la situazione nella quale si trovava. Paolo, soffriva tutte le durezze della prigione nella quale era incatenato, come un criminale per la sua fedeltà all'Evangelo. In mezzo a tutto ciò, però, aveva trovato il coraggio di restare fe-dele.
Due considerazioni lo avevano aiutato in questo:
prima, V. 9la Parola di Dio non era incatenata. “ Anzi, aveva l'opportunità di proclamare l'Evangelo in occasione del suo processo. Qualunque cosa gli avessero potuto fare, non sarebbero mai riusciti a fermare il trionfo dell'Evangelo.
Seconda: V. 10 egli sopportava tutte le sofferenze e le prove per amore dei suoi collaboratori nell'Evangelo, gli eletti e i santi che si trovavano anch'essi o che si sarebbero trovati nella persecuzione. La sua perseveranza nel testimoniare per Cristo in mezzo all'ostilità, in prigione e dinanzi alla morte, avrebbe dato loro coraggio, li avrebbe aiutati ad essere fedeli e a tenere le loro posizioni cosi da giungere alla fine per ottenere la piena e definitiva salvezza che Dio ha in serbo per loro
(vedi Matteo 10:22).
22 Sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.
 NOTA
Se Paolo fosse venuto meno e avesse cessato di essere fedele, alcuni di loro avrebbero potuto perdere la gloria.
ALCUNI ESEMPI DI FEDELTA’ E INFEDELTA’
 Colossesi 4:7 Tutto ciò che mi riguarda ve lo farà sapere Tichico, il caro fratello e fedele servitore, mio compagno di servizio nel Signore. 8 Ve l'ho mandato appunto perché conosciate la nostra situazione ed egli consoli i vostri cuori; 9 e con lui ho mandato il fedele e caro fratello Onesimo, che è dei vostri. Essi vi faranno sapere tutto ciò che accade qui.
10 Vi salutano Aristarco, mio compagno di prigionia,
Marco, il cugino di Barnaba (a proposito del quale avete ricevuto istruzioni; se viene da voi, accoglietelo),
 11 e Gesù, detto Giusto. Questi provengono dai circoncisi, e sono gli unici che collaborano con me per il regno di Dio, e che mi sono stati di conforto.
12 Epafra, che è dei vostri ed è servo di Cristo Gesù, vi saluta. Egli lotta sempre per voi nelle sue preghiere perché stiate saldi, come uomini compiuti, completamente disposti a fare la volontà di Dio. 13 Infatti gli rendo testimonianza che si dà molta pena per voi, per quelli di Laodicea e per quelli di Ierapoli. 14 Vi salutano Luca, il caro medico,
 e Dema.* ( cfr.2° Timoteo 4:10 infedeltà ) ( amato: agapèsas: sacrificio)
 15 Salutate i fratelli che sono a Laodicea, Ninfa e la chiesa che è in casa sua.
16 Quando questa lettera sarà stata letta da voi, fate che sia letta anche nella chiesa dei Laodicesi, e leggete anche voi quella che vi sarà mandata da Laodicea. 17 Dite ad Archippo: «Bada al servizio che hai ricevuto nel Signore, per compierlo bene».
18 Il saluto è di mia propria mano, di me, Paolo. Ricordatevi delle mie catene.
La grazia sia con voi.
LA FEDELTÀ COME  PERSEVERANZA NELLA FEDE.
 2 Timoteo 2:11-13:
11 Certa è quest'affermazione: se siamo morti con lui, con lui anche vivremo; 12 se abbiamo costanza, con lui anche regneremo; 13 se lo rinnegheremo anch'egli ci rinnegherà; se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso.
Per dare altro incoraggiamento alla fedeltà, Paolo lascia a Timoteo una « parola certa », una parola degna di ogni attenzione.
La frase « se muoiamo con Lui » può riferirsi al martirio con-siderato come probabilmente già avvenuto per qualcuno, oppure si può riferire ad una crocifissione spirituale, ad un prendere la via della croce, mettere a morte ogni ambizione terrena, porre i nostri corpi sull'altare e ad essere disposti a morire per Cristo se fosse necessario.
Dà qui la Bibbia non rilieva soltanto  il morire per Cristo come martire ma insiste anche sulla fedeltà e sulla perseveranza.
 Noi dobbiamo ricordare che se rinneghiamo o ripudiamo il Signore in tempo di prova o di persecuzione, Egli ci rinnegherà nel giorno del giudizio (vedi Matteo 10:33; 25:11e12 )
La nostra infedeltà, però, non può impedire a Dio di mandare avanti l'attuazione del Suo grande piano. Per Lui, ripudiare le Sue promesse sarebbe come ripudiare Se stesso e, poiché Egli è Dio, non è proprio della Sua natura fare ciò.
Ci sarà quindi la vittoria e la gloria, ma il goderne e l'aver parte ad essa, dipende dalla nostra fedeltà. Ricordiamoci che Dio è giusto e fedele sia nel mantenere i Suoi avvertimenti di giudizio sia le Sue promesse.
FEDELTÀ AL MODELLO
2 Timoteo 2 : 14-18:a 26
14 Ricorda loro queste cose, scongiurandoli davanti a Dio che non facciano dispute di parole; esse non servono a niente e conducono alla rovina chi le ascolta. 15 Sfòrzati di presentare te stesso davanti a Dio come un uomo approvato, un operaio che non abbia di che vergognarsi, che tagli rettamente la parola della verità. 16 Ma evita le chiacchiere profane, perché quelli che le fanno avanzano sempre più nell'empietà 17 e la loro parola andrà rodendo come fa la cancrena; tra questi sono Imeneo e Fileto, 18 uomini che hanno deviato dalla verità, dicendo che la risurrezione è già avvenuta, e sovvertono la fede di alcuni. 19 Tuttavia il solido fondamento di Dio rimane fermo, portando questo sigillo: «Il Signore conosce quelli che sono suoi», e «Si ritragga dall'iniquità chiunque pronuncia il nome del Signore». 20 In una grande casa non ci sono soltanto vasi d'oro e d'argento, ma anche vasi di legno e di terra; e gli uni sono destinati a un uso nobile e gli altri a un uso ignobile. 21 Se dunque uno si conserva puro da quelle cose, sarà un vaso nobile, santificato, utile al servizio del padrone, preparato per ogni opera buona.
22 Fuggi le passioni giovanili e ricerca la giustizia, la fede, l'amore, la pace con quelli che invocano il Signore con un cuore puro. 23 Evita inoltre le dispute stolte e insensate, sapendo che generano contese. 24 Il servo del Signore non deve litigare, ma deve essere mite con tutti, capace di insegnare, paziente. 25 Deve istruire con mansuetudine gli oppositori nella speranza che Dio conceda loro di ravvedersi per riconoscere la verità, 26 in modo che, rientrati in se stessi, escano dal laccio del diavolo, che li aveva presi prigionieri perché facessero la sua volontà.
14 EVITARE FALSI INSEGNAMENTI. Timoteo doveva anche ammonire le persone a tenersi lontani da inutili battaglie di parole che recano solo rovina spirituale a quanti le ascoltano.
16 Timoteo doveva dare l'esempio col fare tutto il possibile per presentarsi dinanzi a Dio nel giudizio come un operaio che non deve vergognarsi dell'opera compiuta perché ha tagliato rettamente la Parola di Dio.
CHE COSA SIGNIFICA QUEST'ULTIMA ESPRESSIONE? TAGLIARE O SPEZZARE  DIRITTAMENTE O TAGLIARE RETTAMENTE
1 ) Significa presentare il messaggio della Parola senza alterazioni così che lo Spirito Santo possa usarla come Suo strumento per compiere l'opera di Dio.
 2) Anziché torcere la Parola per adattarla alle nostre proprie idee, dobbiamo proclamarla in tutta la sua purezza.
3) Invece di volgerci alla Bibbia per raccogliervi testi su cui appoggiare i nostri pregiudizi,e le nostre idee ,, investighiamo invece le Scritture per scoprire ciò che esse realmente insegnano.
4) Poi non cerchiamo di passarla subito agli altri, ma applichiamola prima di tutto alla nostra vita.
E' un fatto che è molto più facile discutere intorno alla Bibbia che viverla, ma se noi non evitiamo le chiacchiere terrene e simili discussioni, scivoleremo sempre più verso l'incredulità e ci lasceremo influenzare da falsi insegnamenti che si diffondono co-me il cancro.
17, 18 Imeneo e Fileto sono due esempi di ciò, perché giun-sero fino a negare la verità fondamentale e centrale del Cristia-nesimo, e cioè la resurrezione.
2 Timoteo 2:19-21: Evitare falsi maestri. Come possiamo impedire d'essere sviati da falsi maestri?
1)  V. 19 Edificando sul fondamento vero. Naturalmente il vero fondamento è Cristo, e noi costruiamo su di Lui se seguiamo
l’ insegnamento degli apostoli e dei profeti datoci nella Parola di Dio. Siate fedeli alla Parola e alla Chiesa, riconoscendo che la vera Chiesa è edificata su questo solido fondamento. Efesi 2:20
  1. ) V. 20 e 21,22,23 Tenendoci lontano da ogni tipo di male.
Il peccato predispone all'ascolto dei falsi maestri.
Come in una grande casa ci sono recipienti e utensili di valore ed altri insozzati dall'immondizia, (2Tm 2:20 In una grande casa non ci sono soltanto vasi d'oro e d'argento, ma anche vasi di legno e di terra; e gli uni sono destinati a un uso nobile e gli altri a un uso ignobile. )
così nella Chiesa visibile possiamo trovare credenti fedeli e credenti ipocriti. Dobbiamo così separarci dagli ipocriti e dai falsi maestri e non ascoltando i loro insegnamenti, se vogliamo essere vasi d'onore utili al nostro Maestro e pronti per ogni opera buona che lo Spirito Santo ci aiuti a compiere.
2 Timoteo 2:22-26 FEDELTÀ NELL'INSEGNAMENTO
Il credente  fedele alla Scrittura fuggirà i desideri e le passioni giovanili e cercherà la compagnia di quelli che cercano giustizia, fede, amore e pace.
Rifiuterà di discutere problemi stupidi e inutili che conducono solo a divisioni. Invece di combattere battaglie terrene egli sarà gentile e buono, sempre in guardia contro il male, attendendo con pazienza e perseveranza all'insegnamento, nella speranza che Dio parlerà ai cuori di quelli che si oppongono alla verità.
Il credente fedele porterà il Evangelo con spirito umile e paziente che onora Cristo e la verità invece di discutere inutilmente con gli altri! E' questo il tipo di fedeltà che  Dio approva , combatte i dominatori del mondo delle tenebre , per liberare gli uomini dalle insidie del diavolo.
IL CREDENTE FEDELE VINCE LE TENTAZIONI CON LA PAROLA   
SALMO 119 : 9 Come può un giovane rendere la sua via pura?   
                          Custodendola con la tua parola.
LA PAROLA DI DIO È
La Parola è diventata carne Giovanni 1:1-5,14
La Parola è verità  Giovanni 7:14-19
La parola è rivelata e insegnata dallo Spirito Santo
                                Giovanni 14: 26 ; 15:26 ; 16:13
Una Lampada che illumina il cammino  Salmo 119:105
Vivente e tagliante  Ebrei 4:12-13
La Parola Dà gioia al cuore  Salmo 19:7-11
IL CREDENTE FEDELE CON LA PAROLA    VINCE LE TENTAZIONI E LE SEDUZIONI
SALMO 119 : 9 Come può un giovane rendere la sua via pura?   
                          Custodendola con la tua parola.
 PROVERBI 7
 Parla della seduzione della prostituta, nel senso spirituale ne possiamo ricavare una lezione  sull’adulterio spirituale , di come gli elementi del mondo comandati dal diavolo possono sedurre e ingannare chi non vive una vita santa e nella parola di Dio …..
 Proverbi 7:1-5
Questi primi versetti invitano nuovamente il giovane a rivolgersi alla sapienza per avere una guida
sicura e un discernimento chiaro sulle decisioni che deve prendere.
 Proverbi 7:6-20
La descrizione dei versetti appena letti mostrano purtroppo la scelta che molti giovani fanno ancora
oggi incamminandosi verso la strada della disubbidienza e del piacere sfrenato dove tutto è permesso
e tutto è lecito. Questa è la scelta che il giovane del racconto fa, si incammina lungo la strada
sbagliata.
Interessante è considerare che la donna in questione descritta nel racconto è lusinghiera e ha anche la
pretesa d’essere religiosa! Essa lo induce a credere di essere a posto con Dio. "Dovevo fare un
sacrificio di riconoscenza, oggi ho sciolto i miei voti".
E’ come se gli dicesse in altre parole, ti ho cercato per tutta la vita e alla fine ti ho trovato.
 Proverbi 7:21-23
Questi versetti sono una chiara conseguenza di ciò che avviene a chi si lascia sedurre in tal modo da
una donna perversa. Vi sono tre illustrazioni chiare e precise che indicano questo:
 1°) Come un bue che va al macello
 2°) Come uno stolto che è condotto in prigione
 3°) Come un uccello preso nella trappola e ucciso
 Proverbi 7:24-27
Questo avvertimento deve essere preso letteralmente e contiene, oltre che la realtà: la via dell’inferno :
V.27 La sua casa è la via del soggiorno dei morti,
 la strada che scende in grembo alla morte.
Le Scritture hanno molto da dire sull’argomento che riguarda l'adulterio spirituale.
Dio chiamava così l'allontanarsi da Lui da parte del Suo popolo per seguire gli idoli.
Essi erano caduti nel laccio dell'idolatria ed erano stati soggiogati.
Si erano allontanati dal Dio vivente e vero. Avrebbero dovuto essere uniti a Lui, invece se ne
separarono. Stavano rappresentando la parte dell’adultera; erano stati infedeli e sleali verso di Lui.
Questo è l'adulterio spirituale.
Oggi abbiamo molti culti, sette e ogni tipo di falsa religione attorno a noi.
Oggi ci sono delle dottrine adulatrici e delle sette adulatrici, fatti sullo stile della donna di strada.
Essa è un'adulatrice e chiama uomini e donne. Questa "ragazza" è all'opera anche oggi.
Ti viene incontro ovunque. E' una prostituta - vuole allontanarti da Cristo.
Vuole introdurti nel suo sistema. Questa prostituta spirituale oggi è sulla tua strada; entra in casa tua
anche attraverso la radio e la televisione, cercando di allettarti. C’è affermato che seguirla vuol dire
essere come un bue, quando viene portato al macello, come uno stolto che è condotto ai ceppi che lo
castigheranno.
Non ci conformiamo  al mondo ma  alla persona di Gesù Cristo!
 LA CONSACRAZIONE È UN ATTO CHE HA ORIGINE IN DIO , E’ IL SUO DESIDERIO “ DI METTERE DA PARTE L’UOMO PER IL SERVIZIO SACRO “ E’ L’OPERA DELLO SPIRITO SANTO
 È LA RISPOSTA DELL’UOMO AL TOCCO DELLO SPIRITO SANTO .   
ISAIA CAP. 6:6 ; purificato per essere consacrato/santificato  :appartato
 ATTI CAP 13 Paolo e Barnaba : consacrati ……      
I termini “CONSACRAZIONE” e “SANTIFICAZIONE” hanno la stessa origine biblica derivano cioè dalle parole “kados” kades
(ebraico) e “agios” (greco). Questi termini indicano “ la messa da parte per Dio”. 
Parleremo della consacrazione della mente, dei pensieri, del nostro volere.
Poi tratteremo la consacrazione  del corpo, ma se vogliamo essere precisi il comportamento fisico è la conseguenza delle decisioni che vengono già prese nella nostra mente, e dunque questa, la mente, è di gran lunga più importante; infatti ciò che io decido (mente), è quello che poi metto in pratica (corpo).
La mente dell’uomo che non conosce Dio è schiava del corpo, ovvero tutte le sue funzioni sono attivate per soddisfare la carne, per far stare bene il proprio “io”. L’uomo in quel caso vive solo per se stesso, è egoista ed il massimo del suo impegno è soddisfare se stesso.
La mente dell’uomo che è nato di nuovo in Cristo segue invece lo Spirito di Dio che agisce in Lui ed ha come scopo essere parte di Dio stesso, servirLo, dedicarGli la vita.
LA CONSACRAZIONE /SANTIFICAZIONE NEL VT
I sacerdoti furono unti con olio. Il proposito dell’unzione era specifico Esodo 30:30.
Come mezzo per appartarli per il servizio speciale a Dio
Lev. 8: 6 Mosè fece avvicinare Aaronne e i suoi figli, e li lavò con acqua. 7 Poi rivestì Aaronne della tunica, lo cinse della cintura, gli mise addosso il manto, gli mise l'efod e lo cinse della cintura artistica dell'efod, con la quale gli fissò l'efod addosso. 8 Gli mise pure il pettorale, e sul pettorale mise l'urim e il tummim. 9 Poi gli mise in capo il turbante e sul davanti del turbante pose la lamina d'oro, il santo diadema, come il SIGNORE aveva ordinato a Mosè.
10 Poi Mosè prese l'olio dell'unzione, unse il tabernacolo e tutte le cose che vi si trovavano e le consacrò. 11 Fece sette aspersioni sull'altare, lo unse con tutti i suoi utensili, la conca e la sua base, per consacrarli. 12 Versò dell'olio dell'unzione sul capo d'Aaronne e unse Aaronne, per consacrarlo. 13 Poi Mosè fece avvicinare i figli d'Aaronne, li vestì di tuniche, li cinse di cinture e legò sul loro capo delle mitre, come il SIGNORE aveva ordinato a Mosè.
Questo atto di unzione si descrive come l’atto di consacrazione o santificazione. Per Aronne e i suoi figli, la parola ebrea “Kadesh” implicava “l’essere appartato” o “essere consacrato” come vasi speciali per la santità di Dio.
I re furono unti con olio.
I profeti erano unti con olio.
 I lebbrosi erano unti con olio: Lev.14:13-18 (v. 17) “Del rimanente dell’olio che avrà in mano, il sacerdote ne metterà sull’estremità dell’orecchio destro di colui che si purifica, sul pollice della sua mano destra e sull’alluce del suo piede destro, sopra il sangue del sacrificio per la colpa”. Rappresenta la consacrazione a Dio:
* prima di tutto i nostri poteri ricettivi, rappresentati dalle  
   orecchie;
* dopo i nostri poteri attivi rappresentati dalle mani;
* e dopo il nostro andare o condotta, rappresentato dai piedi.
Così noi peccatori, chiamati a servire l’Iddio vivente, siamo santificati dal sangue della croce e dalla potenza del Suo Spirito.
Così come l’olio santifica i sacerdoti e i lebbrosi, così lo Spirito Santo santifica i figli di Dio.
 1 Giovanni 2:26 Vi ho scritto queste cose riguardo a quelli che cercano di sedurvi. 27 Ma quanto a voi, l'unzione che avete ricevuta da lui rimane in voi, e non avete bisogno dell'insegnamento di nessuno; ma siccome la sua unzione vi insegna ogni cosa ed è veritiera, e non è menzogna, rimanete in lui come essa vi ha insegnato.
 Per il credente la santificazione/consacrazione non è un incoraggiamento di Dio ma è il  comando di Dio  e come tale è da considerare con serietà.
Levitico 11:44-45 - Poiché io sono il SIGNORE, il vostro Dio; santificatevi dunque e siate santi, perché io sono santo. […] Siate dunque santi, perché io sono santo.
 1Tessalonicesi 4:3 e 7(cfr Rom.1:7)  - Perché questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate, che vi asteniate dalla fornicazione Infatti Dio ci ha chiamati non a impurità, ma a santificazione.
 Efesini 1:4 - In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui,
 1Pietro 1:15-16 - ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta, poiché sta scritto: «Siate santi, perché io sono santo».
 DAL PUNTO DI VISTA BIBLICO DUNQUE
non esiste un credente maturo nella fede che non sia consacrato a Dio. Questa consacrazione dovrebbe venire spontanea a tutti i credenti come normale crescita spirituale.
Abbiamo detto che la consacrazione/santificazione è l’azione dello Spirito Santo, nel momento della conversione
 Ciovanni 16:7
    7 Eppure, io vi dico la verità: è utile per voi che io me ne vada; perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò. 8 Quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. 9 Quanto al peccato, perché non credono in me; 10 quanto alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; 11 quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.
 ANALIZZIAMO
 V.8 Quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato perché non credono in me
            E’ L’OPERA DEL RAVVEDIMMENTO
 10 quanto alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più
Quando stiamo davanti a Dio, dobbiamo essere in Cristo che è la nostra giustizia,
Romani 5:1 Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, 2 mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio
 Romani 5:8  Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. 9 Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall'ira. 10 Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. 11 Non solo, ma ci gloriamo anche in Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, mediante il quale abbiamo ora ottenuto la riconciliazione.
 11 quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.
 Satana  è giudicato e con lui quelli che non credono ma preferiscono vivere nel mondo
 VERSI BIBLICI RIGUARDANTI I SANTI
Nel cattolicesimo è il papa che decide di santificare una persona, dopo 5 anni di indagini e processi , da parte di  un’ equip di vescovi, ( riguardanti la vita del candidato …..)  poi si passa alla canonizzazione e alla santificazione, con la cerimonia degli onori dell’altare , il papa porta il candidato davanti a Dio e lo nomina santo: Questo si chiama :
 APOTEOSI : dal greco APOTHE’OSIS  : apo – theos:  DEIFICAZIONE
nell’antichità era la cerimonia con la quale un eroe o un imperatore veniva innalzato presso gli dei e lui diventava un semidio. Questa usanza fu poi introdotta da Costantino nella sua riforma cristiana :
CIO’ E’ CONTRO LA PAROLA DI DIO
"...a quanti sono in Roma, amati da Dio, chiamati a essere santi, grazia a voi e pace da Dio nostro Padre, e dal Signore Gesù Cristo" (Romani 1:7 - si vedano anche, in particolare, Filippesi 1:1 e 2 Corinzi 1:1).
1° Corinzi 6 : 9 a 11 Non v'illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, 10 né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio. 11 E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio.
Molti altri versi spiegano la stessa verità:
"A me, dico, che sono il minimo fra tutti i santi, è stata data questa grazia di annunziare agli stranieri le insondabili ricchezze di Cristo" (Efesini 3:8).
"Ed Egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi, per l'opera del ministero e per l'edificazione del corpo di Cristo" (Efesini 4:11-12).
Si vedano anche: Atti 9:13; 9:32; 9:41; 26:10; Romani 8:27; 12:13; 15:25; 15:26; 15:31; 16:2; 16:15; 1 Corinzi 6:1, 2 Corinzi 1:1, Efesini 1:1, e gli altri molti riferimenti presenti nel Nuovo Testamento.
CONSACRARE LA MENTE
 Romani 12:2 - Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.
Vediamo subito che in Romani 12:2 “Non conformatevi a questo mondo  indica che il cristiano non può ( prendere la forma del mondo ) pensare ed agire come purtroppo pensa ed agisce la gente presa da questo sistema in cui viviamo.
Cerchiamo allora di non farci trascinare nella vita mondana , non prendiamo aspirazioni dai  propagandati della televisione,ecc, il cristiano non deve assomigliare a…
Ma deve aspirare  alle cose elevate di Dio (“sante”);
Colossesi 3:1 Se dunque siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù dove Cristo è seduto alla destra di Dio.
Colossesi 3:2 Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra;
così pure noi, pensando a Dio che è “Santo”, indirizziamo i pensieri verso il bene comune.
                             QUAL’E’ IL “BENE COMUNE” ?
È LA GRAZIA   ( LA SALVEZZA : DONO IMMERITATO )
LA CHIESA      ( COME CORPO DI CRISTO )
I FRATELLI      ( CHE SONO NEL CORPO DI CRISTO : LA 
                                                                                 CHIESA )
L’ATTESA DEL RITORNO DI GESÙ
non è la soddisfazione di ognuno di noi in base ai nostri sensi (mangiare, divertirsi, fare soldi, ecc).
“ …ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente,…”
 La mente dunque si può rinnovare, ma come fa a rinnovarsi?
In verità la mente è un meccanismo complesso, è in continua attività.
L’attività continua significa, la mente si muove, si cambia, si trasforma, si rinnova, sia verso il bene che verso il male.
La scelta della direzione tra bene e male dipenderà da noi.
Se io per esempio contemplo una scena di violenza e mi immedesimo in quello che vedo e che sento, io pure dopo un po’ sentirò in me stesso pensieri aggressivi di violenza; se prendo l’abitudine a queste scene violente la mia mente trasformerà sempre più la mia persona ad avere un carattere violento ed aggressivo, che è il contrario di quello che ci insegna il Signore:
 Lo stesso ragionamento si applica a qualsiasi cosa contempliamo a lungo.
Con questo ragionamento allora, noi possiamo educare la nostra mente portandola a contemplare per esempio gli insegnamenti di Dio.
2Corinzi 3:18E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione del Signore, che è lo Spirito.
QUAL È IL METODO DI QUESTA TRASFORMAZIONE ?
2 Corinzi 3:18)
Contemplando ...".( termine : Fissare lo sguardo e il pensiero su qualcosa che suscita ammirazione, stupore, meraviglia.
dal latino: con-templum : per mezzo - lo spazio del cielo.
Un continuo, concreto ammirare Cristo, affidandosi allo Spirito Santo perché operi tale cambiamento.
Non una lotta disperata contro ciò che vuol renderci prigionieri. La parola "contemplando", si può rendere anche "riflettendo".
Uno studioso traduce così il versetto:
"E tutti noi, riflettendo la gloria del Signore a volto scoperto".
In altre parole, mentre contempliamo la gloria di Cristo, siamo trasformati a Sua somiglianza e perciò, durante il cambiamento, riflettiamo l'immagine in cui siamo trasformati.
Riflettere è il risultato inevitabile del contemplare.
È risaputo che assomiglieremo alle cose o alle persone che guardiamo.
Romani 12:2 - Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà
Allora consapevoli per grazia di Dio che i Suoi pensieri, diventano nostri, ecco che possiamo finalmente comprendere la volontà di Dio.
Ecco dunque che noi, tramite la nostra consacrazione, inseriti meravigliosamente in questo miracolo della trasformazione
possiamo somigliare a Dio .
Ricapitolando, la nostra mente dunque offrendosi a Dio nella consacrazione, si rinnova continuamente in Cristo, facendone esperienza, secondo lo Spirito di Dio. Tale esperienza spirituale rinnova anche la nostra personalità. La personalità terrena si esprime soprattutto in attività pratica, in opere, in comportamento adeguato, conseguente alla maturazione spirituale in atto,  secondo il modello creativo di Dio. Il modello meraviglioso (“Dio creò l'uomo a Sua immagine..” Gen 1:27) si applica mirabilmente sempre più in ciascuno di noi quando cerchiamo la santificazione/consacrazione.
CONSACRARE IL CORPO
“Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale”. (Rom 12:1)
  Nel significato di questa parola "consacrarsi", la radice latina è sempre “sacer”, “sacro” che abbiamo già trovato a proposito della parola “sacerdote”; ma mentre  in “sacerdote” la sacralità era data per volontà di Dio all’uomo, in questo caso possiamo dire che è una intenzione di santità che parte dall’uomo verso Dio; un volergli dedicare se stesso in maniera completa.
Generalmente il desiderio di consacrazione è la risposta dell’uomo al tocco di Dio.Evitiamo gli errori comuni:
molte chiese usano gli stessi termini cristiani, ma spesso i significati tra loro sono molto diversi. Ad esempio in Italia la Chiesa cattolica ha sempre usato i termini “santo” e “consacrato” in modo differente dal nostro: è bene ricordare che “santo” non è uno speciale supercristiano che anche dopo morto va pregato, ma “santo” è l’attributo di ogni credente, come si può facilmente vedere nel Nuovo testamento dall’uso del termine.
 1 Corinzi 6:9
Non v'illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, 10 né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio. 11 E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio.
Il “consacrato/santificato”  non è una persona speciale che ha fatto dei voti speciali come quello di non sposarsi, di ubbidienza ad una gerarchia, che riveste una tonaca particolare, che magari vive ritirato su un eremo di montagna, assolutamente no!
La persona consacrata vive una vita come tutti gli altri
(gli apostoli erano quasi tutti sposati),
la consacrazione/santificazione”  è una vita secondo gli insegnamenti del Signore, priva del peccato e delle abitudini confuse di un mondo sempre più lontano da Dio.
La consacrazione è una vita offerta e dedicata a Dio ,
una vita impegnata per di Lui, e non più tesa al guadagno di se stessi.
LA CONSACRAZIONE/SANTIFICAZIONE”
E’ L’ OFFERTA DI SÉ STESSO:
Ma una offerta di noi stessi, come deve essere presentata a Dio per esserGli gradita?
Le offerte che facevano gli Israeliti: dovevano essere :
senza difetti,
le migliori offerte possibili
il meglio che avevano.
Quando ci si offre a Dio non ci si deve risparmiare. Del resto non si risparmiò lo stesso Dio, quando offrì il Suo stesso figliolo sulla croce per noi.
Dunque perché la nostra offerta sia gradita a Dio dobbiamo presentarci offrendo il meglio di noi stessi, di ciò che siamo, totalmente, a Dio.
Romani 12 :1 Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale
E’ in questa offerta che avviene la comunione spirituale.
“Gesù gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l'amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui”. (Giov 14:23)
Abbiamo letto nella frase: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola..” Vedete come il ragionamento di Gesù sia semplice e concreto: niente filosofie complicate: “se davvero mi ami, allora metti in pratica quanto io ti ho detto”.
Questo “Se…” significa che non tutti quelli che si presentano a Dio sono bene accetti, ma solo quelli che dimostrano coi fatti di osservare gli insegnamenti cristiani. SOLO ALLORA “..il Padre mio l'amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui”.
Molte persone sono convinte di amare Gesù e di seguire la Sua parola, però non sempre questo corrisponde alla verità.
In questa prima parte ci occupiamo principalmente della consacrazione del corpo: Più volte nella Scrittura il nostro corpo è rappresentato come un tempio in cui riposa la presenza di Dio:
Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. (1Corinzi 6:19)
 Se dunque vogliamo consacrare il nostro corpo a Dio allora dobbiamo tenerlo “pulito”, “puro” adatto a ricevere il Signore
 Facciamo degli esempi pratici:   1 Pietro 4:3
1) Abolire gli abusi nel mangiare,
2) Le depravazioni di ogni genere,
3) Abolire le sostanze eccitanti o droghe o alcol,
4) Il parlare sciocco o volgare,
5) Ogni forma di tatuaggio (: Levitico 19:28  1° Re 18:28
( Versione vecchia Diodati traduce : tatuaggi ) erano forme pagane di spiritismo e stregonerie
6) O piercing, ecc. ogni eccesso nelle mode, ecc
7) Ogni forma di trasformazione : chirurgia estetica ecc.
NOTA : se si esegue una chirurgia plastica dopo un incidente
             Il corpo non deve essere cambiato e trasformato
 8) Il mutilamento : Filippesi 3:2,3
Guardatevi da quelli che si fanno mutilare”. Si riferisce ai legalisti, coloro che cercavano di forzare
i cristiani ad osservare la legge di Mosè per la salvezza e la santificazione con la circoncisione, alcuni forzavano la dottrina costringendo i cristiani a mutilarsi per essere salvati , credevano che attraverso la sofferenza del corpo potevano essere accettati da Dio.
In Filippesi 3:2,3 , Paolo parla dei cani , chi sono ?
Filippesi 3:2-3
Guardatevi dai cani” non è il cartello che si mette sul cancello per i postini.
Paolo non si sta riferendo ad animali, in questo versetto. Possiamo capire meglio la cosa guardando
la profezia di Isaia, che metteva in guardia dai falsi profeti dei suoi giorni: Isaia 56:10 “I guardiani
d'Israele sono tutti ciechi, senza intelligenza; sono tutti cani muti, incapaci di abbaiare; sognano,
stanno sdraiati, amano sonnecchiare.”
 Isaia metteva in guardia la gente dai falsi profeti che volevano consolare le persone dicendo loro che
andava tutto bene invece di metterli in guardia dal disastro che stava giungendo. Il regno del Nord
era già stato fatto prigioniero perché i falsi profeti avevano dato loro una falsa sicurezza; Dio stava
mettendo in guardia il regno del Sud dal fare la stessa fine. Chiama i falsi profeti “cani muti”.
Non parlavano dicendo le cose come stavano. I cani sono coloro che non dichiarano il pieno
consiglio di Dio, tutto ciò che Dio vuole farci sapere.
C’è lo stesso grave pericolo oggi. Confortare è la parola del momento, anche nella chiesa.
 Leggi anche 2 Pietro 2:10,a 22 riguardo dei falsi dottori
Leggi anche Matteo 15:21 a 29 , Gesù usa il termine “ cane per determinare la donna cananea come pagana (fuori dalla verità)
Gesù non voleva offendere la donna , ma voleva sensibilizzare la sua fede. Gli Ebrei chiamavano cani i pagani , mentre loro, gli Ebrei  si autodefinivano figli di Dio o figli di Abramo .
   NOTA
 MA IL MUTILARE VA OLTRE
Circoncidere : Peritome ( tagliare intorno : corcon-cidere  )
Mutilare : Katatome , era una pratica usata dai eunuchi , nel VT e poi nel NT Deuteronomio 23:1
 9) il marchio , contrassegno , stimmate : Galati 6:17
La Nuova Riveduta :   traduce :                              il marchio ..
La Riveduta e la vecchia Diodati  :   traducono :   stimmate
Sono indicate erroneamente come  le farite  dei chiodi di Cristo, la Parola ci sta insegnando che il corpo deve essere trattato bene , è il Tempio dello   Spirito Santo , il Signore non ferisce , non violenta e non mette il corpo in sofferenza , le stimmati e come altri segni di sofferenza vengono dal diavolo che violenta e vessa  (Maltrattare, opprimere, tormentare )
Il corpo : ; Marco 5:1 a 15
Un esempio
 Un uomo posseduto interamente nelle sue capacità intellettive , mentali , affettive , volitive ,
Aveva uno spirito di follia , di nudismo di  smarrimento , di morte e di autolesionismo e forza sovrumana
 Luca 8:27, 29 
 27 Quando egli fu sceso a terra, gli venne incontro un uomo della città: era posseduto da demòni e da molto tempo
non indossava vestiti,
non abitava in una casa,
ma stava fra le tombe28 Appena vide Gesù, lanciò un grido, si inginocchiò davanti a lui e disse a gran voce: «Che c'è fra me e te, Gesù, Figlio del Dio Altissimo? Ti prego, non tormentarmi». 29 Gesù, infatti, aveva comandato allo spirito immondo di uscire da quell'uomo, di cui si era impadronito da molto tempo; e, anche quando lo legavano con catene e lo custodivano in ceppi, spezzava i legami, e veniva trascinato via dal demonio nei deserti
 Marco 5:1 a 5
5:1 Giunsero all'altra riva del mare, nel paese dei Geraseni. 2 Appena Gesù fu smontato dalla barca, gli venne subito incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo, 3 il quale aveva nei sepolcri la sua dimora; nessuno poteva più tenerlo legato neppure con una catena. 4 Poiché spesso era stato legato con ceppi e con catene, ma le catene erano state da lui rotte, e i ceppi spezzati, e nessuno aveva la forza di domarlo. 5 Di continuo, notte e giorno, andava tra i sepolcri e su per i monti, urlando e percotendosi con delle pietre
 Le stimmate non sono un segno di Dio ……….
Sappiamo che nella storia delle religioni e fino ai giorni nostri  ci sono state persone : uomini e donne che hanno avuto le stimmate ,altri se le sono procurate …..
Le stimmate o marchio di cui parla Paolo sono le sue sofferenze a causa del Vangelo 
( vedi Matteo 24:9 Atti 5:41 ; 2 Corinzi 1:5 ; 4:10 ; 11:23 ; Filippesi 1:13 )
 Si tratta in sostanza di essere consapevoli che il nostro corpo è stato creato da Dio ed appartiene a Lui e va trattato con rispetto.
 Anche nelle forme estreme di disperazione momentanea (diciamolo a chi è caduto nella depressione grave) non ci è concesso trattare male il nostro corpo pensando ad esempio al suicidio, perché il corpo non ci appartiene, ma in un certo senso ci è stato dato “in concessione” e ne dovremo rendere conto.
 Anche il “mortificare il corpo”
ROMANI 8:13
13 perché se vivete secondo la carne voi morrete; ma se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete; 14 infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio.
 1 Corinzi 9:24
24 Non sapete che coloro i quali corrono nello stadio, corrono tutti, ma uno solo ottiene il premio? Correte in modo da riportarlo. 25 Chiunque fa l'atleta è temperato in ogni cosa; e quelli lo fanno per ricevere una corona corruttibile; ma noi, per una incorruttibile. 26 Io quindi corro così; non in modo incerto; lotto al pugilato, ma non come chi batte l'aria; 27 anzi, tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché non avvenga che, dopo aver predicato agli altri, io stesso sia squalificato.
 Va inteso con saggezza: non è bene farsi del male fisicamente solo per provare una sofferenza da “offrire” poi a Dio. Questa distorta pratica, fatta di cilicio, frustate, digiuni devastanti, ecc, era molto usata nel medioevo dai penitenti cattolici, ma è un errore profondo, perché il perdono dei peccato o la salvezza non dipendono affatto dalle opere; ed il corpo, è vero che va disciplinato, tuttavia non va affatto odiato, anzi al contrario va curato con attenzione.
 1 Corinzi 3:16 Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? 17 Se uno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi.
1 Corinzi 6: 19 Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. 20 Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.
FINE
 
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IL DONO DI ESSERE MEMBRO DI CHIESA

  ........................  
LA CHIESA
Questo termine compare solo nel Nuovo Testamento ,
nel Vecchio Testamento Dio usava il termine “ SANTA CONVOCAZIONE  “ con questo termine Il Signore chiamava il popolo verso il Tabernacolo , nei momenti dell’adorazione e quando il Signore doveva parlare al popolo, mentre l’adunamento ( il popolo riunito ) veniva chiamato ASSEMBLEA
alcuni esempi :
 
SANTA CONVOCAZIONE
Levitico 23:3 Si lavorerà sei giorni; ma il settimo giorno è sabato, giorno di completo riposo e di santa convocazione. Non farete in esso nessun lavoro; è un riposo consacrato al SIGNORE in tutti i luoghi dove abiterete.
 
 
Levitico 23:7 Il primo giorno avrete una santa convocazione; non farete in esso nessun lavoro ordinario;
 
Levitico 23:8 per sette giorni offrirete al SIGNORE dei sacrifici consumati dal fuoco. Il settimo giorno si avrà una santa convocazione, non farete nessun lavoro ordinario"».
Vedere il libro del Levitico e i Numeri
 ASSEMBLEA
 Levitco 4:21 Poi porterà tutto il resto del toro fuori del campo e lo brucerà come ha bruciato il toro precedente. Questo è il sacrificio espiatorio per l'assemblea.
 
Esodo 35:20 Allora tutta l'assemblea dei figli d'Israele si ritirò dalla presenza di Mosè.
 Ecc……….
 Salmo 1: 5 Perciò gli empi non reggeranno davanti al giudizio,
né i peccatori nell'assemblea dei giusti.
6 Poiché il SIGNORE conosce la via dei giusti,
ma la via degli empi conduce alla rovina.
 In realtà la chiesa era già il progetto di Dio Nascosto in Cristo
 
Entriamo all’interno dell’Arca della Testimonianza
 
Immagine1
Immagine2
Il Propiziatorio : La Croce : l’incontro di Dio con l’uomo
 Esodo 25: 21 Metterai il propiziatorio in alto, sopra l'arca; e nell'arca metterai la testimonianza che ti darò. 22 Lì io mi incontrerò con te; dal propiziatorio, fra i due cherubini che sono sull'arca della testimonianza, ti comunicherò tutti gli ordini che avrò da darti per i figli d'Israele.
Ebrei 9: 3 Dietro la seconda cortina c'era il tabernacolo, detto il luogo santissimo. 4 Conteneva un incensiere d'oro, l'arca del patto tutta ricoperta d'oro, nella quale c'erano un vaso d'oro contenente la manna, la verga di Aaronne che era fiorita e le tavole del patto                                   
( verga di Aaronne  vedi Numeri 17:8 e 10 )
 Troviamo : la legge ( 10 comandamenti )
La manna  ( Gesù )
Il ramo di mandorlo fiorito ( verga di Aronne )
Il ramo di mandorlo è la profezia della chiesa nascosta , ma che fiorisce nel giorno della Pentecoste .
Perché la chiesa era nascosta ?
Perché il sangue degli animali non era sufficiente per il riscatto
 
Ebrei 10:4 perché è impossibile che il sangue di tori e di capri tolga i peccati.
CI VOLEVA IL SANGUE DI GESÙ
Ebrei 10:19 Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel luogo santissimo per mezzo del sangue di Gesù,
 Efesi 5: 25 Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei, 26 per santificarla dopo averla purificata lavandola con l'acqua della parola, 27 per farla comparire davanti a sé, gloriosa, senza macchia, senza ruga o altri simili difetti, ma santa e irreprensibile
 Vedi anche Geremia 1:
 Geremia 1: 11 Poi la parola del SIGNORE mi fu rivolta in questi termini: «Geremia, che cosa vedi?» Io risposi: «Vedo un ramo di mandorlo». 12 E il SIGNORE mi disse: «Hai visto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per mandarla ad effetto».
13 La parola del SIGNORE mi fu rivolta per la seconda volta: «Che cosa vedi?» Io risposi: «Vedo una gran pentola che bolle e ha la bocca rivolta dal settentrione in qua». 14 E il SIGNORE mi disse: «Dal settentrione verrà fuori la calamità su tutti gli abitanti del paese
 MANDORLO : LA CHIESA CHE HA LA PAROLA, DIO VIGILA
SULLA SUA PAROLA e SULLA CHIESA
 LA PENTOLA CHE BOLLE : IL GIUDIZIO DI DIO
                                                                OGGI
 
LA CHIESA OGGI HA LA PAROLA ( VANGELO ) CHE  QUANDO E’ PREDICATO E ACCETTATO PUO’ FERMARE L’IRA  DI DIO
Efesi 3:10 affinché i principati e le potenze nei luoghi celesti conoscano oggi, per mezzo della chiesa, la infinitamente varia sapienza di Dio,
 1° Timoteo 3:14 Ti scrivo queste cose sperando di venir presto da te, 15 affinché tu sappia, nel caso che dovessi tardare, come bisogna comportarsi nella casa di Dio, che è la chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità. 16 Senza dubbio, grande è il mistero della pietà: Colui che è stato manifestato in carne, è stato giustificato nello Spirito, è apparso agli angeli, è stato predicato fra le nazioni, è stato creduto nel mondo, è stato elevato in gloria.
 LA CHIESA
 Definizione
Per comprendere meglio l’insegnamento biblico sulla Chiesa, iniziamo considerando la definizione della parola “chiesa”. Spesso, il significato moderno di una parola è diverso da quello che la Bibbia intende. Perciò, è importante capire il significato che Dio attribuisce
alla Chiesa nella Bibbia.
Quindi, che cosa intende Dio quando usa la parola “chiesa” nella
Bibbia? Definizione dal vocabolario greco
La parola chiesa che troviamo nel Nuovo Testamento in Italiano è una traduzione della parola greca “ecclesia” (Ek-klesia). “Ecclesia” deriva da due parole greche, Ek ed una parola derivata da kaleo.
Ek è una preposizione, che vuol dire, “ uscire da qualcosa”  vuol dire anche fuori da.
 Kaleo è un verbo che vuol dire “chiamare”.
Quindi, nel greco, la parola “ecclesia” ha il senso di un gruppo di persone
 “ chiamati fuori da qualcosa “ LETT.: “ CHIAMATI DA FUORI
Nel Nuovo Testamento, la parola ecclesia, tradotta come chiesa, viene usata per riferirsi ai credenti, che Dio ha chiamato “ fuori dal mondo “, ad essere il suo popolo. Quindi, indica il popolo di Dio, salvato per fede in Gesù Cristo.
Il NT insegna che c’è la Chiesa Universale e la Chiesa Locale  l’una  esclude  l'altra.
Al contrario, la maggior parte dei libri del Nuovo Testamento sono indirizzati alle chiese locali e le descrivono nella loro  particolarità .
Il Libro degli Atti, per esempio, ci offre un racconto storico dell'opera dello Spirito Santo nelle chiese di
Gerusalemme,
Antiochia,
Cipro,
Pisidia,
Iconio,
Listra,
Panfilia,
Macedonia,
Tiatiri,
Tessalonica,
Berea,
Atene,
Corinto,
Cesarea,
Efeso,
Troas,
Roma,
Malta e molte altre.
Nel N.T  ci sono molte lettere  dedicate in maniera specifica alle chiese locali:
Romani,
I e II Corinzi,
Galati,
Efesini,
Filippesi,
Colossesi,
1° e 2° Tessalonicesi.
Quattro epistole di Paolo sono scritte a membri di chiese specifiche e quindi in contesti particolari:
1° e 2° Timoteo,
Tito e Filemone. Persino Apocalisse rientra nel contesto delle lettere inviate alle chiese locali.
Essere membro di una chiesa è un dono. I doni devono essere apprezzati.
ALCUNI VERSETTI CHE DESCRIVONO LE CHIESE LOCALI
ATTI 14:27 ;  ATTI 20 : 17 ; ROMANI 16:1 ; ROMANI 16:5
1° CORINZI 4:17 ;  1° TESSALONICESI 1:1  ( CFR 2° TESALONICESI 1:1 )
TITO 1:5 ; 1° PIETRO 5:13
 
 
 
LA CHIESA UNIVERSALE
MATTEO 16:18 ; COLOSSESI 1:18
  
EFESI 3: 20,21
14 Per questo motivo piego le ginocchia davanti al Padre, 15 dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome, 16 affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell'uomo interiore, 17 e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell'amore, 18 siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità dell'amore di Cristo 19 e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.
20 Or a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo, 21 a lui sia la gloria nella chiesa, e in Cristo Gesù, per tutte le età, nei secoli dei secoli. Amen
 
 EBREI 12: 22 E 23 ;   APOCALISSE 4:4 ;  4:10 ; 5: 7 a 14
 
 
 
ATTI 14:27 ;  ATTI 20 : 17 ; ROMANI 16:1 ; ROMANI 16:5
1° CORINZI 4:17 ;  1° TESSALONICESI 1:1  ( CFR 2° TESALONICESI 1:1 )
TITO 1:5 ; 1° PIETRO 5:13
 
 
È IMPORTANTE CAPIRE QUESTI DUE USI DELLA PAROLA CHIESA.
Nel N.T. la chiesa è chiamata il CORPO DI CRISTO
Efesi 1: 20 Questa potente efficacia della sua forza egli l'ha mostrata in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla propria destra nel cielo, 21 al di sopra di ogni principato, autorità, potenza, signoria e di ogni altro nome che si nomina non solo in questo mondo, ma anche in quello futuro. 22 Ogni cosa egli ha posta sotto i suoi piedi e lo ha dato per capo supremo alla chiesa, 23 che è il corpo di lui, il compimento di colui che porta a compimento ogni cosa in tutti.
I CREDENTI SONO CHIAMATI LE MEMBRA DEL CORPO
Efesi 5: 28 Allo stesso modo anche i mariti devono amare le loro mogli, come la loro propria persona. Chi ama sua moglie ama se stesso. 29 Infatti nessuno odia la propria persona, anzi la nutre e la cura teneramente, come anche Cristo fa per la chiesa, 30 poiché siamo membra del suo corpo.
 NOTA
LA BIBBIA CHIAMA I CREDENTI : MEMBRO O MEMBRI E MEMBRA
 
IL MEMBRO    e MEMBRI   
 
Il sostantivo membro ha due plurali, che rispondono a sfumature di significato diverse.
  • Il plurale maschilemembri, che deriva regolarmente dal singolaremembro, indica gli individui che compongono una collettività, un gruppo, un organo, un’associazione
  1. imembridella famiglia, i membri del Senato, i membri del club
ma può anche riferirsi alle singole parti del corpo
considerate separatamente
 
Marco 15:43 venne Giuseppe d'Arimatea, illustre membro del Consiglio, il quale aspettava anch'egli il regno di Dio; e, fattosi coraggio, si presentò a Pilato e domandò il corpo di Gesù.
 
Lc 23:50 C'era un uomo, di nome Giuseppe, che era membro del Consiglio, uomo giusto e buono,
 
1Cor 12:14 Infatti il corpo non si compone di un membro solo, ma di molte membra.
 
1Cor 12:18 Ma ora Dio ha collocato ciascun membro nel corpo, come ha voluto.
 
1Cor 12:19 Se tutte le membra fossero un unico membro, dove sarebbe il corpo?
 
1Cor 12:26 Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui.
Efesi 2: 19 Così dunque non siete più né stranieri né ospiti; ma siete concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio
Matteo 5:30 E se la tua mano destra ti fa cadere in peccato, tagliala e gettala via da te; poiché è meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, piuttosto che vada nella geenna tutto il tuo corpo.
 
 
 
 
LE MEMBRA
  • Il plurale femminilemembra, che deriva dal plurale ➔neutrolatino membra, si usa quando ci si riferisce alle parti del corpo umano nel loro insieme
1Cor 12:12 Poiché, come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un solo corpo, così è anche di Cristo.
 
1Cor 12:14 Infatti il corpo non si compone di un membro solo, ma di molte membra.
 1Cor 12:27 Ora voi siete il corpo di Cristo e membra di esso, ciascuno per parte sua.        
 UN’ALTRA NOTA : SPESSO  QUANDO GLI APOSTOLI SALUTAVANO O SCRIVEVANO , NON MENZIONAVANO  LE MEMBRA , MA LA CHIESA
( IL CORPO  COMPLETO )   NELLA SUA TOTALITA’ E FUNZIONALITA’
ESEMPIO  1° CORINZI 16:19 ECC
 
LO SPIRITO SANTO PARLA NON ALLE MEMBRA MA ALLA CHIESA
( AL CORPO  COMPLETO   ) 
 
APOCALISSE 2:7
 
LO SPIRITO E LA SPOSA ( LA CHIESA DICONO “ VIENI “ ) APOC 22:17
 
 
GESU’ PARLA ALLE CHIESE
 (LE SETTE LETTERE DELL’APOCALISSE 1:11 )
 
ESSERE MEMBRO DELLA CHIESA LOCALE E UNIVERSALE E’ IL  DONO DELLA GRAZIA :
Quando ci ravvediamo dai nostri peccati e e accettiamo  Gesù come nostro Personale Salvatore e Signore della nostra vita  , riceviamo il dono della salvezza:
(Efesini 2:8, 9).
"Infatti è per grazia tI siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessun() se ne vanti"
Nella Bibbia, versetto dopo versetto, si parla del dono della salvezza, il dono di Dio per noi in Cristo Gesù; pertanto, non è possibile guadagnarla attraverso le nostre opere. Quando riceviamo questo dono, ci convertiamo a Cristo. lasciamo la nostra vecchia condotta, per vivere in novità di vita, perché:
(II Corinzi 5:17), "Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove"
L'apostolo Paolo, quando scrive in 1° Corinzi 12:7
 che a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito ( i doni dello Spirito Santo) non lo dice a tutti i  membri  ma solo a coloro che formano il corpo di Cristo : la Chiesa locale
( 1° Corinzi 12:27, 28 ).  "Ora voi siete il corpo di Cristo e membra di esso, ciascuno per parte sua" ……..
In seguito l’Apostolo Paolo scrivendo alla chiesa di Efeso
( Efesi 4:11 a 16  ) dirà che i ministeri sono nella chiesa , e i credenti che desiderano i ministeri devono essere parte integrante del corpo : la chiesa locale .
Capisci, allora, che cos'è accaduto? Hai ricevuto un regalo glorioso, il dono della salvezza eterna. Ecco perché l'apostolo esclama:
(2° Corinzi 9:15). "Ringraziato sia Dio per il suo dono ineffabile!
Con questo dono, hai ricevuto
la vita eterna,
il perdono dei peccati
l'adozione attraverso la morte di Cristo in croce,
e la presenza , la potenza e la comunione dello Spirito Santo.
da parte di Dio, il Padre,
E sei entrato a far parte del corpo di Cristo. In effetti, essere membro del corpo di Cristo, la Chiesa, è anch'esso un dono di Dio :
Atti 2:38 ( La grazia : la salvezza ;  Atti 2:41 ( aggiunti al Corpo di Cristo : la
                                                                                                    Chiesa locale
E’ il dono di Dio di cui farne tesoro con gioia, ma anche con timore e tremore.
           CHE SIGNIFICA ESSERE  MEMBRO DI CHIESA
 
SARÒ UN MEMBRO DILIGENTE
Essere un membro di chiesa significa che siamo tutti parti necessarie di un insieme
Nel Nuovo Testamento ci sono vari passaggi che offrono un'immagine chiara di che cosa voglia dire essere membro di una chiesa. Una delle sezioni più estese si trova in 1° Corinzi 12 a 14.
Nel capitolo 12, Paolo usa la metafora di un corpo con molte membra per rappresentare la chiesa.
 
Nel capitolo 13 afferma che l'amore è la motivazione e l'azione principale che tutti i membri dovrebbero possedere.
 
Infine, nel capitolo 14, : 1 l'apostolo ritorna alla chiesa di Corinto e ai suoi problemi, perché nemmeno quei credenti avevano capito il concetto di essere membro di un corpo spirituale.
Alcuni leader e membri mettono in relazione l'essere parte della chiesa a un concetto moderno, proveniente dal mondo amministrativo o aziendale, rifiutando, quindi, il suo significato biblico. Tuttavia, l'essere parte di una chiesa è biblico. Nella Bibbia, il termine"membri" non ha lo stesso significato di membra. Per esempio, vediamo come si usa il termine in 1°Corinzi 12:27, dove è scritto: "Ora voi siete il corpo di Cristo e membra di esso, ciascuno per parte sua". Riesci a capire la differenza? I membri di una chiesa formano “ le membra un tutto e sono, individualmente, parti essenziali della chiesa. L'apostolo Paolo sviluppa la metafora del corpo e spiega che i membri sono come le parti che lo compongono:
Alcuni sono gli occhi,
Altri le orecchie.
Alcuni sono i piedi,
Altri le mani.
Per questo termina con le parole: (I Corinzi 12:12).  "Poiché, come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un solo corpo, così è anche di Cristo"
SONO UN MEMBRO DI CHIESA
Essere membro di uno stesso corpo significa che siamo differenti, pur
collaborando insieme
Il datore di lavoro , enti pubblici o privati pagano altre persone, affinché siano loro a lavorare.
Nella chiesa tutti i membri hanno una propria funzione. Per questo li si paragona alle mani, ai piedi, alle orecchie e agli occhi. Siamo diversi, ma siamo tutti necessari per il buon funzionamento del tutto. Ogni parte, quindi, deve compiere la sua funzione, altrimenti, l'intero corpo ne soffre.
Esiste una meravigliosa diversità nell'unione dei membri della chiesa. La Bibbia chiara al riguardo: se una parte non svolge il suo ruolo, tutto il corpo smette di funzionare bene. Invece, quando una parte opera come ci si aspetta, tutto il corpo gioisce e si fortifica.
(I Corin-zi 12:26).
"Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui" .
Essere un membro di chiesa significa che tutto ciò che diciamo e facciamo si basa sul fondamento biblico dell'amore
La maggior parte dei lettori della Bibbia parla in modo entusiastico
di 1° Corinzi 13, conosciuto anche come "il capitolo dell'amore", Si legge durante i matrimoni; lo usa lo sposo per dichiarare amore alla sua sposa, o lei a lui. Si predica, per dimostrare il significato più profondo di àgapè o amore incondizionato. Sebbene non ci sia nulla di male nell'usare il capitolo dell'amore in tali contesti, il suo significato originale era volto a mostrare ai membri della chiesa come relazionarsi tra di loro. Ti immagini la lettura di 1° Corinzi 13 in una riunione tesa e accesa in chiesa ?
Forse sarebbe meglio leggerlo considerando il suo contesto biblico. soltanto riuscissimo a essere fedeli ai principi del capitolo dell'amore, avremmo delle chiese sane. Sarebbe davvero una rivoluzione!
Consideriamo soltanto alcuni principi relazionali di 1° Corinzi 13 : 4 e 5 : "L’amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta , non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il  male"
I principi di questi due passaggi sarebbero già sufficienti a produrre un rinnovamento decisivo nella maggior parte delle chiese. Non dobbiamo amare soltanto i fratelli facili da amare; dobbiamo amare anche quelli che non lo sono. Non dobbiamo limitarci a pregare per i nostri pastori e incitarli soltanto quando fanno qualcosa che ci piace, ma anche quando fanno qualcosa che non ci piace.
 Non possiamo servire la chiesa soltanto  quando gli altri collaborano; dobbiamo servirla anche quando siamo gli unici a farlo.
La base dell'essere membro di una chiesa è l'amore: autentico, biblico e incondizionato.
ESSERE UN MEMBRO DI  CHIESA VUOL DIRE ANCHE AVERE UNA FUNZIONE IN ESSA
Sai come si fa a essere parte di una associazione ? Si paga la quota per diventarne socio. È sufficiente pagare la quota e si potrà contare sul servizio.
E come si fa, allora, a essere membro biblico di una chiesa? Offri a Dio con generosità e servi la chiesa senza indugi.
SONO UN MEMBRO DI CHIESA BIBLICO
Tieni in considerazione la parola : BIBLICO.
MODI SBAGLIATI DI CONSIDERARSI MEMBRI DI CHIESA
 
 
 
ESSERE ISCRITTI nel registro di chiesa, senza prestarvi servizio.
ESSERE  presente  nella  chiesa come un membro  "visitatore", ossia,
                    presentandosi soltanto ai "culti straordinari" o in altre occasioni
È anche possibile che tu sia un rispettato membro di alcune chiese, che contribuisce ogni anno con una grossa somma di denaro,
senza però alzare un dito per aiutare nell'evangelizzazione, visitare i malati o collaborare in qualsiasi altro modo il pastore ritenga necessario.
 
 
 
Questo Non È Il Concetto Biblico.
un'idea creata dagli uomini, centrata sugli uomini e mantenuta dagli uomini. È del tutto contraria all'insegnamento biblico e non dovrebbe prendere piede nelle nostre chiese.
 L'essere membro, nel concetto biblico, implica dare sé stessi in forma incondizionata, e contribuire anche materialmente per vedere l'opera di Dio svilupparsi
2° Corinzi 8: 1 A5 ).
2Cor 8:1 Ora, fratelli, vogliamo farvi conoscere la grazia che Dio ha concessa alle chiese di Macedonia, 2 perché nelle molte tribolazioni con cui sono state provate, la loro gioia incontenibile e la loro estrema povertà hanno sovrabbondato nelle ricchezze della loro generosità. 3 Infatti, io ne rendo testimonianza, hanno dato volentieri, secondo i loro mezzi, anzi, oltre i loro mezzi, 4 chiedendoci con molta insistenza il favore di partecipare alla sovvenzione destinata ai santi. 5 E non soltanto hanno contribuito come noi speravamo, ma prima hanno dato se stessi al Signore e poi a noi, per la volontà di Dio.
 
 
 
I MEMBRI BIBLICI DELLA CHIESA sono datori allegri di decime e offerte.
I membri biblici servono e amministrano, perché è la maniera più naturale di fare le cose.
Essere membro di una chiesa presuppone partecipazione.
Di nuovo, torniamo al capitolo 12 di 1° Corinzi per comprendere questo concetto nella sua totalità. Paolo usa l’immagine del corpo umano per riferirsi alla chiesa per due ragioni principali.
La prima: il corpo è un tutt'uno. Significa  che la chiesa dovrebbe essere unita NELLA SUA MISSIONE,
NEL SUO PROPOSITO E
NELLE ATTIVITÀ.
Secondo, il corpo, oltre a dover essere unito, è composto da molte parti.
Leggiamo le parti elencate in 1° Corinzi 12: 12-26:
 
12 Poiché, come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un solo corpo, così è anche di Cristo. 13 Infatti noi tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito.
14 Infatti il corpo non si compone di un membro solo, ma di molte membra. 15 Se il piede dicesse: «Siccome io non sono mano, non sono del corpo», non per questo non sarebbe del corpo. 16 Se l'orecchio dicesse: «Siccome io non sono occhio, non sono del corpo», non per questo non sarebbe del corpo. 17 Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l'udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l'odorato? 18 Ma ora Dio ha collocato ciascun membro nel corpo, come ha voluto. 19 Se tutte le membra fossero un unico membro, dove sarebbe il corpo? 20 Ci sono dunque molte membra, ma c'è un unico corpo; 21 l'occhio non può dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; né il capo può dire ai piedi: «Non ho bisogno di voi». 22 Al contrario, le membra del corpo che sembrano essere più deboli, sono invece necessarie; 23 e quelle parti del corpo che stimiamo essere le meno onorevoli, le circondiamo di maggior onore; le nostre parti indecorose sono trattate con maggior decoro, 24 mentre le parti nostre decorose non ne hanno bisogno; ma Dio ha formato il corpo in modo da dare maggior onore alla parte che ne mancava, 25 perché non ci fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero la medesima cura le une per le altre. 26 Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui.
 
piede; mano; orecchio ; occhio
SARÒ UN MEMBRO DILIGENTE
Termine diligente
CHI ESEGUE I PROPRI COMPITI, IL PROPRIO LAVORO, CON SCRUPOLO, CON PRECISIONE .
 
ROMANI 12 : 3 A 7 Per la grazia che mi è stata concessa, dico quindi a ciascuno di voi che non abbia di sé un concetto più alto di quello che deve avere, ma abbia di sé un concetto sobrio, secondo la misura di fede che Dio ha assegnata a ciascuno. 4 Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e tutte le membra non hanno una medesima funzione, 5 così noi, che siamo molti, siamo un solo corpo in Cristo, e, individualmente, siamo membra l'uno dell'altro. 6 Avendo pertanto doni differenti secondo la grazia che ci è stata concessa, se abbiamo dono di profezia, profetizziamo conformemente alla fede; 7 se di ministero, attendiamo al ministero; se d'insegnamento, all'insegnare; 8 se di esortazione, all'esortare; chi dà, dia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza ; chi fa opere di misericordia, le faccia con gioia.
Ognuna delle  parti sopra citate  possiede una funzione specifica :
IL PIEDE SERVE PER CAMMINARE
LA MANO DOVREBBE SOSTENERE E AFFERRARE
L'ORECCHIO SERVE AD ASCOLTARE
L'OCCHIO PER VEDERE
IL NASO PER ODORARE
 Noi, che siamo membri di una chiesa, dovremmo avere una nostra funzione individuale.
Il concetto di un membro inattivo  nella chiesa è una vera e propria contraddizione di per sé. Biblicamente non esiste. Per questo ci viene chiesto di scoprire i nostri doni e talenti, per usarli nella maniera migliore al servizio della chiesa, per la gloria di Dio.
La diversità dei membri, ( costituiscono le membra ) , collocati nel corpo,
la chiesa, danno  forza a tutto il corpo (  la chiesa ) :
TUTTI HANNO UNA FUNZIONE .  ( DONI DELLO SPIRITO SANTO )
TUTTI DOVREBBERO AVERE UN RUOLO.  ( MINISTERI )
TUTTI DOVREBBERO COLLABORARE.
Efesi 4 : 9 a 16  Ora, questo «è salito» che cosa vuol dire se non che egli era anche disceso nelle parti più basse della terra? 10 Colui che è disceso, è lo stesso che è salito al di sopra di tutti i cieli, affinché riempisse ogni cosa. 11 È lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori, 12 per il perfezionamento dei santi in vista dell'opera del ministero e dell'edificazione del corpo di Cristo, 13 fino a che tutti giungiamo all'unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all'altezza della statura perfetta di Cristo; 14 affinché non siamo più come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, per l'astuzia loro nelle arti seduttrici dell'errore; 15 ma, seguendo la verità nell'amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. 16 Da lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l'aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo
nella misura del vigore di ogni singola parte,
per edificare se stesso nell'amore.
CONFRONTA CON :
ROMANI 14:19
1° CORINZI 14:12
1° CORINZI 14:26
 
TERMINI  : BEN COLLEGATO      ( BEN UNITO )
                   BEN CONNESSO       ( STRETTAMENTE UNITO )
Siccome siamo diversi e abbiamo doni e capacità differenti, ricopriremo diverse funzioni. Però, se siamo realmente membri veri e biblici, saremo diligenti e svolgeremo la nostra funzione in modo costruttivo. Uno degli interrogativi costanti che dovresti porti e fare a Dio in preghiera è: "In che modo posso servire meglio la mia chiesa?". Non domandarti mai se è giusto che tu serva. Se fai parte di una chiesa, dovresti essere diligente.
Talvolta è difficile avere delle certezze sulla quantità effettiva e la qualità dei membri di certe chiese.
IL MEMBRO BIBLICO  DI CHIESA È COLUI CHE FAVORISCE L'UNITÀ
Dio vuole che i credenti vivano in armonia. In realtà, questo concetto è espresso come un comandamento;
 Gesù è stato Inequivocabile:
Giovanni 13:35
"Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri"
Il mondo saprà che siamo cristiani autentici dal modo in cui noi ci tratteremo gli uni gli altri un cristiano non deve spettegolare su un altro credente
UNA COSA CHIAMATA "UNITÀ"
 Nel mondo dello sport “ l’unità “ è chiamata gioco di squadra, fondamentale , ma è ancora più fondamentale vedere come i successi siano spesso determinati da un impegno compatto e armonico di tutti i giocatori.
L'unità è vitale. Allo stesso modo, quando i membri della chiesa non operano insieme e con lo stesso sentimento , la chiesa , nella sua totalità, diventa bebole .
L'unità è vitale per la salute di una chiesa. Ciò significa che ogni membro, deve contribuire all'unità della chiesa.
 Efesini 1:15, 16
L'apostolo Paolo scrisse molto dell'unità nella sua lettera agli Efesini. E’ evidente che l'apostolo era grato alla chiesa di Efeso. Notiamo alcune delle parole che scrive:
"Perciò anch'io, avendo udito parlare della vostra fede nel Signore Gesù e del vostro amore per tutti i santi, non smetto mai di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere"
                       DOMANDA
Perché Paolo ringrazia questi  membri ?
                        RISPOSTA
Per la loro fede in Gesù e per l'amore che quei credenti avevano per tutti i santi.
L'unità ha un'importanza cruciale. Paolo enfatizza ancora questo punto agli Efesini, esortandoli a vivere in modo degno …..
Efesini 4:1-3
Ef 4:1 Io dunque, il prigioniero del Signore, vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta, 2 con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri con amore, 3 sforzandovi di conservare l'unità dello Spirito con il vincolo della pace. 4 Vi è un corpo solo e un solo Spirito, come pure siete stati chiamati a una sola speranza, quella della vostra vocazione. 5 V'è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, 6 un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in tutti.7 Ma a ciascuno di noi la grazia è stata data secondo la misura del dono di Cristo
 Come membri di chiesa abbiamo una responsabilità:
DOBBIAMO GENERARE L’UNITÀ.
NON DOBBIAMO MAI ESSERE  UNA FORZA DI DIVISIONE;
DOBBIAMO AMARE INCONDIZIONATAMENTE I FRATELLI DELLA  CHIESA.
Questo non significa essere sempre d'accordo con tutti, ma significa essere disposto a sacrificare le cose che prediligi, per mantenere l'unità nella chiesa. Più avanti tratteremo anche questo aspetto importante: ciò che preferiamo noi rispetto a ciò che è utile per tutti.
Riflettiamo di nuovo sulle parole di Paolo, questa volta nella lettera alla chiesa di Colosse:
Colossesi 3: 12 a 14
12 Rivestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza. 13 Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi. 14 Al di sopra di tutte queste cose rivestitevi dell'amore che è il vincolo della perfezione. 15 E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti.
 Attenzione! Paolo dice: "Al di sopra di tutte queste cose “: Infatti, rispetto ad altre cose rilevanti citate in Colossesi 3:12 , non esiste nulla di più importante dell'unità. L'unità è essenziale per la tua chiesa.
IL PETTEGOLEZZO E ALTRE CONVERSAZIONI DANNOSE
Romani 1: 28-31 ( il contesto parla della depravazione dei romani non cristiani )
 ….28 Siccome non si sono curati di conoscere Dio, Dio li ha abbandonati in balìa della loro mente perversa sì che facessero ciò che è sconveniente; 29 ricolmi di ogni ingiustizia, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d'invidia, di omicidio, di contesa, di frode, di malignità; 30 calunniatori, maldicenti, abominevoli a Dio, insolenti, superbi, vanagloriosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, 31 insensati, sleali, senza affetti naturali, spietati. 32 Essi, pur conoscendo che secondo i decreti di Dio quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non soltanto le fanno, ma anche approvano chi le commette.
è un passaggio abbastanza sconfortante. È un elenco di varie pratiche empie: v V. 29 "...ricolmi di ogni ingiustizia
malvagità, cupidigia, malizia; pieni d'invidia, di omicidio, di contesa, di frode, di malignità; calunniatori, maldicenti, abominevoli a Dio, insolenti, (insolito, contrario alla normalità : arrogante, offensivo )   superbi, vanagloriosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza affetti naturali, spietati".
Terribile! Scorrere questo elenco mette angoscia. E’ proprio verso la metà del brano, leggiamo alcune definizioni di pettegolezzo.
Il significato di questo termine fa capire la gravità di questo peccato:
"Il parlare indiscretamente e malevolmente sul conto di qualcuno, in sua assenza".
I suoi sinonimi: "Chiacchiera, ciancia, ciarla, diceria, gossip, maldicenza...".
Viene anche definito come: "informazione infondata riguardante terze persone': Il pettegolezzo, oltre a essere qualcosa di perverso, è anche distruttivo per la chiesa. Questo capitolo verte sull'unità.
Tutti quei atteggiamenti di peccato descritti nel verso 29 distruggono l'unità di una chiesa, come i pettegolezzi.
                                                                                       NOTA :
Una chiesa unita è potente:  I mormorii e le maldicenze spezzano questa unità e indeboliscono, del tutto, la chiesa.
I pettegolezzi non sono tollerati.
Le chiacchiere spaccano l'unità della chiesa
Giacomo non usa non usa mezzi termini per descrivere il potere ne-gativo della lingua:  Giacomo 3: 5 in poi ………………..
 RICORDIAMO CHE UNA PARTE DEL POPOLO D’ISRAELE
MORI E NON VIDE LA TERRA PROMESSA A CAUSA DEI MORMORII E DEI PETTEGOLEZZI ( PARLARE MALE ) :
 Esodo 21 : 6
1° Corinzi 10:9 a 11
 COME RISPONDERE AL PETTEGOLEZZO IN CHIESA?
1) Non dobbiamo essere fonte di voci.
2) Non affrontare ragionamenti riportati ma falli presenti ai 
    responsabili.
3) Domina la tua lingua.
4) Se qualcuno nella chiesa comincia a farti partecipe di un pettegolezzo, riprendilo con amore . La tua risposta non deve essere severa, ma devi spiegare che preferisci non ascoltare nessun chiacchiericcio e che speri che non si diffonda.
Con questi semplici principi potresti promuovere unità nella tua chiesa..
(1° Pietro 3:10).
"Chi vuole amare la vita e vedere giorni felici, trattenga la sua lingua dal male e le sue labbra dal dire il falso"
Trattieni la lingua. Poni fine ai pettegolezzi. Promuovi l'unità.
PERDONO E UNITÀ
SCUSA O PERDONO ?
SCUSA : AUTOGIUSTIFICAZIONE : non ammettere l’essersi comportato male , si addossano le colpe ad altre cause e circostanze   ( NON CI SI RITIENE COLPEVOLI )
PERDONO : Chiedere perdono invece è ammettere, senza scusanti di essersi comportati in maniera sbagliata
PERDONARE : rimettere in equilibrio la nostra relazione
Nel cristianesimo, il perdono è anche la cancellazione  dei peccati
 Atti 3:19 Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati
IN QUALE PROPORZIONE DOBBIAMO PERDONARE ?
                                                   LA PROPORZIONE DEL TANTO QUANTO
Matteo 6: 12 rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; 13 e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno."
14 Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; 15 ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.
 QUANTE VOLTE DOBBIAMO PERDONARE ?
Matteo 18.21
21 Allora Pietro si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?» 22 E Gesù a lui: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
 
Luca 17: 3 State attenti a voi stessi! Se tuo fratello pecca, riprendilo; e se si ravvede, perdonalo. 4 Se ha peccato contro di te sette volte al giorno, e sette volte torna da te e ti dice: "Mi pento", perdonalo».
 PERO’ IL CREDENTE DEVE ESSERE AVVEDUTO
 SE IL FRATELLO O LA SORELLA CHHE STA PERDONANDO CONTINUA A PECCARE , A OFFENDERE ECC E’ EVIDENTE CHE VIVE UNA VITA DI PECCATO A QUEL PUNTO OCCORRE RIPRENDERLO/A
 
1° Timoteo 5: 20 Quelli che peccano, riprendili in presenza di tutti, perché anche gli altri abbiano timore. 21 Ti scongiuro, davanti a Dio, a Cristo Gesù e agli angeli eletti, di osservare queste cose senza pregiudizi, e di non fare nulla con parzialità. 22 Non imporre con troppa fretta le mani a nessuno, e non partecipare ai peccati altrui; consèrvati puro.
 PERCHE’ UN CREDENTE PECCA CONTINUAMENTE ?
1° Giovanni 5:  18 Noi sappiamo che chiunque è nato da Dio non persiste nel peccare; ma colui che nacque da Dio lo protegge, e il maligno non lo tocca. 19 Noi sappiamo che siamo da Dio, e che tutto il mondo giace sotto il potere del maligno
NEL MOMENTO DEL PERDONO IL PERDONATO RICEVE :
AMORE
LIBERAZIONE
RIABILITAZIONE
GUARIGIONE ( DELL’ANIMA E DEL CORPO ( MALATTIA CAUSE
                                                                           DEL PECCATO )
BENEFICI SULLA VITA DI CHI PERDONA E DEL PERDONATO
LIBERA dalle emozioni e dai pensieri negativi riguardo di chi ti ha fatto il torto.
 GUARIGIONE      Giacomo 5:16 ; Salmo 103:3
A volte Gesù prima di guarire il corpo diceva :
 “ va i tuoi peccati ti sono rimessi “ ( perdono e guarigione )
 IL PERDONO FA BENE AL CUORE
 RIDUCE LO STRESS
 IL PERDONO COMBATTE I SINTOMI DEPRESSIVI
 I BENEFICI DEL PERDONO POSSONO ESTENDERSI AI COMPORTAMENTI POSITIVI VERSO ALTRE PERSONE
Come disse William Shakespeare:
Il perdono cade come pioggia leggera dal cielo alla terra. È due volte benedetto; benedice chi lo dà e chi lo riceve.
ETIMOLOGIA  TERMINE
DAL LATINO :
PER- DONARE : REGALARE FARE UN DONO
Colossesi 2: 13 Voi, che eravate morti nei peccati e nella incirconcisione della vostra carne, voi, dico, Dio ha vivificati con lui, perdonandoci tutti i nostri peccati;
 IL PERDONO DEVE ESSSERE INCONDIZIONATO
COLOSSESI 3:12 A 14
 12 Rivestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza. 13 Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi. 14 Al di sopra di tutte queste cose rivestitevi dell'amore che è il vincolo della perfezione. 15 E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti.
16 La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore a Dio, sotto l'impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali. 17 Qualunque cosa facciate, in parole o in opere, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù ringraziando Dio Padre per mezzo di lui.
NON IMPORRO’ I MIEI GUSTI E DESIDERI ALLA CHIESA
Precedentemente abbiamo detto che il membro di chiesa è colui che :
GENERA  L’UNITÀ.
Questo non significa di essere sempre d'accordo con tutti, ma significa essere disposto a sacrificare le cose che si prediligono , per mantenere l'unità nella chiesa : cioè chiedersi :
QUELLO CHE IO PREFERISCO È UTILE PER ME O È UTILE PER TUTTI ?
OCCORRE VEDERE LA MATURITA’ DELLA CHIESA , POI CON AMORE, ESPRIMERE LE PROPOSTE , SIANO ESSE
PER LA MUSICA , PER IL CULTO ECC. OGNI CREDENTE DOVREBBE PRESENTARE QUALCOSA PER DONARLO A DIO, SEMPRE SECONDO IL MODELLO BIBLICO.
ESEMPIO :
LA FUNZIONE
Nella chiesa è un’attività che il Signore ha comandato alla sua chiesa.
Il Nuovo Testamento contiene molte istruzioni, precetti, proibizioni e molti principi che la chiesa deve tenere in considerazione. Queste funzioni sono eterne e al di sopra della cultura. Non cambiano mai e sono vincolanti per tutti i credenti, a prescindere dalla loro razza, cultura, età o lingua.
Esempi: il modello del culto cristiano nel libro degli Atti degli Apostoli l’adorazione, la comunione fraterna , gli ordinamenti : battesimo in acqua per immersione  e santa cena , la preghiera, l’evangelizzazione, il discepolato, il dare, l’insegnamento delle dottrine bibliche : es.:
 Battesimo nello Spirito Santo , i doni dello Spirito Santo , i Ministeri ecc.
LA FORMA
E’ un metodo di cui una chiesa si serve per adempiere una funzione
Le forme della chiesa includono tutte le strutture, i metodi e le procedure che una chiesa sceglie per adempiere le funzioni in una determinata era, cultura o situazione. Queste forme variano enormemente da una chiesa locale all’altra e producono molte forme accettabili o inaccettabili , per ogni funzione della chiesa.
E’ IMPORTANTISSIMO CONIDERARE E VAGLIARE IL METODO CHE SI USA PER ADEMPIERE UNA DETERMINATA FUNZIONE ,
ESSO IL ( METODO ) DEVE ESSSERE STRETTAMENTE BIBLICO E NON OLTRE .
 1° Corinzi 4:6 Ora, fratelli, ho applicato queste cose a me stesso e ad Apollo a causa di voi, perché per nostro mezzo impariate a praticare il non oltre quel che è scritto e non vi gonfiate d'orgoglio esaltando l'uno a danno dell'altro
 
2° Giovanni 1: 9 Chi va oltre e non rimane nella dottrina di Cristo, non ha Dio. Chi rimane nella dottrina, ha il Padre e il Figlio. 10 Se qualcuno viene a voi e non reca questa dottrina, non ricevetelo in casa e non salutatelo. 11 Chi lo saluta, partecipa alle sue opere malvagie
 Purtroppo le persone spesso si attaccano alla forma e perdono di vista la funzione. Possono così portare avanti forme che fanno perdere la  vitalità spirituale alla funzione  (per esempio nel modo di gestire un culto di adorazione , l’evangelizzazione ecc):
Le forme vanno cambiate solo se aiutano ad evidenziare la funzione.
Si racconta che un pastore, per evidenziare l’adorazione (una funzione) iniziò la riunione con un inno (come al solito) e poi (cambiando l’ordine normale del culto) predicò il sermone. Di solito il sermone era posto al termine della riunione dopo un periodo prolungato di canto e adorazione. Ma questa volta il pastore aveva come tema la persona di Dio e le sue opere meravigliose, per cui invitò la chiesa all’adorazione e al ringraziamento in preghiera, tramite il canto e nella cena del Signore…dopo il messaggio. Questo cambiamento fu molto efficace. Ciò non significa che da allora in poi fecero questo ogni domenica. Fu fatto solo quella volta per aiutare le persone a fermarsi e a pensare in un modo nuovo all’adorazione nella loro riunione. Poi tornarono alla solita forma.
IL CONGELAMENTO DELLE FORME  PUO’ FARE DIVENTARE LEGALISTA LA CHIESA
LE FORME
SI POSSONO CAMBIARE SEMPRE SOTTOPONENDOLE ALLA MASSIMA AUTORITA’ DI DIO : LA SUA PAROLA E NELLA GUIDA DELLO SPIRITO SANTO
Lo scopo della chiesa è di glorificare Dio attraverso l’edificazione dei membri e l’evangelizzazione dei perduti. Questo è lo scopo eterno e immutabile. Le funzioni sono i modi in cui realizziamo questo scopo. Le funzioni sono date da Dio per glorificarlo e servirlo.

                           Esse sono eterne ed immutabili.

 Una forma invece è uno dei tanti modi leciti in cui adempiere una particolare funzione. Le forme possono cambiare in quanto sono un’espressione della società.
( ma studiarle sempre nel contesto biblico )
NON IMPORRE  MA SERVI
Gesù, spesso, lasciava perplessi i Suoi seguaci. I discepoli avevano l'abitudine di litigare tra loro. In un'occasione, si misero a discutere su chi fosse il più importante. Riesci a immaginarti una cosa simile?
I discepoli più si avvicinavano al Signore, più discutevano per chi "fosse il primo". La Bibbia mostra che Gesù si trattenne, si sedette e richiamò questi uomini adulti.
 (Marco 9:35)
 "Allora, sedutosi, chiamò i dodici e disse loro: 'Se qualcuno vuoi essere il primo, sarà l'ultimo di tutti e il servitore di tutti"'
Come membro della chiesa, il mio scopo non dovrebbe essere quello di mettere al primo posto i miei gusti, in ogni caso ciò che voglio io.
Ma dovrei  essere l'ultimo, non il primo. Devo essere un servo e non aspettarmi che gli altri mi servano.
IL VERO MEBRO DI CHIESA E’ COLUI CHE SI SOTTOMETTE E INTERCEDE  PER I CONDUTTORI DELLA CHIESA
 
Ebrei 13: 17 Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro, perché essi vegliano per le vostre anime come chi deve renderne conto, affinché facciano questo con gioia e non sospirando; perché ciò non vi sarebbe di alcuna utilità.
18 Pregate per noi; infatti siamo convinti di avere una buona coscienza, e siamo decisi a condurci onestamente in ogni cosa. 19 Ma ancor più vi esorto a farlo, affinché io vi sia restituito al più presto.
 1 Timoteo 5:17 Gli anziani che tengono bene la presidenza siano reputati degni di doppio onore, specialmente quelli che si affaticano nella predicazione e nell'insegnamento
 1 Tessalonicesi 5:12 Fratelli, vi preghiamo di aver riguardo per coloro che faticano in mezzo a voi, che vi sono preposti nel Signore e vi istruiscono, 13 e di tenerli in grande stima e di amarli a motivo della loro opera. Vivete in pace tra di voi.
       GUIDERÒ I MIEI FAMILIARI AFFINCHÉ SIANO BUONI MEMBRI DI CHIESA
Non dovrebbe sorprenderci l'analogia delle Scritture tra famiglia e chiesa. L'apostolo Paolo, in Efesini 5:22-30, scrive:
22 Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, come al Signore; 23 il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa, lui, che è il Salvatore del corpo. 24 Ora come la chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli devono essere sottomesse ai loro mariti in ogni cosa.
25 Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei, 26 per santificarla dopo averla purificata lavandola con l'acqua della parola, 27 per farla comparire davanti a sé, gloriosa, senza macchia, senza ruga o altri simili difetti, ma santa e irreprensibile. 28 Allo stesso modo anche i mariti devono amare le loro mogli, come la loro propria persona. Chi ama sua moglie ama se stesso. 29 Infatti nessuno odia la propria persona, anzi la nutre e la cura teneramente, come anche Cristo fa per la chiesa, 30 poiché siamo membra del suo corpo. 31 Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diverranno una carne sola. 32 Questo mistero è grande; dico questo riguardo a Cristo e alla chiesa. 33 Ma d'altronde, anche fra di voi, ciascuno individualmente ami sua moglie, come ama se stesso; e altresì la moglie rispetti il marito.
NEL VERSETTO 32 , L'APOSTOLO CHIARISCE LA RELAZIONE TRA CHIESA E FAMIGLIA:
 32 Questo mistero è grande; dico questo riguardo a Cristo e alla chiesa. 33 Ma d'altronde, anche fra di voi, ciascuno individualmente ami sua moglie, come ama se stesso; e altresì la moglie rispetti il marito.
Il testo biblico che continua in Efesini 6:1- 4
tratta il tema dei padri e dei loro figli:
Ef 6:1 Figli, ubbidite nel Signore ai vostri genitori, perché ciò è giusto. 2 Onora tuo padre e tua madre (questo è il primo comandamento con promessa) 3 affinché tu sia felice e abbia lunga vita sulla terra.
4 E voi, padri, non irritate i vostri figli, ma allevateli nella disciplina e nell'istruzione del Signore.
 Questi passaggi ci ricordano che, così come ci dobbiamo sacrificare in modo incondizionato per la nostra famiglia o amarla, dobbiamo anche amare la chiesa, dove Dio ci ha collocato.
I membri della nostra famiglia, come quelli della chiesa, non sono perfetti. Dobbiamo gioire di servire sia la nostra famiglia, sia la nostra comunità. Questi passaggi ci ricordano anche l'importanza della
famiglia per la chiesa. Dobbiamo incoraggiare la nostra famiglia a essere fedele alla comunità. Dovremmo pregare con i nostri familiari per la nostra chiesa.
In realtà, così come ci impegniamo ad amare i nostri cari, dovremmo anche esortarli ad amare intensamente anche la chiesa.
LA FAMIGLIA UNITA IN PREGHIERA PER LA CHIESA
Una delle molte lezioni che la Parola di Dio ci insegna , è quella di pregare con la mia famiglia per la chiesa ,  pregare e chiedere a Dio:
1) Potenza spirituale ( Per la chiesa e per la famiglia )
2) Protezione per non cadere nell'immoralità (Per la chiesa e famiglia )
3) Guida e sapienza per annunciare la Parola di Dio ( Per la chiesa )
4) Incoraggiamento per il loro servizio ( Per la chiesa e la famiglia )
5) Forza fisica; ( Per la chiesa e la famiglia )
6) Coraggio; ( Per la chiesa e la famiglia )
7) Discernimento; ( Per la chiesa e la famiglia )
8) Saggezza nella guida della chiesa. ( Per i conduttori )
9 ) Saggezza nelle scelte ( Per i famigliari )
Essere membro di chiesa ci offre la possibilità e l'onore di insegnare alla nostra famiglia ad amare la comunità tutta. Questo insegnamento ha inizio, spesso, proprio quando la famiglia si riunisce per pregare per la chiesa dove Dio ci ha posti.
LA FAMIGLIA UNITA PER ADORARE
Come membro di chiesa, sono responsabile di incoraggiare e guidare la mia famiglia a frequentare la chiesa e ad adorare insieme al resto dei credenti in una partecipazione attiva attraverso le preghiere e le testimonianze durante i culti.
Se sono sposato, cercherò di coinvolgere mia moglie.
Se sono padre, desidero coinvolgere i miei figli. I miei cari devono vedere che amo la mia comunità e che faccio tutto il necessario per il suo bene.
Molti membri di chiesa sono single. Non hanno nessun famigliare vicino, con cui venire in chiesa per adorare. Nonostante ciò, ci sono sempre persone che li osservano e vedono quanto amino la propria fratellanza.
Anche loro devono essere un esempio per gli altri.
La situazione è particolarmente delicata quando un membro di chiesa ha un familiare non credente o che lo osteggia con insistenza.
L'apostolo Pietro suggerisce una "strategia particolare che le mogli credenti possono adottare nei confronti dei loro mariti inconvertiti:
(I Pietro 3: 1 a 6)
1P 3:1 Anche voi, mogli, siate sottomesse ai vostri mariti perché, se anche ve ne sono che non ubbidiscono alla parola, siano guadagnati, senza parola, dalla condotta delle loro mogli, 2 quando avranno considerato la vostra condotta casta e rispettosa. 3 Il vostro ornamento non sia quello esteriore, che consiste nell'intrecciarsi i capelli, nel mettersi addosso gioielli d'oro e nell'indossare belle vesti, 4 ma quello che è intimo e nascosto nel cuore, la purezza incorruttibile di uno spirito dolce e pacifico, che agli occhi di Dio è di gran valore. 5 Così infatti si ornavano una volta le sante donne che speravano in Dio, restando sottomesse ai loro mariti, 6 come Sara che obbediva ad Abraamo, chiamandolo signore; della quale voi siete diventate figlie facendo il bene senza lasciarvi turbare da nessuna paura.
7 Anche voi, mariti, vivete insieme alle vostre mogli con il riguardo dovuto alla donna, come a un vaso più delicato. Onoratele, poiché anch'esse sono eredi con voi della grazia della vita, affinché le vostre preghiere non siano impedite.
L'apostolo Paolo, inoltre, tratta il tema del divorzio e della separazione in I Corinzi 7.
IN SOSTANZA, INFORMA IL CREDENTE CHE NON DOVREBBE MAI PRENDERE L'INIZIATIVA DI LASCIARE IL CONIUGE INCREDULO
 1° Corinzi 7 : 1 a 16
10 Ai coniugi poi ordino, non io ma il Signore, che la moglie non si separi dal marito 11 (e se si fosse separata, rimanga senza sposarsi o si riconcili con il marito); e che il marito non mandi via la moglie.
12 Ma agli altri dico io, non il Signore: se un fratello ha una moglie non credente ed ella acconsente ad abitare con lui, non la mandi via; 13 e la donna che ha un marito non credente, s'egli consente ad abitare con lei, non mandi via il marito; 14 perché il marito non credente è santificato nella moglie, e la moglie non credente è santificata nel marito credente; altrimenti i vostri figli sarebbero impuri, mentre ora sono santi. 15 Però, se il non credente si separa, si separi pure; in tali casi, il fratello o la sorella non sono obbligati a continuare a stare insieme; ma Dio ci ha chiamati a vivere in pace; 16 perché, tu, moglie, che sai se salverai tuo marito? E tu, marito, che sai se salverai tua moglie?
Paolo spiega una delle principali ragioni di questa esortazione:
lo sposo o la sposa credente è una testimonianza di Cristo, per il non credente e per i suoi figli.
In 1° Corinzi 7:14 che scrive: "...perché il marito non credente è santificato nella moglie, e la moglie non credente è santificata nel marito credente; altrimenti i vostri figli sarebbero impuri, mentre ora sono santi
 Essere credenti in una famiglia non cristiana può produrre solitudine. Di sicuro una persona si può sentire sola nell'andare in chiesa, mentre il suo coniuge resta in casa. Tuttavia, Dio dà a queste persone un CAMPO DI MISSIONE: LE PROPRIE FAMIGLIE.
Come i missionari che viaggiano per migliaia di chilometri al fine di portare la buona novella in un paese che non conosce il vangelo, questo credente è stato chiamato a portare la buona novella in casa sua.
Nella maggior parte dei casi, la persona credente è la sposa.
 Il marito la osserva con attenzione.
Le risposte che darà al suo sposo, avranno ripercussioni sulla sua testimonianza. Il suo amore per la chiesa e i suoi membri toccherà il cuore del marito.
La sposa credente può essere incisiva nel portare il marito a Cristo. La sua devozione, spesso, si manifesta nell'amore che mostra per la sua chiesa.
INNAMORATO PERDUTAMENTE DELLA SPOSA DI CRISTO
Come membro di chiesa, non devo limitarmi ad amare o servire bene la mia comunità. Devo innamorarmi profondamente dl lei.
Gesù è lo sposo e la Chiesa è la sposa. Il mio dovere è amarla con amore incondizionato e inalterabile,
Amare senza condizione non è sempre facile. Quando qualcuno è perfetto e soddisfa tutte le nostre apparenti necessità, è facile pensare di amarlo.
Ma è un amore unilaterale: l'unica cosa che conta sono io e le mie necessità.
L'amore incondizionato, invece, non dipende dalla risposta alle mie esigenze. Significa che il mio amore per la chiesa aumenterà anche quando non sarò d'accordo con qualcosa o avrò a che fare con persone sgradevoli. Nel momento in cui m'innamorerò ancora di più della mia chiesa, farò il possibile, con la capacità che viene da Dio, affinché la mia famiglia mi segua in questo sentimento e comportamento.
Pregheremo insieme per la famiglia , il pastore e i suoi collaboratori, e la fratellanza.
Se la nostra famiglia si facesse prendere dallo sconforto o si sentisse insoddisfatta nella nostra chiesa, ci ricorderemo che l'amore incondizionato non è sempre facile e che c'è stato qualcuno, esempio perfetto di questo amore: Gesù.
Lui ci ama nonostante i nostri peccati e mancanze ed è morto in cro-ce per noi.
(Romani 5:8).
"Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi"
                                           FINE  
 
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IL MESSAGGERO PARLA DI NOI

MESSAGGERO FOLIGNO
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OGGI 10.12.2016 AL BANCO ALIMENTARE

IL BANCO ALIMENTARE DELLA CHIESA

video 1      video 2

QUESTA MATTINA : RINGRAZIAMO IL SIGNORE :

IL BANCO ALIMENTARE DELL'UMBRIA ,

HA DONATO ALLA CHIESA 2.458 KG DI ALIMENTI ,

PRONTI PER ESSERE DISTRIBUITI

AI 200 ASSISTITI E SALTUARI

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LA SALVEZZA: IL PIANO DI DIO

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Gesu-l-unica-fonte-di-salvezzaLA SALVEZZA  : IL PIANO DI DIO
TESTI DA LEGGERE: Romani 3:23; Salmo 51:5; 1 Pietro 1:18, 19;
Efesini 2:1; Colossesi 1:13; Romani 8:2; Efesini 2:13;
Giovanni 3:3-8; 1:12,13; Romani 5:1; 1Tessalonicesi 5:23.
VERSO D'ORO:
« Chiunque avrà invocato il nome del Signore, sarà salvato »(Romani 10:13).
VERITA' CENTRALE : La salvezza è libero dono di Dio,
( DORE’A : dono immeritato ) acquistato per l'umanità mediante il sangue di Gesù e ricevuta per fede.
La salvezza non è ottenuta dall'uomo con le proprie opere; Efesini 2:8 a 9
E’ una  iniziativa divina in favore dell'uomo. Efesini 2: 13
 La parola fondamentale per designare la liberazione dell'uomo dal peccato è: salvezza.
Essa include tutta l'opera di Dio, dalla giustificazione alla glorificazione. Romani 5:1
Per la grazia di Dio, il peccatore, mediante la fede, è liberato dalla pena, dal potere e dalla presenza del peccato. 1 Pietro 1:18,19
La salvezza del credente è triplice: Romani 3:23 a 25
1) egli è salvato, per quel che riguarda il suo passato;
2) viene salvato nel presente;
3) sarà salvato nel futuro.
La salvezza è il rimedio di Dio per la malattia del peccato; è il metodo che Egli usa per preparare l'uomo a vivere con Lui in Cielo.
LA NECESSITA' DELLA SALVEZZA
Romani 3:23
La Bibbia insegna chiaramente che tutti gli uomini sono peccatori.
Le evidenze del peccato sono dovunque. Leggi trasgredite e cuori spezzati parlano della Caduta dell'uomo.
Malattie e morte sono i risultati del peccato.
Romani 5.12
L'influenza maligna del peccato ha infettato l'intera creazione.
Romani 8:18 a 23
Nessuno è sfuggito al segno della Caduta.
Che cos'è  il peccato?
La Bibbia dice che il peccato è l'allontanamento dal modello divino; E’:
una caduta o una deviazione dalla verità e dalla giusta via
DIO IN CRISTO DESIDERA RICONCILIARE L’UOMO A SE
2 Corinzi 5:17 A 21 ; Efesini 1:7;
 La Scrittura dice ancora che il peccato è:
violazione della legge.       1 Giovanni 3:4
L'uomo è peccatore.
Il peccato è condannato da Dio; perciò, tutti i peccatori sono
 perduti. Romani 3:23 a 24
La sola speranza, per l'uomo, è di trovare un aiuto al di fuori di sé; perché è assolutamente impotente a salvare se stesso. Se egli deve sfuggire alla morte che è il « salario del peccato »,
Romani 6:23 perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.
deve avere per sé la grazia salvifica di Dio; deve ricevere la salvezza. Giovanni 3:15 a 17 .
IN CHE CONSISTE LA SALVEZZA
Salvezza è una parola meravigliosa, ma molte persone, anche credenti, non conoscono chiaramente il suo significato.  E' una delle  grandi dottrine della Bibbia; ed è l'inizio dell'esperienza cristiana.
La salvezza può essere descritta come:Redenzione dal peccato. La redenzione dal peccato richiedeva la morte mediante lo spargimento di sangue. L'unico prezzo adeguato per soddisfare le esigenze della Legge, trasgredita dagli uomini, è il sangue del Golgota. Mediante il sangue,
versato da Gesù, si è liberati dalla schiavitù del peccato
Romani 3:25 Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato,
 Romani 5:9 Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall'ira.
 Romani 11:14 sperando in qualche maniera di provocare la gelosia di quelli del mio sangue, e di salvarne alcuni..
 Ef 2:13 Ma ora, in Cristo Gesù, voi che allora eravate lontani siete stati avvicinati mediante il sangue di Cristo.
 1P 1:18 a 21 18 sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai vostri padri, 19 ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia. 20 Già designato prima della fondazione del mondo, egli è stato manifestato negli ultimi tempi per voi; 21 per mezzo di lui credete in Dio che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria affinché la vostra fede e la vostra speranza siano in Dio.
 Resurrezione dai morti. Gli uomini possono essere vivi sul piano morale e fisico, ma spiritualmente sono morti.
Tutti gli uomini sono nel cimitero del peccato, ma Cristo è venuto per dare la vita spirituale. Quando l'uomo crede in Lui, Egli lo risuscita dalla tomba della morte spirituale e gli dà la vita divina.
Efesi 2:1 Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, 2 ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l'andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell'aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli. 3 Nel numero dei quali anche noi tutti vivevamo un tempo, secondo i desideri della nostra carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei nostri pensieri; ed eravamo per natura figli d'ira, come gli altri. 4 Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, 5 anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati), 6 e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù, 7 per mostrare nei tempi futuri l'immensa ricchezza della sua grazia, mediante la bontà che egli ha avuta per noi in Cristo Gesù.
8 Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. 9 Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; 10 infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo.
Liberazione dalle tenebre. La Bibbia dipinge a fosche tinte la degradazione dell'uomo che vive nelle tenebre del peccato. Il peccato ha dato inizio a un processo di degenerazione, che è destinato a finire nel giudizio. Poiché l'uomo si è allontanato da Dio, Egli lo ha abbandonato a se stesso lasciandolo in preda alla sua malvagità. Come risultato di ciò, l'uomo è immerso nelle tenebre. A causa del peccato egli è totalmente incapace di capire le realtà spirituali, ma la salvezza gli può aprire gli occhi; e per la grazia di Dio egli può passare dalle tenebre alla luce.
Giovanni 3: 14 «E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell'uomo sia innalzato, 15 affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna. 16 Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. 17 Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18 Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. 19 Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. 20 Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte; 21 ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio».
 Colossesi 1:13 Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio.
Atti 26.9 a 20
Liberazione dalla cattività. Il peccatore è schiavo del peccato e di Satana; è legato da grosse catene e ben presto scopre l'impossibilità di spezzarle. Non può fare nulla per liberarsi, ma Cristo lo può liberare dal dominio del peccato e dalla schiavitù sotto Satana. Il peccatore, ponendo la fede nei meriti salvifici di Cristo, viene liberato. Viene liberato dal peccato per godere dello amore del Salvatore e per servirLo. Tutto ciò è messo da Dio a disposizione di quanti vogliono essere salvati.
 Apocalisse 1: 4 Giovanni, alle sette chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che sono davanti al suo trono 5 e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra.
A lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, 6 che ha fatto di noi un regno e dei sacerdoti del Dio e Padre suo, a lui sia la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.
Ritorno dall'esilio. A causa del peccato, l'uomo è stato se-parato da Dio. La Bibbia parla di questa sua posizione come di uno che è « molto lontano ». La Caduta ha esiliato Adamo ed Eva dal giardino di Eden. Da allora l'uomo è vissuto nell'esilio, lontano da ogni comunione con Dio. Cristo, mediante il Calvario, ha posto rimedio a questa triste condizione. La salvezza, per così dire, ricon-duce l'uomo a casa, con Dio; è un ritornare dall'esilio, per vivere in gloriosa comunione col Signore.
Ef 2:13 Ma ora, in Cristo Gesù, voi che allora eravate lontani siete stati avvicinati mediante il sangue di Cristo.
5 PASSI PER LA SALVEZZA
 LE CONDIZIONI PER LA SALVEZZA
 1) LA FEDE : CREDEDRE
Romani 10:16 Ma non tutti hanno ubbidito alla buona notizia; Isaia infatti dice:
«Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione?»
 Romani 10:17 Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo.
 2) Ravvedimento
E' stato definito il vero dolore del peccato con lo sforzo
     sincero di abbandonarlo
( RIENTRARE IN SE STESSI E  
CONSIDERARE LA PROPRIA CONDIZIONE
Il ravvedimento è quell'atto in cui il peccatore preso da un profondo sentimento del suo peccato , dopo essere venuto a conoscenza della grazia di Dio in Cristo con dolore e odio verso il peccato si rivolge a Dio con l'intera personalità :
Con la mente
 L'emotività
 La volontà
   Luca 15:16 Ed egli avrebbe bramato riempirsi il corpo de' baccelli che i porci mangiavano, ma nessuno gliene dava.
Luca 15:17 Ma rientrato in sé, disse: Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza, ed io qui mi muoio di fame!
Luca 15:18 Io mi leverò e me n'andrò a mio padre, e gli dirò: Padre, ho peccato contro il cielo e contro te:
Luca 24:45 Allora aprì(Gesù) loro la mente per capire le Scritture e disse loro:
Luca 24:46 «Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno,
Luca 24:47 e che nel suo nome si sarebbe predicato il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme.
 Atti 2:37 Udite queste cose, essi furono compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Fratelli, che dobbiamo fare?»
 Atti 2:38 E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.
ATTI 3:19 ; 17:30 ; LUCA 3:8
 2Pietro 3:9 Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento.
3) PENTIMENTO : E' legato al RAVVEDIMENTO
Rivolgersi a Dio e provare dolore per il peccato commesso , ravvedersi e quindi cambiare vita
IL PENTIMENTO IMPLICA
1)  Conoscenza del peccato
2)  Profondo dolore
3)  Abbandono del peccato
 4) CONFESSIONE
1Giovanni 1:9 Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquità.
 5) CONVERSIONE : convergere , cambiare rotta
    Il termine conversione significa convergere verso Dio è strettamente legata la ravvedimento e al pentimento
Atti 3:19 Ravvedetevi dunque e convertitevi, onde i vostri peccati siano cancellati,
 E' LOPERA DELLO SPIRITO SANTO
Giovanni 16:7 Pure, io vi dico la verità, egli v'è utile ch'io me ne vada; perché, se non me ne vo, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vo, io ve lo manderò.
Giovanni 16:8 E quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia, e al giudizio.
 LA GIUSTIFICAZIONE
 La natura della Giustificazione: ASSOLUZIONE DIVINA
La parola «giustificare» è un termine giuridico che significa «assolvere», dichiarare giusto, emettere sentenza di assoluzione. L'immagine è presa dalle relazioni legali: il colpevole sta ritto davanti a Dio, il giusto Giudice ma, invece di una sentenza di condanna, riceve una sentenza di assoluzione.
Essere «giustificati», o «giusti», significa essere accettati da Dio: una condizione in cui si entra per fede.
È un dono gratuito di Dio, reso possibile attraverso la fede in Cristo (Romani 1:16,17;
16 Infatti non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede; del Giudeo prima e poi del Greco; 17 poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, com'è scritto: «Il giusto per fede vivrà».
 Romani 3:21,22 ). È lo stato nel quale si trova il credente
21 Ora però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, della quale danno testimonianza la legge e i profeti: 22 vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti coloro che credono - infatti non c'è distinzione: 23 tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio - 24 ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù
(Romani 5:1,2). Nonostante il suo passato peccaminoso e la sua
presente imperfezione, il credente ha una posizione sicura in relazione a Dio; «giustificato»
Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, 2 mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio;
“ Giustificato “ è il verdetto di Dio e nessuno può contraddirlo (Romani 8:33 a 39).
33 Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. 34 Chi li condannerà? Cristo Gesù è colui che è morto e, ancor più, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi. 35 Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? 36 Com'è scritto:
«Per amor di te siamo messi a morte tutto il giorno;
siamo stati considerati come pecore da macello».
37 Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati. 38 Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, 39 né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.
La dottrina della giustificazione,,è stata definita come segue:
 «La giustificazione è un atto della gratuita grazia di Dio, per il quale Egli perdona tutti i nostri peccati e ci accetta come giusti agli occhi Suoi unicamente per la giustizia di Cristo, ricevuta solamente per fede».
La giustificazione, prima di tutto, è un mutamento di posizione del peccatore: mentre prima era condannato, ora è assolto; mentre prima era sotto la condanna divina, ora è oggetto della lode divina.
La giustificazione include qualcosa di più che il perdono dei peccati e la rimozione della condanna; all'atto della giustificazione, Dio pone il colpevole nella posizione di un giusto.
il governatore di uno Stato può perdonare un criminale, ma non può ristabilirlo nella condizione di uno che non abbia mai violato la legge. Iddio invece può fare entrambe queste cose: Egli cancella il passato con i suoi peccati e le sue colpe, poi tratta l'individuo come se non avesse mai commesso alcun peccato in vita sua! Un criminale perdonato non viene considerato o definito come uomo perbene e giusto; ma quando Dio giustifica il peccatore, lo dichiara giustificato, cioè giusto davanti a Sé. Non vi è giudice che possa legalmente giustificare un criminale, cioè dichiararlo uomo perbene  e giusto; Paolo ci assicura che Dio ha giustificato gli empi. « il miracolo dell'Evangelo è che Dio va agli ingiusti con una misericordia che è allo stesso tempo giustizia e consente loro per la fede, nonostante ciò che essi sono, di entrare in una nuova relazione con Lui, una relazione resa possibile dalla Sua divina bontà. Tutto il segreto del cristianesimo del Nuovo Testamento, di ogni risveglio religioso e di ogni riforma nella Chiesa, consiste nel meraviglioso e glorioso paradosso:
Romani 4:5 "Dio giustifica gli empi"».
Vediamo dunque che la giustificazione è prima una sottrazione :
 La cancellazione dei peccati,
  e poi un'addizione,
L’attribuzione ( dare , assegnare , conferire : un premio, una ricompensa , un dono )  della giustizia.
LA NUOVA NASCITA 
Giovanni 3:1 a 8
C'era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. 2 Egli venne di notte da Gesù, e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi segni miracolosi che tu fai, se Dio non è con lui». 3 Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio». 4 Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?» 5 Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito. 7 Non ti meravigliare se ti ho detto: "Bisogna che nasciate di nuovo". 8 Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito».
 TESTI DA LEGGERE: Giovanni 3:3; Matteo 18:3; Giovanni 1:12, 13; 3:9; 2 Corinzi 5:17. VERSO D'ORO: « Gesù gli rispose dicendo: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio » (Giovanni 3:3).
VERITA' CENTRALE: Non c'è salvezza reale senza la trasformazione spirituale della rigenerazione ( NUOVA NASCITA )
Non c'è salvezza senza la trasformazione spirituale della
Rigenerazione ( nuova nascita ). La dottrina della rigenerazione
( nuova nascita )  è presentata in tutto il Nuovo Testamento; non è una dottrina particolare di Giovanni o di Paolo. Tutto il Nuovo Testamento la insegna con grande chiarezza dal Sermone sul Monte, ai Vangeli e alle Epistole. Il vangelo di Giovanni è ricco di insegnamenti intorno alla rigenerazione o nuova nascita, come la si chiama comunemente. Il terzo capitolo di Giovanni è l'esempio classico di questo insegnamento.
LA NECESSITA' DELLA NUOVA NASCITA
Gesù disse: (Giovanni 3:3). « In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio » Questo versetto della Scrittura significa esattamente quel che af-ferma; una via e una sola conduce al giusto rapporto con Dio che dà la salvezza. L'uomo deve essere rigenerato, nato di nuovo. Il solo accesso nella vita cristiana è attraverso la porta della rigene-razione, la quale è l'atto con cui Iddio impartisce la natura divina al peccatore pentito e credente, e questi diventa un figliuolo di Dio.
NOTA : In molti ambienti tradizionali delle chiese, prevale l'insegna-mento che tutti coloro che vivono in una nazione, per così dire, cristiana e frequentano una chiesa, sono cristiani. Ma ciò è ben lontano dalla verità. Non si è seguace di Cristo né membro del Regno di Dio soltanto perché si vive in una nazione, per così dire, cristiana o si frequenta una chiesa. Ragionare in tal modo è fare cristiani anche assassini, adulteri e ladri.
 Un altro falso insegnamento è quello che include tutti gli uomini nel Regno di Dio in quanto esso sostiene che Dio è il padre di tutti. Invece, l'uomo è creatura di Dio; ma, a causa della disubbidienza, è diventato un figliuolo del diavolo :
1 Giovanni 3: 9 a 10 : 9 Chiunque è nato da Dio non persiste nel commettere peccato, perché il seme divino rimane in lui, e non può persistere nel peccare perché è nato da Dio. 10 In questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio; come pure chi non ama suo fratello.
Solo mediante la potenza rigeneratrice di Dio si può diventare un figliuolo di Dio.
Giovanni 1:12 ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome,
Efesi 2:1°  Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, 2 ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l'andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell'aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli. 3 Nel numero dei quali anche noi tutti vivevamo un tempo, secondo i desideri della nostra carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei nostri pensieri; ed eravamo per natura figli d'ira, come gli altri. 4 Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, 5 anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati), 6 e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù,
 Le anime oneste e in cerca della verità saranno pronte ad ammettere che gli uomini sono peccatori. Il male che circonda gli uomini non è il risultato di ambienti deprimenti, di rovesci
economici, di difficili condizioni sociali, di disadattamenti psicologici. Tutte queste situazioni contribuiscono alla distretta dell'ordine
sociale, ma in ogni dove il vero problema è causato dal peccato insito nel cuore di ogni uomo. « Tutti hanno peccato », sia che si tratti di coloro che godono dei maggiori vantaggi, che la vita possa offrire, sia che si tratti di coloro cui è stata negata la maggior parte delle cose buone della vita. Quasi tutti sarebbero d'accordo sul fatto che le persone estremamente malvage hanno bisogno della salvezza di Dio. Ma Gesù ha detto: « Bisogna che nasciate di nuovo » a Nicodemo, un uomo retto, uno dei capi religiosi d'Israele. Gesù considerava, e considera, la rigenerazione, la nuova na-scita, come l'esperienza più importante ed essenziale della vita umana.
 IL SIGNIFICATO DELLA NUOVA NASCITA ( RIGENERAZIONE )
La  nuova nascita, non è conoscenza, giacché si tratta di una nuova nascita.
La nuova nascita, non è una semplice riforma di vita, un semplice voltar pagina.
Una riforma di vita può rendere gli uomini cittadini rispettabili, ma non certo cittadini del Regno dei Cieli.
Una riforma di vita non produce la nuova nascita, ma la nuova nascita porta con sé una riforma di vita.
La nuova nascita e non è nemmeno appartenere ad una chiesa. Molte chiese accettano come membri anche dei peccatori. Inoltre, La nuova nascita  non è neppure partecipare alla Cena del Signore o accettare il battesimo in acqua.
 Ma la nuova nascita, Dal punto di vista divino, è il totale cambiamento dell'individuo. Dal punto di vista umano è chiamato conversione.
 La nuova nascita  viene  dall'Alto
Non è una potenzialità umana che possa essere sviluppata mediante un qualche processo;
 Giovanni 1:11 È venuto in casa sua e i suoi non l'hanno ricevuto; 12 ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome,
13 i quali non sono nati da sangue,
 (il greco traduce : aimàton
Il latino Ex sanguinibus: sangui : tradotto in italiano al singolare con : sangue,  rappresenta lo scambio del DNA dei genitori nell’atto sessuale,la nuova nascita non si trasmette dai genitori , )
 né da volontà di carne, ( auto convincimento )
né da volontà d'uomo, ( per mezzo di un uomo: psicologo e…..
ma sono nati da Dio.
 ma è qualcosa che viene operato nell'uomo dallo Spirito Santo. Rigenerazione significa creazione del tutto nuova. Iddio non si limita a infondere nella vecchia creazione una nuova forza; Egli opera una nuova creazione, impartendo la natura divina. La rigenerazione è una nascita spirituale; è un mutamento assoluto. Gli appetiti della vita vecchia con le sue abitudini sono sostituiti da nuovi desideri, poiché chi è nato di nuovo, ad opera dello Spirito, vive una vita nuova.
 I MEZZI DELLA RIGENERAZIONE
La nuova nascita  ha un aspetto divino e un aspetto umano. Da parte divina quattro sono i mezzi che concorrono alla nuova nascita:
 1) La volontà di Dio;       2 Corinzi 5:17,19 ; Colossesi 1:20 ; 2:14
 2) L’opera  di Cristo;      1 Pietro 1.18 a 20 ; 1 Giovanni 5: 6 a 8
 3) la Parola di Dio;     Giovanni 15:3 ; 17:17 : 1 Pietro 1:23
 4) L’opera dello Spirito Santo.    Tito 3:5
 L'uomo nasce di  nuovo per « volontà di Dio ». La meraviglia di tutti i tempi sta proprio in questo, che Dio, per Sua libera scelta, abbia elette persone a diventare eredi della salvezza eterna mediante la fede nell'opera del Suo Figliuolo sulla croce. Iddio ha preparato ed ha portato a compimento la salvezza di propria volontà. L'opera espiatoria di Cristo è la base della salvezza dell'uomo. La morte di Cristo sulla croce non può guarire la malattia del pec-cato che è in lui fino a che la potenza di guarigione e di purificazione divina non entra in lui. E per questo è necessaria la nuova nascita. 2 Si è rigenerati mediante là « Parola di verità ». Il germe vitale racchiuso nella Parola di Dio, quando è accolto nel terreno ben preparato di un cuore credente, produce e sviluppa vita.
 Si considerino queste parole della Bibbia:
 1) « Rigenerati da seme incorruttibile »;
1Pietro 1:23 perché siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, cioè mediante la parola vivente e permanente di Dio.
 2) « chi ascolta la mia Parola e crede »;
Giovanni 5:24 In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.
 Romani 10.17 « Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo. »;
 Eb 4:12 « la Parola di Dio è vivente, ed efficace ». ,...
 Lo Spirito Santo è l'Agente che opera insieme con la Parola di Dio e il sangue di Cristo per attuare la volontà di Dio nella rige-nerazione di qualcuno. La nuova nascita è l'inserimento della vita, mediante il soffio stesso di Dio, in un essere umano. L'opera dello Spirito è presente, anche se non può essere osservata, nell'atto di fede in Cristo. Paolo la descrive come un'esperienza di
 purificazione, « il lavacro della rigenerazione », Tito 3:5
 e un'esperienza di una nuova vita data da Dio
« il rinnovamento dello Spirito Santo ». Tito 3:5
 Due fatti bisogna ricordare a proposito della rigenerazione.
 Il primo è l'efficacia dell'azione di Dio;
 il secondo è l'azione dell'uomo.. Per quello che riguarda la parte dell’uomo ,nella nuova nascita  bisogna notare che l'uomo deve:
 1) Ravvedersi
 2) Riconoscere il proprio peccato;
 3) Confessare il proprio peccato e abbandonarlo; 
 5) Credere al Vangelo
 6) Accettare Cristo
 IL MISTERO DELLA RIGENERAZIONE
Nessuno può comprendere appieno l’opera della
 Nuova Nascita . Essa è un mistero; è al di là dell'osservazione umana. Anche la nascita fisica è un mistero. Donde e in che modo viene nel nuovo essere lo « spirito »? C'è una immensa differenza fra un bimbo nato morto e uno che nasce vivo e vitale. Nel secondo caso si ha una manifestazione di vita, nel primo no. Anche la nuova nascita è avvolta nel mistero. Si hanno insegnamenti che permettano di comprendere il miracolo della nuova nascita, ma ancora di più si ha il privilegio di credere e di accettare questo grande miracolo di Dio. L'opera dello Spirito nella Nuova Nascita  può essere paragonata al vento.
 Giovanni 3:8 Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito».
 L'uomo non può influire sulla direzione del vento, perché esso è mosso da una forza ben superiore alla sua. I movimenti del vento sono reali, ma allo stesso tempo misteriosi. Esso è invisibile, segreto, incomprensibile; ma se ne può udire il suono, se ne può sentire la forza, osservare l'azione e vederne gli effetti. La rigenerazione è invisibile e incomprensibile; ma può essere sperimentata, e i suoi risultati possono diventare manifesti, ed essere veduti e uditi da tutti. Supera la capacità dell'uomo di com-prenderla e di spiegarla, ma ne può raccoglierne benefici eterni se è disposto ad accettarla.
 I MOLTEPLICI EFFETTI DELLA RIGENERAZIONE
Coloro che sono rigenerati fanno l'esperienza di un cambiamento totale. La loro natura cambia, poiché essi diventano
 « partecipi della natura divina ». 2 Pietro 1:4
 La loro vita cambia, perché essi vengono ristabiliti nella comunione con Dio. I loro desideri mutano, perché essi vedono il mondo come lo vede Iddio e valutano le situazioni e le cose, almeno in parte, nella prospettiva di Dio. C'è un mutamento di direzione, non solo per quel che riguarda la loro esistenza in questo mondo, ma anche la loro eternità.
 Quelli che hanno fatto l'esperienza della nuova nascita, guardano oltre le cose che si vedono e che sono soggette a mutare, alle cose che non si vedono e che sono eterne.
 2 Corinzi 4:18 mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne.
La Nuova Nascita  è un'opera sovrana, un'opera segreta, una opera che si rivela da sé. Non è possibile spiegarla in termini
scientifici; si può anche non essere capaci di esprimerla in termini filosofici d'umana sapienza, ma si può farne l'esperienza, e
dimostrare la grazia e la potenza di Gesù Cristo con l'esempio di una vita trasformata.
 A Dio sia la glori

                                             La Santificazione

Introduzione

Il termine greco Hagiazo ha il significato di:  far santo, mettere da parte, dedicare, purificare l’altra parola Hagiasmos assume il significato di: santità, separazione dalle cose mondane, e quindi santificazione. Ciò per specificare che le componenti essenziali della santificazione sono l’allontanamento del cristiano da qualsiasi cosa lo possa portare a commettere atti peccaminosi e la dedicazione verso le cose di Dio. La santificazione si rivela importante e fondamentale per il cristiano, il quale, non può sottovalutarla, in quanto costituisce un’ azione completa di Dio. Egli agisce, mediante lo Spirito Santo, per santificare il credente fin dall’inizio del suo rapporto con Lui (Dio); infatti è scritto: “Parla a tutta l’assemblea dei figli d’Israele e dì loro: "Siate santi, perché io l’Eterno, il vostro Dio, sono santo" Levitico 19:2 ed ancora: “Poiché sta scritto: "Siate santi, perché io sono santo" 1° Pietro 1:16.

ORIGINE DELLA SANTIFICAZIONE

L’origine della santificazione coincide con il sacrificio di Cristo mediante il suo intervento redentivo. Questo intervento includeva, sicuramente la nostra nettatura dal peccato, infatti troviamo scritto nella Parola di Dio: “ Il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo speciale, zelante nelle buone opereTito 2:14. Tutto il Nuovo Testamento dichiara questo concetto, ovvero, che Gesù Cristo è stato fatto nostra santificazione, infatti leggiamo: “ Ora grazie a lui siete in Cristo Gesù, il quale da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione “ 1° Corinzi 1:30 (vedi anche Efesini 5:25, 26; Ebrei 10:10; 13:12;

                                                        1°Giovanni 1:7).

Quindi il sacrificio vicario di Gesù Cristo non era soltanto un evento legittimante ma potentemente santificativo. Infatti egli si sacrificò, mediante la croce, affinché chiunque avrebbe creduto in lui, potessero assumere una caratteristica santificativa, senza peccato e senza difetto alla presenza di Dio, infatti è scritto: “ Ora vi ha riconciliati nel corpo della sua carne, mediante la morte, per farvi comparire davanti a sé santi, irreprensibili e senza colpa “ Colossesi 1:22. La santificazione scaturisce dal nostro legame con Dio in Cristo, ottenuta mediante il sacrificio vicario di Gesù sulla croce; essa sorge dalla nostra relazione con Dio attraverso Cristo. Infatti le scritture ci dicono: " Costoro infatti ci corressero per pochi giorni, come sembrava loro bene, ma egli ci corregge per il nostro bene, affinché siamo partecipi alla sua santità."      Ebrei 12:10.  

 

 

 

L’ESSENZA DELLA SANTIFICAZIONE

Meditando le scritture, alcuni temi sulla santificazione, assumono un significato ben definito.

Un modo di vivere tangibile: Tutto quello che concerneva l’adorazione ed il servizio di culto verso Dio, nel Vecchio Testamento, fu definito santo, onde per cui, la vocazione sacerdotale, il tempio, gli altari, l’olio per ungere, le grandi celebrazioni come la Pentecoste, la Pasqua ed il Sabato, fondamentalmente, erano santi. La santità fu attribuita alle persone ed alle cose appartate per il servizio a Dio. Nel Nuovo Testamento, troviamo la stessa concezione oggettiva della santificazione, in alcuni passi viene vista come strutturale con una relazione efficace con Dio, ovvero che il credente è consacrato a Dio e gli appartiene. In merito a ciò, egli viene definito santo leggiamoo Atti 9:13; Romani 8:27; 12:13; 15:25; 1°Corinzi 6:1. La morte di Cristo costituisce il punto di partenza per un cristiano per raggiungere una completa santificazione. I credenti sono messi a parte per il Signore per le qualità attribuite al sacrificio di Cristo Gesù nella loro vita; in conseguenza di ciò, i cristiani sono messi a parte " in Cristo" come conseguenza del loro credere in Lui, in Ebrei sta scritto: " per mezzo di questa volontà, noi siamo santificati mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre "

                                                                                 Ebrei 10:10.

Una consapevolezza personale: La Parola di Dio ci dice che la santificazione costituisce più di un nuovo modo di essere o un nuovo atteggiamento in rapporto con Dio, ma è anche una questione di cuore. La santificazione conquistata da Cristo per i credenti significa l’essere appartati per servire Dio, che sicuramente costituisce un esperienza personale e soggettiva, che porta un risultato importante e concreto su coloro che si sono santificati. La santificazione è assegnata, ai credenti, mediante lo Spirito Santo. In considerazione di questo il credente è rinnovato nella sua somiglianza a Gesù Cristo (leggi Romani 8:29); lo stato spirituale del credente viene cambiato al suo nuovo stato, Cristo è nel credente come è pure per lui. La santificazione, verificata in qualità di esistenza soggettiva, ha come fondamento l’unione spirituale con Cristo, attraverso la sua morte e resurrezione. L’Apostolo Paolo nell’Epistola ai Romani 6:23 parla della morte e della resurrezione del credente con Cristo che comporta un nuovo modello di vivere. Il vecchio uomo è crocifisso con Cristo e risorge in novità di vita

(leggi i versetti 4 e 5 del capitolo medesimo)…….questo morire e resuscitare spirituale costituisce un esperienza interiore che comporta risultati esteriori con la fine della vecchia vita e la concomitante nuova esistenza in Cristo.

Un'opera di Dio: In 1° Tessalonicesi 5:23 leggiamo: " Ora l’Iddio della Pace vi santifichi egli stesso completamente; e l’intero vostro spirito, anima e corpo siano conservati irreprensibili per la venuta del nostro Signore Gesù Cristo". Da questo versetto leggiamo chiaramente come Dio abbia un ruolo determinante nel processo di santificazione, egli separa il credente dal peccato per portarlo a sé; rimodellandone la natura, affinché possa compiere Sua volontà. Gesù nella preghiera sacerdotale (vedi Giovanni 17:17) usa l’espressione " santificali nella tua verità" egli pregò il Padre per i suoi discepoli, questa espressione evidenzia che il cristiano è santificato nella verità di Dio, attraverso il Suo Figliuolo Gesù Cristo, è sicuramente lo Spirito Santo, compie un’opera determinante per il conseguimento di tale obiettivo. Egli (lo Spirito Santo) guida i cristiani, attraverso la santificazione, a non gratificare i desideri carnali……infatti sta scritto: "Or io dico: Camminate secondo lo Spirito e non adempirete i desideri della carne" Galati 5:16.

Quindi la nostra santificazione ha una estensione energica volta ad una relazione efficace e continua con Dio, dove lo Spirito Santo cambia la nostra esistenza e dispone importanti motivazioni per una valida vita in Cristo. Il cristiano viene ad essere trasformato a somiglianza di Gesù Cristo mediante la potenza dello Spirito Santo. Egli cambia il nostro carattere e il nostro comportamento portando frutti importanti nella nostra vita

(Galati 5:22,23), portando una potente testimonianza agli altri.

Un dovere per il cristiano: Mentre l’opera di Dio è fondamentale riguardo al piano relativo alla santificazione, e, mentre, l’opera dello Spirito Santo, assume un importanza cruciale, è allo stesso modo determinante, la volontà del credente, il quale permette una realizzazione pratica della santificazione. Infatti nel Vecchio Testamento, Dio consacrava il suo popolo (Esodo 31:13), ma è altresì vero che ordinò nel contempo, al popolo, di consacrarsi a Lui (Numeri 11:18). Egli vuole che il credente replichi, a questa opera santificativa da parte di Dio, ricercando e mettendo in pratica una conduzione santa e irreprensibile della propria vita. I santificati in Cristo Gesù sono chiamati a vivere una vita di santità: " In virtù di questa <<volontà>> siamo stati santificati, mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre" Ebrei 10:10 ed ancora "

Ebrei 12:14 , 15 “Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore; vigilando bene che nessuno resti privo della grazia di Dio; che nessuna radice velenosa venga fuori a darvi molestia e molti di voi non ne siano contagiati". In questo passo, è implicitamente scritto che è un dovere ed un impegno del cristiano: quello di avere una condotta personale adeguata. Poiché tramite una vita condotta sul binario della disciplina il cristiano può permettere a Dio di lavorare nella sua vita, e nel contempo, progredire nel cammino della santificazione. In Filippesi 2:12,13 tale verità viene evidenziata dall’Apostolo Paolo: "Perciò, miei cari, come mi avete sempre ubbidito non solo quando ero presente, compite la vostra salvezza con timore e tremore, Poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l’operare, per il suo beneplacito." Non esistono sentieri alternativi per raggiungere la santità e l’essenza spirituale, ogni lato del nostro carattere e della nostra vita, deve essere basato su Cristo.

L’Apostolo Paolo sollecitò i cristiani di quel tempo a deporre i desideri della loro carne ed a morire a se stessi camminando per lo Spirito (leggi Romani 8:13; Galati 5:16,24).

La Parola di Dio, quando usa il termine <<carne>> vuole significare la personalità e l’essenza umana, che quando va in decadenza;si trova in uno stato che dispiace a Dio!.

L’Apostolo Paolo definì questa natura peccaminosa , decadente, come vecchio uomo (Efesini 4:22,24; Colossesi 3:9,10).

Il credente deve essere risoluto nell’ opporsi alla vecchia natura, in quanto che essendo stato da liberato da Cristo, sulla croce, dal peccato e dalla potenza malvagia, deve crocifiggere il vecchio uomo, in maniera da togliere l’influenza del peccato nella propria vita (Romani 6:2-6,14). Quindi, come si diceva, ogni cristiano è chiamato a detronizzare il suo vecchio io: "Fate dunque morire ciò che in voi è terreno: fornicazioni, impurità, passioni, desideri cattivi e cupidigia, che è idolatria" (Colossesi 3:5)…..ed ancora "Poiché se voi vivete secondo la carne voi morrete; ma se per mezzo dello Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete (Romani 8:13). L’espressione "far morire" nel greco neotestamentario Nekrosante assume il significato di una rottura definitiva e totale dalla vita del vecchio uomo, questo naturalmente esige un azione risolutiva da parte del credente, affinché egli (il credente) possa incamminarsi verso la santificazione ed incentrare la propria vita in Cristo. Un'altra espressione greca Thanatoùte (Thanatuoute): " mettere a morte" ha il significato di continuare a mettere a morte il vecchio uomo, questo implica un controllo continuo sulla vecchia natura, affinché non prendi il sopravvento, e, facendo ciò, si vive ,manifestando un azione continuativa verso il vecchio uomo in modo tale da non permettere che possa provocare seri danni alla condotta cristiana. Il cristiano che muore al peccato, vive nella giustizia (1° Pietro 2:24) questo significa essere rivolti alla santità. La prerogativa positiva della santificazione si manifesta in una vita imperniata sul carattere di Cristo. Questo modo di conduzione della vita, deve essere identificato in un impegno costante e intero nel servizio e nell’ubbidienza a Dio accompagnato da un alto senso per la giustizia. Infatti Gesù disse che saranno beati coloro che sono affamati e assetati di giustizia (Matteo 5:6; 6:33), coloro che vivono questo sentimento sono spinti ad una volontaria consacrazione verso Dio. Paolo replica, inoltre, che i cristiani dovrebbero essere membri rivolti alla giustizia, per la santificazione (Romani 6:19); avvenuto questo si porta un evidente frutto santificativo (6:22), quando ci consacriamo a Dio, diventiamo Sua esclusiva proprietà, al fine di poter essere utilizzati per il Suo servizio. Di questo processo di rinnovamento, ne è coinvolta anche la nostra mente, in quanto viene rinnovata per servire Dio. Il cristiano diventa un uomo nuovo rivestito di santità e giustizia (Efesini 4:4) mediante una santa condotta

(1°Pietro 1:15). Per ottenere una vita imperniata nella santità, nella giustizia e su una condotta santa, dobbiamo ricercare un rapporto continuo ed intimo con Cristo (Giovanni 15:4), una comunione con i credenti

(Efesini 4:15,16), una particolare dedizione alla preghiera

(Matteo 6:5-15,16),

rinnegare se stessi, prendendo (quotidianamente) la propria croce, seguendo Gesù (Luca 9:23) ed un ubbidienza continua per essere ripieni dello Spirito Santo(Romani 8:14; Efesini 5:18).

GLI STRUMENTI DELLA SANTIFICAZIONE

La Parola di Dio: Come descritto in precedenza tutti i credenti sono chiamati a condurre una vita santa. La Parola di Dio è uno degli strumenti, per far si che questo possa accadere

(Giovanni 17:17). La Parola esegue due duplici azioni: preserva dal peccare e purifica ; infatti sta scritto: "Ho conservato la tua parola nel mio cuore, per non peccare contro di te"

Salmo 119:11…..ed ancora "Come può il giovane rendere la sua via pura? Custodendola con la tua parola" Salmo 119:9 ed inoltre "Voi siete già mondi a motivo della Parola che vi ho annunziata" Giovanni 15:3. Dio agisce mediante la sua parola, l’autorità della Parola di Dio può risultare determinante nella vita del credente , essa , dice Paolo, " è utile ad insegnare, a convincere, a correggere ed a istruire nella giustizia, affinché l’uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni opera buona" 2° Timoteo 3:16. Essa è come un pedagogo che ci indirizza sul come essere santi e come pregare nel nome di Gesù (Giovanni 14:13, 14 ; 16;23,24); a cantare salmi, inni e canti spirituali (Efesini 5:19; Colossesi 3:16);

A digiunare (Matteo 17:21; Marco 9:29);

Ad essere disposti e sottomessi alla disciplina di Dio

                                                                    (Ebrei 12:5,11).

 Un cammino caratterizzato da una fede viva e dalla santità non proviene solo dalla enunciazione e dell’ascolto della Parola di Dio, ma soprattutto dalla lettura, dallo studio, dalla meditazione ed all’ubbidienza della Parola medesima; essa costituisce una traccia da seguire per la vita del cristiano. Mediante ammonimenti essa indirizza il credente verso una santificazione pratica.

Lo Spirito Santo: La Parola di Dio e lo Spirito Santo sono una stessa cosa. Lo Spirito Santo agisce mediante la Parola di Dio, proiettando la luce della verità nel credente, permettendogli di condurre un cammino volto alla santificazione. In Efesini 6:17 troviamo scritto: "Prendete anche l’elmo della salvezza, e la spada dello Spirito, che è la Parola di Dio"; lo Spirito Santo indirizza, tramite le sacre scritture, associata all’ubbidienza, il credente verso una dimensione ben delineata a livello santificativo. Questo è confermato anche dalle parole dell’Apostolo Paolo in Romani 8:4 " affinché la giustizia della legge si adempia in noi che non camminiamo secondo la carne, ma secondo lo Spirito"; egli (Paolo) sostiene che l’offerta (la preghiera) deve essere santificata mediante lo Spirito Santo (Romani 15:16)…….

Quindi la santificazione è il prodotto e il risultato dell’opera dello Spirito Santo. Egli risiede nel cuore di ogni cristiano (Romani 8:9), affrancandolo da ogni cosa, affinché ubbidisca e serva Dio (Romani 7:6; 2 Corinzi 3:17). Tuttavia vi è una grande differenza tra il sostenere lo Spirito Santo come dimorante nel credente, e nel contempo, che il cristiano permetta che Egli governi la sua vita, esiste un detto che recita: "tra il dire ed il fare, c’è di mezzo il mare", questo per significare che il credente non deve solo sostenere che ha ricevuto lo Spirito Santo, ma deve farsi guidare anche da Lui. Il cristiano è sempre incalzato dentro di sé, dallo lotta fra lo Spirito Santo e la sua carne, soltanto facendo si che Egli (lo Spirito) prenda il controllo della sua vita, non cederà alle tentazioni della carne (Galati 5).

IL PROPOSITO DELLA SANTIFICAZIONE

Ogni credente in Cristo deve camminare nello Spirito per preservare l’anima sua dal peccato (Galati 5:16), fortificato, vive una vita santa. Giovanni ci dice nella sua prima epistola che chiunque è nato da Dio non pecca (1° Giovanni 3:9), questa dichiarazione non va intesa per asserire che per i nati da Dio è impossibile peccare; il testo greco, infatti, traduce testualmente:

non pecca adesso ; questo è molto importante per comprendere la dinamica testuale ed il significato di questo versetto. I credenti devono lasciarsi, dietro le spalle, il peccato, in quanto esso è inadattabile alla natura santa di Dio e ad una vita innovata in Cristo. Chi è chiamato ad una vita santa, è per volere Dio, perché Egli ha uno scopo su di lui (il credente); quindi non deve sottovalutare il peccato e non confidare nella sua propria forza,e, il rischio più probabile e rappresentato dalla possibilità di cadere nel peccato, tramite la tentazione (1° Corinzi 10:12). Questo richiede sicuramente una santificazione personale ovvero santità di cuore e di condotta; queste caratteristiche sono amplificate dalle sacre scritture, concernenti, una santificazione che implica la persona nella sua interezza (1° Tessalonicesi 3:13; 5:23). Va , inoltre, sottolineato che la santificazione produce un effetto positivo anche nel modello di vita del cristiano: il volere di Dio viene codificato come santificazione (1° Tessalonicesi 4:3), non soltanto nell’allontanarsi dall’adulterio, dal rubare, dal mentire ecc…….ma include sicuramente anche il modo con cui egli (il cristiano) si comporti per piacere a Dio (1° Tessalonicesi 4:1).

La santificazione si rispecchia nella volontà di Dio , in quanto consiste in una chiamata ad un modo di vivere conforme a Cristo. Le sacre scritture esortano i credenti a: " comportarsi in modo degno di Dio, che vi chiama al suo regno ed alla sua gloria"

                            (1° Tessalonicesi 2:12).

La santificazione deve rappresentare un fattore illuminante nella vita del credente per allontanarlo dalle concupiscenze di questo mondo……quindi, a tal proposito, la Parola di Dio sottolinea il perfetto equilibrio tra la santificazione stessa e le buone opere: "affinché siate irreprensibili ed integri, figli Dio senza biasimo in mezzo ad una generazione perversa, fra la quale risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la parola della vita" Filippesi 2:15…..da questi versetti si capisce che una buona santificazione permette una valida testimonianza ed una netta distinzione da questo mondo di peccato e tenebre.

 

   
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LA DISCIPLINA DI DIO

  ................... disciplina
LA DISCIPLINA
Complesso di norme che regolano la convivenza dei componenti di una comunità, della famiglia ,
di un istituto e simili, imponendo l’ordine, l’obbedienza, l’insegnamento, l’ammaestramento
Deuteronomio 11:2 Riconoscete oggi quel che i vostri figli non hanno conosciuto né visto,
cioè la disciplina del SIGNORE vostro Dio, la sua grandezza, la sua mano potente, il suo braccio steso,
 
Proverbi 6:23
 Il precetto ( il comandamento ( Versione Diodati )
 è infatti una lampada,
l'insegnamento una luce,
le correzioni e la disciplina sono la via della vita,
 
Efesi 6:4 E voi, padri, non irritate i vostri figli, ma allevateli nella disciplina e nell'istruzione del Signore.
 
Ebrei 12:5 e avete dimenticato l'esortazione rivolta a voi come a figli:
«Figlio mio, non disprezzare la disciplina del Signore,
e non ti perdere d'animo quando sei da lui ripreso;
La disciplina del Signore è per il nostro bene, e fa si che Egli possa essere glorificato nelle nostre vite.
Egli vuole che viviamo vite sante, e che riflettono la nuova natura che Dio ci ha dato:
1 Pietro 1:15-16. “ma come Colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi
in tutta la vostra condotta; poiché sta scritto: Siate santi, perché io son santo”
TERMINE
disciplina s. f. [dal lat. disciplina, der. di discipŭlus «discepolo»]. letter. Educazione, ammaestramento, insegnamento
PUO’ ESSERE EDUCATIVA E PUNITIVA
LA DISCIPLINA DI DIO
LA DISCIPLINA DI DIO E’ EDUCATIVA
DIO L’ATTUA PER RIABILITARE LA SUA CREATURA
Lettura biblica: Isaia 28:23-29
23 Porgete orecchio, e date ascolto alla mia voce!
State attenti, e ascoltate la mia parola!
24 L'agricoltore ara sempre per seminare?
Rompe ed erpica sempre la sua terra?
25 Quando ne ha appianata la superficie,
non vi semina l'aneto, non vi sparge il comino,
non vi mette il frumento a solchi,
l'orzo nel luogo designato,
e la spelta entro i limiti ad essa assegnati?
26 Il suo Dio gli insegna la regola da seguire
e lo istruisce.
27 L'aneto non si trebbia con la trebbia,
né si fa passare sul comino la ruota del carro;
ma l'aneto si batte con il bastone,
e il comino con la verga.
28 Si trebbia il grano,
tuttavia non lo si trebbia sempre;
vi si fanno passare sopra la ruota del carro e i cavalli,
ma non si schiaccia.
29 Anche questo procede dal SIGNORE degli eserciti;
meravigliosi sono i suoi disegni, grande è la sua saggezza.
LA CORREZIONE divina può essere dolorosa, ma ha sempre uno scopo benefico.
 LO SCOPO DELLA “DISCIPLINA”
Il termine “disciplina” è connesso quindi con le parole “istruire” e “discepolo”. Un “insegnamento” quindi o un “addestramento” che riguarda il modo ordinato di comportarsi. Tutto questo non trasmette un’idea punitiva ma è di carattere positivo e costruttivo. Nella fase dell’insegnamento talvolta si rende necessaria la correzione, questa è indispensabile per esempio in famiglia, per l’educazione dei figli. Quali sono dei fattori concernenti la disciplina del Signore:
 LEGGIAMO Ebrei 12:4 -11
4 Voi non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato, 5 e avete dimenticato l'esortazione rivolta a voi come a figli:
«Figlio mio, non disprezzare la disciplina del Signore,
e non ti perdere d'animo quando sei da lui ripreso;
6 perché il Signore corregge quelli che egli ama,
e punisce tutti coloro che riconosce come figli».
7 Sopportate queste cose per la vostra correzione. Dio vi tratta come figli; infatti, qual è il figlio che il padre non corregga? 8 Ma se siete esclusi da quella correzione di cui tutti hanno avuto la loro parte, allora siete bastardi e non figli. 9 Inoltre abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo forse molto di più al Padre degli spiriti per avere la vita? 10 Essi infatti ci correggevano per pochi giorni come sembrava loro opportuno; ma egli lo fa per il nostro bene, affinché siamo partecipi della sua santità. 11 È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recare gioia, ma tristezza; in seguito tuttavia produce un frutto di pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di essa.
 1). Ci assicura l’amore di Dio per noi v. 6
 2). Essa è un segno che testimonia che siamo figli di Dio7 A 9 Dove manca la disciplina, manca una vera paternità. Se i nostri padri terreni, che ci hanno dato la vita materiale, hanno dovuto disciplinarci, quanto più Dio, il Padre, colui che ci ha dato la nostra vita intellettuale, e, soprattutto, quella spirituale? Dunque sarebbe sbagliato, e senza senso lamentarci, chiedendo: Perché Dio ci permette, come suoi figli, di soffrire così tanto? Al contrario, proprio perché siamo i suoi figli, Dio ci purifica e ci educa. proprio perché ci è Padre la correzione è necessaria.
3). È importante perché ci rende partecipi della santità evitando di essere condannati col mondo :
1° Corinzi 11:31,32,
31 Ora, se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati; 32 ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, per non essere condannati con il mondo.
QUINDI : Nel sopportarla e accertarla possiamo migliorare nelle vie di Dio e rimanergli fedele
Chi desidera un dono spirituale, ( LA SALVEZZA , IL BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO, I MINISTERI, I DONI DELLO SPIRITO SANTO…)   deve anche dare il benvenuto alla disciplina di Dio
Il paragrafo che consideriamo è inserito in una delle profezie maggiori d'Isaia.
TORNIAMO AL TESTO BIBLICO DELLA LEZIONE
ISAIA CAPITOLO 28
Possiamo applicare questa " parabola",che ci presenta Isaia, all'agire di Dio con i  metodi di un agricoltore, nei riguardi della  chiesa e dei singoli membri che la compongono.
  1. 26 "Il suo Dio gli insegna la regola da seguire e lo istruisce"
  1. 29 "Anche questo procede dal SIGNORE degli eserciti; meravigliosi sono i suoi disegni, grande è la sua saggezza"
Dio non fa esperimenti con la nostra vita. Non agisce per capriccio. Ogni Sua azione è motivata da saggezza infinita e attuata con amore. I mezzi adottati sono espressione del Suo discernimento e sono i più adatti a raggiungere lo scopo.
La disciplina di Dio, permette  al credente e alla chiesa  di realizzare un abbondante raccolto. L'abilità dell'agricoltore, è nei tre momenti principali della coltivazione: arare, seminare e mietere, riflette l'abilità e la sapienza di Dio, che lo istruisce.
Il contadino mostra un discernimento intelligente e vigila attentamente sui campi.
NOTA : L'Iddio che lo consiglia sarà meno saggio nel compito più delicato di produrre un raccolto nella nostra vita?
LA SUA DISCIPLINA : I MEZZI CHE DIO USA : ISAIA 28:14
L’ARATRO  ( arare : rivoltare, dissodare  )
E L’ERPICE ( erpice : estirpare )
  • Sinonimi :
  • togliere, strappare, sradicare, levare, divellere, svellere
  • asportare, estrarre
  • eliminare, distruggere, annullare, cancellare, vincere,
  • annientare, abolire, debellare
Miglioramento delle proprietà fisiche e meccaniche del terreno
Miglioramento delle proprietà chimiche
Miglioramento delle proprietà biologiche
ESTIRPARE :togliere, strappare, sradicare, levare…
è usato per tutte le piante velenose :
1) La zizzania :….. ( Versione Diodati )
Matteo 13: a 29 : 26 Quando poi il grano germogliò e mise frutto, apparve anche la zizzania. 27 E i servi del padrone di casa vennero a lui e gli dissero: "Signore, non hai seminato buon seme nel tuo campo? Come mai, dunque, c'è della zizzania?". 28 Ed egli disse loro: "Un nemico ha fatto questo". Allora i servi gli dissero: "Vuoi dunque che andiamo e la estirpiamo?". 29 Ma egli disse: "No, per timore che estirpando la zizzania, non sradichiate insieme ad essa anche il grano. 30 Lasciate che crescano entrambi insieme fino alla mietitura; e al tempo della mietitura io dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano, invece, riponetelo nel mio granaio"».
 
Nuova Riveduta :Ebrei 12:14 a 15  Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore; 15 vigilando bene che nessuno resti privo della grazia di Dio; che nessuna radice velenosa venga fuori a darvi molestia e molti di voi ne siano contagiati
 Versione Diodati : Ebrei 12:14 a 15 : 14 Procacciate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore, 15 badando bene che nessuno rimanga privo della grazia di Dio e che non spunti alcuna radice di amarezza, che vi dia molestia e attraverso la quale molti vengano contaminati
 1° Timoteo 6:10 Infatti l'amore del denaro è radice di ogni specie di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si sono procurati molti dolori.
L'Agricoltore celeste permette che l'aratro della sofferenza solchi la vita dei Suoi figlioli, ma soltanto sotto il controllo della Sua mano capace. Egli ha sempre in vista lo scopo finale : UN RACCOLTO.
Le fasi dell'aratura, della semina e della trebbiatura sono il modello della disciplina divina per formare il nostro carattere. Questa parabola illustra tre verità.
1) IL CONTADINO USA ATTENZIONE NEL VALUTARE LA DURATA DELL'ARATURA.
Non ara il terreno rivoltandolo continuamente. In ogni situazione si comporta secondo le necessità. Questo non spiega forse le "diverse misure" di sofferenza e di prova che toccano la nostra vita? Possiamo fidarci dell'Agricoltore celeste; Egli adatterà e misurerà con amore la durata e l'intensità delle Sue correzioni. Siamo al sicuro nelle Sue mani.
 " (v. 24). L‘agricoltore ara sempre per seminare? Rompe ed erpica sempre la sua terra?"
La risposta è no. L' aratura è soltanto un mezzo per raggiungere un fine molto nobile. Raggiunto l'obiettivo, non c'è più bisogno di arare. La storia d'Israele mostra la saggezza di Dio.
Per quattrocentotrenta anni, la tirannia egiziana aveva indurito il terreno dei cuori della nazione ebraica,
ESODO 1:11 A 14
11 Stabilirono dunque sopra Israele dei sorveglianti ai lavori, per opprimerlo con le loro angherie. Israele costruì al faraone le città che servivano da magazzini, Pitom e Ramses. 12 Ma quanto più lo opprimevano, tanto più il popolo si moltiplicava e si estendeva; e gli Egiziani nutrirono avversione per i figli d'Israele. 13 Così essi obbligarono i figli d'Israele a lavorare duramente. 14 Amareggiarono la loro vita con una rigida schiavitù, adoperandoli nei lavori d'argilla e di mattoni e in ogni sorta di lavori nei campi. Imponevano loro tutti questi lavori con asprezza.
            IL CUORE DEL POPOLO SI INDURI’
Esodo 32:9  Il SIGNORE disse ancora a Mosè: «Ho considerato bene questo popolo; ecco, è un popolo dal collo duro.
 Deuteronomio 10:16 Circoncidete dunque il vostro cuore e non indurite più il vostro collo
Sal 95:10 Quarant'anni ebbi in disgusto quella generazione,
e dissi: «È un popolo dal cuore traviato;
essi non conoscono le mie vie».
Quindi Israele era un deserto deludente in cui Dio, in ogni caso, vedeva la possibilità di un gran raccolto :
IL POPOLO ELETTO
NON CI PUÒ ESSERE RACCOLTO, PERÒ, SENZA ARATURA.
L'oppressione del Faraone, la frusta dei sorveglianti egiziani raggiunsero lo scopo : UN POPOLO CON UNA VITA STERILE
Dio non permise che il Suo popolo fosse vessato neanche un giorno più del necessario. Non appena fu pronto per la liberazione, lo guidò verso il riposo e l'abbondanza del paese di Canaan.
Per 40 anni li fece girovagare attorno al deserto per dare loro una  dura disciplina , necessaria per ripulirli dai costumi dell'Egitto.
( il popolo era ribelle :
Numeri 21:5 a 9 ) 5 Il popolo parlò contro Dio e contro Mosè, e disse: «Perché ci avete fatti salire fuori d'Egitto per farci morire in questo deserto? Poiché qui non c'è né pane né acqua, e siamo nauseati di questo cibo tanto leggero». 6 Allora il SIGNORE mandò tra il popolo dei serpenti velenosi i quali mordevano la gente, e gran numero d'Israeliti morirono. 7 Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il SIGNORE e contro di te; prega il SIGNORE che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo. 8 Il SIGNORE disse a Mosè: «Fòrgiati un serpente velenoso e mettilo sopra un'asta: chiunque sarà morso, se lo guarderà, resterà in vita». 9 Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra un'asta; e avveniva che, quando un serpente mordeva qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita.
 ( CONFRONTA 1° CORINZI 1 Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola, passarono tutti attraverso il mare, 2 furono tutti battezzati nella nuvola e nel mare, per essere di Mosè; 3 mangiarono tutti lo stesso cibo spirituale, 4 bevvero tutti la stessa bevanda spirituale, perché bevevano alla roccia spirituale che li seguiva; e questa roccia era Cristo. 5 Ma della maggior parte di loro Dio non si compiacque: infatti furono abbattuti nel deserto.
6 Or queste cose avvennero per servire da esempio a noi, affinché non siamo bramosi di cose cattive, come lo furono costoro, 7 e perché non diventiate idolatri come alcuni di loro, secondo quanto è scritto: «Il popolo si sedette per mangiare e bere, poi si alzò per divertirsi». 8 Non fornichiamo come alcuni di loro fornicarono, e ne caddero in un giorno solo ventitremila. 9 Non tentiamo Cristo come alcuni di loro lo tentarono, e perirono morsi dai serpenti. 10 Non mormorate come alcuni di loro mormorarono, e perirono colpiti dal distruttore. 11 Ora, queste cose avvennero loro per servire da esempio e sono state scritte per ammonire noi, che ci troviamo nella fase conclusiva delle epoche. 12 Perciò, chi pensa di stare in piedi guardi di non cadere.
13 Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via di uscirne, affinché la possiate sopportare.
 ANCHE
Isaia 30:9 Poiché questo è un popolo ribelle,
sono figli bugiardi,
figli che non vogliono ascoltare la legge del SIGNORE,
 Is 65:2 Ho steso tutto il giorno le mani verso un popolo ribelle,
che cammina per una via non buona,
seguendo i propri pensieri;
 Ger 5:23 Ma questo popolo ha un cuore indocile e ribelle;
si voltano indietro e se ne vanno.
Il contadino accorto e sapiente, poi, distingue tra un terreno e l'altro. Il terreno soleggiato e sabbioso richiede un'aratura breve e superficiale. Il terreno argilloso, duro e acquitrinoso, necessita di un trattamento diverso per produrre un raccolto abbondante. Deve essere prosciugato ed esposto al sole.
L'aratro deve romperne la superficie e penetrare il più possibile in profondità. Deve ripassare più volte, fino a rompere le zolle ed ottenere una polvere più fine in cui il prezioso seme può germogliare.
MATURITÀ SPIRITUALE
La disciplina, in prospettiva, contempla sempre la benedizione, ma ciò avviene soltanto se la riceviamo in modo corretto. La nostra responsabilità consiste in questo. Il cibo è utile e necessario, ma se non è digerito è un danno, non una benedizione. La disciplina mal sopportata indurisce il carattere, invece di addolcirlo. La domanda lamentosa "perché?", di fronte alla correzione, in realtà accusa Dio che è saggio e amorevole di agire in modo capriccioso. Egli prova la nostra vita per dimostrare la Sua sovranità, e desidera prepararla per renderla maggiormente produttiva.
Pota il tralcio che dà frutto per aumentarne la capacità.
 
Giovanni 15:2 Ogni tralcio che in me non dà frutto, lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo pota affinché ne dia di più.
 Giovanni 15:33 Voi siete già puri a causa della parola che vi ho annunciata.
 Giovanni 15:4 Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dare frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me.
 Giovanni 15:5 Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla.
LA REAZIONE DIFRONTE ALLA DISCIPLINA  .
La disciplina quindi ha sempre un obiettivo.
Come reagiamo all'aratro divino?
 1) Ci ammorbidisce ?
2) Ci sottomette ?
3) Ci corregge?
                                    OPPURE
1) C'indurisce
2) Inasprisce la nostra resistenza alla Sua volontà?
3) Ci rende dolci o aspri?
 QUALE E’ LA NOSTRA REAZIONE
1) ai problemi familiari,
2) agli imprevisti economici,
3) alla sofferenza,
3) alle delusioni,
 Sottomettersi, riconoscendo che resistere non serve a nulla, è meglio che continuare a ribellarsi.
DUE POSIZIONI PER ACCETTARE LA DISCIPLINA DI DIO
1) Chi accetta l'agire di Dio, anche senza gioia, è già su una posizione migliore.
2) Quando abbracciamo la disciplina divina con un canto,
glorifichiamo di più il Signore e siamo più benedetti.
LA SAGGIA DISCIPLINA DI DlO
L'aratro solcò anche la vita di Giobbe, ma la sua reazione ridusse al silenzio l'avversario che voleva incitarlo contro Dio.
Satana fu ammutolito dalla sua nobile affermazione:
Giobbe 1:21 «Nudo sono uscito dal grembo di mia madre, e nudo tornerò in grembo alla terra; il SIGNORE ha dato, il SIGNORE ha tolto; sia benedetto il nome del SIGNORE». "
Giobbe non tradì la fiducia che Dio gli aveva accordato.
 NOTA
La chiave per interpretare correttamente le vicende penose della vita è distogliere lo sguardo dall'immediato e fissarlo sul risultato che si produce in vista dell'eternità.
( 2° Corinzi 4:17, 18).
 "Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria, mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne"
Ebrei 12:2 fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l'infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio.
EGLI È ATTENTO NELLA SCELTA DELLA DISCIPLINA
 Isaia 28:25, 26
"Quando ne ha appianata la superficie,
 Non vi semina Egli l'aneto,
 Non vi sparge il cumino,
 Non vi mette il frumento a solchi,
 L'orzo nel luogo designato
 Il farro entro i limiti ad esso assegnati?
 Il suo Dio gli insegna la regola da seguire e l'ammaestra".
Il contadino avveduto applica una scelta accurata sia del tipo di seme, sia della sua collocazione. Non agisce in modo casuale. Assegna ai semi più preziosi la posizione più favorevole nel terreno. Quelli meno pregiati li mette negli angoli meno accessibili perché anche li possono essere produttivi. L'aneto e il cumino sono piccoli semi usati come spezie, quindi meno importanti rispetto al grano e
all'orzo. L'agricoltore calcola sempre cosa potrà ripagarlo meglio e come ottenere il massimo profitto dal terreno.
Lo stesso accade con Dio. Egli sa dosare e sa come applicare la disciplina. Sa cioè come ottenere un raccolto più abbondante. Valuta accuratamente ogni prova con sapienza infinita. Considera la nostra vita come un campo dove seminare cose preziose ed eterne, e presta attenzione non soltan-to al seme ma anche al terreno.
L'estensione e il tempo delle Sue correzioni sono scelte con cura. L'Iddio che istruisce saggiamente l'agricoltore, non userà più riguardo nel coltivare un cuore umano. Le scelte divine sono infallibili, sia che si tratti di una perdita, di un'avversità, di una sofferenza. Egli ha sempre in vista il raccolto finale.
Da parte nostra, siamo meno prudenti dell'agricoltore nel decidere l'importanza delle cose e stabilire le giuste priorità? Il successo sta proprio in questo.
RACCOGLIAMO CIÒ CHE SEMINIAMO:
Galati 6:8
"Perché chi semina per la sua carne, mieterà corruzione dalla carne; ma chi semina per lo Spirito mieterà dallo Spirito vita eterna"
Un terreno seminato con ciò che è vile e carnale, produrrà secondo la stessa specie. D'altra parte, seminare ciò che è spirituale assicura un raccolto abbondante di santità e gioia.
DIO È MODERATO NELL'APPLICAZIONE DELLA DISCIPLINA
Isaia 28:27-29
"L'aneto non si trebbia con la trebbia,
né si fa passare sul comino la ruota del carro;
ma l'aneto si batte con il bastone,
e il comino con la verga.
Si trebbia il grano,
tuttavia non lo si trebbia sempre; vi si fanno passare sopra la ruota del carro e i cavalli, ma non si schiaccia.
 Anche questo procede dal SIGNORE degli eserciti; meravigliosi sono i suoi disegni, grande è la sua saggezza"
L'agricoltore presta attenzione alla natura del seme ed al suo valore, scegliendo la tecnica migliore per trebbiarlo. Trattare i semi alla stessa maniera può danneggiarne alcuni in modo irreparabile, oppure lasciarne altri uniti alla pula. Per raggiungere l'obiettivo, il contadino deve applicare la giusta misura di tempo.
Una battitura gentile con la verga è sufficiente per l'aneto,
ma il grano richiede il "tribulum", un pesante rullo per trebbiare. L'intelligenza e l'esperienza impediscono al contadino di eccedere nella battitura. Appena il seme è separato dall'involucro, non è più necessario trebbiarlo. Dio esercita la stessa moderazione per produrre un raccolto spirituale. Non usa il pesante "tribulum" (da cui deriva la parola "tribolazione") dove basta una piccola verga per raggiungere lo scopo. Il Suo obiettivo non è stritolare, distruggere il grano, ma purificarlo e preservarlo. Manda la tribolazione soltanto nel caso in cui altri mezzi si rivelerebbero inadeguati. Non impiega più forza o più tempo del necessario.
L'obiettivo d'ogni disciplina è aumentare la capacità di portare frutto. La vera spiritualità dà il benvenuto alla tribolazione, perché questa produce un raccolto più ricco per il Signore.
Romani 5:1 Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, 2 mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio; 3 non solo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l'afflizione produce pazienza, 4 la pazienza esperienza, e l'esperienza speranza. 5 Or la speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato.
Romani 12:12 siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera,
 scriveva Paolo, e parlava per esperienza personale. Non ci fu mai cuore più sensibile del suo; eppure, raramente un uomo ha subito più di lui la verga correttiva.
E ANCORA L’APOSTOLO PIETRO E GIACOMO SCRIVEVANO
1 PIETRO 1:6 A 8
6 Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove, 7 affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben più preziosa dell'oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo. 8 Benché non l'abbiate visto, voi lo amate; credendo in lui, benché ora non lo vediate, voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa, 9 ottenendo il fine della fede: la salvezza delle anime.
GIACOMO 1 A 4
2 Fratelli miei, considerate una grande gioia quando venite a trovarvi in prove svariate, 3 sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. 4 E la costanza compia pienamente l'opera sua in voi, perché siate perfetti e completi, di nulla mancanti.
 LO SCOPO DELLA DISCIPLINA DI DIO
C'è una varietà di modi in cui Dio agisce, diversi per qualità e frequenza. Nessuno riceve un trattamento identico ad un altro. Egli riconosce l'unicità d'ogni credente e sceglie op-portunamente il metodo da applicare. La correzione divina ha un triplice scopo.
  1. PERSONALE - PER EDUCARE L'ANIMA
Quel che siamo è più importante di ciò che facciamo. Dio è interessato prima di tutto allo sviluppo del carattere
cristiano.
Desidera che ogni credente sia "conforme all'immagine del suo figliolo".
Romani 8:28 a 29
28 Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno. 29 Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli; 30 e quelli che ha predestinati li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati li ha pure glorificati.
Efesi 4:24 e a rivestire l'uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità.
Persino Gesù poteva giungere a maturità nell'esperienza umana, necessaria per il Suo ministero di Sommo Sacerdote, soltanto attraverso la sofferenza. Non ci sono altre possibilità.
Senza disciplina non ci può essere un raccolto di santità personale. Sappiamo dalle Scritture che, quando Dio riversava le Sue benedizioni su Israele, la loro risposta non era gratitudine ma ribellione: "
(Deuteronomio 32:13-15).
"Egli lo ha fatto passare a cavallo sulle alture della terra... gli ha fatto succhiare il miele che esce dalla rupe, l'olio che esce dalle rocce piú dure, la crema delle vacche e il latte delle pecore. Lo ha nutrito con il grasso degli agnelli ... con la farina del fior fiore del grano ... Iesurun si è fatto grasso e ha recalcitrato".
 SPESSO IL CARATTERE SVILUPPA DEI DIFETTI.
Osea (7:8)
"Efraim è una focaccia non rivoltata",
Una focaccia ben cotta da un lato, ma cruda dall'altro.
Dio non s'accontenta di una santificazione parziale, di credenti ben sviluppati in qualche aspetto ma mancanti in altri. Per correggere questa deformità applica il fuoco della prova al lato meno sviluppato del carattere.
  1. RELATIVA - PER PROVVEDERE CIBO AGLI ALTRI
"Il frumento non è frantumato durante la trebbiatura, altrimenti perderebbe il suo valore.
Isaia 28 : 28).
"Vi si fanno passare sopra la ruota del carro e i cavalli, ma non si schiaccia"
Se resta nell'involucro, il chicco di grano non è commestibile. Lo scopo della trebbiatura è separarlo dalla pula. Dopo la trebbiatura, si può frantumare e macinare.
Il frumento si pesta! ………….   Commentare insieme
 Il Signore Gesù fu colpito a causa delle nostre iniquità, per diventare il Pane della vita che ci sostiene.
 Givanni 12:24 In verità, in verità vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto.
 Efesi 4:22 avete imparato per quanto concerne la vostra condotta di prima a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo lepassioni ingannatrici;
 Colossesi 3:5 Fate dunque morire ciò che in voi è terreno: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e cupidigia, che è idolatria.
 Romani 6:6 Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinché il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al peccato;
 Non dobbiamo meravigliarci se il prezzo di un ministero spirituale è subire una simile pressione.
  1. - PER PREPARARCI AL CIELO
La vita attuale è una scuola che ci prepara in vista del cielo. Dio vuole farci assimilare la lezione fondamentale che senza croce, non ci può essere corona. Chi non prende su di sé il giogo, non può godere il riposo. Purtroppo, siamo studenti duri di comprendonio e spesso dobbiamo ripetere più volte la lezione. Quest'opera divina durerà per sempre, quindi non meraviglia l'attenzione che Dio rivolge alla formazione del carattere.
1°Corinzi 9:19-27
Paolo aveva la libertà di fare di sé un servo; ora da la testimonianza del suo ministero.
Paolo dice: “Sto facendo tutto questo perché sono in gara. Sono come un atleta che corre”.
Corre per un premio. In una gara, solo un atleta può arrivare primo; ma nella gara spirituale tutti noi
possiamo vincere un premio portando la Parola di Dio.
La ricompensa che avrai da Dio, sarà per l’arricchimento eterno.
Paolo sta pensando al trono di Cristo dove sono date le ricompense.
Paolo dice che sta correndo per ricevere il premio, ecco perché predica il vangelo.
Penso che ogni cristiano dovrebbe lavorare per una ricompensa.
Non lavoriamo per la salvezza, quello è un dono datoci dalla grazia di Dio.
Se vuoi una ricompensa devi lavorare per questo.
PAROLE D'APPROVAZIONE:
Matteo 25:21 Il suo padrone gli disse: "Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore".
 «Ben fatto, buono e fedele servitore, entra nella gioia del tuo Signore».
 Ap 3:5 Chi vince sarà dunque vestito di vesti bianche, e io non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma confesserò il suo nome davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli.
 Ap 3:12 Chi vince io lo porrò come colonna nel tempio del mio Dio, ed egli non ne uscirà mai più; scriverò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio (la nuova Gerusalemme che scende dal cielo da presso il mio Dio) e il mio nuovo nome.
 Ap 3:21 Chi vince lo farò sedere presso di me sul mio trono, come anch'io ho vinto e mi sono seduto con il Padre mio sul suo trono.
 Ap 21:7 Chi vince erediterà queste cose, io gli sarò Dio ed egli mi sarà figlio.
 
LA MANIFESTAZIONE DELLA POTENZA DI DIO
"... la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza ..."
( 2° Corinzi 12:9)
Lettura biblica:
1° Corinzi 1:25 
25 poiché la pazzia di Dio è più saggia degli uomini e la debolezza di Dio è più forte degli uomini.
1° Corinzi 2:4,5;   
4 la mia parola e la mia predicazione non consistettero in discorsi persuasivi di sapienza umana,
ma in dimostrazione di Spirito e di potenza, 5 affinché la vostra fede fosse fondata non sulla sapienza umana,
ma sulla potenza di Dio.
2° Corinzi 12:7-10
7 E perché io non avessi a insuperbire per l'eccellenza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un angelo di Satana, per schiaffeggiarmi affinché io non insuperbisca. 8 Tre volte ho pregato il Signore perché l'allontanasse da me; 9 ed egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza». Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. 10 Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché, quando sono debole, allora sono forte.
C'è un divario sorprendente tra i pensieri di Dio e quelli dell'uomo riguardo al concetto di debolezza. Noi spesso la esibiamo come scusa per ritrarci dai compiti più difficili. Dio la propone invece come valida ragione per affrontare le difficoltà. Noi sosteniamo con fin troppa facilità di essere insufficienti, incapaci... deboli.
Dio dichiara che ci ha scelto proprio per questo. Non sono i sapienti, i potenti e i nobili a riempire le file dell'esercito divino. Sono piuttosto i semplici, i disprezzati, i miseri... i deboli. Per quale motivo? Affinché nessun uomo si vanti dinanzi al Signore e perché la Sua forza si dimostri perfetta in contrasto alla nostra debolezza.
1° Corinzi 1:26-28 :  "Infatti, fratelli, guardate la vostra vocazione; non ci sono tra di voi molti sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti nobili; ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono"
IL SERVO DI DIO
Che vuole servire it Signore deve afferrare un principio spirituale molto importante. Dio non affida necessariamente lo svolgimento dei Suoi piani a persone dotate o intelligenti. Può usare tali persone a patto che rifiutino di confidare nelle loro capacità naturali. Dio ha scelto sempre persone coscienti dei propri limiti umani, perchè la loro dipendenza dall'Alto Gli consentiva di manifestare la Sua potenza.
L'uomo disposto ad essere nulla, scopre che Dio può essere ogni cosa. Egli usa persone capaci soltanto se rinunciano alle proprie risorse umane. II versetto citato non afferma che Dio ha cercato di fare del Suo meglio con lo scarso materiale a disposizione. Egli ha scelto con attenzione i Suoi servitori. Ha lasciato da parte i savi, i potenti e i nobili perchè troppo legati ai talenti e alle posizioni umane. Si tratta di una verità incoraggiante e rivoluzionaria :
 Dio non ci userà nonostante le nostre debolezze e mancanze, ma al contrario, proprio a motivo di esse.
NOTA : La debolezza umana è lo sfondo migliore per la manifestazione della potenza di Dio .
Sia Abramo, che Mose' e Paolo , quando furono chiamati non avanzarono pretese . Ma lasciarono cadere in terra e morire ogni talento umano; essi, però, divennero efficaci servitori di Dio. II Signore richiede un servizio senza condizioni. Siamo sottoposti ad ordini superiori. Non possiamo pretendere di capire tutto prima di ubbidire. II nostro compito e seguire l'Iddio Onnisciente e far decidere a Lui come usarci. Pretendere che le proprie qualifiche trovino un impiego adeguato nel servizio di Dio , è un segno di resa parziale alla signoria di Cristo. Dobbiamo continuare a fidarci di Lui, anche quando sembra accantonare i nostri talenti per un tempo  o addirittura per sempre".
2°Corinzi 12:8a10:
8 Tre volte ho pregato il Signore perché l'allontanasse da me; 9 ed egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza». Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. 10 Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché, quando sono debole, allora sono forte.
Fu la testimonianza di Paolo
Riguardo agli eroi della fede, la Scrittura afferma che "divennero forti"  Ebrei 11:34.
34 spensero la violenza del fuoco, scamparono al taglio della spada, guarirono da infermità, divennero forti in guerra, misero in fuga eserciti stranieri.
MEGLIO DEBOLI CHE FORTI
Agli occhi di Dio, il problema è che siamo troppo forti, non troppo deboli. Il re Uzzia "... fu meravigliosamente soccorso, finchè divenne potente. Ma quando fu divenuto potente, il suo cuore, si insuperbì e si perverti, ..."
( 2° Cronache 26:3 a 5 poi il v. 16 e v 21 a 23  ).
3 Uzzia aveva sedici anni quando cominciò a regnare, e regnò cinquantadue anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Iecolia, ed era di Gerusalemme.
4 Egli fece ciò che è giusto agli occhi del SIGNORE, interamente come aveva fatto Amasia suo padre. 5 Si diede con diligenza a cercare Dio mentre visse Zaccaria, che aveva l'intelligenza delle visioni di Dio; e finché cercò il SIGNORE, Dio lo fece prosperare.
 16 Ma quando fu divenuto potente, il suo cuore, insuperbitosi, si pervertì, ed egli commise un'infedeltà contro il SIGNORE, il suo Dio, entrando nel tempio del SIGNORE per bruciare dell'incenso sull'altare dei profumi
 21 Il re Uzzia fu lebbroso fino al giorno della sua morte e rimase nell'infermeria come lebbroso, perché era escluso dalla casa del SIGNORE; e Iotan, suo figlio, era a capo della casa reale e rendeva giustizia al popolo del paese.
22 Il rimanente delle azioni di Uzzia, le prime e le ultime, è stato scritto dal profeta Isaia, figlio di Amots.
23 Uzzia si addormentò con i suoi padri e fu sepolto con i suoi padri nel campo delle tombe dei re, perché si diceva: «È lebbroso». E Iotam, suo figlio, regnò al suo posto.
 Giacobbe fu dichiarato vincitore con Dio e con gli uomini solo dopo che il tocco divino compromise la sua forza fisica.
Genesi 32: 24 Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino all'apparire dell'alba; 25 quando quest'uomo vide che non poteva vincerlo, gli toccò la giuntura dell'anca, e la giuntura dell'anca di Giacobbe fu slogata, mentre quello lottava con lui. 26 E l'uomo disse: «Lasciami andare, perché spunta l'alba». E Giacobbe: «Non ti lascerò andare prima che tu mi abbia benedetto!» 27 L'altro gli disse: «Qual è il tuo nome?» Ed egli rispose: «Giacobbe». 28 Quello disse: «Il tuo nome non sarà più Giacobbe, ma Israele, perché tu hai lottato con Dio e con gli uomini e hai vinto». 29 Giacobbe gli chiese: «Ti prego, svelami il tuo nome». Quello rispose: «Perché chiedi il mio nome?» 30 E lo benedisse lì. Giacobbe chiamò quel luogo Peniel, perché disse: «Ho visto Dio faccia a faccia e la mia vita è stata risparmiata». 31 Il sole si levò quando egli ebbe passato Peniel; e Giacobbe zoppicava dall'anca. 32 Per questo, fino al giorno d'oggi, gli Israeliti non mangiano il nervo della coscia che passa per la giuntura dell'anca, perché quell'uomo aveva toccato la giuntura dell'anca di Giacobbe, al punto del nervo della coscia.
 Per quanto sembri paradossale,
 in Isaia 33:23 è scritto :
gli "zoppi prenderanno parte al saccheggio"
23 I tuoi cordami, nemico, si sono allentati,
non tengono più fermo in piedi l'albero, e non spiegano più le vele.
Allora si spartirà la preda di un ricco bottino;
gli stessi zoppi prenderanno parte al saccheggio.
Il Signore considera gli impedimenti umani un vantaggio; la nostra debolezza peggiore Gli fornisce l'occasione migliore di usarci .
Dio non s'interessa soltanto di persone con pochi talenti. Pensiamo all'apostolo Paolo che poteva essere annoverato tra i sapienti, i potenti e i nobili. Aveva tutto: forza intellettuale, ardore d'animo, logica irresistibile, zelo travolgente. Non appoggiava, però la sua fiducia su queste cose:  
( 1° Corinzi 2:1 a 4).
"E io, fratelli, quando venni da voi, non venni ad annunziarvi la testimonianza di Dio con eccellenza di parola o di sapienza; poichè mi proposi di non sapere altro fra voi, fuorchè Gesù Cristo e lui crocifisso. io sono stato presso di voi con debolezza, con timore e con gran tremore; la mia parola e la mia predicazione non consistettero in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza"
Paolo , Rinunciò a dipendere dai suoi talenti, per riporre l'intera fiducia su Dio Onnipotente.
Mosè illustra lo stesso principio. Da giovane era un principe con un alto concetto di se : Atti 7:22
NOTA : QUANDO DIO LO CHIAMO’ MOSE’ RIFIUTO’ GLI ONORI  : Ebrei 11:24 a 26 ecc.. )
 La sua vita si divide in tre periodi importanti di 40 anni
 1) A quaranta anni andò a visitare i suoi connazionali  Atti 7:23
( confronta Esodo 2:11 )
2) Fuggì dall’Egitto e si rifugiò nel deserto per quaranta anni
   Atti 7:30 ( confronta Esodo 2:15 )
 3) Liberò Israele dalla schiavitù e girovagò con il popolo per quaranta anni nel deserto Atti 7:36 ;
Deuteronomio 29:5 : Nehemia 9:21
 ( a causa della infedeltà del popolo verso Dio Salmo 95:10 ; 1° Corinzi 10 : 1 a 13  )
Mosè morì a 120 anni non entrò nella terra promessa : Canaan Deuteronomio 34: 1 a a 7
Mosè non entrò nella terra promessa a causa di una disubbidienza
Numeri 20:7 a 12  ( Dio dice di parlare alla roccia, ma Mosè la percuote )
 NOTA : ( Confronta Esodo 17:5,6 Dio dice di colpire la roccia )
Neanche Aronne entrò in Canaan Numeri 20:22 a 29
 Riprendiamo lo studio :
 Mosè, quindi  tentò di liberare da solo i connazionali oppressi  Esodo 2:11
Ma non era però ancora pronto per l'impresa.
Lasciò l'Egitto per iniziare un corso di studi di quarant'anni presso l'università del deserto. Apprese in modo cosi completo la difficile lezione dell'insufficienza umana e cercò di tirarsi indietro
quando Dio lo chiamò esibì  varie ragioni per evitare l'incarico divino; tutte basate sulla propria debolezza e incapacità. Nell'elenco dei propri demeriti incluse:
1) la mancanza di talenti  ( Esodo 3:11);
2) la mancanza di messaggio ( Esodo 3:13)
3) la mancanza d'autorità ( Esodo 4:1),
4) la mancanza d'eloquenza  (Esodo 4:10),( confronta Atti 7:22 )
                                   questa è evidentemente una scusa, in quanto  
                                          egli non si sentiva all'altezza del compito.
5) la mancanza di preparazione adeguata (Esodo 4:13),
6) la mancanza di successi passati (Esodo 5:23),
7) la mancanza di consenso (Esodo 6:12).
Sarebbe difficile trovare un inventario più completo d'insufficienza. Invece di essere ben accolta, quell'apparente umiltà irritò il Signore.
LA RISPOSTA DI DIO
( Esodo 4:14).
"Allora l'ira del SIGNORE si accese contro Mosè ..."
  NOTA BENE
Le scuse avanzate per sostenere la propria inadeguatezza, erano proprio le ragioni per cui Dio l'aveva scelto.
Ora, svuotato d'ogni autonomia, Mosè si sarebbe appoggiato sul suo Dio.
 Il Signore aveva una risposta soddisfacente per ogni lacuna. La chiamata di Dio prevede un aiuto opportuno per compiere l'opera. La debolezza di Mosè divenne un'arma terribile, perché lo costrinse a fare affidamento sulle risorse illimitate del Signore.
Il nostro "chi è sufficiente a queste cose?"
Può essere un'espressione d'incredulità. La risposta gioiosa della fede è:
2° Corinzi 3:6  ( Versione Nuova Riveduta )
 6 Egli ci ha anche resi idonei a essere ministri di un nuovo patto, non di lettera, ma di Spirito; perché la lettera uccide, ma lo Spirito vivifica.
2° Corinzi 3:6  ( Versione Riveduta )
6 ma la nostra capacità viene da Dio, che ci ha anche resi capaci d'esser ministri di un nuovo patto, non di lettera, ma di spirito; perché la lettera uccide, ma lo spirito vivifica.
La vittoria di Gedeone con i suoi trecento soldati:Giudici cap.6,7,8
illustra lo stesso principio da una prospettiva diversa.
La sua risposta alla chiamata divina è un altro esempio d'insufficienza consapevole.
(Giudici 6:12 a 16 )
12 L'angelo del SIGNORE gli apparve e gli disse: «Il SIGNORE è con te, o uomo forte e valoroso!» 13 Gedeone gli rispose: «Ahimè, mio signore, se il SIGNORE è con noi, perché ci è accaduto tutto questo? Dove sono tutte quelle sue meraviglie che i nostri padri ci hanno narrate dicendo: "Il SIGNORE non ci ha forse fatti uscire dall'Egitto?" Ma ora il SIGNORE ci ha abbandonati e ci ha dati nelle mani di Madian». 14 Allora il SIGNORE si rivolse a lui e gli disse: «Va' con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian; non sono io che ti mando?» 15 Egli rispose: «Ah, signore mio, con che salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più povera di Manasse, e io sono il più piccolo nella casa di mio padre». 16 Il SIGNORE gli disse: «Io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo».
 15 "... Ah, signore mio, con che salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la piú povera di Manasse, e io sono il piú piccolo nella casa di mio padre"
Incoraggiato dalla promessa del Signore e dai segni di conferma, Gedeone accettò l'incarico. I 32.000 uomini schierati al suo fianco non bastavano per combattere i 135.000 Madianiti;  (Giudici 8:10 )
agli occhi di Dio, però, l'esercito di Gedeone era "troppo numeroso" (Giudici 7:2 ). La prova di coraggio ne eliminò 22.000,
Restarono  10.000 formando una schiera "ancora troppo numerosa" ( Giudici 7:4). La prova dell'acqua da bere fu superata solo in 300 uomini zelanti e disciplinati. Ora Gedeone era numericamente  inferiore e  Invece di armarli con mezzi potenti, Dio ordinò che fossero equipaggiati con fragili brocche, torce infiammate e semplici trombe. Si potrebbe escogitare una strategia militare più assurda? Tuttavia, gli uomini ubbidienti e selezionati da Dio prevalsero: "... tutti quelli dell'accampamento si misero a correre, a gridare, a fuggire" ( Giudici 7:21).
Numeri ed equipaggiamento inadeguati furono compensati dalla potenza divina. L’insufficienza di quel piccolo esrcito divenne un'arma di vittoria in mano a Dio.
 PERCHÉ GEDEONE FU PRIVATO DI RISORSE UMANE?
( Giudici 7:2).
"Israele potrebbe vantarsi di fronte a me e dire: 'La mia mano è quella che m'ha salvato"
Un motivo simile a quello citato da Paolo:   (1° Corinzi 1:29).
"Affinché nessuna carne si glori nel cospetto di Dio"
"Questa è la strategia divina... far sapere al mondo che il cristianesimo ( vale a dire il trionfo della fede nelle vite individuali e la missione collettiva della Chiesa )  non si può spiegare con nulla d'umano.
 Considerando gli uomini coinvolti, attribuire tali successi alle loro virtù, coraggio e abilità sarebbe assurdo.
L'unica spiegazione possibile è  
LA POTENZA DI DIO .

 Lo Spirito Santo : il soffio di Dio

 
I primi credenti dovevano essere  equipaggiati per essere testimoni potenti di Cristo. a Pentecoste avvenne proprio questo.
Nel vangelo di Luca cap. 6: 12 Gesù prega il Padre prima di eleggere i 12 discepoli, ecco quello che ottiene :
Pietro                pescatore , roccia , impetuoso
Andrea              pescatore
Giacomo e Giovanni   violenti, Gesù li chiamò “ figli del tuono “
                                                                                  Marco 3:17
Filippo               Gesù lo trovò in giro
Bartolomeo       Non si sa chi fosse, conosciamo solo la sua 
                          conversione Giovanni 1: 45 a 51
Matteo               Pubblicano , finanziere , esattore delle tasse ,
                          doganiere, erano rapaci facevano estorsioni,  
                          usavano bilance truccate, erano usurai….
Tommaso          Uomo scettico,malinconico,, riflessivo,
Giacomo          ( Nome  Soppiantatore ), sleale ,, agiva con inganno
Taddeo o Giuda e Giacomo Fratelli di Gesù      increduli
Simone il cananeo o Zelota : apparteneva a un partito politico religioso, sostenevano che solo Dio è re, erano terroristi, complottavano attentati contro l’impero romano volevano cacciare via i romani
Giuda                Il traditore  ( Cambiato poi con Mattia )
Questi uomini ( meno Giuda )  dovevano annunciare il messaggio del Vangelo , ma dovevano prima essere disciplinati e cambiati dal soffio dello Spirito Santo
 Il primo atto compiuto da Cristo risorto nei confronti dei discepoli, mostra come ricevere i benefici del ministero dello Spirito Santo:
(Giovanni 20:19-22). "La sera di quello stesso giorno, che era il primo della set-timana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, Gesú venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: "Pace a voi!" E, detto questo, mostrò loro le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono. Allora Gesú disse loro di nuovo: 'Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi'. Detto questo, soffiò su di loro e disse: 'Ricevete lo Spirito Santo'
Per capire il significato dell'atto con cui Cristo soffia sui discepoli,
o meglio nei,discepoli, consideriamo la parola "Spirito",
Lo Spirito Santo nella radice ebraica 
il nome: «Spirito» traduce il termine ebraico «Ruah» che, nel suo senso primario significa soffio, aria, brezza , vento
Nella lingua del Nuovo Testamento con
Pneuma : Spirito
Pneumatos : Spirito Santo : significa soffio, aria, brezza, vento
Giobbe 33:4,  disse: "Lo Spirito di Dio mi ha creato, e il soffio dell'Onnipotente mi dà la vita" identificando così " il soffio dell'Onnipotente" con "lo Spirito di Dio". Usa una metafora con riferimento allo Spirito Santo che compare spesso nella Scrittura.
 Genesi 2:7 L'uomo divenne anima vivente, quando Dio soffiò nelle sue narici un alito vitale .
Ezechiele 37:9 vide i corpi esanimi diventare un esercito di viventi, quando pregò: "... Vieni dai quattro venti, o Spirito, soffia su questi uccisi, e fa' che rivivano!"
Teniamo a mente questo, e consideriamo l'atto con cui Gesù mostra ai discepoli la Sorgente della loro vita e forza.
1) Prima, per due volte, dà la Sua pace ai discepoli  
                                                               (Giovanni 20:19, 21).
2) Poi annuncia loro il Grande Mandato:
Giovanni 20: 21 "...Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi"
3) A questo punto, Gesù "... soffiò su di loro e disse: 'Ricevete lo Spirito Santo'    Giovanni 20: 22.
Senza la presenza e l'aiuto dello Spirito, non avrebbero potuto attuare il piano divino. Questa è una sorta di anticipazione, in piccolo, di ciò che si sarebbe adempiuto pienamente a Pentecoste.
 ERA UNA UNZIONE MOMENTANEA NELL’ATTESA DELLA PENTECOSTE : Giovanni 14:16,17
………. Dimora con voi , e sarà in voi ……..
 La persona dello Spirito Santo
Lo  Spirito Santo è la terza persona della Trinità , rivelata dalla Parola di Dio . Vediamo con pochi versetti la Persona dello Spirito Santo nel V.T
                             Lo Spirito Santo   nel Vecchio Testamento
Lo Spirito Santo  nel V.T. era conosciuto come lo Spirito del Signore o lo Spirito di Dio , investiva determinate persone in varie circostanze  poi ritornava presso il trono di Dio .:
Lo Spirito Santo partecipa alla creazione            GENESI 1:2
Riempie Belsasel                                                 ESODO 31:3
Lo Spirito di Dio fu sopra Balaam                       NUMERI 24:2
Lo Spirito del Signore Investe Saul                    1°SAMUELE 10:6 E 10
Lo Spirito del Signore investe Davide                1° SAMUELE 16:13
Lo Spirito del Signore s’impadronì di Azaria     2° CRONACHE 15:1
Lo Spirito del Signore  investi Zaccaria              2° CRONACHE  24:20
Lo Spirito dell’Eterno sopra Sansone                  GIUDICI 15:14,15
Lo Spirito di Dio su due persone                          NUMERI 11:26 A 29
LA PERSONALITA’ DELLO SPIRITO SANTO NEL 
                                  NUOVO TESTAMENTO
Può accadere che ci siano dei malintesi sulla persona dello Spirito Santo , per il fatto che non si presenta in prima persona , cioè non parla di suo ma, ma riferisce quello che ha udito e che è stato incaricato di dire
Giovanni 16:13  Atti 13:2 .
LO SPIRITO SANTO FA TUTTO CIO’ CHE SOLO UNA PERSONA PUO’ FARE
  1. a) Lo Spirito Santo fa l’opera di convinzione Giovanni 16:8
  2. b) Lo Spirito Santo insegna Giovanni 14:26 ; 16:13,15
                                                                    1° Giovanni 2:27
c) Lo Spirito Santo parla Galati 4:6
  1. d) Lo Spirito Santo intercede 1° Giovanni 5:14 ; Romani 8:26
  2. e) Lo Spirito Santo Conduce Atti 16:6,7 ; Atti 8:29 ; 10:19 ;
                                                                    Atti 13:2  ; 20 :23  Romani 8:14
  1. f) Lo Spirito Santo nomina e incarica persone per il servizio
                                                                      Atti 13:2  ; 20:28
  1. g) Lo Spirito Santo viene mandato da Gesù da parte del Padre
                                                                           Giovanni 15:26
  1. h) Lo Spirito Santo compie operazioni :
     RIGENERA        Giovanni 3:6
     SUGGELLA        Efesi4:30
     BATTEZZA        1° CORINZI 12:13
     RIEMPIE             EFESI 5:18 
Lo Spirito Santo viene mandato nel mondo     Giovanni 14:16 ,26  ; 17; 7
Lo Spirito santo può essere ferito moralmente
CONTRISTARLO ( fare il contrario di quello che lui ci indica )    Efesi 4:30
SOFFOCARLO                         1° Tessalonicesi 5.19
BESTEMMIARLO e PARLARE MALE                     Matteo 12:31
MENTIRGLI                             Atti 5:3
OLTRAGGIARLO E DISPREARLO E’ PACCATO    Ebrei 10:29
GESU’ LO PRESENTA COME UNA PERSONA
CONSOLATORE , AVVOCATO,  CONSIGLIERE  . Giovanni 14:16 ,17 , 26
                                                                     Giovanni :16:7 , 1° Giovanni 2:1 ,2
Come potrebbe guidarci , istruirci , potenziarci , santificarci se Egli fosse semplicemente una delle tante creature di Dio ? Molti gruppi lo indicano come la forza attiva di Dio ma questo non trova appoggio nella parola di Dio
BATTESIMO ( IMMERSIONE ) NELLO SPIRITO SANTO
 Atti 1:8 Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra».
  Nota : Nella versione greca il termine potenza è tradotto con “ dunamin “ : dinamite
 Atti 2:1- 4
Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo. 2 Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov'essi erano seduti. 3 Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. 4 Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi.
"Bloccati tra la  Pasqua e la Pentecoste".
 Questa diagnosi sconcertante sulla condizione spirituale di molti credenti è degna d'attenta riflessione. Ci si può rallegrare del fatto che Cristo sia risorto, ma non sperimentare il rivestimento di potenza promesso da Cristo risorto. Qual è il motivo di tanta differenza tra la chiesa delle origini e quella dei nostri giorni?
La spiegazione è semplice: non sì possono avere i frutti senza le radici. Il "successo" dei primi cristiani dipendeva dal loro rivestimento di potenza. Secondo la Scrittura, tale pienezza spirituale è a disposizione dei credenti di oggi dove  Atti 2:38 E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. 39 Perché per voi è la promessa, per i vostri figli, e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà».  
L'opera del Calvario doveva necessariamente essere seguita dalla Pentecoste .
Secondo il piano di Dio, senza la Pentecoste l'obiettivo del Calvario di salvare un mondo perduto sarebbe fallito.
I grandi fatti su cui si basa sono :
la nascita di Cristo , la Sua vita, la Sua morte vicaria
la redenzione e la  risurrezione - si erano verificati da più  di quaranta giorni, ma niente era ancora accaduto.
Ma nel tempo previsto, a Pentecoste, il piano di Dio si manifestò nel rendere spiritualmente pronti e capaci degli uomini chiamati a metterlo in atto. Il tempo della discesa dello Spirito Santo era stato indicato secoli prima : 
Levitico 23). La festa di Pentecoste si celebrava cinquanta giorni dopo la Pasqua
La Pentecoste cristiana avvenne cinquanta giorni dopo il sacrificio della " nostra Pasqua, cioè Cristo".
Questo accadde, con tutte le benedette conseguenze che conosciamo : LA DISCESA DELLO SPIRITO SANTO
Lo Spirito Santo
 scese "quando il giorno della Pentecoste giunse ..." (Atti 2:1). Nessun preparativo dei discepoli avrebbe potuto determinare la Sua venuta in un altro momento. Tuttavia, quest'atto sovrano di Dio coincise con una profonda umiliazione e ricerca spirituale da parte dei discepoli (cfr. Atti 1:4, 5, 8,14).
Lo Spirito Santo non sarebbe mai disceso su uomini e donne che non avevano un cuore preparato. Nei giorni di attesa e preghiera, avevano maturato il desiderio ardente di ricevere ciò che Gesù aveva loro anticipato:  (Luca 24:49).  “... io mando su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi, rimanete in questa città, finché siate rivestiti di potenza dall'alto"
A Pentecoste, giunsero a maturità il piano sovrano di Dio e la necessaria preparazione dei discepoli. Immediatamente seguì un intervento spontaneo dal cielo, attraverso tre fenomeni soprannaturali :
SPIRITUALI : DELLO SPIRITO SANTO
1)  (Atti 2:2). IL VENTO
 "Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento
( di natura divina ) impetuoso che soffia, e riempi tutta la casa dov'essi erano seduti" Fu un'esperienza collettiva, segno della presenza dello Spirito Santo in mezzo alla chiesa.
( Nota : Nella versione greca il termine come di vento impetuoso che soffia è tradotto con:  come di vento impetuoso che soffia con respiro forzato )
 2) Atti 2:3 LINGUE DI FUOCO VISIBILI :
"Apparvero loro delle lingue come di fuoco ( di natura divina ) che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro"
(Atti 2:3). Questa fu un'esperienza individuale, simbolo del ministerio purificante, illuminante, consolante dello Spirito.
3) Atti 2:4 CAMBIAMENTO DELLA LINGUA TERRENA
                  IN LINGUA  ( NON TERRENA ) DELLO SPIRITO :
" Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi.
 IL TERMINE : come lo Spirito dava loro di esprimersi, Nell’originale Greco Antico è ancora più profondo, è tradotto con: LALEIN ETERAIS ( UN PARLARE SENZA FORMULARE IL PENSIERO, PERCHE’ LA LORO MENTE E LA LORO LINGUA ERA SOTTO L’ESPRESSIVITA’  DELLO SPIRITO SANTO,
non un parlare naturale, i 120 era  parlavano in lingue di propria iniziativa, non inventavano le lingue, ma parlavano come lo Spirito dava loro di esprimersi,cioè lingue date dallo Spirito Santo  )
 4) Atti 2:5 a12 LA CAPACITA’ DI PARLARE LE LINGUE  
                       TERRENE SENZA AVERLE STUDIATE
5 Or a Gerusalemme soggiornavano dei Giudei, uomini religiosi di ogni nazione che è sotto il cielo. 6 Quando avvenne quel suono, la folla si raccolse e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. 7 E tutti stupivano e si meravigliavano, dicendo: «Tutti questi che parlano non sono Galilei? 8 Come mai li udiamo parlare ciascuno nella nostra propria lingua natìa? 9 Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell'Asia, 10 della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia cirenaica e pellegrini romani, 11 tanto Giudei che proseliti, Cretesi e Arabi, li udiamo parlare delle grandi cose di Dio nelle nostre lingue». 12 Tutti stupivano ed erano perplessi chiedendosi l'uno all'altro: «Che cosa significa questo?»
 La Pentecoste descritta negli Atti aveva un significato storico, ma anche implicazioni pratiche e personali, sia per i discepoli di allora, sia per noi che abbiamo creduto attraverso le loro parole
(cfr. Giovanni 17:20).
Essi sapevano d'aver ricevuto qualcosa d'importante. Invece di nascondersi dietro porte chiuse "per timore dei Giudei" (Giovanni 20:19),
 Ora "annunziavano la Parola di Dio con franchezza" e "prendevano il loro cibo assieme con letizia e semplicità di cuore, lodando Iddio, e avendo il favore di tutto il popolo" (Atti 4:31; 2:46, 47).
 Le moltitudini radunate a Gerusalemme capirono che i discepoli avevano realizzato qualcosa d'inspiegabile.
 Erano stupiti di quel miracolo, ma gli schernitori dicevano:
"Sono pieni di vino dolce" (v. 13).
 Erano più vicini alla verità di quanto sospettavano, eppure troppo miopi per riconoscerla. Pronto a rispondere, Pietro allora replicò: " (cfr. Atti 2:14-18)  14 Ma Pietro, levatosi in piedi con gli undici, alzò la voce e parlò loro così:
«Uomini di Giudea, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, vi sia noto questo, e ascoltate attentamente le mie parole. 15 Questi non sono ubriachi, come voi supponete, perché è soltanto la terza ora del giorno; 16 ma questo è quanto fu annunciato per mezzo del profeta Gioele: "  ( Gioele 2:28 a 30 )
 Non erano imbottiti di stimolanti umani , ma "riempiti della dinamite ( dunamin ) divina". Lo Spirito Santo
 Paolo diceva alla chiesa di Efeso
Efesi 5:18 Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza. Ma siate ricolmi di Spirito, 19 parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e salmeggiando con il vostro cuore al Signore; 20 ringraziando continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo; 21 sottomettendovi gli uni agli altri nel timore di Cristo.
LA POTENZA TRASFORMATRICE
DELLO SPIRITO SANTO
Lettura biblica: 2 Corinzi 3:1-18
2Cor 3:1 Cominciamo forse di nuovo a raccomandare noi stessi?
 O abbiamo bisogno, come alcuni, di lettere di raccomandazione presso di voi o da voi? 2 La nostra lettera, scritta nei nostri cuori, siete voi, lettera conosciuta e letta da tutti gli uomini; 3 è noto che voi siete una lettera di Cristo, scritta mediante il nostro servizio, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente; non su tavole di pietra, ma su tavole che sono cuori di carne.
4 Una simile fiducia noi l'abbiamo per mezzo di Cristo presso Dio. 5 Non già che siamo da noi stessi capaci di pensare qualcosa come se venisse da noi; ma la nostra capacità viene da Dio.
6 Egli ci ha anche resi idonei a essere ministri di un nuovo patto, non di lettera, ma di Spirito; perché la lettera uccide, ma lo Spirito vivifica.
7 Or se il ministero della morte, scolpito in lettere su pietre, fu glorioso, al punto che i figli d'Israele non potevano fissare lo sguardo sul volto di Mosè a motivo della gloria, che pur svaniva, del volto di lui, 8 quanto più sarà glorioso il ministero dello Spirito? 9 Se, infatti, il ministero della condanna fu glorioso, molto più abbonda in gloria il ministero della giustizia. 10 Anzi, quello che nel primo fu reso glorioso, non fu reso veramente glorioso, quando lo si confronti con la gloria tanto superiore del secondo; 11 infatti, se ciò che era transitorio fu circondato di gloria, molto più grande è la gloria di ciò che è duraturo.
12 Avendo dunque una tale speranza, ci comportiamo con molta franchezza, 13 e non facciamo come Mosè, che si metteva un velo sul volto, perché i figli d'Israele non fissassero lo sguardo sulla fine di ciò che era transitorio. 14 Ma le loro menti furono rese ottuse; infatti, sino al giorno d'oggi, quando leggono l'antico patto, lo stesso velo rimane, senza essere rimosso, perché è in Cristo che esso è abolito. 15 Ma fino a oggi, quando si legge Mosè, un velo rimane steso sul loro cuore; 16 però quando si saranno convertiti al Signore, il velo sarà rimosso. 17 Ora, il Signore è lo Spirito; e dove c'è lo Spirito del Signore, lì c'è libertà. 18 E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione del Signore, che è lo Spirito.
 ( VERSO D’ORO DELLA LEZIONE : 2 Corinzi 3:18)
"E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione del Signore, che è lo Spirito"
Come si diventa simili a Cristo?
Il versetto citato risponde in modo opportuno alla domanda.
 L'esperienza cristiana varia da persona a persona; tuttavia, qui scopriamo un gran segreto per somigliare a Gesù. Il brano evidenzia il contrasto tra la legge e la grazia,
tra la gloria passeggera dell'antico patto e lo splendore immortale del nuovo. Tra Mosè con il volto velato, ed il credente con il volto scoperto V. 13 A 16 .
L'antico patto richiedeva all'uomo, con i propri sforzi, di soddisfare i requisiti della santità di Dio. Davanti ad una simile richiesta, l'uomo non aveva speranza.
Il nuovo patto rivela che la trasformazione del carattere non dipende da una lotta sofferta, ma dal contemplare Cristo, dalla fede e dall'opera dello Spirito.
 L'antico patto promulgato da Mosè era un ministero di morte e di condanna ;
il nuovo patto inaugurato con il sacrificio di Gesù è un ministero di giustizia e di vita (v. 7, 8).
 Confronta con EBREI 9:15 A 28 E 10: 19 A 22
Sotto l'antico patto Mosè aveva espresso un desiderio:
ESODO 33:18"Ti prego, fammi vedere la tua gloria!".
L'avverarsi di questo desiderio è possibile nel nuovo patto:
 2 Corinzi 3:18)
"E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione del Signore, che è lo Spirito"
 UNA VISIONE OGGETTIVA
"E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore ...".
La trasformazione del carattere non avviene con la filosofia dell'introspezione soggettiva,
 ( è un atto del pensiero che consiste nell'osservazione diretta ed analisi della propria interiorità . riaffermata  con Socrate come la psicoterapia : la cura dell’anima )
e neppure confrontandoci con gli altri, ma soltanto attraverso una visione oggettiva della gloria del Signore e del Signore della gloria;
una visione di "... Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi santificazione ..." (I Corinzi 1:30 Ed è grazie a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione ;).
Dove si può vedere il Signore?
1) Nella Parola scritta: lo specchio che rivela la Sua perfetta umanità, il Suo carattere integro, la Sua unica Persona e la perfetta opera di riconciliazione da Lui compiuta.
Con riferimento alla Parola di Dio, Gesù dice:
Giovanni 5:39 :   "Investigate le Scritture ... esse son quelle che rendono testimonianza di me"
Paolo nella lettera in 2 Corinzi 4:6
afferma :
 perché il Dio che disse: «Splenda la luce fra le tenebre», è quello che risplendé nei nostri cuori per far brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio che rifulge nel volto di Gesù Cristo."
Dove è ritratto quel volto?
Non sulla tela di un pittore, perché anche i quadri più belli riproducono soltanto la mera fantasia dell'artista. Possiamo vedere il Signore nei resoconti ispirati dei Suoi Profeti e Apostoli  che, sotto la guida dello Spirito Santo, ci hanno fornito con accuratezza il Suo ritratto completo.
I Giudei videro il volto di Cristo, ma non scorsero la Sua gloria, perché nella loro mente c'era un velo di pregiudizio, odio e incredulità.
Era un velo più impenetrabile di quello che nascondeva il volto raggiante di Mosè (cfr. 2 Corinzi 3:7). Paolo afferma, però, che quel velo è abolito in Cristo ( v. 14 ).
Ora i termini  "noi tutti", non un gruppo selezionato di persone,
"a viso scoperto" possiamo contemplare la Sua gloria . Qui si allude alla gloria e alla potenza di Gesù: l'eccellenza del Suo carattere e della Sua condotta, che traspare ovunque dalle Scritture.
UNA TRASFORMAZIONE SOGGETTIVA
"... Siamo trasformati nella sua stessa immagine ...".
Questa visione oggettiva ha uno scopo soggettivo: trasformarci "nella Sua stessa immagine".
Dio non è soddisfatto di come siamo. Noi stessi non possiamo accontentarci del modo in cui siamo fatti, se ci conosciamo veramente. Il Figlio dell'uomo procurò gran gioia al Padre, perché adempì i propositi divini e Lo onorò con la propria condotta. Il piano di Dio è che tutti i Suoi figlioli siano "trasformati" o, secondo il significato della parola, "trasfigurati" nella Sua somiglianza. La trasfigurazione di Cristo sotto gli occhi dei discepoli, discostò per un momento il velo della carne che nascondeva la Sua gloria,
permettendo ai tre sul monte di ammirarla seppure per breve tempo.
Giovanni (1:14
 "E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre",
 scrisse dopo alcuni decenni l’evangelista Giovanni
Pietro affermò "... Siamo stati testimoni oculari della sua maestà",
 2 Pietro 1:16 Infatti vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del nostro Signore Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole abilmente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua maestà.
Pietro, fu un’ altro dei tre privilegiati presente in quell'occasione della trasfigurazione di Gesù.
 Nessun uomo possiede tale gloria in sé stesso. Dio non si propone di renderci un'imitazione esteriore di Cristo, ma di trasformarci interiormente.
 Questa trasformazione non è transitoria e che tende a svanire
Non perderemo la gloria come Mosè:
( 2 Corinzi 3:7 )."... i figli d'Israele non potevano fissare lo sguardo sul volto di Mosè a motivo della gloria, che pur svaniva, del volto di lui"
Sarà una gloria che si mantiene nel tempo:
  1. 11. "Perché, se ciò che aveva da sparire fu circondato di gloria, molto più ha da esser glorioso ciò che ha da durare"
QUAL È IL METODO DI QUESTA TRASFORMAZIONE ?
2 Corinzi 3:18)
Contemplando ...".( termine : Fissare lo sguardo e il pensiero su qualcosa che suscita ammirazione, stupore, meraviglia.
dal latino: con-templum : per mezzo lo spazio del cielo.
Un continuo, concreto ammirare Cristo, affidandosi allo Spirito Santo perché operi tale cambiamento.
Non una lotta disperata contro ciò che vuol renderci prigionieri. La parola "contemplando", si può rendere anche "riflettendo".
Uno studioso traduce così il versetto:
"E tutti noi, riflettendo la gloria del Signore a volto scoperto".
In altre parole, mentre contempliamo la gloria di Cristo, siamo trasformati a Sua somiglianza e perciò, durante il cambiamento, riflettiamo l'immagine in cui siamo trasformati.
Riflettere è il risultato inevitabile del contemplare.
È risaputo che assomiglieremo alle cose o alle persone che
guardiamo.
L'occhio esercita una grande influenza sulla vita e sul carattere di una persona, è il veicolo con cui la mente si ciba. L'educazione di un figlio si compie soprattutto attraverso i suoi occhi.
I comportamenti e le abitudini della gente che osserva continuamente modellano la sua vita.
Ciò spiega la forte influenza che esercitano i film sui giovani.
 Essi diventano simili a quello che fissano con lo sguardo. Ecco perché la Scrittura esorta vivamente a fissare lo sguardo su Gesù (cfr. Ebrei 12:2).
Se osserviamo attentamente le persone che camminano lungo i marciapiedi delle nostre città, scorgeremo tanti duplicati di attori o cantanti famosi. I loro ammiratori li copiano nel vestire, nel parlare, nel comportamento. Diveniamo simili alle persone che ammiriamo.
Alessandro il Grande studiò l'Iliade d'Omero e, come risultato, partì per conquistare il mondo.
 William Cowper (1731-1800), il famoso poeta inglese, da ragazzo lesse un trattato in favore del suicidio e, a motivo del suo carattere molto fragile, ne fu talmente influenzato che più avanti negli anni tentò di distruggere la propria vita, proprio per l'influenza del libro letto in gioventù; cadde in una grave depressione che lo indusse a lasciare la sua florida attività. Fu soltanto la sua conversione a Cristo che lo ristabilì pienamente.
Uno sguardo frettoloso a Gesù, magari dopo essersi attardati la in faccende vane, un stress continuo nella vita quotidiana, senza mettere da parte momenti di intensa comunione con Cristo  non produrrà mai una vera trasformazione del carattere.
Perché l'immagine sia perfetta, il soggetto da ritrarre deve essere messo bene a fuoco. Il velo di separazione o diaframma, deve essere rimosso. Il soggetto deve restare fermo, con lo sguardo fisso, per tutto il tempo dell'esposizione. Dopo che l'immagine è stata trasferita nella pellicola, segue il processo in cui gli acidi mangiano tutto ciò che nasconde la corrispondenza al soggetto. Questo è il ministero dello Spirito Santo che, mentre ci arrendiamo alla Sua influenza, rimuove dalla nostra vita ciò che non
corrisponde a Gesù e c'impartisce le Sue perfezioni.
Dobbiamo anche riflettere la gloria del Signore, come Mosè dopo i quaranta giorni di permanenza sul monte. Attraverso lo specchio della Scrittura, osserviamo la gloria di Cristo. Quella gloria risplende in noi, poi noi stessi la riflettiamo ad altri. Nel caso di Mosè si trattava di un riflesso transitorio, che svaniva; ma per noi non deve essere così. Dobbiamo rispecchiare bene Cristo agli occhi del mondo. Può accadere che riflettiamo la Sua immagine in modo di-storto e opacizzato, come nel caso di uno specchio deformato. Gli increduli possono vedere Cristo soltanto attraverso il Suo riflesso in noi. Quanto è importante perciò rappresentarlo bene, cioè non mostrare attitudini carnali, ma la Sua bellezza e gloria morale. Ciò che rispecchiamo di Cristo, dovrebbe trasformare il loro antagonismo e indifferenza in attrazione e fede.
UN'ESPERIENZA PROGRESSIVA
"...Siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria.."
I traduttori rendono quest'ultima frase in modo vario. Tutte le versioni, però, presentano l'idea di un progresso.
"  Attraverso progressivi livelli di gloria";
 " In uno splendore crescente";
"  Da una gloria riflessa ad una gloria interiore";
"  Con un grado crescente di luminosa santità".Una cosa appare chiara. Non è volontà di Dio che la nostra esperienza sia qualcosa di statico. Abbiamo infinite possibilità di crescere a somiglianza di Cristo. Ciò non sarà il risultato di qualche momento di esaltazione, ma di un'esperienza progressiva. Il cambiamento interiore prodotto dallo Spirito Santo ci rende sempre più simili al Signore.
Siamo trasfigurati mediante il rinnovamento della nostra mente che si rifletterà nella nostra condotta. 
Romani 12:2 Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.
 Tito 3:5 egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo,
1Pietro 1:15 ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta,
 1Pietro 2:12 avendo una buona condotta fra i pagani, affinché laddove sparlano di voi, chiamandovi malfattori, osservino le vostre opere buone e diano gloria a Dio nel giorno in cui li visiterà.
 L'AGENTE DELLA TRASFORMAZIONE
2 Corinzi 3:18
"... Secondo l'azione del Signore, che è lo Spirito".
L'originale riporta letteralmente: "Il Signore lo Spirito". È una frase insolita, che richiederebbe una puntualizzazione di carattere teologico. Un commentatore afferma:
"Paolo sembra identificare il Signore risorto con lo Spirito Santo. Dobbiamo ricordare, però, che l'apostolo non stava scrivendo un trattato di teologia; stava semplicemente considerando l'esperienza cristiana. La vita d'ogni credente mostra che l'opera dello Spirito Santo e l'opera di Cristo coincidono.
NOTA : La forza, la luce, la guida che riceviamo provengono sia dallo Spirito Santo , sia dal Signore risorto.
Di fatto, questa trasformazione avviene mediante l'azione dello Spirito Santo
Nota : La Versione italiana della Diodati  traduce: "... 18 E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore.
Non dobbiamo dimenticarci che quest'opera implica anche la nostra responsabilità. Il cambiamento ad immagine di Cristo non è automatico, richiede un impegno morale :
Dobbiamo "spogliarci" e "rivestirci" di certe cose, come espressione della nostra volontà rinnovata :
Efesi 4:  21 Se pure gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti secondo la verità che è in Gesù, 22 avete imparato per quanto concerne la vostra condotta di prima a
spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici;
23 a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente 24 e a rivestire l'uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità.
Ciò non accade passando giornate a sognare passivamente di Cristo. Bisogna "contemplare la gloria del Signore" con una fede attiva. Lo Spirito Santo allora esercita le Sue qualità, rivelando la gloria di Gesù e riproducendo in noi quella somiglianza, con uno splendore crescente, guidandoci in tutta la verità. Noi contempliamo Cristo, confidando che lo Spirito Santo ci trasformi a Sua immagine. Lo contempliamo con un'ammirazione silenziosa e riverente, esaminiamo il Suo carattere, meditiamo sulle Sue opere e lo Spirito Santo intreccia nel tessuto della nostra vita ciò che il Signore ci vuole donare .
In vista di quest'obiettivo, lo Spirito Santo esercita un'azione positiva e una negativa. Per prima cosa, ci rivela cosa non è conforme a Cristo nella nostra vita. Dobbiamo "spogliarci" di ciò che è estraneo alla Sua perfezione. Tale opera rivelatrice non è piacevole, anzi può essere sconvolgente. Nonostante le nostre ammissioni d'indegnità, infatti, siamo molto parziali in nostro favore. Non ci piace essere valutati dagli altri come a volte confessiamo di essere. Tuttavia, se desideriamo sinceramente essere trasformati, abbandoneremo quel che deturpa l'immagine di Gesù in noi. Il Signore non ci solleva dalle nostre responsabilità. Dobbiamo fare la nostra parte.
Paolo indica altrove cosa bisogna lasciare per somigliare a Cristo: Colossesi 3:8, 9  "... ira, collera, malignità, calunnia; e non vi escano di bocca parole oscene. Non mentite gli uni agli altri, perché vi siete spogliati dell'uomo vecchio con le sue opere"
Lo Spirito Santo rivela ciò che va abbandonato, e ci mette nella condizione di farlo:
Romani 8:13 "... se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete"
Non siamo lasciati soli a noi stessi per tirarci fuori dai guai con i nostri sforzi, come coloro che vissero nell'Antico Testamento.
Abbiamo il Paracleto, un aiuto potente che si diletta nel farci su-perare i nostri limiti, quando bramiamo somigliare a Gesù nel carattere e nella condotta. Lo Spirito Santo, poi, ci rivela le grazie che possiamo far nostre, e ci rende capaci di appropriarcene.
Una tragedia nella vita di molti credenti è la povertà d'esperienza; inconcepibile di fronte alla vastità di privilegi che Dio ha loro accordato.
Purtroppo, però, non se n'appropriano.
"Benedetto sia l'Iddio e Padre del nostro Signor Gesù Cristo", il quale ci ha benedetti d'ogni benedizione spirituale ne' luoghi celesti in Cristo".
1 Cor 3:22 Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, le cose presenti, le cose future, tutto è vostro! ".
2 Pietro 1:3 La sua potenza divina ci ha donato tutto ciò che riguarda la vita e la pietà mediante la conoscenza di colui che ci ha chiamati con la propria gloria e virtù..
Ogni grazia che contempliamo nel carattere del Signore, può essere nostra in misura sempre crescente, mentre ci affidiamo allo Spirito affinché la riproduca in noi.

"Contemplando ...

Siamo trasformati".

          IL FUOCO PURIFICATORE
              DELLO SPIRITO SANTO
                      (I Re 18:38)
    "Allora cadde il fuoco del SIGNORE . "
 
Lettura biblica: I Re 18:1- 40
La storia che consideriamo è tra le più drammatiche dell'Antico Testamento. La narrazione è intensa; i personaggi agiscono in modo spettacolare. I temi sono di grande importanza; la conclusione è gloriosa. Elia, il profeta solitario, è un personaggio tra i più noti della storia d'Israele. Appare subito come il difensore dei diritti divini; il profeta dei momenti critici, Colui che non scende a compromessi con la religione pagana , colui che difende con forza la vera adorazione, colui ce si oppone con forza all’idolatria
 Poi scompare all'improvviso in un turbine, a bordo di un carro di fuoco. Il Nuovo Testamento parla d'Elia più d'ogni altro profeta. Il suo primo atto pubblico sulla scena della storia, fu chiudere i cieli mediante la preghiera. Non piovve per tre anni e mezzo
1 RE  17: 1 E  1 RE 18: 42 A 45 ; GIACOMO 5:17,18
Fu un giudizio mandato da Dio perché Israele era caduto nell'idolatria. Non abbiamo notizie precedenti sulla vita condotta da Elia. Senza dubbio, il suo ministero pubblico aveva una profonda preparazione alle spalle.
Un servizio tanto efficace può derivare solamente da un incontro personale con il Signore e in  una comunione costante con Lui.
Aveva ricevuto la chiamata profetica in segreto. Attraverso prove che ignoriamo aveva sviluppato una fiducia assoluta nel Signore. Era stato liberato dalla paura dell’uomo, ma coltivava un sacro timore di Dio .
 Fisicamente, aveva un'apparenza rude  ma sobria.
   2 RE 1: 7 e 8 
Era un uomo con un temperamento impetuoso
1°RE CAPITOLI 17,E 18
Moralmente , era un uomo di gran coraggio, fede e zelo.
 ( Il carattere si rivela debole  nella crisi , ma Dio poi fortifica
  1 RE 19: 1 A 18 )
 
Il coraggio di Elia era motivato: " SIGNORE, DIO d'Abraamo, d'Isacco e di Israele, che oggi si conosca che tu sei Dio in Israele, che io sono tuo servo, e che ho fatto tutte queste cose per ordine tuo" ( v  36 )
QUESTO VERSETTO EVIDENZIA TRE COSE:
  1. Elia aveva uno zelo consumante per la gloria del Signore
… “ Che oggi si conosca che tu sei Dio ...". Era questo il suo primo pensiero.
 La sua anima era pervasa da una santa gelosia per la gloria di Dio.
  1. Elia era contento d'essere un servo del Signore.
 " ( Si conosca)  che io sono tuo servo ...".
Riconosceva d'essere proprietà esclusiva di Dio e questo lo  voleva dichiarare pubblicamente.
  1. Elia ubbidiva ai comandi del Signore.
" ... Che ho fatto tutte queste cose per ordine tuo".
Non aveva agito per sua iniziativa, ma le sue azioni erano dettate dalla Parola di di Dio .
L'appello rivolto ad Israele (1 RE 18:19), non fu una decisione dell'ultima ora.
A giudicare dai risultati, il profeta deve avere passato molto tempo in preghiera, fino a ricevere dal Signore il piano d'azione.
Soltanto una continua comunione con Dio può produrre tanta fede.
 Elia si rammaricava per l'apostasia della nazione. Sul trono c'era il re più malvagio e instabile della storia d'Israele. La Scrittura afferma che, prima ancora di sposarsi, "Acab, figlio di Omri, fece ciò che è male agli occhi del SIGNORE più di tutti quelli che l'avevano preceduto"
(I Re 16:30 A 33).
 
 
A QUESTO ACAB AGGIUNSE UN ALTRO DEMERITO:
 "Come se fosse stato per lui poca cosa abbandonarsi ai peccati di Geroboamo ... prese per moglie Izebel... andò ad adorare Baal, a prostrarsi davanti a lui,….
 Acab fece più di quello che avevano fatto tutti i precedenti re d'Israele per provocare lo sdegno del SIGNORE, Dio d' Israele"
(vv. 30-33).
In Israele, ormai, il culto dominante era quello di Baal. Elia compare sulla scena in mezzo a questa crisi storica, quando la vera religione e la moralità erano quasi del tutto sparite.
LA SFIDA DEL FUOCO
(I Re 18:24).
"Il Dio che risponderà mediante il fuoco, Lui è Dio"
Non potevano esserci compromessi tra l'adorazione di DIO e il culto a Baal, né possibilità di coesistenza pacifica. L'uomo di Dio fa precipitare la crisi.
Il Signore ha sempre l'uomo giusto per l'ora della verità.
 Egli lo prepara in segreto; poi lo manifesta nel momento critico. Dio non resta mai privo di testimoni.
C'è sempre un Lutero, un Calvino, un Wesley, un Whitefield, un Moody o un Torrey.
 La grandezza del carattere d'Elia si vede soprattutto nella vicenda del monte Carmel.
 
Era "... un uomo sottoposto alle nostre stesse passioni ...",
GIACOMO 5:17
ma anche dal coraggio e fede straordinari.
Elia affrontò da solo il potere religioso della nazione.
Gettò  sfida e invitò le false divinità ad una prova di forza con il suo Dio.
Era una prova assolutamente equa. Baal era considerato il dio del fuoco; quindi, la prova si sarebbe svolta nel suo elemento.
 "Il Dio che risponderà mediante il fuoco, lui è Dio",
suggerì Elia. Nessuno poteva sollevare obiezioni.
Il ragionamento era limpido e cristallino.
( 1 RE 18:21 ). ". "Fino a quando zoppicherete dai due lati?", "... Se il SIGNORE è Dio, seguitelo; se invece lo è Baal, seguite lui".
li rimproverò Era l'ora della verità: dovevano fare una scelta.
IL SIGNIFICATO DEL FUOCO
Esodo 19:18
"... il SIGNORE vi era disceso in mezzo al fuoco ..."
Il significato della prova del fuoco era chiaro per il  popolo d'Israele. Tutti potevano ricordare . Tutti potevano ricordare episodi in cui Dio aveva risposto per mezzo del fuoco.
1) Ad esempio, Dio si era manifestato a Mosè attraverso un  pruno in fiamme.
 ( Esodo 3:2, 4).
"L'angelo del SIGNORE gli apparve in una  fiamma di fuoco ... Allora Dio lo chiamò di mezzo di  mezzo al pruno ..."
 
2) Il fuoco aveva indicato la presenza divina sul Sinai :
 
(Esodo 19:18). “ Il monte Sinai era tutto fumante, perché il SIGNORE vi era sceso in mezzo al fuoco ..."
3) Dio aveva scelto di rappresentare la Sua presenza aI popolo con un fuoco che ardeva di notte sul tabernacolo:
(Esodo 40:35, 38). La gloria del SIGNORE riempiva il tabernacolo... di notte vi stava un fuoco visibile a tutta la casa d'Israele durante tutti i loro viaggi"
4) Una manifestazione simile aveva accompagnato la dedicazione del tempio:
(II Cronache 7:1). "Quando Salomone ebbe finito di prega re, il fuoco scese dal cielo, consumò l'olocausto e i sacrifici, la gloria del SIGNORE riempi la casa"
Il fuoco soprannaturale di Dio era un segno della Sua presenza e della sua accettazione per i sacrifici offerti.
Tale era il significato del fuoco nell'Antico Testamento.
 
 
E’ così ancora oggi?
Nel Nuovo Testamento, il fuoco raffigura la presenza e la potenza dello Spirito Santo. Giovanni battista annunciò il ministero del Messia dichiarando:
(Matteo 3:11) "... egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con il   
                             fuoco"
La sua profezia si adempì nel giorno della Pentecoste, quando lo Spirito Santo venne con potenza sui discepoli radunati:
(Atti 2:3) "Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro"
NOTA : Ai giorni d'Elia, il fuoco santo era scomparso dall'altare di Dio, ed il fuoco profano bruciava sugli altari di Baal. La gloria di Dio si era ritirata; nessuno poteva riaccendere  quella fiamma sacra.
 
Secoli prima ci avevano provato Nadab e Abiu, ma erano morti perché
"presentarono al SIGNORE del fuoco estraneo".
     Levitico  10:1; Numeri 3:4; 26:61
  ( NOTA      Datan e Abiram le loro famiglie e altre 250 persone furono inghiottite dall’inferno pechè avevano offerto a Dio incenso straniero, appartenente al culto degli idoli ) 
                                                           NUMERI 16: 16 A 34
Il vero fuoco di Dio non si può contraffare senza essere puniti.
Ai nostri giorni, nella vita di molti credenti manca il fuoco autentico di Dio;
 la presenza potente dello Spirito Santo. Quasi tutto ciò che li riguarda si può spiegare a livello naturale. Ci sono vite che non sono state toccate dal fuoco. C'è ancora bisogno che il fuoco divino divampi per fermare l'attenzione della gente.
 
Oggi ci sono chiese ben organizzate, ministri dell'Evangelo ben istruiti; grandi risorse di uomini e mezzi. Tuttavia, il mondo resta confuso e distratto.
 
NOTA : La nostra preghiera dovrebbe essere: "Signore, manda il Tuo fuoco". Cos'altro può risolvere i problemi del nostro tempo?
LA CADUTA DEL FUOCO
(I Re 18:38).
"Allora cadde il fuoco del SIGNORE . "
Il momento culminante della vicenda sul monte Carmel fu la discesa del fuoco. Tutto il resto era servito a preparare quell'evento. Ciò che precede, permette di trarre importanti lezioni spirituali sui presupposti del risveglio spirituale.
 "Allora cadde il fuoco".
Quando? Il fuoco cadde in un tempo d'apostasia generale. Le circostanze non erano sicuramente le più favorevoli. Il culto a DIO era ai livelli più bassi mai registrati; il culto di Baal, invece, aveva preso campo. Tenebre spirituali avvolgevano l'intera nazione.
Dio non largisce le Sue benedizioni soltanto nei tempi migliori. La luce è più necessaria, quando le tenebre sono più fitte. Non ci vuole tanta immaginazione per notare una corrispondenza tra quei tempi e la nostra situazione :
 Oggi, le forze sataniche sono all'opera diffusamente.
La Chiesa , influenza poco la società. Tuttavia, ci sono ancora i settemila che non hanno piegato le ginocchia davanti a Baal.
 
IL FUOCO SCESE, quando Elia ubbidì a Dio senza esitare, Dio gli aveva detto qualche tempo prima:
(I Re 17:3, 5).  "Parti di qua e nasconditi ... Egli dunque parti, e fece secondo la parola del SIGNORE "
Ora giungeva il comando inequivocabile :
(I Re 18:1).  "... Va', presèntati ad Acab, e io manderò la pioggia  sul paese"
Elia non desiderava incontrare Acab, suo acerrimmo nemico. Per tre anni, quel re malvagio l’aveva cercato allo scopo di vendicarsi.
Era stata la preghiera  d'Elia a chiudere i cieli ed allontanare la pioggia dal paese.
Elia doveva prima ubbidire al Signore; poi sarebbe finita la siccità. Lo fece con prontezza, come quando Dio gli aveva detto  di nascondersi.
( 1 RE 18:7,8,15,16,17 )  "Elia andò a presentarsi ad Acab ..."
 I fuoco e la pioggia discesero dopo che l'uomo di Dio si dispose  se ad affrontare Acab, personificazione del male morale e spirituale.
Cercheremo invano la manifestazione del fuoco divino, se in qualche area della vita rifiutiamo di seguire la Sua volontà. È dannoso ribellarsi, se Dio ci chiama ad un atto di riparazione, o di scusa, o di testimonianza.
Senza ubbidienza, non ci può essere vera benedizione.
Il fuoco cadde dopo la riparazione dell'altare. ( 1 RE 18: 30).
"... Elia restaurò l'altare del SIGNORE che era stato demolito"
L'altare è un simbolo d'adorazione. Con ogni probabilità, il monte Carmel era stato un luogo di riunione per il popolo di Dio; l'altare era caduto in disuso, e il culto a Dio era cessato .
Prima che scendesse il fuoco, l'altare doveva essere ricostruito. Elia prese dodici pietre - segno che non riconosceva la divisione del regno tra nord e sud - e ricostruì l'altare. Voleva una nazione riunita nella presenza di Dio.
 Il fuoco divino scende, quando c'è unità spirituale nel popolo del Signore. Forse c'è qualche altare in rovina nella nostra vita: il fuoco d i Dio non verrà se prima non lo restauriamo. Cosa rappresenta principalmente l'altare? Cristo non si è offerto sull'altare della croce? Il fuoco del Signore cadrà, quando la croce tornerà ad occupare una posizione centrale nella nostra vita.
IL FUOCO PURIFICATORE DELLO SPIRITO SANTO
Il fuoco venne, quando l'intera offerta fu sull'altare.
(1 RE 18: 33).  "Poi vi sistemò la legna, fece a pezzi il toro e lo pose sopra la legna"
Il fuoco di Dio non scende su un altare vuoto. C'è un significato spirituale anche nello smembramento del sacrificio:
 In un momento di esaltazione ed entusiasmo è facile mettersi sull'altare con belle parole celebrative; ma è nelle "membra del corpo" che bisogna vivere la consacrazione, Non basta una grande manifestazione iniziale; ci vogliono atti continuati di dedicazione.
Il Signore non si accontenta di una consacrazione parziale.
Anania e Saffira presentarono soltanto una parte a Dio, dichiarando che era tutto, ma a quale tragico prezzo!
Il Signore chiamò Abramo a consacrarGli la cosa peggiore e la cosa migliore della sua vita.
1) Dovette arrendere Ismaele, figlio della sua incredulità carnale, e mandarlo via dalla sua tenda paterna, nel deserto.
2) Dio lo chiamò a mettere sull'altare Isacco, figlio della sua fede sublime, e ad alzare il coltello sacrificale su di lui.
Allora cadde su di lui benedizione come di fuoco e la voce dell’ Angelo del Signore ( Gesù , il Messia non rivelato )  emanò  il verdetto divino: "Tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua discendenza, perché tu hai ubbidito alla mia voce"
(Genesi 22:18).
 TORNIAMO ALL’ALTARE DI ELIA
L'ultimo pezzo del sacrificio era stato posizionato. Non si può ingannare il Signore. Egli sa, quando l'altare è pieno, e la Sua promessa non tarderà. Elia pose l'ultimo pezzo del sacrificio sull'altare; allora divamparono le fiamme.
Il fuoco cadde dopo che fu esclusa ogni possibilità di contraffazione.
ELIA disse:
 ( I Re 18:23, 24,, 25 ).
 Elia non lasciò spazio a fuochi fasulli. Nella sfida lanciata ai profeti di Baal, precisò per tre volte : “ ma non appiccate il fuoco" .
Non dovevano esserci trucchi, nessuna scintilla segreta.
Fu rigoroso anche con se stesso.
Sull'altare, sarebbe caduto un fuoco acceso solo in cielo
"Avvicinatevi a me!",  I Re 18:30
disse alla gente. Non temeva di fare brutta figura. Era così sicuro del suo Dio da rendere le cose ancor più difficili.
 
I Re 18: 33  "Riempite quattro vasi d'acqua, e versatetela sull'olocausto e sulla legna ... L'acqua correva all'altare ..."
L'acqua abbondante avrebbe spento ogni fiammella nascosta. Non sono tanti ad avere una fede salda come la sua;
una fede che è forte di fronte all’impossibile.
Dobbiamo guardarci dalle contraffazioni, dal sostituire il materiale allo spirituale, dal rimpiazzare la potenza dello Spirito Santo con la persuasione occulta o, comunque, con artifici umani.
 
(vv. 36, 37)
Il fuoco cadde, quando Elia elevò una preghiera di fede.
"Elia si avvicinò e disse: SIGNORE . . . fa' che oggi si conosca che ti  sei Dio in Israele, che io sono tuo servo, e che ho fatto tutte queste cose per ordine tuo. Rispondimi, SIGNORE, rispondimi, affinché questo popolo riconosca che tu, o SIGNORE, sei Dio, e che tu sei colui che converte il loro cuore!"
Quale contrasto con le urla forsennate dei sacerdoti di Baal, che saltavano attorno al loro altare. Invocavano un dio inerte e si facevano incisioni sanguinanti sul corpo. Nessun fuoco cadde dall'alto. Prima di pregare con fede, il profeta Elia aveva sorriso per fede: il silenzio del cielo mostrò l'inutilità di confidare in Baal. Sicuro della risposta di Dio, Elia aveva sfidato con pungente ironia i sacerdoti. "A mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo: ( I RE 18:27). "Gridate forte; poich'egli è dio, ma sta meditando, oppure è indaffarato, o è in viaggio; può anche darsi che si è addormentato, e si risveglierà" .
Dio non poteva abbandonare il Suo servo che si era esposto per la Sua gloria. Egli gradisce simili dimostrazioni di fiducia. "La prova di Elia sul monte Carmel, di fronte ad un re apostata, una nazione sviata e un sacerdozio idolatra, è una sublime manifestazione di fede e preghiera",
Elia elevò una  semplice preghiera, e il fuoco discese.
 "Allora cadde il fuoco del SIGNORE" .
Non scese gradualmente. La preghiera di fede fu onorata come previsto.
Sacrificio, legna, pietre e acqua non offrirono resistenza alla fiamma venuta dall'Alto. Il desiderio di Elia si tradusse in realtà. La preminenza di Dio fu ristabilita. La presenza e la potenza del vero Dio tornarono ad essere evidenti in mezzo al popolo. Le pretese degli adoratori di Baal furono stroncate; mentre l'onore di Dio e del Suo servo furono preservati.
Le nostre preghiere, motivate dal desiderio che "il Padre sia glorificato nel Figlio", vedranno scendere il fuoco dal cielo.
Giovanni 14:13 e quello che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio.
 
L'EFFETTO DEL FUOCO
Il fuoco dal cielo spinse tutto Israele a riconoscere Dio.
(I Re 18:39). "Tutto il popolo, veduto ciò, si gettò con la faccia a terra, e disse: "Il SIGNORE è Dio! Il SIGNORE è Dio!"
L'Iddio che è "un fuoco consumante", confermò con il fuoco la testimonianza del Suo servo. Nessuno poteva negare l'evidenza. Questo mondo corrotto presterà attenzione alla nostra testimonianza, quando vedrà il fuoco divino in mezzo a noi: la manifestazione potente dello Spirito Santo in mezzo al Suo popolo. La caduta del fuoco, risultò nella morte dei falsi profeti il primo atto compiuto da Elia, fu quello di ordinare al popolo d’Israele  di eliminare i sacerdoti di Baal. I rivali dell'unico Dio dovevano essere rimossi. La manifestazione del vero fuoco di Dio comportò la soppressione di quello falso degli altari dedicati a Baal.
 Soltanto il fuoco caduto dai cielo poteva dare ad Elia tanta autorità per una simile purificazione.
 La discesa del fuoco adempì ciò che era impossibile:
 Chi aveva mai sentito parlare di pietre consumate eppure, avvenne.
NEL NUOVO TESTAMENTO :
LA LEGGE COMPIUTO IN CRISTO :
L’ALTARE : IL GOLGOTA
LA LEGNA : LA CROCE
IL SACRIFICIO : IL CORPO DI CRISTO
IL FUOCO : LO SPIRITO SANTO
 
A Pentecoste, il fuoco divino produsse  ciò che altrimenti era impossibile nella vita degli apostoli : la codardia, la paura  fu arsa e fece spazio al coraggio; Atti 4:13 a 31 ; Atti 5:40 a a42
il dubbio dette il posto alla fede; l'amor proprio fu sostituito dal sacrificio  di sé e dal desiderio di glorificare Cristo.
Qualità del carattere prima assenti, ora fiorivano abbondanti.
Il fuoco di Dio può far realizzare in dieci minuti, ciò che non si è mai riusciti a compiere in dieci anni.
DA NOTARE
La caduta del fuoco non lasciò altro che cenere.
La fiamma divina consumerà quello che è carnale e superficiale e lascerà ciò che ha un valore eterno.
  La cenere ha due caratteristiche :
1 ) Il soffio del vento più impercettibile la muove
 
2 ) Si sposta sempre nella direzione del vento.
     I cuori investiti dal fuoco di Dio saranno sensibili agli impulsi   
    dello Spirito Santo, e si muoveranno sempre in direzione
    della volontà di Dio.
 L'AZIONE POTENTE DELLO SPIRITO SANTO
 
(Esdra 4: 23 Non appena la copia della lettera del re Artaserse fu letta in presenza di Reum, di Simsai il segretario e dei loro colleghi, essi andarono in fretta a Gerusalemme dai Giudei e li obbligarono, a mano armata, a sospendere i lavori
(Zaccaria 4:6 Allora egli mi rispose: «È questa la parola che il SIGNORE rivolge a Zorobabele: "Non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito mio, dice il SIGNORE degli eserciti
Lettura biblica: Esdra 4:1-24; Zaccaria 4:1-10
Un residuo d'Israele era tornato a Gerusalemme dopo
l'esilio di Babilonia. Avevano in mano un decreto del re Ciro che
Li autorizzava a ricostruire il tempio. I lavori per questo
progetto erano cominciati con grande entusiasmo.
Purtroppo, poco tempo dopo si sollevò un'opposizione organizzata
Gli avversari  ottennero per via d'inganni un decreto contrario
del re di Persia, che ordinava la sospensione immediata dei
lavori. I nemici, forti di questo documento,
 (Esdra 4:20-24 " ... andarono in fretta a Gerusalemme dai Giudei e li obbligarono a mano armata, a sospendere i lavori “
Demoralizzati da questa svolta inaspettata, invece
d'invocare il signore che fino a quel momento aveva fatto pro-
sperare la loro impresa, gettarono la spugna. Esdra 4:24 "Allora fu sospesa l'opera della casa di Dio a Gerusalemme, e rimase sospesa fino al secondo anno del regno di Dario, re di Persia
Il primo scontro fu vinto dagli avversari di Dio.
sarebbe facile condannare gli israeliti per la loro mancanza ,
di fiducia; conosciamo, però,la volubilità dei nostri stessi
cuori. In circostanze meno difficili, abbiamo certamente mostrato
Ia stessa attitudine.
 
 
GLI OSTACOLI DISARMANTI
I Giudei lavoravano in mezzo a difficoltà demoralizzanti,
Subivano l'antagonismo dei popoli confinanti,che avevano dalla
Ioro parte il favore del re.
Variavano le loro tattiche per adattarsi alle  situazioni.
 
Provarono con l' infiltrazione:    Esdra 4:2 si avvicinarono a Zorobabele e ai capi famiglia e dissero loro: «Noi vogliamo costruire con voi, perché, come voi, noi cerchiamo il vostro Dio, e gli offriamo sacrifici dal tempo di Esar-Addon, re d'Assiria, che ci ha fatti venire in questo paese»..
                           IL TENTATIVO FALLÌ
Quindi usarono lo scoraggiamento: ESDRA 4:4
Allora la gente del paese si mise a scoraggiare il popolo di Giuda, a molestarlo per impedirgli di fabbricare,.
 Poi tentarono con l' intimidazione: ( molestie ) ESDRA 4:4
Allora la gente del paese si mise a scoraggiare il popolo di Giuda, a molestarlo per impedirgli di fabbricare,.
Non contenti, cercarono di indurre frustrazione e corruzione
 
 VERSIONE NUOVA RIVEDUTA
Esdra 4:5   e a corrompere dei consiglieri perché facessero fallire il suo piano. Questo durò per tutta la vita di Ciro, re di Persia, e fino al regno di Dario, re di Persia.       
 
 
VERSIONE  DIODATI
Esdra 4:5 Inoltre assoldarono alcuni consiglieri contro di loro per frustrare il loro intento, e ciò per tutto il tempo di Ciro, re di Persia, fino al regno di Dario, re di Persia. 6 Durante il regno di Assuero, all'inizio del suo regno, essi scrissero una lettera di accusa contro gli abitanti di Giuda e di Gerusalemme
Alla fine portarono un’accusa
(Esdra 4:6 Sotto il regno di Assuero, al principio del suo regno, scrissero un'accusa contro gli abitanti di Giuda e di Gerusalemme.
OGGI
L'avversario continua ad usare queste tattiche. I particolari
cambiano, ma la strategia è sempre la stessa. Le minoranze di
credenti sparse nel mondo, incontrano le stesse opposizioni,
nello sforzo di mantenere viva la loro fede e testimonianza.
Soffrivano la mancanza di risorse.
Nel suo editto, Ciro aveva ordinato che le spese per ricostruire il tempio fossero pagate dal tesoro reale (cfr. Esdra 6:3 A 4).
Il decreto successivo di Artaserse cancellò questa donazione .
Non avevano più le risorse finanziane e militari necessarie. Ancor peggio, i nobili ideali che li avevano ispirati si erano affievoliti ; ormai si erano rassegnati ai fallimento.
L'ostacolo maggiore era l' incapacità dei loro conduttori :
 
1) C’era Zorobabel governatore di Giuda,  ( Aggeo 2:21)  
Un uomo difende la costruzione del tempio
Era forte, potente, così com’era non era adatto
2 ) Il sommo sacerdote Giosuè, Zaccaria 3:1 a 10 ( non è quel Giosuè che condusse i figli di Israele nella terra Promessa.
Questo è quel Giosuè che servì come sommo sacerdote tra il residuo di Israele che ritornò a Gerusalemme dopo la schiavitù babilonese.) capo spirituale della nazione'
era senza dubbio Ia persona più consacrata ai suoi giorni ,
 Zaccaria, però, lo rappresenta in piedi davanti a Dio "vestito di vesti sudicie”  quindi inadatto a svolgere il suo ministerio .
Il popolo non aveva più guida terrena ne spirituale .
Le difficoltà apparivano  insormontabili, come una montagna
( Zaccaria 4:7 )
 
LA VISIONE DELLA SPERANZA
In questa situazione critica, Zaccaria riceve un messaggio
di speranza attraverso una visione' L'opera per ricostruire la
casa di Dio era stata fermata dalla
"potenza della forza" dei nemici
Tuttavia, non dovevano scoraggiarsi'
(Zaccaria 4:9)  "Le mani di Zorobabele hanno gettato Ie fondamenta di questa casa e Ie sue mani la termineranno "
MA COME  SAREBBE AVVENUTO ?
Zaccaria 4:6   “ …Non per potenza, né per forza' ma Per lo Spirito
                              mio, dice il Signore degli Eserciti  ...".
Nonostante
la violenta opposizione,
la mancanza di risorse
l’incompetenza dei conduttori
Avrebbero vinto; a patto di seguire Ia strategia divina, II successo non, dipendeva da Zorobabel  né da Giosuè o da forze
umane, ma dalla potenza dello Spirito Santo
Zaccaria ebbe una visione   4: 1a 3 e scorge
"  un candelabro tutto d'oro, che ha in cima un vaso, ed è munito delle sue sette lampade e di sette tubi per le lampade che stanno in cima; vicino al candelabro stanno due ulivi: uno a destra del vaso e l’altro alla sua sinistra"
( Zaccaria 4:2, 3 ) Il vaso distribuisce l’olio alle lampade
( L’immagine di Cristo che distribuisce lo Spirito Santo alla Chiesa
 
 
 
 
 
 
 I due ulivi , in questo caso :
 Sono i due uomini ripieni di Spirito, Zorobabele, il capo civile, e Giosuè, il capo religioso.
Abbiamo già visto che Giosuè, rappresenta la nazione, è stato ripulito e ora ha delle vesti pulite e in ordine come prevede il cerimoniale.
 
NOTA  : I DUE ULIVI CHE TROVIAMO IN APOCALISSE 11: 4 SONO I DUE PROFETI : MOSE’ ( RAPPRESENTANTE DELLA LEGGE )  
E ELIA ( RAPPRESENTANTE DEI PROFETI DEL FUOCO DI DIO ) …….
L’ applicazione della visione era chiara : I Giudei
conoscevano iI candelabro d'oro del tempio di Gerusalemme. Dio aveva scelto la loro nazione per diffondere la Sua Iuce nel mondo. In questo, però, avevano fallito; la luce spirituale della testimonianza si era spenta.
Nelle sette lettere delle chiese dell’
dell'Asia, ( nell’Apocalisse ) ritroviamo gli stessi simboli della visione  di Zaccaria. Questo ci permette di fare alcune riflessioni sulla Chiesa dei nostri giorni.
 
LA FUNZIONE DELLA CHIESA 
Zaccaria 4: 2 Mi chiese: «Che vedi?» Io risposi: «Ecco, vedo un candelabro tutto d'oro, che ha in cima un vaso, ed è munito delle sue sette lampade e di sette tubi per le lampade che stanno in cima;
verso 11 Io gli dissi: «Che significano questi due ulivi a destra e a sinistra del candelabro?» 12 Per la seconda volta io presi a dire: «Che significano questi due ramoscelli d'ulivo che stanno ai lati dei due condotti d'oro per cui scorre l'olio dorato?» 13 Egli mi disse: «Non sai che cosa significano queste cose?» Io risposi: «No, mio SIGNORE!» 14 Allora egli disse: «Questi sono i due unti che stanno presso il Signore di tutta la terra».
Il compito principale della chiesa, come suggerisce la
figura del candelabro, è portare luce ad un mondo avvolto
nelle tenebre.
L'Apocalisse 1:11 a 13 raffigura Cristo
 in mezzo, ai 7 candelabri,
ognuno dei quali rappresenta una chiesa V 20
tempo. Egli esamina la luminosità delle lampade di testimonianza
Tra breve Cristo verrà a rapire la Chiesa, ed è nel compiere fedelmente la sua missione di essere “ la luce “ che essa si prepara al grande giorno in cui incontrerà il suo Signore.
In Apocalisse 2:1  Gesù cammina in mezzo ai candelabri, passandoli in rassegna, per esercitare il suo ministero di sommo sacerdote ( Apocalisse 1.13: la veste sacerdotale )
( confronta Apocalisse 2 e 3, ispeziona le sette chiese )
Nota: l’aspetto però è di giudizio :
Apoc. 1:14           occhi di fuoco
Apoc. 1:15           piedi di bronzo
Apoc. 1:15           voce rumoreggiante
Apoc.1:16            una spada che esce dalla bocca         
EFESI 6:17  LA SPADA DELLA PAROLA DI DIO
EBREI 4:12 LA SPADA CHE DIVIDE
 
IN Apocalisse 1:13,20. il candelabro d'oro era l'unico mezzo d'illuminazione nel tabernacolo; allo stesso modo
la Chiesa è l'unico mezzo per illuminare un mondo
perduto. La Chiesa esiste per dare luce. Fallire in questo
compito, significa fallire in tutto. Non ci sono altre possibilità :
"Voi siete la luce del mondo". Si tratta di luce riflessa
proveniente da Colui che ha detto: "Io sono la luce del mondo (Giovanni 9:5).
 Quanto sono fitte le tenebre intorno a noi! :
idolatria 
superstizione,
crudeltà 
sofferenza,
materialismo,
cinismo,
vizi,
malvagità.
In questa situazione la Chiesa e gli individui che la compongono devono brillare,come lampade.
Come può avvenire ciò? La visione data a Zaccaria  svela il
segreto.
 
La Chiesa non può produrre luce in modo autonomo .
 
NOTA Il candelabro diffondeva la luce, ma non era luminoso in sé
stesso. Ricavava Ia luce da una fonte esterna. In cima al
candelabro c'era Ia riserva ( il vaso ) che attraverso i piccoli tubi riforniva continuamente d'olio le lampade. A sua volta, il vaso era
riempito dagli ulivi che vi versavano l'olio dorato.
Il significato dell'olio è indicato espressamente  "Il mio Spirito".
La Chiesa può dare luce unicamente mediante un continuo riempimento di Spirito Santo. È facile vedere nel Vaso una
figura di Cristo, riserva d'ogni potenza e risorsa divina:
Giovanni 15:26 Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me; 27 e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.
Perché in Cristo abita corporalmente tutta  tutta la pienezza della Deità ; Colossesi 2: 9 perché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità; 10 e voi avete tutto pienamente in lui, che è il capo di ogni principato e di ogni potenza
La pienezza dello Spirito è sempre al massimo livello nella Sua
persona . Ogni qualità necessaria per diffondere la luce si trova in Cristo; possiamo attingere continuamente  dalla
Sua pienezza  .
A Pentecoste Gesu riversò lo Spirito Santo sui 120  e al suo popolo
Atti 2:1 Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo. 2 Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov'essi erano seduti. 3 Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. 4 Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi.
 
Atti 2:33 ……….Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite.
Atti 10 : 44 Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo scese su tutti quelli che ascoltavano la Parola. 45 E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliarono che il dono dello Spirito Santo fosse dato anche agli stranieri, 46 perché li udivano parlare in altre lingue e glorificare Dio.
 
 
METODI D'AZIONE PROIBITI DA DIO
"Non per potenza' né per forza “
La Chiesa non raggiungerà mai l’obiettivo con mezzi umani
"Non per potenza' né per forza dice il Signore “
 
 
Il termine “ potenza “ può indicare la forza di un esercito
Il termine  “ forza “ indica  la capacità ed energia di un individuo. Non è mai usato in senso collettivo . L'accostamento delle
due parole : potenza e forza indica che il successo della Chiesa
non dipende né dalla forza di Persone organizzate che si sostengono reciprocamente nè dall'Energia e Capacità di singoli
individui.
Dipende unicamente dall'azione dello Spirito Santo .
Il motivo è che la missione della Chiesa è spirituale, sovrumana
Qualsiasi risorsa d'uomini e mezzi, anche al massimo livello
resta pur sempre umana .
Nel caso  l’obiettivo fosse soltanto quello di creare  un’organizzazione visibile potrebbero anche
essere giusto , la Chiesa però' è molto di più che un'organizzazione visibile .
É un organismo soprannaturale che può
essere nutrito  e sostenuto soltanto con mezzi  spirituali
 La ricerca di metodi sempre nuovi, le attente pianificazioni rischiano di far dimenticare alla Chiesa il fattore soprannaturale senza il quale non raggiungerà mai il suo scopo.
Hudson Taylor dava grande importanza a questa verità
infatti, ebbe a dichiarare:
"Il bisogno primario d'ogni Opera missionaria è la presenza
 manifestata dello Spirito Santo. Sono stati messi in circolazione
milioni d'opuscoli, porzioni delle Sacre Scritture
inviti a riunioni evangelistiche; sono stati percorsi
chilometri in viaggi missionari, ma quanto povero è
stato il risultato in conversioni ? C'è stata una certa misura
di benedizione, ma dove sono quei cinque che ne inseguono cento e quei cento che ne inseguono diecimila?... abbiamo bisogno di potenza divina, non di mezzi tecnologici. Se le
decine o centinaia che raggiungiamo ogni giorno non si
convertono a Cristo, a che serve possedere macchinari che
permettono di raggiungerne un numero doppio? “
I giudei dovevano imparare che il successo non dipendeva da condottieri geniali, o da risorse umane; ma dall'opera indispensabile e potente dello Spirito Santo.
I MEZZI STABILITI DA DIO
"Per lo Spirito mio, dice il Signore ...".
Per sfruttare i benefici della luce elettrica, bisogna ubbidire alle leggi dell’elettricità. Sperimentiamo iI beneficio di una potenza,
solamente quando ci conformiamo alle sue leggi.
Riceveremo Ia potenza dello Spirito Santo, quando smetteremo di
poggiarci su altre cose e seguiremo la "legge dello Spirito “
L'unico modo per illuminare un mondo che giace nelle tenebre, è immergersi nell'olio dorato, e permettere che il
fuoco dello Spirito Santo infiammi lo stoppino della nostra
vita il mondo oggi ha bisogno di cuori resi incandescenti
dal fuoco di Dio
La visione non menziona mai un fattore indispensabiie
Per portare luce :  lo stoppino.
Eppure' senza stoppino non ci può essere luce
 ne contatto tra olio e fiamma. Lo stoppino esiste soltanto Per essere consumato . Finché preserva la propria incolumità, non ci può essere illuminazione .
 La vita del cristiano si consuma gradualmente mentre diffonde la
Luce . Ogni volta che Gesù guariva qualcuno/ era consapevole che da Lui usciva una virtù, una potenza : Luca 6:19 ; 8:46
Per questo è scritto: Giovanni 2:17
 "Lo zelo per la tua casa mi consuma"
 
Romani 12:11
Quanto allo zelo, non siate pigri; siate ferventi nello spirito, servite il Signore;
Non saremo mai lampade  splendenti , se non siamo disposti a lasciarci consumare in questo cammino spirituale . Il vero Discepolo di Cristo è colui che arde per il Signore e si consuma per lui .
Filippesi 2:17-18
Qui c’è uno dei più belli versetti di tutta la Parola di Dio.
Mostra quello che dovrebbe essere la vita cristiana. E’ riferito ad una delle prime offerte del Vecchio Testamento. Andando indietro fino a Genesi.35:14, troviamo Giacobbe che erige un altare a Bethel,
vi fece sopra una libazione e vi sparse su dell’olio”.
Poi nei libri del Levitico e dei Numeri sono descritti i sacrifici. Vediamo che c’era una libazione da aggiungere a ciò che era bruciato ed ai cibi.
 Non era mai aggiunta al sacrificio per i peccati.
Era un’offerta inusuale in quanto non aveva nulla a che fare con la redenzione; non aveva nulla a che fare con la persona di Cristo.
Portavano un contenitore di vino e lo versavano sull’offerta che stava bruciando.
Che cosa accadeva? Evaporava e spariva. Paolo dice: vorrei che la mia vita fosse una libazione
versata e mutata in vapore. Vorrei essere consumato ed oscurato così che si vedesse solo Gesù
Cristo. Voleva che Cristo ricevesse tutto l’onore e la gloria.
                   LA FUNZIONE DELLO STOPPINO
La capacità di far luce non è insita nello stoppino, da solo
non può illuminare; può emettere soltanto un fumo acre e
scuro. Ha la semplice funzione  di collegare l'olio con la fiamma. Non può conservare l’olio che riceve ma deve rifornirsene continuamente .
E’ sempre sul punto di spegnersi quando si separa dall’olio
Allora la luce diventa tenebre.
 
 
Ecclesiaste
9:8 Siano le tue vesti bianche in ogni tempo, e l'olio non manchi mai sul tuo capo
 
1Tessalonicesi 5:19
19 Non spegnete lo Spirito.
Nell'Antico Testamento , il candelabro aveva sette lampade……
Esodo 37:23 Fece pure le sue lampade, in numero di sette, i suoi smoccolatoi e i suoi portasmoccolature ( portacenere )
d'oro puro. 24 Per fare il candelabro con tutti i suoi utensili impiegò un talento d'oro puro.)
 le lampade del candelabro , avevano bisogno di essere curate , a questo scopo servivano gli smoccolatoi ( una specie di molla a forbice ) il sommo sacerdote  con questi strumenti tagliava le parti bruciate degli stoppini, questa operazione era fatta ogni mattina , e siccome questa operazione produceva un cattivo odore , il Sommo Sacerdote , accendeva prima il profumo :
 
Esodo 30: 6  Collocherai l'altare davanti al velo che è davanti all'arca della testimonianza, di fronte al propiziatorio che è sopra la Testimonianza, dove io mi incontrerò con te. 7 Aaronne vi brucerà sopra dell'incenso aromatico; lo brucerà ogni mattina, quando riordinerà le lampade. 8 Quando Aaronne accenderà le lampade sull'imbrunire, lo farà bruciare; sarà il profumo quotidiano davanti al SIGNORE, di generazione in generazione.
Il Sommo Sacerdote doveva fare questa operazione
altrimenti le lampade non  potevano diffondere una luce brillante. A volte, il nostro Sommo Sacerdote deve usare lo
smoccolatoio d'oro per rimuovere Ie incrostazioni della nostra vita
che impediscono il giusto splendore della luce.
 Egli compie quest'opera attraverso la Sua Parola applicata al cuore con la potenza dello Spirito Santo' Apprezziamo questo ministero
per quanto Possa sembrare sgradevole al momento
Solamente la potenza data dallo Spirito Santo può
consentire alla Chiesa di adempiere il proprio scopo; non le
risorse intellettuali o finanziarie .
 La  propaganda l' organizzazione, i talenti non possono sostituire l’azione dello Spirito  Santo
Nuove tecnologie e metodi migliori solo utili ma non possono appropriarsi della potenza dello Spirito Santo.
 Egli prepara la via per una evangelizzazione efficace
NOTA : Il successo del Risveglio Pentecostale negli Atti degli Apostoli era il risultato della chiesa che pregava e dei servi di Dio che si lasciavano riempire dalla potenza dello Spirito Santo
Atti 4 : 31 E, dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano radunati tremò; e furono tutti ripieni di Spirito Santo, e annunziavano la parola di Dio con franchezza.
32 E il gran numero di coloro che avevano creduto era di un sol cuore e di una sola anima; nessuno diceva esser suo quello che aveva, ma tutte le cose erano in comune fra di loro. 33 E gli apostoli con grande potenza rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù; e grande grazia era sopra tutti loro. 34 Infatti non vi era alcun bisognoso fra di loro, perché tutti coloro che possedevano poderi o case li vendevano e portavano il ricavato delle cose vendute, 35 e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno, secondo il suo particolare bisogno. 36 Or Iose, soprannominato dagli apostoli Barnaba (che significa: "figlio di consolazione"), levita, originario di Cipro, 37 avendo un campo, lo vendette e portò il ricavato e lo depose ai piedi degli apostoli.
La frase "ma per lo Spirito mio “ implica che in ogni attività il fattore soprannaturale  e quindi spirituale  è di primaria importanza
Lo Spirito Santo opera attraverso l’elemento umano, cioè il credente , che deve essere ripieno dello Spirito Santo , come lo stoppino è pieno d’olio. Allora, non faremo affidamento sulle
nostre argomentazioni persuasive per convertire le anime .
Confideremo in Lui, piuttosto sulle nostre forze .
Zaccaria 4:6"Non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito mio", dice il SIGNORE degli eserciti
La Passione missionaria dello Spirito Santo
(Atti 1:8)
“ Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo
verrà su voi, e mi sarete testimoni . . . fino all'estremità
della terra"
Lettura biblica: Atti 13:1-13 ; 16:6-10
Lo Spirito Santo è l'Esecutore del Grande Mandato,l'Amministratore
Dell’opera missionaria mondiale. Nel grande manuale
evangelistico del Nuovo Testamento, gli Atti degli apostoli,
troviamo il Suo nome quasi su ogni pagina. Vi si narra la
cronaca della Sua intensa attività svolta attraverso la Chiesa.
In vista dell’ imminente separazione dai discepoli, Cristo promette
un Vicario, un Rappresentante che sarebbe stato loro
(Giovanni16:7).
"Eppure, io vi dico la verità: è utile per voi che io
me ne vada; perché, se non me ne vado, non verrà a voi il
Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò"
Consigliere, Insegnante e Consolatore 
Giovanni 14:26;  15:26; 16:36;
 
Il Signore Gesù aveva promesso
che sarebbero stati Suoi testimoni grazie all'effusione
dello Spirito Santo (cfr. Atti 1:8). L'adempimento fu preciso :
"Tutti .. " cominciarono a parlare ... secondo che lo Spirito dava
loro d'esprimersi".
La testimonianza dei discepoli fu potente ed efficace. Il resoconto della loro attività missionaria evidenzia che gli Atti degli apostoli sono riconducibili sorgente divina, non semplicemente umana. L'Agente principale è lo Spirito Santo; le persone di cui Egli si usa sono
semplici strumenti per realizzare i piani del Signore. Ancora oggi,
lo Spirito è il Promotore principale dell'opera di Dio.
La manifestazione del ministero dello Spirito Santo riguardo all'opera
della chiesa e alla divulgazione dell'Evangelo è semplice.
La promessa di Gesù era quella di mandare lo Spirito
Santo come Colui che avrebbe aiutato il credente. Dopo la risurrezione, Gesù mandò il Consolatore , il Parakletos, Colui che aiuta e difende
( l'Avvocato Difensore ) i Suoi discepoli timorosi avviliti
Marco 13:9 a 11
La promessa del Padre era quella di mandare, in Cristo,lo
Spirito Santo come Colui che avrebbe potenziato il credente.
 
(Luca 24:49) “ Ed ecco io mando su di voi quello che il Padre mio ha promesso;ma voi, rimanete in questa città, finché siate rivestiti di potenza dall'alto"
(Atti 2:4).
E " tutti furono ripieni dello Spirito Santo ..." (Atti 2:4).
L'apostolo Pietro immediatamente confermò la genuinità di questa esperienza:
(Atti 2:33)
. "Egli dunque, essendo stato esaltato dal1a destra di Dio e avendo ricevuto dal padre 1o Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite"
 I discepoli capirono di non poter assolvere da soli al Grande Mandato e a Pentecoste, furono rivestiti per la prima volta di potenza dall'alto, ricevendo così quella dunamis ( dinamite : Potenza ) che li avrebbe resi capaci di adempiere al loro compito di testimoni di Cristo fino alle estremità della Terra. Questo evento epocale segnò l'inizio dell'opera missionaria della chiesa. L'Evangelo, già in un giorno solo, raggiunse
Atti 2:5
"…….uomini religiosi di ogni nazione che è sotto il cielo"
e Dio fu glorificato in una tale quantità di linguaggi da suscitare l'interesse dei presenti:
(Atti 2:8-11)
'"Come mai li udiamo parlare ciascuno nella nostra
propria lingua natia? Noi Parti, Medi, Elamiti' abitanti delia
Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia  del Ponto e
Dell’ Asia, della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti
della Libia cirenaica e pellegrini romani, tanto Giudei che proseliti Cretesi e Arabi,li udiamo parlare delle grandi cose di
Dio nelle nostre lingue"
 
L'inaugurazione del ministero dello Spirito Santo ( Paracleto ) in questo
Suo duplice ufficio, fu accompagnato da un altro evento
epocale, la manifestazione pubblica della Chiesa a Pentecoste
Gesù, ai giorni della Sua carne, era stato il canale perfetto attraverso cui 1o Spirito Santo aveva operato, come Lui stesso
dichiara:
(Luca 4:18,19)
 "Lo Spirito del Signore è sopra di me; perciò mi ha
unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato ad annunziare la
liberazione ai prigionieri, e ai ciechi il ricupero della
vista; a rimettere in  libertà gli oppressi, e a proclamate
l'anno accettevole del Signore"
Ora, con I'ascensione di Cristo al cielo , lo Spirito Santo avrebbe operato attraverso il Suo corpo, cioè la Chiesa.
 Quello che Gesù aveva fatto durante il ministero terreno, l'avrebbe
portato avanti la Chiesa potenziata dallo Spirito Santo.
 I credenti nati di nuovo entrano a far parte del Corpo di Cristo' per la
virtù dello Spirito Santo :
(I Corinzi 12:13)
"Infatti noi tutti siamo stati battezzati in
un unico Spirito per formare un unico corpo e tutti siamo
stati abbeverati di un solo Spirito" .
Questo Corpo, poi , ha l'incarico di annunciare l'Evangelo
(Matteo 24:14)
"per tutto il mondo, onde ne sia resa testimonianza a tutte le genti "
           PER LA POTENZA  DELLO SPIRITO SANTO
        COLUI CHE RIVESTE DI POTENZA I MISSIONARI
Gesù condizionò la potenza necessaria per una testimonianza efficace con effusione del suo Spirito:
(Atti 1:8).
"Ma voi riceverete potenza quando 1o Spirito Santo verrà su voi' e mi sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samirriit'
e fino all'estremità della terra" . Quelle parole
cominciarono a adempiersi pochi giorni dopo, quando "uomini religiosi d'ogni nazione di sotto il cielo" udirono la testimonianza potente dei discepoli. Il giorno della Pentecoste fu un modello che si sarebbe riprodotto nelle imprese missionarie successive.
Il modo in cui questo avvenne è descritto con chiarezza:
 
(Atti 2:4).
"Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a Par-
lare in altre lingue, come lo spirito dava loro da esprimersi"
Quell'esperienza non restò confinata al gruppo
riunito nell’alto solaio , né fu un'occasione isolata Pietro, ad
esempio, sperimentò altre volte questa pienezza
                 ( Atti 4:8, 31; 8:15 a 17 ; 10:44 ; 11:15,16 )
L'enfasi su questo tema nel libro degli Atti è indicativa. Mostra
che i discepoli presero seriamente il comando
del Maestro di ricercare anzitutto la potenza dall’alto.
Ancora oggi, tale potenza è l'equipaggiamento missionario indispensabile senza la quale non si può rendere una testimonianza efficace.
L'espressione "ripieni dello Spirito Santo", non deve far
pensare a dei recipienti passivi; bensì a vibranti Personalità
umane  controllate da una Personalità divina.
I discepoli restavano nel pieno possesso delle loro facoltà; però non opponevano nessuna resistenza al controllo benefico dello Spirito Santo .
Il termine "ripieni " , usato in Atti 2:4: e Efesini 5:18, significa anche "controllati". Per capire meglio cosa intendiamo valgono da esempio le parole di Gesù:
(Giovanni 16:6 ).
"Perché v'ho detto queste cose, la tristezza v'ha riempito il cuore"
 i discepoli erano afferrati e controllati dalla Paura e dalla tristezza.
 
Uno studioso afferma a riguardo:
"Avere la mente ripiena di qualcosa sta a significare che quel qualcosa
ne ha il possesso".
Lo Spirito Santo ci riempie, quando Gli consentiamo di controllare la nostra personalità e sottoporla alla Signoria di Cristo. Egli esercita il suo controllo dal centro della personalità umana .
 Illumina1a continuamente il nostro intelletto per farci apprezzare e appropriare la verità che è in Cristo .
Purifica e dà equilibrio alle nostre emozioni, facendole appoggiare
                                                                                              su Cristo
Rafforza la nostra volontà per ubbidire ai comandi  del Signore Non annulla la nostra personalità, anzi la libera dall’egoismo e l' arricchisce.
Fu così che lo Spirito anto  diede nuovo impulso e potenza ai discepoli , equipaggiandoli per le grandi responsabilità,  e rivestendoli dell'abilità divina
Tale rivestimento di Potenza era il normale equipaggiamento d'ogni missionario  ; ancora oggi niente può sostituirlo.
 AMMINISTRATORE DELL'OPERA MISSIONARIA
Lo Spirito Santo occupa preminente nella narrazione degli Atti degli Apostoli  come Amministratore dell'opera missionaria
La Sua Autorità si può vedere nel terribile giudizio di Anania e Saffira . ll peccato di mentire allo Spirito Santo determinò
 per entrambi la morte immediata:
Atti 5:3, a 11
3 Ma Pietro disse: «Anania, perché Satana ha così riempito il tuo cuore da farti mentire allo Spirito Santo e trattenere parte del prezzo del podere? 4 Se questo non si vendeva, non restava tuo? E una volta venduto, il ricavato non era a tua disposizione? Perché ti sei messo in cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini ma a Dio». 5 Anania, udendo queste parole, cadde e spirò. E un gran timore prese tutti quelli che udirono queste cose. 6 I giovani, alzatisi, ne avvolsero il corpo e, portatolo fuori, lo seppellirono.
7 Circa tre ore dopo, sua moglie, non sapendo ciò che era accaduto, entrò. 8 E Pietro, rivolgendosi a lei: «Dimmi», le disse, «avete venduto il podere per tanto?» Ed ella rispose: «Sì, per tanto». 9 Allora Pietro le disse: «Perché vi siete accordati a tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di quelli che hanno seppellito tuo marito sono alla porta e porteranno via anche te». 10 Ed ella in quell'istante cadde ai suoi piedi e spirò. I giovani, entrati, la trovarono morta; e, portatala via, la seppellirono accanto a suo marito. 11 Allora un gran timore venne su tutta la chiesa e su tutti quelli che udivano queste cose.
Non ci si poteva giocare con lo Spirito Santo , Lui è l’Esecutore dei piani di Dio , la prima parola espressa dallo Spirito Santo a riguardo l’inizio delle missioni evangelistiche fu :
Atti 13:2,3
2 Mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: «Mettetemi da parte Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati». 3 Allora, dopo aver digiunato, pregato e imposto loro le mani, li lasciarono partire.
 
 Lo Spirito Santo interviene nella chiamata dei missionari
La vocazione  missionaria è una iniziativa dello Spirito Santo
non dei candidati o della Chiesa : ( es. Io voglio andare in … )
La chiamata di Barnaba e Saulo ne è l’esempio
Lo Spirito Santo disse : Atti 13:2,3
lo Spirito Santo disse: «Mettetemi da parte Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati».
La chiamata divina quindi precede l’attività della chiesa e dei stessi missionari
La Chiesa aveva la responsabilità di inviarli , cioè riconoscere la loro vocazione e agire di conseguenza :
Atti 13:3
Allora, dopo aver digiunato, pregato e imposto loro le mani, li lasciarono partire
Spirito Santo scelse le persone migliori per il Suo scopo, e la
comunità non fece obiezioni. In ultima analisi, il giudizio
sulla loro idoneità non aspettava agli uomini, ma allo Spirito
Santo. La chiesa non si espresse con una votazione.
I candidati non presentarono un mucchio d'attestati.
I due  missionari furono presentati ai conduttori, mentre celebravano il culto del Signore, con attitudine di preghiera e sottomissione .
Non è sempre stato così, purtroppo. Specie all’ inizio dell'era
moderna, tanti servi di Dio sono partiti affrontando l'indifferenza
o addirittura l'opposizione di una Chiesa insensibile
alla voce dello Spirito:
pensiamo a persone come William Carey e altri. Abbandonati dalla gente, non furono dimenticati dallo Spirito Santo che li aveva chiamati.
 Poi Io Spirito invia i missionari in accordo con la Chiesa.
(Atti 13:3,4)
"Allora, dopo aver digiunato, pregato e imposto loro Ie ma-
ni, li lasciarono partire. Essi dunque, mandati dallo Spirito
Santo, scesero a Seleucia, e di là salparono verso Cipro"
La comunione con la chiesa fu resa pubblica e suggellata dall'approvazione comune mediante l'imposizione
delle mani; ma I'investitura giunse dallo Spirito Santo, il vero Consacratore. La Chiesa incaricò e inviò quelli che Io Spirito Santo aveva già consacrato.
Se non c’è una chiamata divina, gli uomini impongono le mani inutilmente.
La scelta del campo d'azione è prerogativa dello Spirito Santo. Egli è l'unico a conoscere la strategia del Signore della messe, di cui promuove gli interessi. I viaggi di Paolo illustrano in modo sorprendente questa verità :
Nel primo viaggio, lo Spirito Santo guidò i missionari a Cipro, sulla rotta marina per l'Asia e il mondo romano. Atti 13:4,5 ecc
 
A proposito del secondo viaggio, leggiamo che
(Atti16:6,7).
"... attraversarono la Frigia e la regione della Galazia, perché lo Spirito Santo vietò loro di annunziare la parola in Asia; e, giunti ai confini della Misia, cercavano di andare in Bitinia; malo Spirito di Gesù non lo permise loro"
Soltanto lo Spirito Santo conosce i centri strategici; Egli sa chi è equipaggiato meglio per servire in quei luoghi.
Il missionario William Carey progettava di andare
Nei nari del sud, lo Spirito Santo gli assegnò come campo
d'azione l’india.
L'irlandese Thomas ]ohn Barnardo si sentiva chiamato in Cina.
Lo Spirito Santo lo fece restare in Inghilterra a predicare l'Evangelo nei bassifondi di Londra
L’obiettivo di Judson era l’india; lo Spirito Santo guidò i suoi passi
verso la Birmania.
Alla luce dei versetti in (Atti16:6,7).
"... attraversarono la Frigia e la regione della Galazia, perché lo Spirito Santo vietò loro di annunziare la parola in Asia; e, giunti ai confini della Misia, cercavano di andare in Bitinia; ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro
Fu importante che Paolo e gli altri dessero ascolto alla guida
dello Spirito Santo
L'Asia e la Bitinia avrebbero ricevuto l'Evangelo nel tempo opportuno; ma il quel momento la strategia divina era
Che  il messaggio viaggiasse verso l’occidente in direzione
dell'Europa, pronta per il raccolto, Paolo era abbastanza sensibile da capire il divieto dello Spirito Santo.
Paolo non seguì ostinatamente le sue convinzioni ma si appartò in
preghiera per scoprire la volontà di Dio ed ebbe una visione :
Atti 16:6 a 10
Fu Ia guida dello Spirito Santo, non la pianificazione dei missionari  a determinare l'espansione della Chiesa e il raggiungimento di località lontane  : si continua la lettura Atti 16:  da 11 in poi vediamo l’espansione della predicazione del Vangelo
Lo Spirito Santo, inoltre, sceglie i tempi dell' evangelizzazione
A volte il Signore sembra muoversi lentamente .
                             DOMANDE :
Perché aspettare diciassette anni dopo la nascita della Chiesa  per
Per mettere in atto  il Suo programma evangelistico universale? Perché poi inviare soltanto  due missionari? Nessuno avrebbe mai
inviato una squadra tanto esigua di fronte ad un bisogno così
grande .
                               RIPOSTA
Isaia 55:8,9
Ricordiamo, però, che i pensieri di Dio sono più elevati
dei nostri e che le sue vie sono impenetrabili .
 A noi spetta ascoltare i divieti dello Spirito Santo e rispettare i Suoi
tempi.
Egli è all’opera con una tabella di marcia precisa e accurata
Chi non sa aspettare, si espone a rischi e delusioni
La nomina dei collaboratori è anch'essa competenza dello
Spirito di Santo. Paolo non scelse i suoi compagni d'opera gli
furono assegnati dallo Spirito Santo l'apostolo era una persona brillante e preparata; tuttavia lo Spirito gli affiancò un
compagno più anziano, di maggior esperienza e forza spirituale. L'abbinamento di Paolo con Barnaba non fu casuale.
 
Barnaba era più maturo ed esperto di Saulo ; era :
 Atti 4:36 "figliolo di consolazione".
Alle sue capacità,lo Spirito Santo aggiunse
 l'ardore,
lo zelo,
la prontezza,
 La brillante intelligenza di Paolo con il carattere spirituale di Barnaba  costituivano una combinazione eccezionale di talenti.
Purtroppo, persino una squadra così capace e sensibile conobbe una frattura per il nipote di Barnaba, Giovanni Marco
( cfr. Atti 15:37 a 41 ).
Questo incidente fu superato con successo dallo Spirito Santo, che portò all'esistenza due squadre di predicatori, invece di una sola :
2Timoteo 4:11 Solo Luca è con me. Prendi Marco e conducilo con te; poiché mi è molto utile per il ministero.
 Un'altra attività dello Spirito Santo è quella di guidare i
missionari verso conversioni strategiche .
Un esempio :  in Atti 8:5 a 8 ( e anche versi successivi )
Poi lo Spirito Santo fa allontanare Filippo dal risveglio avvenuto in Samaria, per recarsi suIla via che da Gerusalemme scende a Gaza. Essa è una strada “ deserta ".
Non sembrava una scelta sensata. Filippo, però, ubbidì aIla voce dello Spirito e si recò verso Gaza.
II suo arrivo fu perfettamente sincronizzato con quello di un uomo influente, in cerca della salvezza (cfr. Atti 8:29).
Il  premio della sua ubbidienza fu la possibilità di annunciare all’Eunuco, l'Evangelo che accettò subito Gesù come personale Salvatore.
Attraverso questo convertito, niente meno che un ministro del regno d'Etiopia, sovrintendente a tutti i tesori della regina Candace .
Atti 8:27
Il Evangelo penetrò in quella nazione. Senza l'intervento dello Spirito Santo, Filippo non sarebbe mai giunto a Gaza e l'Etiopia
sarebbe rimasta nel buio spirituale. In ogni campo di missione ci sono esempi simili, anche se meno spettacolari.
 
Un problema che affligge I'opera missionaria è I'opposizione esercitata dalle potenze delle tenebre. Talvolta, queste pressioni sembrano difficili da sopportare. Lo Spirito Santo è all’opera anche qui per fortificare i ministri contro l'opposizione satanica .
Atti 13:8 Il mago Elima affrontò Barnaba e Saulo per distogliere dalla fede il console Sergio Paolo
 
Atti 13:8
8 Ma Elima, il mago (questo è il significato del suo nome), faceva loro opposizione cercando di distogliere il proconsole dalla fede. 9 Allora Saulo, detto anche Paolo, pieno di Spirito Santo, guardandolo fisso, gli disse: 10 «O uomo pieno d'ogni frode e d'ogni malizia, figlio del diavolo, nemico di ogni giustizia, non cesserai mai di pervertire le rette vie del Signore? 11 Ecco, ora la mano del Signore è su di te, e sarai cieco per un certo tempo, senza vedere il sole». In quell'istante, oscurità e tenebre piombarono su di lui; e andando qua e là cercava chi lo conducesse per la mano. 12 Allora il proconsole, visto quello che era accaduto, credette, colpito dalla dottrina del Signore.
L'apostolo Paolo ricevette I'aiuto dello Spirito Santo per combattere l,opposizione diabolica. Lo Spirito Santo gli impartì prima il discernimento spirituale per individuare la causa del disturbo; poi, gli l’autorità spirituale per affrontarla. Smascherò con franchezza la natura e lo scopo del pensiero di Elima, annunciando solennemente il giudizio di Dio (cfr. Atti 13:10,11).
Inoltre, lo Spirito Santo sostiene  nello scoraggiamento i ministri :
l Giudei cacciavano gli apostoli dai loro confini. La strana conseguenza era che
 
 
Atti 13:50,52).
" I discepoli erano pieni di gioia,e di Spirito Santo ,
Furono elevati sopra le circostanze e resi capaci di rallegrarsi nelle prove , scoprirono che lo Spirito Santo era davvero il Consolatore
Era lo Spirito Santo a guidare la Chiesa nella scelta dei conduttori. Ciò non avveniva semplicemente per voto di maggioranza.
(Atti 20:28).
28 Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, che egli ha acquistata con il proprio sangue.
( NOTA: A VOLTE GLI APOSTOLI COMMISERO DEGLI ERRORI
Atti 14:23 Dopo aver designato per loro degli anziani in ciascuna chiesa, e aver pregato e digiunato, li raccomandarono al Signore, nel quale avevano creduto.
 
Versione Diodati : Atti 14:23 E dopo che ebbero loro per ciascuna chiesa ordinati per voti comuni degli anziani, avendo orato con digiuni, li raccomandarono al Signore, nel quale aveano creduto. )
Confronta Atti 1:26 l’elezione di Mattia : prima pregano poi tirano a sorte
Però è lo Spirito Santo, che costituisce  i pastori al gregge' La chiamata al ministero della Parola appartiene a Lui, non agli uomini
Persino chi svolge i servizi pratici nella chiesa,
deve essere controllato dallo Spirito (Atti 6:3)
Nota : si parla dei primi diaconi, il diaconato diventò un ufficio nettamente spirituale , con i suoi requisiti  :
1Timote 3:8 Allo stesso modo i diaconi devono essere dignitosi, non doppi nel parlare, non propensi a troppo vino, non avidi di illeciti guadagni;
 
1Timoteo 3:12 I diaconi siano mariti di una sola moglie, e governino bene i loro figli e le loro famiglie
 Nel primo concilio della Chiesa a Gerusalemme la presidenza dello Spirito Santo fu riconosciuta dai presenti.
La Sua volontà fu decisiva negli argomenti di dubbia interpretazione Chi presiedeva l'assemblea dichiarò:
(Atti 15:28,29 ).
28 Infatti è parso bene allo Spirito Santo e a noi di non imporvi alcun altro peso all'infuori di queste cose necessarie: 29 che vi asteniate dalle cose sacrificate agli idoli, dal sangue, dalle cose soffocate e dalla fornicazione; farete bene a guardarvi da queste cose. State bene»....
Avevano riservato allo Spirito il posto di preminenza .
L'importanza che i credenti attribuivano all'opera dello
Spirito Santo, veniva subito presentata ai nuoviconvertiti
 Atti 8:14 a 17 ;
14 Ora gli apostoli che erano a Gerusalemme, quando seppero che la Samaria aveva ricevuta la parola di Dio, mandarono loro Pietro e Giovanni. 15 Giunti là, essi pregarono per loro, affinché ricevessero lo Spirito Santo, 16 perché non era ancora disceso su alcuno di loro, ma essi erano soltanto stati battezzati nel nome del Signore Gesù. 17 Imposero quindi loro le mani ed essi ricevettero lo Spirito Santo .
 Atti 9:17 ).
10 Or a Damasco vi era un discepolo di nome Anania, al quale il Signore disse in visione: «Anania!». Ed egli rispose: «Eccomi, Signore!». 11 E il Signore a lui: «Alzati e recati nella strada detta Diritta, e cerca in casa di Giuda un uomo di Tarso di nome Saulo, che sta pregando; 12 egli ha visto in visione un uomo, di nome Anania, entrare e imporgli le mani perché ricuperi la vista». 13 Allora Anania rispose: «Signore, io ho sentito molti parlare di quest'uomo di quanto male ha fatto ai tuoi santi in Gerusalemme. 14 E qui ha l'autorizzazione dai capi dei sacerdoti, di imprigionare tutti coloro che invocano il tuo nome». 15 Ma il Signore gli disse: «Va', perché costui è uno strumento da me scelto per portare il mio nome davanti alle genti, ai re e ai figli d'Israele. 16 Poiché io gli mostrerò quante cose egli deve soffrire per il mio nome». 17 Anania dunque andò ed entrò in quella casa; e, imponendogli le mani, disse: «Fratello Saulo, il Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale venivi, mi ha mandato perché tu ricuperi la vista e sii ripieno di Spirito Santo». 18 In quell'istante gli caddero dagli occhi come delle scaglie, e riacquistò la vista; poi si alzò e fu battezzato.
 Paolo insegnò del battesimo nello Spirito Santo a dodici discepoli che erano a Efeso che ignoravano  sia lo Spirito Santo che Ia Sua potenza
( Atti 19:1 a 7 )
At 19:1 Ora, mentre Apollo era a Corinto, Paolo, attraversate le località più alte del paese, giunse ad Efeso e, trovati là alcuni discepoli, disse loro: 2 «Avete ricevuto lo Spirito Santo, quando avete creduto?». Quelli gli risposero: «Non abbiamo neppure udito che vi sia uno Spirito Santo». 3 E disse loro: «Con quale battesimo dunque siete stati battezzati?». Essi risposero: «Col battesimo di Giovanni». 4 Allora Paolo disse: «Giovanni battezzò con il battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo che dovevano credere in colui che veniva dopo di lui, cioè in Cristo Gesù». 5 Udito questo, furono battezzati nel nome del Signore Gesù. 6 E, quando Paolo impose loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro e parlavano in altre lingue e profetizzavano. 7 Or erano in tutto circa dodici uomini.
È IMPORTANTE ISTRUIRE I NUOVI CONVERTITI A RIGUARDO
Dare allo Spirito Santo la priorità nei progetti e nelle attività della Chiesa, determina un progresso straordinario nell'opera evangelistica mondiale.
Purtroppo  pur conoscendolo, spesso gli concediamo poco spazio per dimostrare la Sua Potenza.
Non era così per la chiesa primitiva.
 

L'AZIONE POTENTE DI DIO E DELLE ARMI 

( SPIRITUALI )

 

DIFFICOLTA’ PER RICOSTRUIRE GERUSALEMME

NEL LIBRO DI NEHEMIA

 
Gerusalemme : Rappresenta la Chiesa spirituale e la vita del credente individuale
Samballat  : E’ la figura del nemico che impedisce la ricostruzione della citta’ Gerusalemme ( chiesa ).
Nehemia  2:10 ; 2: 18 a 20 ; 4:1,
 
            MISURE DIFENSIVE  PRESE DA NEHEMIA :
4:13 DISPOSE IL POPOLO PER FAMIGLIE E ARMATI
4: 20 E 17 LA FORZA DEL SUONO DELLA TROMBA
  ( festa delle trombe in ebraico terùw àh : gridare forte   
   rallegrarsi , veniva suonata per dare l’allarme e per rallegrarsi  gioire )
  CAP. 6:1 SAMBALLAT E GHESHEM  TRAMMANO UN TRANELLO A NEHEMIA PER INDURLO A PECCARE ,
 NEHEMIA 6:13 NEHEMIA PREGA E SCONFIGGE
IL MONDO DELLE TENEBRE
 NEHEMIA 6: 16 : LE MURA SONO COMPLETATE PER L’AIUTO DI DIO
L’OPERA DI DISTRUZIONE DELLA CHIESA DI CRISTO
SAULO ( PAOLO )
Devastatore
Atti 8:3 Saulo intanto devastava la chiesa, entrando di casa in casa; e, trascinando via uomini e donne, li metteva in prigione.
( termine devastare : Rovinare con furia, distruggere con violenza )
( NOTA AL VERSO ( 8:1; 8:4; NESSUNO PUO’ FERMARE L’OPERA DI DIO )
 Atti 9:1 Saulo, sempre spirante minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote,
Atti 9:2 e gli chiese delle lettere per le sinagoghe di Damasco affinché, se avesse trovato dei seguaci della Via, uomini e donne, li potesse condurre legati a Gerusalemme.
 Atti 22:4 perseguitai a morte questa Via, legando e mettendo in prigione uomini e donne,
 Galati 1:13 Infatti voi avete udito quale sia stata la mia condotta nel passato, quand'ero nel giudaismo; come perseguitavo a oltranza la chiesa di Dio, e la devastavo; ( Filippesi 3:6 )
 Furioso Atti 26:9 Quanto a me, in verità pensai di dover lavorare attivamente contro il nome di Gesù il Nazareno.
Atti 26:10 Questo infatti feci a Gerusalemme; e avendone ricevuta l'autorizzazione dai capi dei sacerdoti, io rinchiusi nelle prigioni molti santi; e, quand'erano messi a morte, io davo il mio voto.
Atti 26:11 E spesso, in tutte le sinagoghe, punendoli, li costringevo a bestemmiare; e, infuriato oltremodo contro di loro, li perseguitavo fin nelle città straniere.
Atti 5: 36 Poiché, prima d'ora, sorse Teuda, dicendo di essere qualcuno; presso di lui si raccolsero circa quattrocento uomini; egli fu ucciso, e tutti quelli che gli avevano dato ascolto furono dispersi e ridotti a nulla. 37 Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, ai giorni del censimento, e si trascinò dietro della gente; anch'egli perì, e tutti quelli che gli avevano dato ascolto furono dispersi. 38 E ora vi dico: tenetevi lontani da loro, e ritiratevi da questi uomini; perché, se questo disegno o quest'opera è dagli uomini, sarà distrutta; 39 ma se è da Dio, voi non potrete distruggerli, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio».
40 Essi furono da lui convinti; e chiamati gli apostoli, li batterono, ingiunsero loro di non parlare nel nome di Gesù e li lasciarono andare.
41 Essi dunque se ne andarono via dal sinedrio, rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di essere oltraggiati per il nome di Gesù. 42 E ogni giorno, nel tempio e per le case, non cessavano di insegnare e di portare il lieto messaggio che Gesù è il Cristo.
 GESU’ FERMO’ IL DISTRUTTORE ( PAOLO )
SULLA VIA DI DAMASCO
  ANCHE DOPO, NELLA STORIA DELLA CHIESA  CI FURONO COLORO CHE VOLEVANO FERMARE L’OPERA DI DIO MA NON CI RIUSCIRONO
 Prime persecuzioni :Nuovo Testamento (dalla Pentecoste in poi )
Persecuzioni nell'impero romano  : ( fino a Costantino )
avvenute sotto gli imperatori
Nerone,
Domiziano,
Traiano,
Marco Aurelio,
Settimio Severo,
Massimino Trace,
Decio,
Valeriano,
Aureliano e
Diocleziano.
 Altre persecuzioni antiche
Nel 337 D.C. un intensificarsi nelle ostilità in corso tra la Persia Sassanide e l'Impero Romano sfociò in persecuzioni nei confronti dei cristiani da parte dei persiani.
I cristiani furono percepiti come potenziali traditori perché amici di una Roma ormai cristianizzata dopo Costantino e nei decenni successivi migliaia di loro persero la vita.
Nel III e IV. Il re visigoto Atanarico avviò una persecuzione dei cristiani, molti dei quali vennero uccisi.
Nel V e VI secolo, l'Arianesimo ( predicazione del missionario cristiano  Ario )
I  Goti; durante le loro incursioni in Italia, Gallia e Spagna, essi distrussero molte chiese ed uccisero molti cristiani
NEL MEDIO EVO
 NELLA RIVOLUZIONE FRANCESE
 SOTTO IL DOMINIO DELLO STATO DEL VATICANO
              ( LA SANTA INQUISIZIONE )
L'Inquisizione sostegno del potere papale
L'Inquisizione, anche chiamata « Santo Uffizio », venne istituita da papa Innocenzo III e perfezionata sotto il secondo papa succedutogli, Gregorio IX. Era il tribunale papale per la ricerca e punizione degli eretici ed esso richiedeva che tutti dovessero fornire informazioni contro gli eretici. Tutti i sospettati erano passibili di tortura senza conoscere il nome del loro accusatore. Il procedimento rimaneva segreto. L'inquisitore pronunciava la propria sentenza e la vittima veniva consegnata alle autorità civili per essere imprigionata a vita o posta sul rogo e le sue proprietà venivano confiscate e spartite tra la Chiesa e lo stato. Nel periodo immediatamente successivo a papa Innocenzo III, l'Inquisizione compi la sua peggiore opera contro gli Albigesi , ma fece anche migliaia di vittime in Spagna, Italia, Germania ed Olanda. Essa fu in seguito il principale strumento nelle mani del papa per annientare la Riforma.
Si afferma che nei trent'anni tra il 1540 ed il 1570, non meno di 900 mila protestanti venissero messi a morte nella guerra condotta dal papa per sterminare i Valdesi .
Pensate a quei monaci e preti, che, in paramenti sacri, dirigevano con spietata crudeltà ed inumana brutalità il lavoro della tortura e del rogo per uomini e donne innocenti, e lo eseguivano nel nome di Cristo, per ordine diretto del « vicario di Cristo ». L'Inquisizione fu la maggiore infamia e malvagità della storia umana. Venne ideata dai papi che ne fecero uso per 500 anni al fine di mantenere il loro potere. Di questa crudeltà , nessuno nella successiva linea di papi,santi e infallibili ha mai chiesto perdono.
NELLA RIFORMA PROTESTANTE
 NAZISMO
 REGIMI COMUNISTI
 PERSECUZIONI MODERNE
NESSUNO MAI HA POTUTO DISTRUGGERE L’OPERA DI DIO : LA CHIESA :
 ANZI LEGGIAMO ATTI 19:20
 Matteo 16:18 E anch'io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa,
e le porte dell'Ades non la potranno vincere.
 

FINE

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
             
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